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NUOVE REGOLE PER L’USO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA. PROVVEDIMENTO DEL GARANTE PER LA PRIVACY.

Category:ECONOMICO

Prot.n. II/ 1363 /10

Avellino, 26 maggio 2010

 

NUOVE REGOLE PER L’USO DEI SISTEMI DI VIDEOSORVEGLIANZA. PROVVEDIMENTO DEL GARANTE PER LA PRIVACY.

 L’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, con il Provvedimento in materia di videosorveglianza dell’ 8 aprile 2010 – pubblicato in G.U. n. 99 del 29 aprile 2010 – ha varato le nuove regole alle quali soggetti pubblici e privati dovranno conformarsi, per installare telecamere e sistemi di videosorveglianza. Il provvedimento sostituisce quello del 2004 e introduce importanti novità.

 

Di seguito riportiamo la sintesi del contenuto del Provvedimento. 

INFORMATIVA

Secondo le indicazioni del nuovo Provvedimento del Garante, gli interessati devono essere sempre informati di essere in procinto di accedere ad una zona video sorvegliata-

 A tal fine, il Garante ritiene che si possa utilizzare lo stesso modello semplificato di informativa “minima”, indicante il titolare del trattamento e la finalità perseguita, già individuato ai sensi dell’art. 13, comma 3, del Codice nel provvedimento del 2004 e riportato in fac-simile nell’allegato n. 1 al Provvedimento.

 

Tale cartello:

–               deve essere collocato prima del raggio di azione della telecamera, anche nelle sue immediate vicinanze e non necessariamente a contatto con gli impianti;

–               deve avere un formato ed un posizionamento tale da essere chiaramente visibile in ogni condizione di illuminazione ambientale, anche quando il sistema di videosorveglianza sia eventualmente attivo in orario notturno. Tale prescrizione deve essere adempiuta entro il 29 aprile 2011;

–               può inglobare un simbolo o una stilizzazione di esplicita e immediata comprensione, eventualmente diversificati al fine di informare se le immagini sono solo visionate o anche registrate. 

Il Garante ritiene auspicabile che l’informativa, se resa in forma semplificata avvalendosi del predetto modello, rinvii a un testo completo contenente tutti gli elementi di cui all’art. 13, co. 1, del Codice, disponibile agevolmente senza oneri per gli interessati, con modalità facilmente accessibili anche con strumenti informatici e telematici (in particolare, tramite reti Intranet o siti Internet, affissioni in bacheche o locali, avvisi e cartelli agli sportelli per gli utenti, messaggi preregistrati disponibili digitando un numero telefonico gratuito). 

In ogni caso il titolare, anche per il tramite di un incaricato, ove richiesto è tenuto a fornire anche oralmente un’informativa adeguata, contenente gli elementi individuati dall’art. 13 del Codice. 

Deve inoltre essere resa nota agli interessati la circostanza che il sistema di videosorveglianza sia collegato direttamente con le forze di polizia, utilizzando eventualmente il modello semplificato di cui all’allegato 2 del Provvedimento.

 Sanzioni:

la violazione delle disposizioni riguardanti l’informativa (es. mancata indicazione del titolare, della finalità perseguita e dell’eventuale collegamento con le forze di polizia) è punita con la sanzione amministrativa da 6.000 a 36.000 euro (art. 161 D.Lgs. 196/03). 

VERIFICA PRELIMINARE

Devono essere sottoposti a verifica preliminare solo gli impianti particolarmente sofisticati: impianti così detti “intelligenti” o dotati di software che permettono il riconoscimento della persona tramite collegamento o incrocio o confronto delle immagini rilevate con dati biometrici. Sono ad oggi pertanto esclusi dalla richiesta di questa verifica gli impianti più diffusamente utilizzati che semplicemente rilevano e registrano le immagini. 

Va invece posta particolare attenzione a non eccedere i tempi massimi di conservazione delle immagini registrate per non ricadere nell’obbligo di richiedere all’Autorità una verifica preliminare. 

L’eventuale obbligo di richiedere la verifica preliminare andrà assolto entro il 29 settembre 2010. 

