TERRE E ROCCE DA SCAVO – CIRCOLARE MINISTERO DELL’AMBIENTE SUI RIPORTI.

  • 0

TERRE E ROCCE DA SCAVO – CIRCOLARE MINISTERO DELL’AMBIENTE SUI RIPORTI.

Category:AMBIENTE E SICUREZZA,NEWS
Print Friendly, PDF & Email

[metaslider id=3307]

Facciamo riferimento alla disciplina delle matrici materiali di riporto ed all’utilizzo di tali materiali per informare che il Ministero dell’Ambiente ha ritenuto opportuno indirizzare a Regioni e Provincie dei chiarimenti interpretativi anche alla luce dell’emanazione del recente DPR 13 giugno 2017, n.120, recante disciplina semplificata della gestione delle terre e rocce da scavo.

In dettaglio, la Circolare in oggetto (RIN.REGISTRO UFFICIALE.2017.0015786 – vd allegato) esamina il quadro normativo di riferimento e afferma che:

  1. a) le terre e rocce da scavo contenenti matrici materiali di riporto nei limiti di cui all’articolo 4, comma 3, del DPR n. 120/2017, che risultino conformi al test di cessione e non risultino contaminate, possono essere gestite come sottoprodotti;
  2. b) le terre e rocce da scavo contenenti matrici materiali di riporto non contaminate e conformi al test di cessione ai sensi dell’articolo 3, comma 2, del decreto-legge n. 2 del 2012 possono essere riutilizzate in sito in conformità a quanto previsto dall’articolo 24 del DPR n. 120/2017.
  3. c) le terre e rocce da scavo contenenti matrici materiali di riporto contaminate e non conformi al test di cessione ai sensi del comma 3 dell’articolo 3 del decreto-legge n. 2 del 2012, in relazione ai successivi interventi normativi rappresentati dall’articolo 34, commi 9 e 10, del decreto-legge n. 133 del 2014 e dall’articolo 26 del DPR n. 120/2017 sono fonti di contaminazione.

In particolare, nell’ultima casistica presa in considerazione le matrici materiali di riporto devono, alternativamente e non cumulativamente, gestite in tre diversi modi:

1) rimosse;

2) sottoposte a messa in sicurezza permanente utilizzando le migliori tecniche disponibili e a costi sostenibili che consentano di utilizzare l’area secondo la destinazione urbanistica senza rischi per la salute.

3) rese conformi ai limiti del test di cessione tramite operazioni di trattamento che rimuovano i contaminanti.

La Circolare conclude che, in estrema sintesi, nel caso le matrici materiali di riporto rispettino la conformità alle concentrazioni soglia di contaminazione/valori di fondo, e pertanto non risultino essere contaminate, è sempre consentito il riutilizzo in situ.

Nel caso in cui nelle matrici materiali di riporto sia presente una fonte di contaminazione è necessario procedere alla eliminazione di tale fonte di contaminazione e non dell’intera matrice materiale di riporto prima di poter riutilizzare in situ il materiale di riporto stesso.

Distinti saluti.


Prossimi eventi

Non ci sono eventi in arrivo al momento.