Category Archives: LAVORO E PREVIDENZA

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Provvedimento Regione Campania su Mascherine e smart working

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Vi segnaliamo che con Provvedimento ricognitivo del 20 giugno 2020 il Presidente della Regione Campania ha emanato nuove disposizioni di richiamo all’osservanza di alcune regole sull’utilizzo delle mascherine fino al 14 luglio 2020 e sullo smart working.

Dal 22 giugno 2020 non è più obbligatorio ma facoltativo l’uso delle mascherine all’aperto. Resta invece l’obbligo di utilizzo sui mezzi di trasporto pubblico, in tutti gli ambienti al chiuso, compreso luoghi di lavoro, uffici e negozi.

Occorre portare la mascherina con sé ed indossarla anche nei luoghi all’aperto dove non sia possibile mantenere la distanza sociale di almeno un metro.

Viene inoltre ribadito il divieto di assembramenti.

Per quanto riguarda lo smart working viene raccomandato a tutti i datori di lavoro di rimodulare le attività in presenza dei dipendenti, in relazione alla progressiva ripresa di tutti gli uffici pubblici, rispettando rigorosamente le misure di sicurezza e le disposizioni dei vari protocolli e ordinanze.

Alleghiamo il testo del provvedimento citato.

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Vademecum ” Dispositivi di protezione individuale: come verificare la loro conformità”.

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Anche se si allentano le misure restrittive rivolte alla popolazione, vi ricordiamo che permane per le aziende l’obbligo di rispetto del Protocollo del 24 aprile 2020, recepito nel DPCM 26 aprile 2020, e quindi, ove richiesto, l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale per i lavoratori.

Al fine di fornire uno strumento utile alle aziende nell’individuazione e nel riconoscimento di dispositivi di protezione individuale idonei per l’emergenza COVID, al fine del regolare prosieguo delle attività lavorative, Confindustria ed Assosistema, l’associazione che rappresenta le aziende che producono, distribuiscono ed importano dispositivi di protezione individuale, hanno ritenuto utile realizzare un Vademecum a supporto delle imprese interessate per valutare l’idoneità dei DPI.

Vi trasmettiamo quindi in allegato il vademecum dal titolo ” Dispositivi di protezione individuale: come verificare la loro conformità”.

All’interno del documento sono passati in rassegna:
– la corretta marcatura ed i certificati che deve presentare un DPI conforme alle normative vigenti e gli step per verificare la validità della documentazione;
– una guida pratica per navigare sul database degli Organismi Notificati della Commissione Europea “NANDO”;
– la documentazione di cui deve disporre un DPI validato in deroga da INAIL ed indicazioni utili per inoltrare la richiesta di validazione;
– marcature e certificazioni di un dispositivo certificato ai sensi della Raccomandazione (UE) 2020/403.

Il documento è realizzato allo scopo di supportare le aziende in fase di valutazione delle forniture, durante l’approvvigionamento o l’importazione dei dispositivi di protezione.


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DURC Precisazioni INPS

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Vi segnaliamo che l’INPS con il Messaggio n. 2510 del 18.06.2020, interviene nuovamente a fornire precisazioni in merito al DURC, in relazione alla disposizione di cui all’art. 81 del decreto-legge n.34/2020 che ha escluso il documento di regolarità contributiva dagli atti per i quali è stato disposto l’ampliamento del periodo di scadenza che rimane pertanto fissato al 15 giugno 2020.

I DURC aventi scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 15 aprile 2020 conservano validità solo fino al 15 giugno 2020, di conseguenza a far data dal 16 giugno 2020 si applicano le normali procedure di richiesta e di consultazione.

Ai fini del rilascio del DURC non saranno considerati, ai fini della verifica della regolarità contributiva, gli adempimenti ed i versamenti previdenziali di cui è stata disposta la sospensione in ragione dell’emergenza COVID-19.

Alleghiamo il testo del Messaggio INPS.


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Indicazioni INPS su D.N.52/2020

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Facendo seguito alla nostra informativa di ieri, con la quale vi abbiamo illustrato sinteticamente le novità in tema di Cassa integrazione introdotte dal Decreto-legge 16 giugno 2020 n. 52, vi segnaliamo che l’INPS è intervenuto tempestivamente con il Messaggio n. 2489 del 17 giugno 2020, per fornire le prime indicazioni operative sulla gestione delle nuove domande che riguardano le diverse tipologie di integrazione salariale e quindi CIGO, assegno ordinario e cassa in deroga.