MISURE DI SICUREZZA

I dati raccolti mediante sistemi di videosorveglianza devono essere protetti con idonee e preventive misure di sicurezza, riducendo al minimo i rischi di distruzione, perdita, accesso non autorizzato, trattamento non consentito o non conforme alle finalità della raccolta, anche in relazione alla trasmissione delle immagini. Devono inoltre essere adottate specifiche misure tecniche ed organizzative che consentano al titolare di verificare l’attività espletata da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa; in particolare dovranno essere adottati:.

 

–               diversi livelli di visibilità e trattamento delle immagini (designazione per iscritto di un numero delimitato di incaricati ad accedere ai locali dove sono situate le postazioni di controllo, ad utilizzare gli impianti e, nei casi in cui ciò sia indispensabile, a visionare le immagini; individuazione dei diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore distinguendo tra chi è unicamente abilitato a visionare le immagini da chi può effettuare ulteriori operazioni) anche attraverso l’attribuzione di credenziali di autenticazione che abilitino ad effettuare unicamente le operazioni di propria competenza;

–               accorgimenti per limitare la possibilità, per i soggetti abilitati, di visionare le immagini registrate e di effettuare sulle stesse operazioni di cancellazione e duplicazione;

–               accorgimenti per garantire la cancellazione anche automatica delle registrazioni dopo 24 ore dalla rilevazione. Solo in alcuni casi (come i mezzi di trasporto) o per la particolare rischiosità dell’attività svolta dal titolare del trattamento (il Provvedimento cita come esempio le banche) può ritenersi ammesso un periodo più lungo comunque non eccedente la settimana;

–               accorgimenti per garantire, nel caso di interventi di manutenzione, che i soggetti a ciò preposti possano accedere alle immagini soltanto se questo si renda indispensabile al fine di effettuare eventuali verifiche tecniche ed in presenza dei soggetti abilitati alla visione delle immagini;

–               accorgimenti contro il rischio di accesso abusivo alle reti informatiche nel caso di apparati digitali connessi a reti informatiche;

–               accorgimenti per l’applicazione di tecniche crittografiche nel caso di trasmissione tramite una rete pubblica di comunicazioni. 

Le misure di sicurezza devono essere adottate entro il 29 aprile 2011.

Sanzioni:

il mancato rispetto di tali specifiche prescrizioni comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 euro (art. 162, comma 2-ter, D.Lgs. 196/03). 

Viceversa, l’omessa adozione delle generiche misure minime di sicurezza comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 20.000 a 120.000 euro (art. 162, comma 2-bis, D.Lgs. 196/03) ed integra la fattispecie di reato prevista dall’art. 169 del D.Lgs. 196/03 punito con l’arresto sino a due anni. 

DURATA DELL’EVENTUALE CONSERVAZIONE DELLE IMMAGINI

È rimasto invariato il limite temporale massimo delle 24 ore dalla rilevazione per la conservazione delle immagini rilevate, fatte salve speciali esigenze in relazione a festività o chiusura degli uffici, nonché nel caso in cui si debba aderire ad una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria. 

Solo in alcuni casi, per la particolare rischiosità dell’attività o per peculiari ragioni tecniche, può ritenersi ammesso un tempo più ampio di conservazione dei dati, che non deve comunque superare la settimana. Un eventuale allungamento dei tempi di conservazione deve essere valutato come eccezionale e deve comunque preventivamente sottoposto alla verifica del Garante. 

Sanzioni:

il mancato rispetto dei tempi di conservazione delle immagini raccolte e del correlato obbligo di cancellazione di dette immagini oltre il termine previsto comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 euro (art. 162, comma 2-ter, D.Lgs. 196/03).

 SETTORI SPECIFICI

Rapporti di lavoro

Il provvedimento conferma il divieto di controllo a distanza dell’attività lavorativa nell’uso di sistemi di videosorveglianza. È vietata l’installazione di apparecchiature specificatamente preordinate alla predetta finalità: non devono quindi essere effettuate riprese al fine di verificare l’osservanza dei doveri di diligenza stabiliti per il rispetto dell’orario di lavoro e la correttezza nell’esecuzione della prestazione lavorativa (ad es. orientando la telecamera sul badge). Vanno poi osservate le garanzie previste dallo Statuto dei lavoratori quando la videosorveglianza è resa necessaria da esigenze organizzative o produttive, ovvero è richiesta per la sicurezza del lavoro: in tali casi, ai sensi dell’art. 4 della l. n. 300/1970, occorre il preventivo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede l’Ispettorato del lavoro, dettando, ove occorra, le modalità per l’uso di tali impianti.

