Category Archives: ECONOMICO

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Energia: Appello al Ministro Gualtieri per recupero addizionale provinciale

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Per Vs. opportuna conoscenza Vi comunichiamo che le Associazioni datoriali Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Confindustria e Utilital hanno chiesto al Ministro Gualtieri un incontro urgente sul tema delle addizionali provinciali sulle accise sull’energia elettrica, dichiarate in contrasto con la disciplina europea.

In seguito riportiamo quanto richiesto dalle suddette Associazioni datoriali.

“è necessario l’avvio di un confronto sulle iniziative da adottare per consentire il recupero di 3,4 miliardi di addizionali illegittimamente versate per le annualità 2010 e 2011. Pur consapevoli della rilevante portata finanziaria dei rimborsi in questione, si tratta anche di una importante questione di principio, che vede la tutela dell’affidamento e la certezza del diritto al centro del rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente. Specie in un periodo storico e complesso come quello attuale, in cui il tessuto produttivo del Paese è messo a dura prova, è quantomai urgente trovare una soluzione tempestiva per l’individuazione di un percorso che porti al riconoscimento dei rimborsi di quanto indebitamente versato”.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Richiesta anticipo 40% CIGO, CIGD, assegno ordinario – Chiarimenti operativi – Messaggio INPS n. 4335 del 18 novembre 2020

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Vi segnaliamo che l’INPS con il messaggio n. 4335 del 18 novembre 2020 ha richiamato la circolare n. 78 del 27 giugno 2020, con la quale sono state fornite istruzioni in merito al pagamento dell’anticipazione delle domande di integrazione salariale ordinaria (CIGO), di integrazione salariale in deroga (CIGD), limitatamente a quelle presentate direttamente all’INPS, e di assegno ordinario presentate a decorrere dal 18 giugno 2020, per le quali il datore di lavoro abbia richiesto il pagamento diretto.
In particolare l’Istituto con il messaggio di cui in oggetto ha fornito ulteriori chiarimenti operativi e novità procedurali per la gestione delle domande di CIGO, CIGD e assegno ordinario dei Fondi di solidarietà con causale Covid-19, per le quali è stato richiesto l’anticipo del 40% del pagamento del trattamento.
Per consultare le modalità di richiesta di anticipo del 40% per la CIGO, per la CIGD e per l’assegno ordinario, nonché la procedura di annullamento dell’anticipo o di annullamento della domanda e la procedura di modifica delle coordinate IBAN per il pagamento alleghiamo il Messaggio INPS n. 4335 del 18 novembre 2020 con il relativo allegato.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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Richiesta dell’Inail di rideterminazione retroattiva dei tassi – Considerazioni critiche

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OGGETTO: Richiesta dell’Inail di rideterminazione retroattiva dei tassi – Considerazioni critiche

Vi riportiamo una nota redatta da Confindustria in merito ad una recente iniziativa dell’Inail relativa alla rideterminazione retroattiva dei tassi di premio per gli anni 2019-2020.

In particolare, molte imprese hanno ricevuto, a mezzo PEC, un provvedimento da parte dell’Inail avente ad oggetto la “Variazione del rapporto assicurativo relativo al Codice Ditta ….“, con il quale l’Istituto, sulla base delle informazioni acquisite d’ufficio, ha provveduto a rideterminare con effetto retroattivo, all’interno della PAT, il tasso di tariffa precedentemente applicato per gli anni tra il 2018 ed il 2020, con conseguente richiesta di integrazione del premio relativo al medesimo anno.

Risulta, ancora, che lo stesso Istituto abbia comunicato alle aziende che “dai controlli effettuati, è emerso che l’Istituto ha erroneamente comunicato il tasso applicabile per l’anno 2020 con il modello 20SM, in quanto nella determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento Infortunistico dopo i primi due anni di attività è stato escluso il seguente evento n….”.

L’azione sembrerebbe ricollegarsi ad azioni di surroga promosse dall’Istituto che risultano ancora in fase istruttoria e, pertanto, “non essendo stata definitivamente accertata la responsabilità del terzo estraneo al rapporto di lavoro, il suddetto evento deve concorrere alla determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico.”

Per tale motivo, Confindustria, a seguito dei necessari approfondimenti e dei colloqui con i vertici dell’Istituto, ritiene che tale iniziativa non sia rispettosa delle regole che disciplinano la determinazione del tasso di premio.

