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Protetto: Chiarimenti su applicazione della TARI alle attività industriali – Circolare MITE del 12 aprile 2021

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Incentivi per la Sicurezza – Bando INAIL ISI 2020 pubblicazione dell’Avviso

Category:AMBIENTE E SICUREZZA,NEWS

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 Dicembre 2020 il Comunicato dell’INAIL (allegato) con il quale vengono avviate le procedure per il finanziamento, tramite Bandi Regionali, degli investimenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro proposti dalle imprese.

L’iniziativa è rivolta a:
– tutte le imprese, anche individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura;
– agli Enti del terzo settore.

Sono escluse le micro e piccole imprese agricole operanti nel settore della produzione primaria dei prodotti agricoli; queste ultime destinatarie dell’iniziativa ISI agricoltura 2019-2020.

Le risorse finanziarie destinate dall’Inail, ai progetti di miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, sono ripartite per regione/provincia autonoma e per assi di finanziamento.

Di tale ripartizione è data evidenza nell’allegato “Isi 2020 – risorse economiche” che costituisce parte integrante degli Avvisi pubblici regionali/provinciali già pubblicati <www.inail.it/cs/internet/attivita/prevenzione-e-sicurezza/agevolazi oni-e-finanziamenti/incentivi-alle-imprese/bando-isi-2020.html?id1=644315406 4921#anchor> .

Sono finanziabili le seguenti tipologie di progetto ricomprese in 4 Assi di finanziamento:
* progetti di investimento e progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale – Asse di finanziamento 1; * progetti per la riduzione del rischio da movimentazione manuale di carichi (MMC) – Asse di finanziamento 2; * progetti di bonifica da materiali contenenti amianto – Asse di finanziamento 3; * progetti per micro e piccole imprese operanti in specifici settori di attivita’ – Asse di finanziamento 4.

Il finanziamento, in conto capitale, è calcolato sulle spese ritenute ammissibili al netto dell’IVA. In particolare:
* per gli Assi 1, 2 e 3 il finanziamento è costituito da un contributo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili, calcolate al netto dell’IVA, sostenute e documentate, per la realizzazione del progetto. Il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di Euro 5.000,00 ed un massimo di Euro 130.000,00. Il limite minimo di spesa non è previsto per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale; * per i progetti di cui all’asse 4 il finanziamento è costituito da un contributo in conto capitale fino al 65% delle spese ammissibili, calcolate al netto dell’IVA, sostenute e documentate, per la realizzazione del progetto. Il progetto da finanziare deve essere tale da comportare un contributo compreso tra un minimo di Euro 2.000,00 ed un massimo di Euro 50.000,00.

La domanda deve essere presentata in modalità telematica e le imprese avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà loro, attraverso un percorso guidato, di inserire la domanda di finanziamento con le modalità indicate negli avvisi regionali. Successivamente il sistema elaborerà la conferma di avvenuta presentazione.

Le date di apertura e chiusura della procedura informatica, in tutte le sue fasi, saranno pubblicate sul portale dell’Istituto, nella sezione dedicata all’Avviso ISI 2020, entro il 26 febbraio 2021.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre

Allegati


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Confindustria: primo commento sugli aspetti di salute e sicurezza del DPCM del 3 novembre 2020

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ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI
Prot. n. 1402/20 Avellino, 9 novembre 2020
OGGETTO: Confindustria: primo commento sugli aspetti di salute e sicurezza del DPCM del 3 novembre 2020.

Vi riportiamo di seguito un primo commento redatto da Confindustria sugli aspetti di salute e di sicurezza del DPCM del 3 novembre 2020.

Premessa

Nel commentare il recente <www.gazzettaufficiale.it/atto/vediMenuHTML?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2020-11-04&atto.codiceRedazionale=20A06109&tipoSerie=serie_generale&tipoVigenza=originario> DPCM del 3 novembre 2020, unitamente alla connessa <media2-col.corriereobjects.it/pdf/2020/interni/salute0410.pdf> Ordinanza del Ministro della Salute, prendendo spunto dal tenore palesemente restrittivo del provvedimento e tenendo conto delle sollecitazioni provenienti dal sistema, si intende offrire anche un ulteriore percorso di sicurezza volto a mitigare il c.d. rischio da quarantena.