Tali garanzie vanno osservate sia all’interno degli edifici, sia in altri contesti in cui è resa la prestazione di lavoro. 

Sanzioni:

il mancato rispetto di quanto sopra prescritto comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 euro (art. 162, comma 2-ter, D.Lgs. 196/03). 

L’utilizzo di sistemi di videosorveglianza preordinati al controllo a distanza dei lavoratori o ad effettuare indagini sulle loro opinioni integra la fattispecie di reato prevista dall’art. 171 del Codice Privacy (art. 38 Statuto dei lavoratori: ammenda da euro 154 a euro 1.549 o arresto da 15 giorni ad un anno). 

Sotto un diverso profilo, eventuali riprese televisive sui luoghi di lavoro per documentare attività od operazioni solo per scopi divulgativi o di comunicazione istituzionale o aziendale, e che vedano coinvolto il personale dipendente, possono essere assimilati ai trattamenti temporanei finalizzati alla pubblicazione occasionale di articoli, saggi ed altre manifestazioni del pensiero. In tal caso, alle stesse si applicano le disposizioni sull’attività giornalistica contenute nel Codice Privacy, fermi restando, comunque, i limiti al diritto di cronaca posti a tutela della riservatezza, nonché l’osservanza del codice deontologico per l’attività giornalistica ed il diritto del lavoratore a tutelare la propria immagine opponendosi, per motivi legittimi, alla sua diffusione. 

Utilizzo di webcam o camera-on-line a scopi promozionali-turistici o pubblicitari

Le attività di rilevazione di immagini a fini promozionali-turistici o pubblicitari, attraverso webcam devono avvenire con modalità che rendano non identificabili i soggetti ripresi. Ciò in considerazione delle peculiari modalità del trattamento, dalle quali deriva un concreto rischio del verificarsi di un pregiudizio rilevante per gli interessati: le immagini raccolte tramite tali sistemi, infatti, vengono inserite direttamente sulla rete Internet, consentendo a chiunque navighi sul web di visualizzare in tempo reale i soggetti ripresi e di utilizzare le medesime immagini anche per scopi diversi dalle predette finalità promozionali-turistiche o pubblicitarie perseguite dal titolare del trattamento. 

Sistemi integrati di videosorveglianza

In caso di utilizzo di sistemi integrati di videosorveglianza – ovvero di sistemi che offrono servizi centralizzati di videosorveglianza remota da parte di vari soggetti (società di vigilanza, Internet e service providers, fornitori di video specialistici, ecc.) oltre alle forze di polizia – occorre:

– attivare idonei sistemi per la registrazione degli accessi logici degli incaricati e delle operazioni compiute sulle immagini registrate, compresi i relativi riferimenti temporali, con conservazione di tali informazioni per un periodo non inferiore ai sei mesi.

– predisporre una separazione logica delle immagini registrate dai diversi titolari. 

Tali misure dovranno essere adottate entro il 29 settembre 2010.  

Sanzioni:

il mancato rispetto di tali misure comporta l’applicazione della sanzione amministrativa da 30.000 a 180.000 euro (art. 162, comma 2-ter, D.Lgs. 196/03).

 Nel caso in cui le misura sopra riportate non siano integralmente applicabili per la natura e le caratteristiche dei sistemi di videosorveglianza utilizzati, il titolare è tenuto a richiedere una verifica preventiva all’Autorità. 

PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI

Nell’ambito del principio del “bilanciamento degli interessi”, il Provvedimento stabilisce che la rilevazione delle immagini può avvenire senza consenso degli interessati quando sia effettuata per perseguire un legittimo interesse del titolare o per fini di tutela delle persone e dei beni rispetto a possibili aggressioni, furti, rapine, danneggiamenti, atti di vandalismo o per finalità di prevenzione incendi o di sicurezza del lavoro. 

La videosorveglianza è quindi ammessa in presenza di concrete situazioni che la giustifichino, a protezione delle persone, della proprietà o del patrimonio aziendale. 

Il testo integrale del provvedimento ed il vademecum predisposto dal Garante sono disponibili in calce alla presente nota. 

