Covid-19: Ulteriori misure urgenti – D.L. n. 137 del 28 ottobre 2020

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Covid-19: Ulteriori misure urgenti – D.L. n. 137 del 28 ottobre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS
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ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI
Prot. n. 1357/20 Avellino, 29 ottobre 2020
OGGETTO: Ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese, giustizia e sicurezza, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 – Decreto Legge n. 137 del 28 ottobre 2020
Vi segnaliamo che in data 28 ottobre 2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 il Decreto Legge n. 137, che, oltre ad occuparsi del ristoro delle attività colpite dalle restrizioni del DPCM del 24 ottobre 2020, prevede le seguenti ulteriori disposizioni in materia di lavoro.
Nuovi trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga
I datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare domanda di concessione dei trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga per una durata massima di sei settimane.
Le sei settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 ed il 31 gennaio 2021.
Con riferimento a tale periodo, le predette sei settimane costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale COVID-19.
I periodi di integrazione precedentemente richiesti e autorizzati, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, ove autorizzati, alle suddette sei settimane.
Le sei settimane di trattamenti sono riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato l’ulteriore periodo di nove settimane di cui all’articolo 1, comma 2, del Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito con modificazioni dalla Legge 13 ottobre 2020, n. 126, decorso il periodo autorizzato, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020.
I datori di lavori che ne faranno richiesta dovranno versare un contributo addizionale determinato sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre 2020 e quello del corrispondente semestre del 2019, pari:
– al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per i datori di lavoro che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%,
– al 18% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per i datori di lavoro che non hanno avuto alcuna riduzione del fatturato.
Il contributo addizionale non è dovuto dai datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%, dai datori di lavoro che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019 e dai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020.
Disposizioni in materia di licenziamento
Fino al 31 gennaio 2021 resta precluso l’avvio delle procedure per i licenziamenti collettivi di cui agli artt. 4, 5 e 24 della Legge 23 luglio 1991, n. 223 e restano sospese le procedure avviate successivamente alla data del 23 febbraio 2020.
Resta altresì preclusa al datore di lavoro la facoltà di recedere dal contratto per giustificato motivo oggettivo.
Le suddette preclusioni non si applicano nelle ipotesi di licenziamenti motivati dalla cessazione definitiva dell’attività dell’impresa, conseguenti alla messa in liquidazione della società senza continuazione, anche parziale, dell’attività, nei casi in cui nel corso della liquidazione non si configuri la cessione di un complesso di beni od attività che possano configurare un trasferimento d’azienda o di un ramo di essa ai sensi dell’art. 2112 del codice civile, o nelle ipotesi di accordo collettivo aziendale, stipulato dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale, di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro, limitatamente ai lavoratori che aderiscono al predetto accordo, ai quali è comunque riconosciuta l’indennità di disoccupazione.
Esonero dal versamento dei contributi previdenziali
Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti di cassa COVID, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un ulteriore periodo massimo di quattro settimane, fruibili entro il 31 gennaio 2021, nei limiti delle ore di integrazione salariale già fruite nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e applicato su base mensile.
I datori di lavoro privati che abbiano richiesto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai sensi dell’articolo 3, del Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 104, possono rinunciare per la frazione di esonero richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione salariale di cui sopra.
Infine Vi segnaliamo che il termine per la presentazione della dichiarazione dei sostituti d’imposta (modello 770), relativa all’anno di imposta 2019, è stato prorogato al 10 dicembre 2020.
Il Decreto Legge n. 137 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 269 del 28 ottobre 2020 ed è vigente dal 29 ottobre 2020.
Per un maggior approfondimento Vi trasmettiamo in allegato il testo del Decreto Legge citato ed una nota redatta da Confindustria.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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