Infatti, secondo l’analisi condotta con il fondamentale supporto del sistema, il provvedimento è illegittimo, in quanto non previsto da alcuna disposizione in materia tariffaria e comunque inefficace, in quanto tardivo ed immotivato.

Di seguito indichiamo alcune considerazioni svolte da Confindustria a supporto delle valutazioni delle aziende interessate dalla questione.
Il provvedimento è illegittimo perché:
1. Il provvedimento impugnato, notificato nel mese di settembre/ottobre 2020 e con il quale l’Inail, per un proprio errore (come riconosciuto dallo stesso Istituto nella successiva PEC), pretende di voler rideterminare e quindi variare, con effetto retroattivo, l’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico, non trova riscontro e legittimazione nelle modalità di applicazione delle tariffe dei premi di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali (MAT), approvate con decreto interministeriale del 27 febbraio 2019, né in altre disposizioni in materia. 2. Le ipotesi in cui le MAT prevedono la rideterminazione d’ufficio, con effetto retroattivo, dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico sono soltanto ed esclusivamente quelle conseguenti ad una rettifica dell’inquadramento e/o della classificazione delle lavorazioni. 3. La variazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico non è invece certamente contemplata dalle stesse MAT, nel caso in cui, come nella fattispecie, l’Inail abbia “erroneamente comunicato il tasso applicabile” in quanto “è stato escluso” uno specifico evento. 4. D’altra parte, il fatto che le MAT non contemplino tale ipotesi è confermato anche dalla circostanza che nel provvedimento di variazione non viene richiamato alcun specifico riferimento normativo che ne legittimi e ne giustifichi l’emissione. 5. Oltretutto, si rileva come, in pratica, secondo quanto sostenuto dalla sede Inail nella PEC di ottobre, quando l’evento infortunistico si è verificato per colpa esclusiva o parziale di terzi, lo stesso verrebbe addebitato retroattivamente all’andamento infortunistico aziendale se l’Istituto non ha ancora concluso l’istruttoria amministrativa. 6. Si fa presente che in concreto, così interpretando la norma, l’addebito risulterebbe collegato e condizionato esclusivamente dall’attività amministrativa dell’Istituto (più o meno tempestiva o diligente) in quanto sia la durata e sia l’approfondimento dell’accertamento sarebbero demandati interamente alla discrezionalità comportamentale dell’INAIL, senza alcun intervento del datore di lavoro.
Il provvedimento è inefficace perché:
1. Secondo quanto previsto dall’articolo 19 delle MAT, dopo i primi due anni di attività, il tasso medio di tariffa è ogni anno suscettibile di un’oscillazione in riduzione o in aumento in relazione all’andamento degli infortuni e delle malattie professionali della posizione assicurativa territoriale, determinata secondo i criteri definiti nel successivo articolo 20. 2. Ai sensi dell’articolo 22 delle stesse MAT, i tassi applicabili in base alla suddetta oscillazione vanno comunicati dall’Inail al datore di lavoro con modalità telematica e con l’indicazione di tutti gli elementi espressamente richiamati al comma 1, del medesimo articolo, entro il 31 dicembre di ciascun anno ed hanno effetto dal 1° gennaio dell’anno successivo a quello della comunicazione. 3. Tale termine, richiamato anche nell’articolo 28, comma 3, del DPR 1124/65, è chiaramente perentorio, come si evince anche dalla formulazione dell’articolo 22 delle MAT sopra richiamato. Da tale disposizione risulta infatti che affinché il provvedimento di comunicazione dell’oscillazione dei tassi medi per andamento infortunistico possa produrre effetti e diventare operante dal 1° gennaio dell’anno di riferimento è necessario che lo stesso provvedimento sia comunicato al datore di lavoro entro il 31 dicembre dell’anno precedente. Tale assunto è riconosciuto come pacifico anche dalla giurisprudenza di legittimità (cfr. per tutte Cass. Civ. n. 9660 del 26/9/1998). 4. Il tasso da applicare in base all’andamento infortunistico per l’anno 2020 andava quindi comunicato dall’Inail all’odierna ricorrente entro e non oltre il 31 dicembre 2019. 5. Pertanto, il provvedimento è da considerarsi comunque inefficace, in quanto tardivo, oltre che immotivato, in quanto privo degli elementi che devono necessariamente essere indicati ai sensi dell’articolo 22, comma 1, delle MAT.

