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Chiarimenti in tema di IRAP e di versamento degli acconti – Circolare Agenzia delle Entrate n. 27/E del 19 ottobre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Vi segnaliamo che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito web istituzionale la Circolare n. 27/E del 19 ottobre 2020, con la quale ha fornito specifiche indicazioni pratiche su come determinare l’IRAP da versare a saldo per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e, qualora il saldo IRAP per il 2020 sia inferiore alla prima rata di acconto “dovuta” per lo stesso periodo d’imposta, sulla possibilità di utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso ovvero azzerare la differenza a credito.
Inoltre l’Agenzia ha posto l’attenzione sull’ambito applicativo dell’ <def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetailFromResultList.do?i d=%7b14EB559A-E563-406A-BEB8-1234B908513B%7d&codiceOrdinamento=2000020000000 00&idAttoNormativo=%7b7B68E1A7-5491-47CB-B855-96BDEA610D75%7d> art. 20 del D.L. “Liquidità”, che, in deroga alle previsioni ordinarie, stabilisce, solo per il periodo d’imposta 2020, la non applicazione di sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento delle somme dovute a titolo di acconto di IRPEF, IRES e IRAP, se il versamento non è inferiore all’80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in corso.

In particolare con riferimento alla determinazione dell’IRAP da versare per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, ed in particolare all’esclusione della prima rata d’acconto, l’Agenzia rimanda alla relazione illustrativa al decreto “Rilancio”, per la quale i soggetti che beneficiano di detta previsione non sono tenuti al versamento della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020, ovvero pari al 50% per i soggetti di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 12-quinquies del Dl n. 34/2020.

L’importo corrispondente alla prima rata dell’acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per il 2020; pertanto, l’esclusione opera fino a concorrenza dell’importo della prima rata calcolato con il metodo storico ovvero, se inferiore, con il metodo previsionale.

Dopo aver ricordato le regole generali alla base dei due metodi, quindi, la Circolare ha chiarito che il contribuente che sceglie il metodo storico deve versare il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli Isa) e l’eventuale saldo da calcolare al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% in caso di Isa) e del secondo acconto corrisposto.

Se, invece, il contribuente utilizza il metodo “previsionale”, questi è tenuto a versare il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli Isa) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta per il periodo d’imposta 2020 e l’eventuale saldo da determinare al netto del primo acconto “figurativo” e del secondo acconto corrisposto.

In entrambe le ipotesi, il primo acconto “figurativo” da sottrarre non può mai eccedere il 40% (ovvero il 50%) dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il 2020, calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest’ultimo non sia superiore a quanto effettivamente dovuto. E ciò, perché la norma prevede un meccanismo volto ad evitare scelte arbitrarie circa il metodo di calcolo utilizzato per determinare l’acconto (storico o previsionale).