L’aggravamento della situazione, la presenza di un numero rilevante di soggetti positivi al virus ma asintomatici (ossia senza visibili segni di malattia ma contagiosi) e, quindi, la difficoltà di una loro individuazione tempestiva (con conseguente alto rischio di contagio), consigliano, e molte imprese lo stanno già facendo, di contrastare il rischio da quarantena, oggi particolarmente grave per l’impresa, soprattutto nel momento in cui la produzione è attiva e vi sono segnali di ripresa.

In sostanza, oggi più che in passato, l’impresa soggiace al rischio che, pur avendo rispettato le disposizioni in vigore (in particolare, distanziamento di almeno un metro, uso della mascherina, igienizzazione delle mani), un lavoratore risulti contagiato e, di conseguenza, l’Autorità sanitaria possa disporre, in tutto o in parte, la quarantena per i colleghi di lavoro, con conseguente blocco, totale o parziale, della produzione.

Poiché la quarantena dipende in gran parte dagli effetti del contact tracing, e quindi fa riferimento alla nozione di contatto stretto, la logica della precauzione interviene soprattutto ad evitare che possano verificarsi contatti stretti, nel senso indicato dal Rapporto n. 53/2020 dell’ISS.

Il DPCM 3 novembre 2020

Il DPCM del 3 novembre 2020 sostituisce il precedente del 24 ottobre 2020 e produce i propri effetti dal 6 novembre al 3 dicembre 2020.

Le disposizioni generali

L’articolo 1 conferma, nella struttura, il precedente ed è riferito alle misure di contenimento del contagio che valgono sull’intero territorio nazionale.

Si conferma espressamente l’applicazione dei protocolli di sicurezza, ribadendo l’obbligo di portare la mascherina in tutti i luoghi, sia al chiuso che all’aperto (e ferme le regole valide all’interno dei luoghi di lavoro secondo il Protocollo del 14 marzo 2020) e confermando l’obbligo del distanziamento di almeno un metro tra le persone.

Al comma 3 si introduce un limite agli spostamenti, che vale per tutto il territorio nazionale. Nell’arco temporale che va dalle 22.00 alle 5.00, vige un espresso divieto di spostamento, mentre per tutta la giornata vige la raccomandazione (non suscettibile di sanzione) di non spostarsi con mezzi pubblici o privati (così lasciando intendere che sia libero lo spostamento a piedi o in bicicletta). Sono previste differenti deroghe per le due ipotesi: rispetto al divieto, fanno eccezione i comprovati motivi lavorativi, oltre che quelli di salute e necessità mentre alla raccomandazione, oltre che i casi precedenti, fanno eccezione i motivi di studio o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

A questo proposito, vista l’assenza di preclusioni agli spostamenti per motivi di lavoro, appare opportuno tornare a soffermarsi sul tema delle trasferte.

Alla luce dell’ultimo DPCM, gli spostamenti per motivi di lavoro sono espressamente consentiti, in deroga alle limitazioni, nazionali o internazionali, ed evidentemente salvi i divieti di recarsi in determinate zone e l’obbligo di quarantena al rientro. Nulla è modificato, sul punto, da recenti provvedimenti di legge né il DPCM introduce nuove discipline restrittive che impediscono le trasferte. Riteniamo, quindi, che, salvi gli aspetti di sanità e le relative procedure (quarantena), non vi siano limitazioni alla trasferta, che il Protocollo aveva inserito il 14 marzo in considerazione del lockdown dell’epoca ed in considerazione di quella situazione critica. Anche allora, comunque, s’era fatta una distinzione sulla base delle motivazioni della trasferta, la cui limitazione riguardava quella parte di spostamenti non funzionali all’esercizio dell’attività stessa, ossia tali da precludere l’attività produttiva e gli aspetti ad essa strettamente inerenti. Per questo, non avrebbe senso consentire l’attività produttiva ma impedire la realizzazione o l’installazione di impianti, con le attività connesse di formazione, aggiornamento, manutenzione, riparazione, etc.