Da ultimo si rileva che un’interpretazione diversa da quella esposta consentirebbe all’Istituto di poter sempre variare, in qualunque momento, il calcolo dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico (con l’unico limite della prescrizione quinquennale), non consentendo mai ai datori di lavoro di avere la certezza dell’ammontare dei premi annuali, in palese violazione delle disposizioni contenute nel D.P.R. 1124/65 e nelle Modalità di applicazione delle tariffe dei premi sopra richiamate.

Confindustria ha rappresentato le criticità sopra evidenziate ai vertici dell’Istituto, chiedendo di recedere dall’iniziativa. L’Istituto ha quindi avviato delle riflessioni sulla questione.

Nel riservarci successive osservazioni non appena avremo contezza degli esiti di tale approfondimento, porgiamo distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Aggiornamento – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – DPCM del 3 novembre 2020

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ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI
Prot. n.1383/20 Avellino, 5 novembre 2020
OGGETTO: Aggiornamento – Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – DPCM del 3 novembre 2020.
Facciamo seguito alla ns. nota n. 1382 del 4 novembre 2020 per segnalarVi che il Presidente del Consiglio dei Ministri nella serata di ieri 4 novembre 2020 ha presentato in conferenza stampa le nuove misure per fronteggiare l’emergenza da Covid-19 contenute nel DPCM del 3 novembre 2020.
In particolare sono state illustrate le principali misure restrittive e le tre aree di criticità del Paese, che sono state suddivise in:
Area gialla: Abruzzo, Basilicata, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Marche, Molise, Province di Trento e Bolzano, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto.
Area arancione: Puglia, Sicilia.
Area rossa: Calabria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta.
Inoltre, la data di entrata in vigore del DPCM di cui in oggetto, contrariamente a quanto inizialmente sottoscritto dal Presidente del Consiglio, è stata differita di un giorno per consentire a tutte le Regioni di disporre di un tempo congruo per organizzare le proprie attività.
Pertanto il DPCM del 3 novembre 2020 sarà in vigore dal 6 novembre 2020 al 3 dicembre 2020.
In allegato Vi trasmettiamo il DPCM del 3 novembre pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 275 del 4 novembre 2020 ed uno schema riassuntivo delle misure restrittive delle suddette aree territoriali estratto dal sito istituzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nel riservarci successive osservazioni sul DPCM di cui in oggetto, porgiamo distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – DPCM del 3 novembre 2020

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ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI
Prot. n.1382/20 Avellino, 4 novembre 2020

OGGETTO: Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – DPCM del 3 novembre 2020.

Vi segnaliamo che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Salute hanno firmato il DPCM del 3 novembre 2020 che dispone misure urgenti ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Il nuovo DPCM, in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà in vigore dal 5 novembre 2020 al 3 dicembre 2020 e sostituirà il precedente DPCM del 24 ottobre 2020.
In linea generale il Decreto conferma e/o prevede:
– l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché l’obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private ed in tutti i luoghi all’aperto ove non sia garantita la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi;
– l’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
– dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. è in ogni caso fortemente raccomandato, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi;
– la possibilità, per tutta la giornata o in determinate fasce orarie, di chiudere al pubblico le strade o le piazze nei centri urbani dove potrebbero crearsi situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private;
– l’obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo.

