LEGGE DI STABILITA’ PER IL 2016. ESENZIONE PER I MACCHINARI IMBULLONATI. CIRCOLARE N. 2/E AGENZIA DELLE ENTRATE.

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LEGGE DI STABILITA’ PER IL 2016. ESENZIONE PER I MACCHINARI IMBULLONATI. CIRCOLARE N. 2/E AGENZIA DELLE ENTRATE.

Category:ECONOMICO
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Prot. n. II/  226  /16
Avellino 10 Febbraio 2016

OGGETTO: LEGGE DI STABILITA’ PER IL 2016. ESENZIONE PER I MACCHINARI IMBULLONATI. CIRCOLARE N. 2/E AGENZIA DELLE ENTRATE.

I commi da 21 a 24 della Legge n. 208/2015 (Legge di Stabilità per il 2016) stabiliscono nuovi criteri per la determinazione della rendita catastale degli immobili produttivi a destinazione speciale e particolare (appartenenti ai gruppi catastali D ed E), oggetto di stima diretta ai sensi dell’art. 10, R.D.L. n. 652/1939.

Si specifica che sono oggetto di stima diretta gli immobili produttivi, costituiti dalle costruzioni e dal suolo su cui insistono, nonché gli impianti in grado di accrescere la qualità e l’utilità dell’immobile nei limiti dell’ordinario apprezzamento, purché strettamente connessi alla costruzione o al suolo.

Sono esclusi dalla rendita tutti i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti collocati all’interno dell’opificio, funzionali allo specifico processo produttivo. Le nuove regole di determinazione della rendita catastale si applicheranno alle variazioni catastali successive al 1° gennaio 2016.

Per gli immobili già censiti nel catasto dei fabbricati al 1° gennaio 2016, i titolari potranno, avvalendosi di una specifica procedura Docfa, chiedere la rideterminazione della rendita catastale al fine di escludere i macchinari imbullonati precedentemente valorizzati.

Gli atti di aggiornamento catastale presentati dalle imprese entro il 15 giugno 2016, produrranno effetti già a decorrere dal 1° gennaio 2016, in deroga alla previsione generale IMU secondo cui la base imponibile è determinata tenendo conto delle rendite risultanti in catasto al 1° gennaio di ciascun anno.

Ciò comporta che la rendita catastale rideterminata con tali atti di aggiornamento potrà essere utilizzata in via retroattiva già ai fini della determinazione dell’acconto IMU/TASI 2016, da versare entro il 16 giugno 2016.

Tale deroga non si applicherà, invece, agli atti di aggiornamento catastale presentati oltre il 15 giugno 2016, con la conseguenza che la rendita così rideterminata potrà essere utilizzata solo per i versamenti IMU relativi al periodo di imposta 2017.

L’Agenzia delle Entrate dovrà comunicare, entro il 30 settembre 2016, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, i dati riepilogativi sulle rendite proposte o rideterminate con i predetti atti di aggiornamento catastale, con riferimento a ciascuna unità immobiliare.

Entro il 31 ottobre 2016 il Ministero dell’Economia e delle finanze dovrà emanare un decreto per ripartire fra i comuni un contributo annuo di 155 milioni di euro, a titolo di compensazione del minor gettito derivante dalle nuove regole.

La norma è volta a definire regole più chiare per la determinazione della rendita catastale degli immobili a uso produttivo, censiti nelle categorie catastali del gruppo D (opifici industriali, alberghi, fabbricati costruiti o adattati per le speciali esigenze di un’attività industriale o commerciale e non suscettibili di destinazione diversa senza radicali trasformazioni, ecc..) ed E (stazioni per servizi di trasporto costruzioni e fabbricati per speciali esigenze pubbliche, ecc..)

La determinazione della rendita catastale per gli immobili industriali è effettuata per stima diretta per ogni singola unità, tenendo conto degli elementi costitutivi degli opifici e degli altri immobili costruiti per le speciali esigenze dell’attività industriale (art. 4 R.D.L. n. 652/1939, come interpretato dall’art. 1-quinquies del DL n. 44/2005).

L’individuazione, in concreto, delle tipologie di impianti da considerare ai fini del calcolo della rendita degli immobili industriali ha sempre generato dubbi interpretativi e un cospicuo contenzioso tra Agenzia delle Entrate e contribuenti.