Nulla cambia, poi, per quanto riguarda l’uso delle mascherine, per la tipologia che è possibile utilizzare e per la sottolineatura che le forme prioritarie di cautela sono il distanziamento e l’igiene (costante ed accurata) delle mani e ad esse si aggiunge l’uso della mascherina, che resta comunque essenziale.

Il comma 9 richiama altre misure, già presenti nei precedenti DPCM. Nulla cambia per quanto riguarda la chiusura delle attività di convegnistica e congressuale (lett. o), da intendersi in senso ampio (“altri eventi”) (v. <www.interno.gov.it/sites/default/files/2020-10/circolare_gabinetto_27.10.2020.pdf> circolare del Ministero dell’Interno del 27.10.2020). Lo stesso dicasi per la raccomandazione relativa allo svolgimento delle riunioni private solamente a distanza.

Su tutto il territorio nazionale, le scuole secondarie di secondo grado (i licei) svolgono attività didattica solamente a distanza (lett. s), salve specifiche eccezioni.

Alla medesima lettera s), in tema di formazione, il provvedimento, innovando il precedente, specifica che “i corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza”, lasciando così espressamente intendere che tutta la formazione, salve le eccezioni previste nella medesima lettera s), vada svolta a distanza. Per quanto riguarda la formazione in materia salute e sicurezza, per quanto questa rientri tra le ipotesi elencate nel testo (e, quindi, tra quelle che sembrerebbe possibile svolgere anche in presenza), a tutela del datore di lavoro e dei lavoratori riteniamo opportuno confermare quanto affermato nelle precedenti comunicazioni in ordine alla opportunità di verificare prima la possibilità di riprogrammare il corso e, in caso negativo, di tenerlo nelle modalità a distanza, lasciando l’ipotesi di formazione in presenza ad una soluzione residuale e limitata alle ipotesi nelle quali i contenuti degli interventi e specifiche esigenze formative non ne consentano uno svolgimento adeguato se non in presenza.

Nel testo, poi, è ancora presente l’indicazione della possibilità di svolgere i corsi di formazione in materia di salute e sicurezza a condizione del rispetto del documento dell’Inail, mentre le regole per lo svolgimento dell’attività di formazione sono in realtà presenti nelle linee guida delle Regioni allegate al DPCM.

Lo scenario 3, in particolare, è relativo ad una “situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo” ed il 4 alla più grave “situazione di trasmissibilità non controllata con criticità nella tenuta del sistema sanitario nel breve periodo”.

L’individuazione delle Regioni inserite in ciascuno dei tre scenari possibili è contenuta nell’ <media2-col.corriereobjects.it/pdf/2020/interni/salute0410.pdf> Ordinanza del Ministro della salute del 4 novembre 2020 ed è suscettibile di modifica con ulteriori Ordinanze ovvero per effetto del permanere di una situazione critica per 14 giorni.

In base a tale provvedimento, in sintesi:

* nella zona c.d. rossa (relativa allo scenario 4, il più a rischio) sono inserite Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta: a queste si applicano le misure nazionali (ove non sostituite da misure regionali più rigorose) e quelle previste dall’articolo 3 del DPCM;
* nella zona c.d. arancione (corrispondente allo scenario 3, di rischio medio-alto), Puglia e Sicilia: a queste si applicano le misure nazionali (ove non sostituite da misure regionali più rigorose) e quelle previste dall’articolo 2 del DPCM; * le restanti regioni restano inserite nella zona c.d. gialla, nella quale si applicano esclusivamente le disposizioni di portata nazionale.

Il DPCM prevede la possibilità di derogare a tale Ordinanza con altre specifiche Ordinanze del medesimo Ministro della Salute, adottate d’intesa con il Presidente della Regione, volte a mitigare gli effetti delle prime con riferimento ad eventuali specificità locali. Nulla si dice in ordine alla possibilità, per le Autorità Sanitarie Locali, di prevedere modifiche più restrittive.

