MODALITA’ DI COMPUTO DEI LIMITI DI DURATA DEI TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE AI SENSI DEL D. Lgs 148/15

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MODALITA’ DI COMPUTO DEI LIMITI DI DURATA DEI TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE AI SENSI DEL D. Lgs 148/15

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS
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Come è noto, l’art. 4 del Decreto Legislativo n. 148/2015 ha fissato in 24 mesi in un quinquennio mobile il limite massimo di durata dei trattamenti di CIG Ordinaria e Straordinaria per ciascuna unità produttiva, limite che passa a 30 mesi, sempre in un quinquennio mobile, per le aziende industriali ed artigiane dell’edilizia nonché per le imprese industriali ed artigiane che esercitano l’attività di escavazione e lavorazione di materiali lapidei.
L’art. 12 del medesimo provvedimento inoltre ha fissato in 52 settimane in un biennio mobile il limite per la CIG Ordinaria relativa a più periodi. Ai fini del conteggio della durata massima, i contratti di solidarietà (art. 22- quinto comma) vengono computati nella misura della metà per i primi 24 mesi e per intero per la parte successiva.
Ciò premesso il Ministero del Lavoro con la circolare n. 17 dell’8.11.2017, che alleghiamo, fornisce dei chiarimenti in merito alle modalità di computo dei limiti massimi di durata dei trattamenti di integrazione salariale, sia rispetto al quinquennio mobile che al biennio mobile, precisando che il momento per calcolare a ritroso i periodi previsti decorre dall’ultimo giorno del mese (o della settimana in caso di CIG Ordinaria) oggetto della richiesta di intervento. Nella circolare sono anche riportati degli esempi di calcolo. Il Ministero infine conferma che i periodi antecedenti al 24 settembre 2015 (data di entrata in vigore del D.Lgs. 148/15) non vanno conteggiati nel computo dei nuovi limiti introdotti.

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