 

Distinti saluti 

IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli 

All.c.s.

Provvedimento in materia di videosorveglianza 

 

 


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ACCORDO 18 MARZO 2010 PER IL RINNOVO DEL CCNL 4 LUGLIO 2008. CIRCOLARE ILLUSTRATIVA

Category:LAVORO E PREVIDENZA

Prot. N. I/ 1347/10

Avellino 25 maggio 2010 

ACCORDO 18 MARZO 2010 PER IL RINNOVO DEL CCNL 4 LUGLIO 2008. CIRCOLARE ILLUSTRATIVA. 

Facendo seguito alle nostre precedenti informative relative al rinnovo del CCNL per gli addetti all’industria della gomma, dei cavi elettrici, affini e della trasformazione delle materie plastiche, Vi comunichiamo che sono state superate le divergenza interpretative con le OO.SS. che avevano determinato la sospensione nell’applicazione delle nuove disposizioni contrattuali e pertanto dal mese di maggio dovranno essere applicate le varie disposizioni previste nell’accordo di rinnovo del CCNL. 

Per agevolare gli adempimenti da parte delle aziende del settore, provvediamo a trasmetterVi in allegato la circolare illustrativa diramata dalla Federazione Gomma e Plastica. 

Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e porgiamo distinti saluti. 

   IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli 

All. c.s.

Accordo 18 marzo Circolare Illustrativa


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MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE (MUD 2010)

Category:AMBIENTE E SICUREZZA

Prot. N. I/ /10

Avellino 24 maggio 2010

MODELLO UNICO DI DICHIARAZIONE AMBIENTALE (MUD 2010)

D.L. 20/05/2010 N. 72 E MODULISTICA. 

Facendo seguito alle precedenti comunicazioni relative all’oggetto, Vi segnaliamo che sulla G.U. n. 117 del 21 maggio u.s. è stato pubblicato il decreto legge 20 maggio 2010 n. 72 recante “Misure urgenti per il differimento dei termini in materia ambientale e di autotrasporto, nonché per l’assegnazione di quote di emissione di CO2” con il quale viene sancita la proroga al 30 giugno 2010 della dichiarazione ambientale MUD riferita all’anno 2009. 

Per tale dichiarazione essendo intervenuto il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 27/04/2010, i modelli da utilizzare sono quelli allegati a tale ultimo provvedimento che risultano uguali a quelli precedentemente in vigore, per cui non ci sono sostanziali variazioni nella compilazione, ad eccezione della nuova sezione veicoli fuori uso e degli adempimenti che riguardano le apparecchiature elettriche ed elettroniche. 

Presso i nostri uffici e sul nostro sito nella sezione MUD 2010 sono a disposizione degli associati i modelli cartacei ed il nuovo software per la compilazione su supporto informatico.

In ogni caso abbiamo predisposto un apposito servizio per aiutare le aziende di minori dimensioni nell’adempimento di tale obbligo per cui dal 1° giugno e fino al 29 giugno p.v., nelle seguenti date: 1° giugno 2010 – 8 giugno 2010 – 14 giugno 2010 – 22 giugno 2010 e 29 giugno 2010 dalle ore 15.30 alle ore 18,30 le aziende interessate potranno rivolgersi ai nostri uffici, previa telefonata, per ricevere ogni assistenza nella compilazione del MUD.

Per completezza di informazione provvediamo a riepilogare gli adempimenti connessi alla presentazione. 

PRESENTAZIONE 

La dichiarazione deve essere presentata alla Camera di Commercio di Avellino con le seguenti modalità:

consegna diretta agli Uffici di Viale Cassitto, o spedizione a mezzo raccomandata senza avviso di ricevimento a: Camera di Commercio – Industria Artigianato ed Agricoltura di Avellino, Piazza Duomo 5 – utilizzando l’apposita busta.

Per i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche la trasmissione può avvenire solo in via telematica collegandosi al sito www.registroraee.it e seguire le istruzioni esposte. 

DIRITTI DI SEGRETERIA 

Gli importi di diritti di segreteria da versare sul C/C postale n.  14502835 intestato a Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura di Avellino sono rimasti invariati e sono i seguenti:

–       Euro 15,00 nel caso di presentazione su supporto cartaceo

–       Euro 10,00 nel caso di presentazione su supporto magnetico.