Nella circolare dell’ex Agenzia del Territorio n. 6 del 30 novembre 2012, erano stati individuati due requisiti che dovevano sussistere contemporaneamente per includere il valore degli impianti nella rendita catastale degli immobili produttivi:

a) l’essenzialità dell’impianto rispetto alla destinazione economica dell’unità immobiliare;
b) l’immobiliarità dell’impianto, incorporato nella struttura dell’unità immobiliare.

Tuttavia, il principio espresso nella predetta circolare è risultato, nella sua concreta applicazione, eccessivamente ampio.

Ne è derivata una disomogeneità interpretativa nelle modalità di accatastamento degli immobili a destinazione speciale che ha portato gli uffici dell’Agenzia delle Entrate – specie in alcune aree del Paese – alla valorizzazione nella rendita di tutti i macchinari collocati nell’opificio funzionali all’attività produttiva ivi svolta (c.d. macchinari imbullonati).

Tali macchinari non caratterizzavano la destinazione economica dell’immobile (ben potendo il capannone industriale essere destinato allo svolgimento di altre lavorazioni semplicemente sostituendo gli impianti ivi collocati)1 ed erano privi dei requisiti di immobiliarità (potendo essere rimossi senza la necessità di effettuare radicali trasformazioni dell’immobile).

La norma in oggetto, di portata innovativa, risolve a titolo definitivo tale problematica stabilendo che non concorrono alla determinazione della rendita catastale i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti, siti nell’opificio produttivo, funzionali allo specifico processo produttivo.

Restano inclusi solo gli impianti caratterizzati da una “utilità trasversale” per l’unità immobiliare, indipendentemente dalla specifica attività produttiva in esso svolta, purché tali impianti siano strettamente integrati nell’edificio o con il suolo (es. impianti elettrici incorporati nell’edificio).

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il 1° Febbraio 2016  la circolare n. 2/E che fornisce i primi chiarimenti interpretativi sulle disposizioni recate dall’art. 1, commi da 21 a 24 della legge di Stabilità 2016 – che prevedono l’esclusione dei c.d. macchinari imbullonati dalla determinazione della rendita catastale degli immobili produttivi a destinazione speciale e particolare (gruppi D ed E) a decorrere dal 1° gennaio 2016.

Nella circolare si precisa che costituiscono parte integrante dell’unità immobiliare, e pertanto continueranno ad essere inclusi nella rendita catastale, esclusivamente il suolo, le costruzioni (es. pontili, gallerie, opere di fondazione, ecc..) e gli elementi strutturalmente connessi, caratterizzati da una utilità trasversale ed indipendente dal processo produttivo svolto all’interno dell’unità immobiliare (es. impianti elettrici, ascensori, montacarichi, pannelli fotovoltaici che costituiscono struttura di copertura delle costruzioni, ecc..).

Dovranno invece essere esclusi dalla rendita catastale, come richiesto da Confindustria, tutti i macchinari, i congegni, le attrezzature e gli altri impianti, funzionali ad uno specifico processo produttivo.

Per un maggiore dettaglio dei macchinari “imbullonati” da escludere dalla rendita catastale per specifiche attività industriali, si rinvia al contenuto della circolare allegata.

La circolare specifica che le variazioni catastali finalizzate allo “scorporo delle componenti impiantistiche”, relativamente alle unità immobiliari già iscritte in catasto, dovranno essere obbligatoriamente presentate entro il 15 giugno 2016, perché possano produrre effetti ai fini del calcolo dell’IMU dovuta a partire dall’anno 2016.

L’Agenzia precisa che le imprese, per inviare i predetti atti di aggiornamento catastale, dovranno utilizzare la nuova procedura Docfa (versione 4.00.3), disponibile sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate al seguente percorso Home > Cosa devi fare > Aggiornare dati catastali e ipotecari > Aggiornamento Catasto fabbricati – Docfa” .

A tale riguardo, al fine di rispettare il termine del 15 giugno 2016, si rimarca l’importanza di trasmettere il nuovo DOCFA con un congruo anticipo rispetto alla predetta data.

Per utilità, si allega la circolare dell’Agenzia delle Entrate.

Distinti saluti.

IL DIRETTORE
Dr. Giacinto Maioli

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