Esonero versamento contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione – Indicazioni operative – Messaggio INPS n. 4254 del 13 novembre 2020

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Esonero versamento contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione – Indicazioni operative – Messaggio INPS n. 4254 del 13 novembre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS
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ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI
Prot. n. 1432/20 Avellino, 13 novembre 2020

OGGETTO: Esonero versamento contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione – Indicazioni operative – Messaggio INPS n. 4254 del 13 novembre 2020.

Vi segnaliamo che l’INPS, richiamando la circolare n. 105 del 18 settembre 2020, con il Messaggio n. 4254 del 13 novembre 2020 ha fornito ulteriori indicazioni operative in merito all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
In particolare l’Istituto, nel far presente che la suddetta misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea, ha reso noto che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in data 28 ottobre 2020 ha notificato alla Commissione Europea il regime di aiuti di Stato e che il predetto aiuto è stato approvato con decisione C (2020) 7926 final del 10 novembre 2020.
Ai fini del calcolo, l’INPS ha precisato che l’effettivo ammontare dell’esonero è pari al doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, e che la retribuzione persa nei mesi di maggio e giugno 2020, da utilizzare come base di calcolo per la misura dell’esonero, deve essere maggiorata dei ratei di mensilità aggiuntive.
Inoltre, ai fini della determinazione della misura, l’Istituto ha chiarito che occorre tenere conto dell’aliquota contributiva piena astrattamente dovuta e non di eventuali agevolazioni contributive spettanti nelle suddette mensilità.
Al riguardo l’INPS ha ricordato che l’effettivo ammontare dell’esonero fruibile, calcolato sulla base del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, non potrà superare la contribuzione datoriale dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura, per un periodo massimo di quattro mesi, fermo restando che l’esonero potrà essere fruito anche per l’intero importo sulla denuncia relativa ad una sola mensilità, ove sussista la capienza.
L’Istituto ha fatto altresì presente che, qualora il datore di lavoro decida di accedere all’esonero in trattazione, per la durata del periodo agevolato, non potrà avvalersi di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19, salvo quanto previsto al paragrafo 6 della citata circolare n. 105/2020 (ossia nel caso in cui gli ulteriori trattamenti di integrazione salariale riguardino una diversa unità produttiva).
Per un maggior approfondimento sulle istruzioni operative e contabili alleghiamo il Messaggio INPS n. 4254 del 13 novembre 2020 con il relativo allegato.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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