Nel modello di versamento va specificata la causale MUD 2009. 

Precisiamo infine che per i produttori e primi utilizzatori di imballaggi compreso gli importatori di imballaggi pieni, non vi è l’obbligo di compilare la Sezione imballaggi. 

Restiamo a disposizione per ogni ulteriore informazione e chiarimento e porgiamo distinti saluti. 

  IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli

 

 


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APPROVAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL DISCIPLINARE PROVINCIALE PER L’AUTORIZZAZIONE AGLI IMPIANTI DI ENERGIA ELETTRICA ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI.

Category:ECONOMICO

Prot. N. II/ 1245/10

Avellino, 20 maggio 2010

APPROVAZIONE E PUBBLICAZIONE DEL DISCIPLINARE PROVINCIALE PER L’AUTORIZZAZIONE AGLI IMPIANTI DI ENERGIA ELETTRICA ALIMENTATI DA FONTI RINNOVABILI.  

Vi informiamo che recentemente la Provincia di Avellino ha approvato ed emanato il disciplinare per l’autorizzazione agli impianti di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili.

In base alla normativa vigente, in attesa della promulgazione delle linee guida nazionali (DLGS 387/2003), le Regioni e le Province sono competenti ad esaminare, valutare e approvare le proposte di installazione e riconversione degli impianti da fonti rinnovabili. 

La Regione Campania con delibera 1642 dell’ottobre 2009 è intervenuta a definire le norme generali sul procedimento di Autorizzazione Unica, demandando alle province la competenza  per le seguenti tipologie di impianti :

a) fotovoltaici: fino alla potenza di 1 Mega Watt di picco, fatti salvi gli interventi di cui alle lettere b2 e b3 del D.M. 19/02/2007;

b) eolici: fino alla potenza di 1 MegaWatt;

c) idroelettrici: fino alla potenza di 1 MegaWatt, compresi quelli che utilizzano l’energia del moto ondoso;

d) termoelettrici alimentati a biomassa e/o biogas con le caratteristiche e i limiti di cui al comma 14 dell’art. 269 del D.Lgs. n. 152 del 03/04/06;

e) interventi a biomassa vegetali liquide vergini di cui all’art. 65 della LR 1/08 con potenza superiore a quella di cui alla precedente lett. d) fino a 5 MW elettrici; 

Il Disciplinare provinciale è stato approvato solo in seguito ad un iter concertato con le principali associazioni di categoria presenti sul territorio. In tale fase Confindustria Avellino, grazie al contributo espresso dalle proprie aziende associate, ha segnalato al competente settore ambiente della Provincia una serie di osservazioni volte a semplificare ulteriormente l’iter di verifica da parte dei tecnici provinciali per gli impianti di piccola e piccolissima taglia, agevolando le iniziative dei Comuni e degli altri Enti Pubblici ad installare impianti da fonti rinnovabili e adeguando i contenuti del disciplinare ai contenuti della bozza delle linee guida nazionali al fine di evitare, una volta approvate le linee, un ulteriore cambiamento delle regolamentazioni. 

Abbiamo verificato, con soddisfazione, che le osservazioni proposte da Confindustria Avellino sono state interamente recepite dal Disciplinare approvato. 

Per opportuna conoscenza e documentazione provvediamo ad allegare, in formato elettronico, sia il disciplinare provinciale che la delibera regionale. 

Distinti saluti. 

   IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli 

All.c.s.

Deliberazione 1642 Regione Campania

Disciplinare Provinciale

 

 

 


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Applicazione Art. 1 Legge 29.05.1982 – n. 297 in materia di trattamento di fine rapporto Aprile 2010.

Category:LAVORO E PREVIDENZA

Prot. n.I / 1279  /10      

Avellino,  18 maggio  2010   

Applicazione Art. 1 Legge 29.05.1982 – n. 297 in materia di trattamento di fine  rapporto Aprile 2010.  

L’Istituto Centrale di Statistica ha reso noto l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli Operai-Impiegati relativo al mese di  Aprile 2010.