Inoltre il DPCM conferma e/o prevede ulteriori misure anti-Covid, tra le quali segnaliamo:
– l’obbligo di rimanere nel proprio domicilio contattando il proprio medico curante per i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre maggiore di 37,5°;
– la sospensione delle attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza e per le attività riabilitative o terapeutiche;
– lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento;
– la sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò;
– la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche ed in altri spazi anche all’aperto;
– la sospensione di attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose;
– con riguardo alle abitazioni private è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza;
– sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi;
– sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza;
– nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni devono svolgersi in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni;
– è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;
– l’accesso ai luoghi di culto deve avvenire con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone nel rispetto della distanza di almeno un metro;
– fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, in modo che il 100% delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata, salvo diverse disposizioni regionali (cfr. ns. nota n. 1362 del 30 ottobre 2020);
– i corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza;
– sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
– le Università devono predisporre, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari che tengono conto delle esigenze formative e dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria; le attività formative e curriculari devono svolgersi a distanza; possono svolgersi in presenza le sole attività formative e curriculari degli insegnamenti relativi al primo anno dei corsi di studio;
– è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
– l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura;
– le attività commerciali al dettaglio si possono svolgere a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni;
– nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
– le attività dei servizi di ristorazione sono consentite dalle ore 5.00 alle ore 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo; dopo le ore 18.00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi ed in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; tali attività restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori;
– restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso la distanza interpersonale di almeno un metro;
– le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori;
– restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi, nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
– a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale, con esclusione del trasporto scolastico dedicato, è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50%;
– il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto;
– in ordine alle attività professionali il DPCM raccomanda che siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, che siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti, che siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, che siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro;
– sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;
– le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Inoltre il DPCM ha previsto ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di elevata e massima gravità e da un livello di rischio alto.
Il Ministro della Salute, con frequenza almeno settimanale, provvederà con ordinanza (che avrà efficacia per un periodo minimo di 15 giorni) all’aggiornamento del relativo elenco delle suddette aree.
In particolare nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di elevata gravità (art. 2) sono applicate le seguenti misure di contenimento:
a. è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla propria Regione, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute; è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza; il transito su tali territori è consentito per raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti; b. è vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale comune; c. sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie); resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.
Le misure previste dagli altri articoli del DPCM, ad eccezione dell’art. 3, si applicano anche a questi territori, ove non siano previste analoghe misure più rigorose.
Nelle Regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità (art. 3) sono applicate le seguenti misure di contenimento:
a. è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla propria Regione, nonché all’interno del medesimo territorio, salvo che per spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute; è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza; il transito su tali territori è consentito per raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti; b. fatta eccezione per le attività di vendita di generi alimentari e di prima necessità, sono sospese le attività commerciali al dettaglio, sia negli esercizi di vicinato, sia nelle medie e grandi strutture di vendita, compresi i centri commerciali; sono chiusi i mercati, salvo le attività dirette alla vendita di soli generi alimentari; restano aperte le edicole, i tabaccai, le farmacie e le parafarmacie; c. sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (tra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie); resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; d. sono sospese le attività di palestre, piscine, centri benessere, centri termali e le attività sportive dilettantistiche; e. è consentito svolgere attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo della mascherina; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale; f. fermo restando lo svolgimento in presenza della scuola dell’infanzia, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza; g. è sospesa la frequenza delle attività formative e curriculari delle Università, fermo in ogni caso il proseguimento di tali attività a distanza; h. sono sospese le attività inerenti ai servizi alla persona; i. i datori di lavoro pubblici limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro, attraverso la prestazione dell’attività lavorativa in modalità agile.
Le misure previste dagli altri articoli del DPCM si applicano anche a questi territori, ove non siano previste analoghe misure più rigorose.
Inoltre il DPCM conferma le proprie raccomandazioni relative al rispetto del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato n. 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro del Lavoro e le parti sociali, di cui all’allegato n. 13 ed il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020 di cui all’allegato n. 14.
Il DPCM prevede altresì all’art. 5 ulteriori misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale, tra le quali segnaliamo la forte raccomandazione all’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.
Il DPCM prevede inoltre limitazioni agli spostamenti da e per l’estero con obblighi di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero, obblighi di sorveglianza sanitaria o di isolamento fiduciario o di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale da determinati Stati o territori.
Per un maggior approfondimento alleghiamo il testo del DPCM firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Ministro della Salute con i relativi allegati, nonché una nota di aggiornamento redatta da Confindustria.
Nel riservarci successive osservazioni sul DPCM di cui in oggetto, porgiamo distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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Conguaglio malattia COVID

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Vi segnaliamo che l’INPS con il Messaggio n. 3871 del 23 ottobre 2020 ha fornito istruzioni operative riguardanti il conguaglio delle somme anticipate dai datori di lavoro per le prestazioni erogate ai lavoratori aventi diritto alla tutela previdenziale della malattia limitatamente all’importo anticipato per conto dell’Istituto.

L’Istituto, dopo un breve riassunto del quadro normativo, ha comunicato che i datori di lavoro potranno conguagliare gli importi anticipati a titolo di “quarantena”, nella misura massima dell’importo equivalente a quello dell’indennità di malattia o di degenza ospedaliera, laddove sussistente il relativo diritto dei lavoratori, ed entro i limiti del monitoraggio della spesa, così come previsto dall’articolo 26 del D.L. n. 18 del 2020, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 27 del 2020.