Inoltre l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che quando il saldo è inferiore alla prima rata il contribuente che applica il metodo “storico” è tenuto a versare per il 2020:
* il secondo acconto, pari al 60% (50% se applica gli Isa) * l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% in caso applichi gli Isa) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.
Qualora, invece, il contribuente utilizzi il metodo “previsionale”, lo stesso deve versare:
* un secondo acconto pari al 60% (50% se Isa) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta, * l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% in caso di Isa) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.
In entrambi i casi, il primo acconto “figurativo” da sottrarre non può mai eccedere il 40% (ovvero il 50%) dell’IRAP dovuta per il 2020, calcolata, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest’ultimo non sia superiore a quanto effettivamente da corrispondere.
Infine l’Agenzia fa luce sulla portata dell’ambito applicativo dell’ <def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetailFromResultList.do?i d=%7b14EB559A-E563-406A-BEB8-1234B908513B%7d&codiceOrdinamento=2000020000000 00&idAttoNormativo=%7b7B68E1A7-5491-47CB-B855-96BDEA610D75%7d> art. 20 del D.L. “Liquidità”, che in deroga alle previsioni ordinarie, stabilisce che per i soli acconti relativi al periodo d’imposta 2020 è ammesso il versamento nella misura ridotta dell’80%, senza che il contribuente incorra in alcuna violazione e conseguente irrogazione di sanzioni e interessi.
In particolare, l’Agenzia risponde alla domanda se tale previsione trovi applicazione anche in relazione alle “addizionali” di IRPEF, IRES ed IRAP.
A tale proposito, la Circolare di cui in oggetto richiama la Circolare <www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/2412777/Circolare +n.+9+del+13+Aprile+2020.pdf/f967198a-cc67-95c6-4b02-74f03a065e7e> n. 9/2020, con la quale l’Agenzia ha precisato che, da un punto di vista oggettivo, l’art. 20 in argomento “oltre che alle imposte espressamente individuate si applica anche:
* all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari, * alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE)”.
Tale chiarimento discende dalla circostanza che per le imposte richiamate si applicano i medesimi termini di versamento dell’acconto dettati per le imposte espressamente individuate dalla norma in oggetto.
Di conseguenza, l’agevolazione di cui all’art. 20 del D.L. n. 23/2020 (“Liquidità”) riguarda anche gli acconti relativi alle addizionali di queste imposte con scadenza al 30 giugno 2020.
È esclusa, invece, dal perimetro della disposizione l’applicazione dell’addizionale regionale all’IRPEF, in quanto, per quest’ultima, non è previsto il versamento dell’acconto entro il 30 giugno, ma solo del saldo (in unica soluzione o come prima rata) dell’imposta dovuta per il 2019.
Per un maggior approfondimento alleghiamo la Circolare citata.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Proroga del Quadro Temporaneo sugli aiuti di Stato – Comunicazione Commissione Europea del 13 ottobre.

Category:ECONOMICO,NEWS

Vi segnaliamo che la Commissione Europea, con l’allegata Comunicazione della Commissione Europea del 13.10.2020, ha adottato la quarta modifica del Temporary Framework, che proroga le disposizioni del quadro temporaneo per altri 6 mesi, fino al 30 giugno 2021, ad eccezione di quelle relative alle misure di ricapitalizzazione che vengono prorogate per ulteriori 3 mesi fino al 30 settembre 2021, ed estende ulteriormente le tipologie di aiuti di Stato ammissibili.

In particolare tale modifica apportata al Quadro introduce:

* la possibilità per gli Stati membri di prevedere aiuti di Stato per consentire il sostegno delle imprese che subiscono un calo del fatturato durante il periodo ammissibile (compreso tra il 1° marzo 2020 e il 31 giugno 2021) di almeno il 30% rispetto allo stesso periodo del 2019 a causa della pandemia. Il sostegno potrà contribuire a coprire una parte dei costi fissi dei beneficiari che non sono coperti dalle loro entrate, fino a un importo massimo di 3 milioni di euro per impresa. L’intensità di aiuto è pari al 70% per le imprese medie e grandi e del 90% per le imprese micro e piccole;

* modifiche alle condizioni previste per le misure di ricapitalizzazione. In particolare, per quanto riguarda l’uscita dello Stato dalla ricapitalizzazione delle imprese di cui era azionista prima della ricapitalizzazione, si permette allo Stato di uscire dal capitale proprio di tali imprese mediante una valutazione indipendente, ripristinando nel contempo la sua precedente partecipazione azionaria e mantenendo le misure di salvaguardia per preservare un’effettiva concorrenza nel mercato unico;

* la proroga, fino al 30 giugno 2021, dell’esclusione temporanea dei paesi dall’elenco di quelli “con rischi assicurabili sul mercato” ai sensi della comunicazione sull’assicurazione del credito all’esportazione a breve termine.

Inoltre per un maggior approfondimento Vi inviamo in allegato un interessante documento redatto dal Servizio Studi della Camera dei Deputati sul quadro temporaneo dell’UE sugli aiuti di Stato ed in particolare sui contenuti del Temporary Framework e sulle specifiche categorie di aiuti ammissibili.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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