In ottemperanza alle norme specificate nell’art. 1 della Legge 297/82 e con riferimento ai criteri applicativi indicati nelle nostre precedenti circolari Vi comunichiamo che il coefficiente utile per la rivalutazione a  Aprile 2010 del  trattamento di fine rapporto è pari a1,011627 

Tale coefficiente è ricavato dai calcoli riportati in calce. 

A disposizione per ogni ulteriore  chiarimento, porgiamo distinti saluti.

 

  IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli

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0,5 + 0,75 x ((137- 135,8)/135,8) x 100 =

0,5 + (0,75 x 0,883652) = 

0,5 + 0,662739 = 1,162739

 D O V E

– 0,5 è  la percentuale  in  misura  fissa  da calcolare  in dodicesimi  (4 per il mese di Aprile 2010)

–  137 è l’ indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai – impiegati nel mese di Aprile 2010;

–  135,8 è l’ indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai – impiegati nel mese di dicembre 2009;

–  0,75 è la percentuale cui deve essere ridotto l’aumento dei prezzi al consumo del mese di  Aprile 2010 rispetto a Dicembre 2009.                                          

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Vantaggi e Servizi

Category:Senza categoria

Aderire a Confindustria significa entrare a far parte del sistema di rappresentanza degli imprenditori più grande e rappresentativo in Italia: il Sistema Confindustria. Un sistema che offre opportunità, conoscenza, servizi, assistenza e risparmio per ogni attività aziendale.

Confindustria è un sistema di rappresentanza, servizi e confronto al fianco dell’azienda in ogni occasione.

Ecco perchè associarsi assume una pluralità di significati:

  • per partecipare a rappresentare il sistema industriale in enti ed organismi pubblici e privati al fine di sviluppare gli interessi degli imprenditori;
  • per confrontarsi, in una dialettica propositiva, sui nuovi scenari e sulle iniziative aziendali;
  • per partecipare attivamente alla definizione delle strategie di sviluppo del territorio;
  • per essere protagonisti di una nuova cultura d’impresa;
  • per promuovere e valorizzare il sistema produttivo della nostra provincia;
  • per ricevere sistematicamente informazioni e assistenza sui temi di interesse aziendale, adempimenti e opportunità;
  • per beneficiare dei vantaggi offerti dalle numerose convenzioni stipulate dall’Associazione e dal sistema Confindustria.

Entra a far parte del più grande sistema imprenditoriale italiano: aderisci a Confindustria Avellino. 

I NOSTRI SERVIZI PER GLI ASSOCIATI

  • Consulenza e assistenza su legislazione del lavoro, previdenza, relazioni sindacali e assicurazioni sociali; assistenza per controversie collettive, plurime e individuali in sede sindacale e amministrativa.
  • Consulenza e assistenza su agevolazioni e incentivi regionali, nazionali e europei a sostegno dello sviluppo imprenditoriale.
  • Consulenza e assistenza per iniziative di export e per lo sviluppo di strategie di internazionalizzazione dell’azienda.
  • Intermediazione bancaria e assicurativa mediante convenzioni anche attraverso la struttura Confidi GAFISUD.
  • Informazione e consulenza sulle principali tematiche e procedure per la qualità, previste dalla vigente normativa per la certificazione.
  • Risparmio sui costi aziendali con agevolazioni economiche su operatori telefonici, trasporto aereo, carte di credito, carburanti, noleggio autovetture ed altro.
  • Formazione specialistica inerenti tematiche aziendali e sviluppo di progetti di formazione, mediante assistenza e consulenza sui fondi interprofessionali Fondimpresa e Fondirigenti.

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Sezioni

Category:Senza categoria

A norma dell’Art. 23 dello Statuto dell’Unione, le aziende associate, vengono raggruppate in Sezioni di Categoria in relazione alla natura delle attività da esse svolte.

Le aziende associate operanti in quei settori per i quali non sia costituita la corrispondente sezione sono raggruppate nella Sezione “Attività Diverse”.

Le Sezioni perseguono il raggiungimento dei fini statutari nell’ambito della parti- colare attività per cui sono costituite.
Le Sezioni esplicano la loro attività a mezzo dei seguenti Organi:
– l’Assemblea delle aziende associate;
– il Consiglio Direttivo, se costituito; 
– il Presidente.