Nel Messaggio è precisato che da oggi 18 giugno 2020 sarà operativa la nuova procedura aggiornata per la gestione della domande di integrazione salariale.

Alleghiamo il testo completo del Messaggio INPS.


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Decreto Legge n. 52 /2020

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E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri 16 giugno 2020 il Decreto-Legge n. 52 che, come preannunciato dagli organi di stampa, interviene a modificare le precedenti disposizioni in tema di durata della Cassa Integrazione e nello slittamento di alcuni termini.

Per le sospensioni o riduzioni di lavoro riconducibili all’emergenza da COVID-19, i datori di lavoro possono usufruire delle ulteriori 4 settimane di integrazione salariale (oltre alle 5 già previste dall’art. 68 del D.L. n. 34/2020) anche per periodi antecedenti al 1° settembre 2020 e senza soluzione di continuità, a condizione che il datore di lavoro abbia fruito interamente delle prime 14 settimane (9+5).

Tale disposizione si applica alla CIGO, all’assegno ordinariario ed alla cassa in deroga.

Le domande vanno presentate, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello dell’inizio della sospensione, in questa prima fase entro 30 giorni dall’entrata in vigore del D.L. n. 52/2020 (17 giugno 2020) se tale data è successiva alla normale scadenza.

Viene fissato al 15 luglio 2020 il nuovo termine ultimo di presentazione delle domande di integrazione salariale per i periodi dal 23 febbraio al 30 aprile 2020, che era scaduto a fine maggio.

In caso di errore di presentazione della domanda, anche nell’ipotesi di richiesta errata per trattamenti diversi, le aziende possono ripresentare la domanda corretta entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore e comunque entro il 17 luglio 2020.

Per quanto riguarda il pagamento diretto, considerato il numero elevato di errori che hanno di fatto bloccato le procedure, i datori di lavoro sono obbligati ad inviare all’INPS i dati corretti entro la fine del mese successivo alla riduzione o sospensione o entro 30 giorni dal provvedimento di concessione. Per questo primo periodo entro il 17 luglio 2020 se è un termine posteriore alla normale scadenza di cui prima.

Una novità assoluta è costituita dall’introduzione della disposizione in base alla quale, trascorsi inutilmente i termini per inviare i dati all’INPS, il pagamento della integrazione e gli oneri ad essa connessi sono a carico del datore di lavoro che si sia reso inadempiente.

In tema di slittamento di termini, viene fissato al 31 luglio 2020 il termine per la presentazione delle domande di accesso al reddito di emergenza, ed al 15 agosto 2020 il termine per la emersione dei rapporti di lavoro irregolari e di permesso di soggiorno temporanei.

Nel riservarci ulteriori notizie sulla base delle istruzioni che saranno impartite dall’INPS, porgiamo distinti saluti.


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FAQ del Garante per la protezione dei dati personali

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Emergenza Coronavirus
INFORMAZIONI UTILI PER LE IMPRESE