Secondo l’articolo 2, nello scenario 3 (rischio medio-alto, riferito a Puglia e Sicilia), si applicano i divieti di entrata ed uscita (relativi sia alla Regione che al comune di domicilio, abitazione o residenza), di spostamento con mezzi pubblici e privati fuori dal comune di residenza, domicilio o abitazione: sono espressamente fatte salve le esigenze lavorative, di necessità, di salute, per svolgere la didattica in presenza o per tornare alla propria residenza, domicilio o dimora o per usufruire dei servizi o delle attività consentite. Sono sospese le attività di ristorazione (salve alcune eccezioni).

Secondo l’articolo 3, relativo al più grave scenario 4 (rischio alto, Calabria, Lombardia, Piemonte e Valle d’Aosta) si applicano il divieto di entrata ed uscita dai territori, sempre salve le esigenze lavorative, necessità, salute, didattica in presenza (in questo caso, a differenza del precedente art. 2, non è prevista la deroga per l’accesso alle attività consentite). Sono sospese le attività commerciali al dettaglio (sia per gli esercizi di vicinato sia nelle medie e grandi strutture di vendita) e la ristorazione (in entrambi i casi, salve alcune eccezioni). Per quanto riguarda l’istruzione, solamente la scuola dell’infanzia, la primaria e la prima classe della secondaria di primo grado si svolgono in presenza (salve alcune eccezioni).

Nelle pubbliche amministrazioni, la presenza del personale negli uffici è limitata alle attività ritenute indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza, anche per la gestione dell’emergenza. Il provvedimento specifica che “il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile”.

L’articolo 4 – corrispondente all’articolo 2 dei procedenti DPCM – è relativo alle attività produttive industriali e commerciali, e resta invariato: si conferma, quindi, che la regolamentazione in tali ambiti continua ad essere assicurata dai Protocolli, senza alcuna deroga.

La norma in commento va coordinata con le previsioni limitative degli articoli 2 e 3. Le attività industriali rispondono, sull’intero territorio nazionale, al rispetto del Protocollo del 14 marzo 2020 o a quelli analoghi di settore. Gli articoli 2 e 3, nel prevedere misure più restrittive, non fanno mai alcun riferimento al tema dell’attività industriale.

Lo stesso sembra non potersi sostenere con riferimento alle attività commerciali, in quanto se ne prevede espressamente la limitazione negli articoli 2 e 3.

L’articolo 5, nell’individuare alcune misure generalizzate di sicurezza da valere sull’intero territorio nazionale, si occupa dello smart work per le pubbliche amministrazioni (che deve essere assicurato nelle “percentuali più elevate possibili” e comunque nella misura del 50%, considerate le potenzialità organizzative e salva l’effettività del servizio). Per i datori di lavoro privati, la disposizione raccomanda fortemente l’utilizzo delle modalità di lavoro agile, secondo le previsioni del DL 34/2020 e dei protocolli. Si ricorda che il Protocollo del 14 marzo 2020 prevede espressamente che “il lavoro a distanza continua ad essere favorito anche nella fase di progressiva riattivazione del lavoro in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione”.

Gli articoli da 6 a 8 confermano il regime degli spostamenti da e verso l’estero. Anche a questo proposito, con riferimento alle trasferte, si evidenzia che tra le deroghe al divieto di spostamento ci sono le esigenze lavorative.

In particolare (comma 5, lett. c), per l’ipotesi delle persone che fanno ingresso dall’estero e sono sottoposte a sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario, con obbligo di sottoporsi a test molecolare o antigenico, si conferma la previsione secondo cui “in caso di necessità di certificazione ai fini INPS per l’assenza dal lavoro, si procede a rilasciare una dichiarazione indirizzata all’INPS, al datore di lavoro e al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta in cui si dichiara che per motivi di sanità pubblica è stato posto in quarantena precauzionale, specificandone la data di inizio e fine”.