 ALIMENTARE

METALMECCANICI


CONCIARI

LEGNO

ALBERGHI E TURISMO

TESSILE – ABBIGLIAMENTO E CALZATURIERO

LATERIZI E MANUFATTI IN CEMENTO

TRASPORTI E TELECOMUNICAZIONI

MATERIE PLASTICHE

SANITA’ 

CHIMICO E VETRO 

GRAFICI


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Gruppo Giovani Scheda di Adesione

Category:Senza categoria

Perché fare parte dei G.I.

L’opportunità di conoscere altre persone con diverse esperienze imprenditoriali e confrontarsi sui diversi modelli di impresa applicati nelle proprie aziende. La possibilità di incontrare i protagonisti del nostro sistema economico, della politica e della cultura per coinvolgerli nelle nostre iniziative e sensibilizzarli alle nostre esigenze  

Per informazioni

Segreteria del Gruppo Giovani Imprenditori di Avellino

Unione degli Industriali della Provincia di Avellino
Via Palatucci, 20/A -83100 Avellino
Tel 0825 785513 begin_of_the_skype_highlighting              0825 785513      end_of_the_skype_highlighting
fax 0825 786225
e.mail: info@giovanimprenditori.av.it

 

 


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Giovani Imprenditori – Scheda di Adesione

Category:Senza categoria

Scarica la scheda di adesione al Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Avellin


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Rappresentanza

Category:Senza categoria

Rappresentanze in Enti Pubblici 
L’Unione degli Industriali della Provincia di Avellin aderisce a Confindustria, la federazione nazionale degli imprenditori. L’Associazione è rappresentata in numerosi organismi deliberativi e consultivi operanti presso Enti pubblici locali ed è presente con propri rappresentanti nelle seguenti Commissioni: 

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE 
AGENZIA DELLE ENTRATE – OSSERVATORIO PROVINCIALE PER GLI STUDI DI SETTORE  
  
MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE  
AGENZIA DELLE ENTRATE – OSSERVATORIO PROVINCIALE PER GLI STUDI DI SETTORE  
 
PREFETTURA 
COMITATO PROVINCIALE PER L’ORDINE PUBBLICO  
  
CONSIGLIO TERRITORIALE PER L’IMMIGRAZIONE  
  
PROVINCIA 
MOTORIZZAZIONE CIVILE – COMISSIONE CONSULTIVA DELL’ALBO DEGLI AUTOTRASPORTATORI PER CONTO  
  
MOTORIZZAZIONE CIVILE – COMMISSIONE CONSULTIVA DELL’ALBO DEGLI AUTRASPORTATORI PER CONTO   
  
COMITATO PROVINCIALE PER L’EMERSIONE DEL SOMMERSO 
COMMISSIONE CONSULTIVA PER L’AUTOTRASPORTO IN CONTO PROPRIO  
 
COMMISSIONE PROVINCIALE IN MATERIA DI LAVORO  
  
MOTORIZZAZIONE CIVILE – COMMISIONE CONSULTIVA DELL’ALBO DEGLI AUTOTRASPORTATORI PER CONTO   
 
MOTORIZZAZIONE CIVILE – COMMISSIONE CONSULTIVA DELL’ALBO DEGLI AUTOTRASPORTATORI PER CONTO  
 
REGIONE 
COMITATO DISTRETTO INDUSTRIALE CALITRI  
  
COMITATO DISTRETTO INDUSTRIALE DI CALITRI  
  
COMITATO DISTRETTO INDUSTRIALE DI SOLOFRA 
 
COMMISSIONE PROVINCIALE PER L’ARTIGIANATO  

Rappresentanze in Enti Privati
Confindustria Avellino promuove e sviluppa la cultura d’impresa e la crescita del territorio, in forma sinergica con altre organizzazioni pubbliche e private locali. A tal fine è presente con propri rappresentanti nelle seguenti strutture private:

Economia
Simest Spa
SFC Sistemi Formativi Confindustria 
C.G.S. Consorzio Gestione Servizi (ASI)
Asse Società Consortile per Azioni

Sistema Confindustria
Consiglio Direttivo Confindustria Campania
Giunta di Confindustria Campania
Comitato Regionale Piccola Industria
Comitato Regionale Gruppo Giovani Imprenditori
Raggruppamento Regionale per l’Industria Turistica
Ragguppamento Terziario Avanzato


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