FAQ del Garante per la protezione dei dati personali
Il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato delle Faq sulle problematiche connesse all’emergenza Coronavirus in vari ambiti: sanità, lavoro, scuola, ricerca, enti locali. I documenti sono stati predisposti per chiarire dubbi e fornire indicazioni per un corretto trattamento dei dati personali da parte di pubbliche amministrazioni e imprese private.
Le Faq, disponibili sul sito dell’Autorità www.garanteprivacy.it <www.garanteprivacy.it> , contengono indicazioni di carattere generale ispirate alle risposte fornite e a reclami, segnalazioni, quesiti ricevuti dall’Ufficio in questo periodo.
Il Garante ha chiarito, in particolare, il ruolo che anche nell’attuale emergenza sanitaria deve essere svolto dal medico competente nel contesto lavorativo pubblico e privato, e ha inoltre specificato che il datore di lavoro non deve comunicare i nominativi dei contagiati al rappresentate dei lavoratori per la sicurezza.
L’Autorità, poi, ha ribadito che le aziende non possono diffondere, attraverso siti web o altri canali, i nominativi delle persone contagiate dal Covid-19 o di chi è stato posto in isolamento, anche qualora la finalità sia quella di contenere la diffusione dell’epidemia.
Le Faq di interesse per le aziende, di cui all’allegato, si riferiscono ad una serie di trattamenti di dati personali previsti dal Protocollo condiviso del 24 aprile 2020 ed in particolare
* Rilevazione della temperatura
Il Protocollo condiviso del 24 aprile 2020 prevede la possibilità per il datore di lavoro di rilevare la temperatura dei dipendenti, fornitori, clienti e visitatori, prima dell’accesso ai locali.
Il Garante ricorda che la rilevazione della temperatura associata all’identità dell’interessato, costituisce un trattamento di dati personali. Applicando i principi di “necessità” e “minimizzazione” (art. 5 del GDPR), il Garante sottolinea che di norma non è prevista la registrazione del dato della temperatura rilevata, salvo la registrazione della sola circostanza del superamento della soglia, e, comunque, quando sia necessario documentare le ragioni che hanno impedito l’accesso.
* Dichiarazione del dipendente e dei terzi
Sempre in fase di accesso ai luoghi di lavoro, il Garante ha riconosciuto che, in base al Protocollo, il datore di lavoro possa richiedere al dipendente, ma anche ai terzi (visitatori, clienti, fornitori), che attestino l’assenza di specifiche situazioni di pericolo rispetto al rischio di contagio (conoscenza di contatti con soggetti positivi, permanenza in zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS, …).
In tal caso devono essere raccolti solo i dati personali necessari e pertinenti, senza chiedere ulteriori informazioni, ad esempio sul soggetto positivo con cui l’interessato è entrato a contatto, e in genere dettagli sulla sfera privata.
* Ruolo del medico competente
Il Garante ricorda che permane il divieto di informare il datore di lavoro sulle specifiche patologie dei lavoratori. Il medico competente deve, però, alla luce delle norme sull’emergenza e del Protocollo, segnalare al datore di lavoro le situazioni di particolare fragilità (connesse allo stato di salute pregresso), al fine dell’impiego di tali lavoratori in ambiti meno esposti al rischio.
* Datore di lavoro e comunicazione dei dati
Il datore di lavoro deve comunicare i dati personali dei dipendenti contagiati nei soli casi previsti dalle norme. Pertanto, è tenuto a comunicare i dati all’Autorità sanitaria competente, collaborando con questa anche per l’individuazione dei cosiddetti “contatti stretti”.
Il Garante esclude che il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza possa essere destinatario di queste informazioni.
E’ escluso anche il rendere noto l’identità del dipendente contagiato agli altri lavoratori: spetta all’autorità sanitaria competente (con cui collabora il datore di lavoro) informare i dipendenti “contratti stretti”, per attivare le misure di profilassi.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre

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Congedi parentali e permessi L.104/92

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Emergenza Coronavirus
INFORMAZIONI UTILI PER LE IMPRESE

ISTRUZIONI INPS SU CONGEDI PARENTALI E PERMESSI LEGGE 104/92 PER COVID-19
Vi segnaliamo che l’INPS con la circolare n. 45 del 25.03.2020 ha diramato le istruzioni operative per la fruizione dei congedi parentali straodinari e degli ulteriori permessi aggiuntivi ex legge 104/92 previsti per l’emergenza COVID-19 dal D.L. 17 marzo n. 18.
In proposito evidenziamo di seguito gli aspetti principali.

CONGEDO PARENTALE
La fruizione del congedo con utilizzo al 50% della retribuzione è riconosciuta alternativamente ad uno solo dei genitori per nucleo familiare per i figli di età non superiore ai 12 anni a condizione che:
* non sia stato richiesto il bonus alternativo per i servizi di baby-sitting; * nel nucleo familiare non via sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostengo al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa; * non vi sia altro genitore disoccupato o non lavoratore.
Tali condizioni devono essere autocertificate dal richiedente al momento della presentazione telematica della domanda.
I genitori lavoratori con figli di età fino ai 12 anni che vogliano fruire del congedo coperto da indennizzo COVID-19 devono presentare domanda al proprio datore di lavoro e all’INPS, utilizzando la normale procedura di congedo parentale per i lavoratori dipendenti.
Per il congedo senza indennizzo previsto per i genitori con figli di età compresa tra i 12 ed i 16 anni, non si deve presenare domanda all’INPS.