Si tratta di una previsione che Confindustria ha da sempre chiesto di estendere a tutte le ipotesi di quarantena (a prescindere dall’ipotesi di rientro dall’estero) al fine di consentire al datore di lavoro di conoscere tempestivamente la condizione sanitaria dei lavoratori (distinguendo la malattia dalla quarantena) e che è prevista anche in Ordinanze locali (es. <www.regione.lazio.it/rl/coronavirus/wp-content/uploads/sites/72/Ordinanza_Z00002_26_02_2020.pdf> Ordinanza del Presidente della Regione Lazio del 26 febbraio 2020), ma non risulta mai applicata.

A questo proposito, evidenziamo che Confindustria ha proposto un apposito emendamento (attualmente all’esame del Senato) per consentire al datore di lavoro di distinguere tra certificato di malattia e certificato medico di quarantena e poter gestire il lavoratore, sul piano del rapporto di lavoro e su quello previdenziale (Inps e Inail) e della sicurezza (per sapere se può lavorare in smart work).

Per il resto, il provvedimento ricalca i precedenti (recependo le ordinanze del Ministero della Salute che semplificano, attraverso l’effettuazione dei tamponi, le procedure di rientro da alcuni Paesi).

Il rafforzamento delle tutele per lavoratori e datori di lavoro

Come è evidente, la situazione pandemica in Italia e nel mondo va aggravandosi, tanto da rendere difficile il tracciamento dei casi, il principale strumento di conoscenza e prevenzione della diffusione esponenziale del contagio.

Nel ricordare che il distanziamento è la principale misura di sicurezza (cui si aggiungono sempre e comunque l’uso della mascherina e l’igiene personale), è nota la discrasia tra le previsioni di legge, dei DPCM e dei Protocolli (che fissano in un metro la corretta distanza minima da mantenere) e il sistema del contact tracing, fondato sulla nozione di “contatto stretto” previsto dal <www.iss.it/documents/20126/0/Rapporto+ISS+COVID-19+53_2020.pdf/297291bd-ff0e-54e8-dbbb-c7f62a4e7c37?t=1593158956057> Rapporto n. 53/2020 dell’ISS.

In particolare, secondo questo documento, per contatto stretto di intende
* una persona che vive nella stessa casa di un caso di COVID-19, * una persona che ha avuto un contatto fisico diretto con un caso di COVID-19 (es. la stretta di mano), * una persona che ha avuto un contatto diretto non protetto con le secrezioni di un caso di COVID-19 (es. toccare a mani nude fazzoletti di carta usati), * una persona che ha avuto un contatto diretto (faccia a faccia) con un caso di COVID-19, a distanza minore di 2 metri e di durata maggiore a 15 minuti, * una persona che si è trovata in un ambiente chiuso (es. aula, sala riunioni, sala d’attesa dell’ospedale) con un caso di COVID-19, in assenza di DPI idonei, * un operatore sanitario od altra persona che fornisce assistenza diretta ad un caso di COVID19 oppure personale di laboratorio addetto alla manipolazione di campioni di un caso di COVID-19 senza l’impiego dei DPI raccomandati o mediante l’utilizzo di DPI non idonei, * una persona che ha viaggiato seduta in treno, aereo o qualsiasi altro mezzo di trasporto entro due posti in qualsiasi direzione rispetto a un caso COVID-19; sono contatti stretti anche i compagni di viaggio e il personale addetto alla sezione dell’aereo/treno dove il caso indice era seduto.

Rilevano, in particolare, le ipotesi del contatto a distanza inferiore di 2 metri per più di 15 minuti, faccia a faccia e la compresenza in ambiente chiuso senza mascherina.

Il rispetto della legge (o dei DPCM e dei Protocolli) è finalizzato a garantire distanze che sono ritenute adeguate nel contemperamento con le esigenze lavorative, mentre il concetto di contatto stretto è maggiormente cautelativo in quanto finalizzato a riscontrare il maggior numero di soggetti coinvolti, soprattutto se asintomatici.

Ne consegue che l’azienda, pur avendo rispettato pienamente il dettato normativo, potrebbe andare incontro ad un coinvolgimento nel contact tracing (per la presenza di contatti stretti secondo il documento ISS) con conseguente potenziale adozione di misure di quarantena (individuale o collettiva) da parte delle Autorità sanitarie, con evidenti riflessi negativi sull’operatività.