In ragione della complessità della disciplina in argomento e dei chiarimenti in atto con i Ministeri vigilanti sulla gestione della spesa relativa anche agli oneri a carico dei datori di lavoro, per consentire il suddetto monitoraggio e, quindi, una prudente gestione dei conguagli, in questa prima fase sarà possibile conguagliare gli eventi di “quarantena” a carico dell’INPS con prognosi che si sia conclusa entro il 30 settembre 2020.

L’Istituto si riserva di fornire con un successivo messaggio le istruzioni per i periodi successivi alla predetta data.

Per consultare le istruzioni operative inviamo il Messaggio INPS n. 3871 del 23 ottobre 2020 con il relativo allegato.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Sospensione notifica e pagamento cartelle fino al 31 dicembre 2020

Category:ECONOMICO,NEWS

Vi segnaliamo che l’Agenzia delle Entrate Riscossione ha aggiornato sul proprio sito web istituzionale le risposte alle domande più frequenti (FAQ) con le novità introdotte dal D.L. n. 129 del 20 ottobre 2020, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020, recante “Disposizioni urgenti in materia di riscossione esattoriale”.

Di seguito riportiamo alcuni chiarimenti contenuti nelle FAQ relative alle misure introdotte in materia di riscossione dai provvedimenti normativi emanati nel periodo di emergenza sanitaria.

SOSPESI I PAGAMENTI DI CARTELLE E AVVISI

Il Decreto Legge n. 129/2020 estende l’arco temporale degli interventi agevolativi già contenuti nel Decreto “Cura Italia” (D.L. n. 18/2020) e nei successivi Decreto Rilancio (D.L. n. 34/2020) e Decreto Agosto (D.L. n. 104/2020).

È stata quindi disposta la sospensione fino al 31 dicembre 2020 del versamento di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione dall’8 marzo 2020.

I pagamenti dovranno essere effettuati entro il mese successivo alla scadenza del periodo di sospensione e, dunque, entro il 31 gennaio 2021.

STOP A NOTIFICHE E PIGNORAMENTI

È stata estesa fino al 31 dicembre 2020 anche la sospensione delle attività di notifica di nuove cartelle, degli altri atti di riscossione nonché degli obblighi derivanti dai pignoramenti presso terzi effettuati prima della data di entrata in vigore del Decreto Rilancio (19.5.2020), su stipendi, salari, altre indennità relative al rapporto di lavoro o impiego, nonché a titolo di pensioni e trattamenti assimilati.

Fino al 31 dicembre 2020, le somme oggetto di pignoramento non devono essere sottoposte ad alcun vincolo di indisponibilità ed il soggetto terzo pignorato (ad esempio il datore di lavoro) deve renderle fruibili al debitore (ciò anche in presenza di assegnazione già disposta dal giudice dell’esecuzione).

Cessati gli effetti della sospensione, e quindi a decorrere dal 1° gennaio 2021, riprenderanno ad operare gli obblighi imposti al soggetto terzo debitore (e quindi la necessità di rendere indisponibili le somme oggetto di pignoramento e di versamento all’Agente della riscossione fino alla copertura del debito).

RATEIZZAZIONI, DECADENZA A 10 RATE

Per i piani di dilazione già in essere alla data dell’8 marzo 2020 e per i provvedimenti di accoglimento delle richieste presentate fino al 31 dicembre 2020, la decadenza del debitore dalle rateizzazioni accordate viene determinata nel caso di mancato pagamento di dieci rate, anche non consecutive, invece delle cinque rate ordinariamente previste.

Per i contribuenti decaduti dai benefici della Definizione agevolata (“Rottamazione-ter”, “Saldo e stralcio” e “Definizione agevolata delle risorse UE”), per mancato, insufficiente o tardivo versamento delle rate scadute nel 2019, rimane in vigore la possibilità, introdotta dal D.L. 34/2020, di chiedere la dilazione del pagamento per le somme ancora dovute.

CREDITI PA, PAGAMENTI SENZA VERIFICHE

Rimarranno sospese fino al 31 dicembre 2020 anche le verifiche di inadempienza delle Pubbliche Amministrazioni e delle società a prevalente partecipazione pubblica, da effettuarsi, ai sensi dell’art. 48 bis del DPR 602/1973, prima di disporre pagamenti di importo superiore a cinquemila euro.

Tutte le verifiche eventualmente già effettuate, anche prima dell’inizio del periodo di sospensione, restano prive di qualunque effetto se l’Agente della riscossione non ha notificato l’atto di pignoramento e le Amministrazioni pubbliche possono quindi procedere con il pagamento in favore del beneficiario.