ESTENSIONE PERMESSI EX LEGGE 104/92
I soggetti aventi diritto ai permessi di cui alla legge n. 104/92 potranno godere in aggiunta ai tre giorni mensili di ulteriori 12 giornate lavorative da fruire complessivamente nell’arco dei predetti due mesi.
Nella circolare viene precisato che i 12 giorni possono essere fruiti anche consecutivamente nel corso di un solo mese, ferma restando la fruizione mensile dei tre giorni ordinariamente prevista.

Per ogni approfondimento vi alleghiamo la circolare INPS citata.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre
ALLEGATO: circolare INPS n. 45 del 25.03.2020


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Modello protocollo aziendale

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Emergenza Coronavirus
INFORMAZIONI UTILI PER LE IMPRESE

Con riferimento al Protocollo condiviso del 14 marzo 2020 relativo alla regolamentazione delle misure per il contrasto e la diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro, Vi trasmettiamo in allegato il FAC-SIMILE per l’adozione in ogni singola impresa delle misure indicate nel citato Protocollo. Si tratta di uno strumento elaborato da Confindustria per facilitare le imprese nell’adozione del Protocollo aziendale che occorre implementare per proseguire l’attività in sicurezza. In allegato troverete anche il modello per l’informativa sul trattamento dei dati personali da utilizzare per l’accesso di terzi negli ambienti aziendali, adattandolo ai controlli che saranno declinati nei rispettivi contesti. Il modulo potrà essere utilizzato per rendere sia l’informativa al personale e, in questo caso, il documento costituirà integrazione delle informative già rese ai lavoratori nel corso del tempo, sia agli esterni sottoposti ai controlli (es. fornitori, trasportatori, visitatori).
Distinti saluti.
Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Emergenza Coronavirus dichiarazione datore di lavoro

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Emergenza Coronavirus
INFORMAZIONI UTILI PER LE IMPRESE

Ad integrazione della documenazione inviata in 10 marzo u.s. e riscontrando alcune richieste pervenute dagli associati, alleghiamo un Modello di dichiarazione da parte del datore di lavoro per favorire gli spostamenti dei dipendenti ed agevolare i controlli.

Allegato: Modulo dichiarazione datore di lavoro

Allegati


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EMERGENZA CORONAVIRUS – DECRETO LEGGE 2 MARZO 2020 N. 9

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Facendo seguito alla nostra precedente news del 2 marzo u.s., vi segnaliamo che per quanto riguarda le misure in favore di imprese e cittadini in conseguenza dell’emergenza coronavirus, sulla G.U. di ieri è stato pubblicato il Decreto -Legge 2 marzo 2020 n. 9, entrato in vigore lo stesso giorno della pubblicazione, che insieme al DPCM 1° marzo 2020, completa l’attuazione dei primi interventi straordinari, già anticipati con le nostre comunicazioni.

Nel D.L. viene specificato che nei comuni della cosiddetta “zona rossa” (dieci comuni lombardi ed uno veneto) viene applicata la sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali ed assistenziali, dei diritti camerali e delle bollette delle utenze per i cittadini, fino al 30 aprile 2020, mentre vengono rinviate d’ufficio fino al 31 marzo 2020 le udienze dei procedimenti presso gli uffici giudiziari, salvo alcune eccezioni.

Per quanto riguarda la CIG ordinaria per le aziende ubicate nella “zona rossa” è previsto un canale più rapido superando la procedura sindacale, analogamente si potrà richiedere la CIG Ordinaria per i lavoratori residenti nella suddetta zona.
Per le aziende di cui sopra che dovessero avere in corso una CIG Straordinaria è prevista la interruzione del suddetto trattamento fino a tre mesi, trasformandolo in CIG ordinaria.

Per le aziende prive di copertura degli ammortizzatori sociali è prevista una Cassa in deroga per la durata massima di tre mesi. Per i lavoratori autonomi è prevista una indennità di 500 euro mensili per tre mesi. Vengono inoltre previste le condizioni per il rimborso dei titoli di viaggi e pacchetti turistici.

Il provvedimento in questione dovrà essere convertito in legge e pertanto le attuali disposizioni potrebbero subire delle modifiche. Restiamo a disposizione per ogni ulteriore informazione ed alleghiamo il testo del Decreto-legge.

Distinti saluti.
IL DIRETTORE
Dott. Giacinto Maioli

Alleg.. D.L. 2 marzo 2020 n. 9

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