Dunque, la quarantena diviene un rischio da prendere in considerazione e, se del caso, da mitigare con misure cautelative maggiori rispetto a quelle previste nelle disposizioni di legge e nei protocolli.

Molte aziende stanno già applicando, ove possibile, misure restrittive, dirette a precludere il concreto verificarsi di ipotesi di contatti stretti.

Tra le misure finalizzate a prevenire possibili provvedimenti di quarantena, dunque, si potrebbe pensare, ad esempio:

– adottare un sistema aziendale di monitoraggio continuo mediante la periodica somministrazione di tamponi antigenici rapidi (o, quando saranno disponibili, tamponi salivari) a tutti i lavoratori presenti in azienda, in modo da tenere sotto controllo la presenza e la diffusione del virus, prevenendo possibili contagi. Un investimento sicuramente oneroso, ma concreto strumento di prevenzione e testimone dell’impegno nel collaborare alla riduzione della circolazione del virus (in ambito aziendale ma anche sociale);

– laddove possibile, tarare l’organizzazione aziendale, per la parte del lavoro in presenza, in modo da prevenire il contatto stretto (e non solamente il rispetto del metro di distanza). In questo senso, si potrebbe pensare di:
* ampliare a due metri il distanziamento tra le persone/postazioni di lavoro ovvero (o in aggiunta) organizzare la disposizione dei posti di lavoro evitando il contatto “faccia a faccia”, * disporre l’uso permanente della mascherina chirurgica, anche nei luoghi di lavoro (es. open spaces) che non sono spazi comuni, * per le ipotesi maggiormente a rischio (contatti continuativi ravvicinati) prevedere l’uso dei DPI (mascherine FFP2).

Queste misure si aggiungono a quelle consuete (evitare contatti fisici o contatti diretti non protetti con le secrezioni di un caso COVID19) e a quelle più generali (igiene personale delle mani, degli ambienti e delle attrezzature, areazione dei locali).
Con il rispetto di queste misure, si riduce la potenzialità che si verifichino “contatti stretti” e, ancor prima, si riduce notevolmente la possibilità di diffusione del contagio.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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Ordinanza Ministero della Salute del 21 settembre 2020 – Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

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ALLE AZIENDE ASSOCIATE
LORO SEDI

Prot. 1089 /20
Avellino, 23 settembre 2020

OGGETTO: Ordinanza Ministero della Salute del 21 settembre 2020 – Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Vi segnaliamo che il Ministero della Salute ha emanato l’Ordinanza del 21.09.2020 contenente ulteriori misure urgenti di gestione dell’emergenza sanitaria.

Il provvedimento prevede misure di contenimento e gestione dell’emergenza sanitaria in atto e ha previsto delle modifiche all’Ordinanza del Ministero della Salute del 12 agosto scorso, come già prorogata e integrata dal DPCM del 7 settembre 2020, disponendo l’obbligo di test molecolare o antigenico ai cittadini provenienti da Parigi e altre aree della Francia con significativa circolazione del virus (Alvernia-Rodano-Alpi, Corsica, Hauts-de-France, Île-de-France, Nuova Aquitania, Occitania, Provenza-Alpi-Costa Azzurra), oltre agli Stati già menzionati (Croazia, Grecia, Malta e Spagna) nell’Ordinanza medesima.

Per i territori della Francia non citati nella nuova Ordinanza restano valide le disposizioni del DPCM del 7 agosto 2020, come prorogato e integrato dal DPCM del 7 settembre 2020.

Inoltre, ai soggetti che intendono fare ingresso nel territorio nazionale e che nei 14 giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Bulgaria e Serbia vengono applicate le seguenti discipline:

a. Bulgaria: disciplina prevista per i Paesi di cui all’elenco B dell’allegato 20 del DPCM del 7 agosto ;

b. Serbia: disciplina prevista per i Paesi di cui all’elenco E dell’allegato 20 del DPCM del 7 agosto 2020.

Si allega il testo dell’Ordinanza citata.

Distinti saluti.