ROTTAMAZIONE E “SALDO E STRALCIO”

Il Decreto Legge n. 129/2020 non è intervenuto sui termini di scadenza della “Rottamazione-ter” e del “Saldo e stralcio”, già oggetto di modifica normativa con il D.L. 34/2020 (“Decreto Rilancio”).

Resta pertanto confermato il termine “ultimo” del 10 dicembre 2020 entro il quale i contribuenti in regola con il pagamento delle rate scadute nell’anno 2019, possono effettuare i pagamenti delle rate in scadenza nel 2020 senza perdere i benefici delle misure agevolative.

Per un maggior approfondimento alleghiamo le FAQ redatte dall’Agenzia delle Entrate Riscossione ed il D.L. n. 129 del 20 ottobre 2020 estratto dalla Gazzetta Ufficiale n. 260 del 20 ottobre 2020.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Autotrasporto – Decreto Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti n. 181 del 14 ottobre 2020

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Vi segnaliamo che il Ministero della Infrastrutture e dei Trasporti ha pubblicato sul proprio sito web istituzionale l’allegato Decreto n. 181 del 14 ottobre 2020, con il quale ha stabilito quanto segue:

– Le risorse di cui all’art. 197, comma 1, del D.L. n. 34/2020 convertito in L. n. 77/2020 messe a disposizione per far fronte alle esigenze immediate di rilancio e di ripresa economica connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 (30 milioni di euro per l’anno 2020) sono destinate ai beneficiari della misura per ciascuna unità di trasporto imbarcata, moltiplicato per i chilometri di strada evitati sulla rete stradale nazionale, nel periodo compreso fra il 13 dicembre 2018 ed il 12 dicembre 2019.

– Le risorse di cui all’art. 1, comma 110, della L. n. 160/2019 destinate al completamento dei progetti triennali per il miglioramento della catena logistica, attraverso lo scambio modale terra/mare e il decongestionamento della rete viaria (20 milioni di euro per l’anno 2021) sono destinate ai beneficiari della misura per ciascuna unità di trasporto imbarcata, moltiplicato per i chilometri di strada evitati sulla rete stradale nazionale, nel periodo compreso fra il 13 dicembre 2019 ed il 12 dicembre 2020.

Infine il Ministero precisa che l’erogazione dei suddetti benefici è subordinata alla dichiarazione di compatibilità con le norme sul mercato unico da parte della Commissione Europea.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Brexit – Dichiarazione congiunta Confindustria-BDI-MEDEF

Category:ECONOMICO,NEWS

In allegato Vi inviamo la dichiarazione congiunta siglata dai Presidenti di Confindustria, BDI e MEDEF sul tema Brexit.
Il documento, concordato in vista del Consiglio Europeo che si è aperto il 15 ottobre 2020 a Bruxelles, è stato reso pubblico e ripreso dalle principali testate nazionali e internazionali.
La dichiarazione, oltre a richiamare l’unità di intenti della comunità imprenditoriale europea e la continuità con il lavoro svolto in seno a BusinessEurope, esorta le Parti a fare tutto il possibile affinché entro la fine dell’anno non si materializzi uno scenario di no deal.
Al contempo, ribadisce la necessità di assicurare che gli interessi dei vari settori industriali vengano tutelati da un accordo ambizioso, nel rispetto degli impegni già assunti e nella consapevolezza che, indipendentemente dall’esito, i legami politici ed economici con il Regno Unito resteranno forti.
Si allega il testo in inglese e in italiano.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Webinar “Pianificazione e controllo “- 27 ottobre 2020

Category:ECONOMICO,NEWS

Prot. n. 1232 /2020
OGGETTO: Webinar “ Pianificazione e controllo, strumenti per la crescita”

Vi segnaliamo che MARTEDI’ 27 OTTOBRE 2020 ALLE ORE 15,00 si terrà il Webinar “Pianificazione e Controllo, strumenti per la crescita”.

L’evento, che rientra nel ciclo dei Seminari promossi dalla rivista di Confindustria L’IMPRENDITORE, dedicati al controllo di gestione, sarà il primo organizzato in video-collegamento: una modalità scelta in questo periodo per consentire la più ampia partecipazione possibile.

In allegato trovate il programma (e l’informativa sulla privacy): per partecipare è necessario iscriversi entro il 23 ottobre al seguente link (cui si accede direttamente anche dal programma)
confindustria-it.zoom.us/webinar/register/WN_2CZUlzpASgWgHd0qADyC0g

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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