IL VICE DIRETTORE
Crescenzo Ventre


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Corso in Project management Avanzato – aula virtuale

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Ricerche e Studi organizza nei prossimi mesi di settembre e ottobre un corso in PROJECT MANAGEMENT AVANZATO. Il corso, erogato con aula virtuale (formazione a distanza sincrona), fornisce le conoscenze avanzate in materia di Project Management e garantisce piena e completa propedeuticità al conseguimento della Qualificazione ISIPM-Av®, ideata e promossa dall’Istituto Italiano di Project Management (in seguito solo ISIPM). La qualificazione ISIPM-Av®, offre, a completamento delle conoscenze attestate dalla ISIPM-Base® o di un corso di formazione base equivalente, un livello avanzato di conoscenze ed abilità. Il percorso teorico / pratico è strutturato in 10 sessioni da 4 ore con una sessione dedicata alla simulazione d’esame.
DESTINATARI • chi desidera completare la propria preparazione sulle conoscenze di Gestione Progetti (project management) con lo studio approfondito dei processi secondo le linee guida fornite dalla Norma UNI ISO 21500 e sulle abilità nell’applicazione delle tecniche di project management; • chi vuole acquisire una qualificazione di livello superiore rispetto alla ISIPM-Base® indirizzandosi in un percorso orientato alle certificazioni delle competenze di Project Manager professionista, rilasciate da Organismi di Certificazione accreditati da ACCREDIA
Nell’allegata scheda tecnica è consultabile il dettaglio del programma formativo ed il profilo dei docenti.
PERIODO DI SVOLGIMENTO ed ISCRIZIONE
Il corso si svolgerà nei giorni:
1. I sessione: lunedì 21 Settembre ore 09-13 2. II sessione: mercoledì 23 Settembre ore 09-13 3. III sessione: lunedì 28 Settembre ore 09-13 4. IV sessione: mercoledì 30 Settembre ore 09-13 5. V sessione: lunedì 05 Ottobre ore 14-18 6. VI sessione: mercoledì 07 Ottobre ore 09-13 7. VII sessione: venerdì 09 Ottobre ore 09-13 8. VIII sessione: lunedì 12 Ottobre ore 14-18 9. IX sessione: mercoledì 14 Ottobre ore 09-13 10. X sessione: venerdì 16 Ottobre ore 09-13

Si invia in allegato la scheda tecnica e la scheda di iscrizione da rinviare entro il prossimo 28 Agosto 2020. L’aula virtuale potrà essere composta al max da 10 partecipanti ed in caso di iscrizioni superiori farà fede l’ordine cronologico di invio delle schede di adesione.
Il costo del percorso può essere coperto attraverso l’utilizzo dei fondi interprofessionali (Fondimpresa /Fondirigenti); i nostri uffici gestiranno gratuitamente la relativa pratica.
Per ogni ulteriore informazione o approfondimento la dr.ssa Maddalena Chiumiento è a disposizione allo 0825785514.
Distinti saluti
Giacinto Maioli


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Emergenza Coronavirus INFORMAZIONI UTILI PER LE IMPRESE

Category:AMBIENTE E SICUREZZA,ECONOMICO,NEWS


Si trasmette in allegato il Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto tra Governo, Sindacati e Associazioni Datoriali.     


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Nota illustrativa Protocollo ambienti di lavoro

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Emergenza Coronavirus
INFORMAZIONI UTILI PER LE IMPRESE
NOTA ILLUSTRATIVA PROTOCOLLO AMBIENTI DI LAVORO
Facendo seguito alla nostra precedente informativa, provvediamo a trasmettervi in allegato la Nota elaborata da Confindustria che illustra i contenuti del Protocollo del 14 marzo 2020 riguardante le misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro.
Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.
Distinti saluti.


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SERVIZI ASSITECA PER GESTIONE EMERGENZA COVID-19

Category:AMBIENTE E SICUREZZA,ECONOMICO,NEWS
Emergenza Coronavirus
INFORMAZIONI UTILI PER LE IMPRESE
Per vostra opportuna conoscenza riportiamo di seguito una comunicazione inviataci dalla nostra azienda associata Assiteca.

Spett.le Azienda,
l’attuale emergenza sanitaria Coronavirus sta rappresentando un duro banco di prova per le imprese.
ASSITECA intende aiutarvi a prevenire e mitigare l’impatto di questa situazione.
Un nostro team di esperti, con pluriennale esperienza nella gestione delle crisi e nella continuità aziendale, è pronto a supportarvi per gestire la situazione contingente e, soprattutto, prepararvi per quello che potrebbe succedere dopo.
In questo senso abbiamo predisposto una serie di servizi per assistervi, tra cui:

Formazione/informazione
* Organizzazione di brevi workshop in video conferenza, rivolti ai manager, per fornire rapidamente informazioni e metodologie utili a valutare il livello attuale di preparazione dell’azienda nonché a predisporre misure di prevenzione e mitigazione dei rischi principali (es. personale contagiato, siti contaminati, problemi della supply chain, ecc.).
Attività di prevenzione
* Definizione di una strategia aziendale di gestione della pandemia e predisposizione delle procedure operative di prevenzione, mitigazione e reazione, da adottare all’evolversi della situazione; * Predisposizione di modelli di documenti da utilizzare nella comunicazione con stakeholder interni ed esterni; * Supporto all’organizzazione delle attività in smart working anche in termini di cyber security e GDPR; * Predisposizione di un Piano di Crisis Communication, da poter usare anche in futuro, per ogni tipo di crisi; * Redazione del Piano di Continuità Operativa necessario a gestire ogni evento critico che comporti un’interruzione della produzione.
Assistenza in caso di emergenze
* Supporto nella gestione di emergenze, quali ad esempio il contagio di dipendenti o la contaminazione del sito aziendale; * Supporto alla decontaminazione dei locali attraverso i nostri partner specializzati (presentazioni allegate)
Siamo a vostra disposizione per qualunque esigenza o informazione.
Cordiali saluti.
ASSITECA S.p.A.
Per informazioni rivolgersi al dr. Alfredo Iannaccone – mob. 340/6255676 – alfredo.iannaccone@assiteca.it <mailto:alfredo.iannaccone@assiteca.it>

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SEMPLIFICAZIONI PROCEDURALI CONAI – CIRCOLARI PER IL 2020-

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Vi segnaliamo che il CONAI ha pubblicato sul proprio sito <www.conai.org/> www.conai.org, nell’apposita sezione “Circolari applicative”, 4 circolari riguardanti altrettante ipotesi di semplificazioni procedurali – tutte con decorrenza 1.1.2020 – che interessano particolari flussi di imballaggi e/o aziende di piccole dimensioni.
Tali novità saranno divulgate dal CONAI alle aziende interessate e recepite anche nella Guida 2020 di prossima pubblicazione.
Le citate circolari hanno per oggetto, rispettivamente:
– Dichiarazione del Contributo ambientale Conai. Variazione delle soglie di esenzione e annuale e contestuale introduzione di una soglia minima di dichiarazione riferita al peso degli imballaggi. Circolare 5.12.2019 – ID. 4-2019;
– Nuova procedura di dichiarazione semplificata del Contributo ambientale Conai basata sul fatturato dell’anno precedente – riservata agli importatori di imballaggi pieni. Circolare 2.12.2019 – ID. 2-2019;
– Procedura agevolata (semplificata) di fatturazione e dichiarazione del Contributo ambientale Conai già riservata ai “piccoli commercianti” di imballaggi. Estensione ai produttori di imballaggi che commercializzano imballaggi a “completamento di gamma o dell’imballaggio”, in materiali diversi da quelli impiegati per la produzione. Circolare 4.12.2019 – ID. 3-2019;

– Nuova procedura di esenzione e applicazione del Contributo ambientale Conai per i “rotoli di foglio di alluminio” e per i “rotoli di pellicola di plastica per alimenti”. Circolare 29.11.2019 – ID. 1-2019.
Le aziende associate interessate possono richiedere ai nostri uffici il testo completo delle circolari indicate.
Distinti saluti.

IL DIRETTORE
Dott. Giacinto Maioli


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