Category Archives: LAVORO E PREVIDENZA

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Bonus baby-sitting – Circolare INPS n. 153 del 22 dicembre 2020

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L’INPS con la Circolare n. 153 del 22 dicembre 2020 ha fornito le istruzioni operative relative alla gestione delle domande del bonus baby-sitting di cui all’art. 14 del D.L. n. 149/2020 (cfr. ns. nota n. 1415 del 10 novembre 2020) destinato ad alcune categorie di lavoratori.

Applicazione del bonus per i servizi di baby-sitting nelle c.d. zone rosse

L’Istituto ha precisato che il requisito legato alla verifica delle regioni incluse nella c.d. zona rossa verrà valutato dall’Istituto tenuto conto delle ordinanze del Ministero della Salute pubblicate a partire dal 5 novembre 2020 e che saranno ammesse anche le istanze dei richiedenti che al momento della domanda si trovino in regioni che hanno perso tale connotazione in data successiva.

In particolare, è necessario che:

a) il genitore richiedente e convivente con il minore sia residente in una delle aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto;

b) il minore frequenti una scuola situata all’interno delle medesime zone, declinate dalle predette ordinanze del Ministro della Salute.

Nel caso di genitori residenti in comuni limitrofi rispetto alle c.d. zone rosse, la domanda potrà essere valutata positivamente sulla base della frequenza di una scuola ubicata all’interno di una c.d. zona rossa.

Nell’ipotesi di residenza in Comuni non limitrofi rispetto alle c.d. zone rosse, ai fini del beneficio prevale l’ubicazione della scuola in un Comune che si trova in una c.d. zona rossa.

Verifica della frequenza del minore di una scuola secondaria di primo grado

Il bonus in questione può essere erogato in considerazione della chiusura delle scuole secondarie di primo grado nelle c.d. zone rosse.

Pertanto il bonus per servizi di baby-sitting è erogabile esclusivamente in favore degli alunni delle classi seconda e terza media per i genitori richiedenti conviventi con il minore e residenti nel territorio delle c.d. zone rosse al momento della domanda.

Per quanto concerne i minori affetti da disabilità grave accertata, il bonus è concesso agli iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale.

Le categorie di lavoratori interessati dal bonus

Sono interessati i genitori iscritti alla Gestione separata, sia come parasubordinati che come liberi professionisti, nonché gli iscritti alle Gestioni delle assicurazioni obbligatorie speciali degli artigiani, degli esercenti attività commerciali e dei coltivatori diretti, mezzadri e coloni.

Tali soggetti non devono essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Sono esclusi dalla misura in argomento i genitori lavoratori dipendenti, in quanto destinatari del congedo straordinario previsto dall’articolo 13, comma 1, del D.L. n. 149/2020, in caso di sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado nelle c.d. zone rosse.

L’importo spettante per il bonus ammonta al limite massimo complessivo di € 1.000,00.

La misura può essere erogata alternativamente ad entrambi i genitori, a condizione che la prestazione lavorativa resa dal genitore richiedente e dall’altro genitore al momento della domanda non sia svolta al 100% in modalità agile.

Tale circostanza dovrà essere dichiarata dal genitore richiedente il bonus nel modello di domanda anche con riferimento all’altro genitore e dovrà essere corredata da una dichiarazione del datore di lavoro o del committente che attesti che l’attività lavorativa non è svolta interamente in modalità agile.

In via ulteriore, la spettanza del bonus è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione (CIGO, CIGS, CIG in deroga, assegno ordinario etc.) o cessazione dell’attività lavorativa (NASpI) o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Tali requisiti dovranno essere autodichiarati nel modello di domanda e saranno verificati nella fase di istruttoria della domanda dalla Struttura territoriale competente, che dovrà valutarne la sussistenza al momento della domanda ovvero alla data in cui esegue l’istruttoria se la domanda è precedente.

Per un maggior approfondimento sull’erogazione del bonus di cui in oggetto mediante Libretto Famiglia e sull’incumulabilità dei trattamenti pensionistici con i compensi derivanti dallo svolgimento di attività lavorativa occasionale connessa all’erogazione del bonus, Vi trasmettiamo la circolare di cui in oggetto con il relativo allegato.

Distinti saluti

Il Direttore
Crescenzo Ventre


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Modifica del saggio di interesse legale – Circolare INPS n. 152 del 22 dicembre 2020

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L’INPS con l’allegata Circolare n. 152 del 22 dicembre 2020 ha comunicato che il Ministro dell’Economia e delle Finanze con decreto dell’11 dicembre 2020 (Allegato n. 1) ha modificato la misura del saggio di interesse legale nella misura dello 0,01% in ragione d’anno con decorrenza dal 1° gennaio 2021.

In particolare l’Istituto ha precisato che la suddetta misura dello 0,01% si applica ai contributi con scadenza di pagamento a partire dal 1° gennaio 2021.

L’INPS ha precisato altresì che per le esposizioni debitorie pendenti alla predetta data, tenuto conto delle variazioni della misura degli interessi legali intervenute nel tempo, il calcolo degli interessi dovuti verrà effettuato secondo i tassi vigenti alle rispettive decorrenze, che possono essere consultati nell’allegato n. 2.

Distinti saluti

Il Direttore
Crescenzo Ventre


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Congiuntura flash – La pandemia chiude male il 2020 e zavorra il 2021. Servizi di nuovo in rosso, regge a fatica l’industria

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Trasmettiamo in allegato l’ultimo numero di Congiuntura Flash elaborato dal Centro Studi di Confindustria.
Come riportato nella nota, la pandemia fa chiudere male il 2020 per l’economia e zavorra così il 2021, il profilo “a V” del PIL nel biennio sarà meno profondo.
I servizi sono di nuovo in rosso, mentre finora regge a fatica l’industria, dove il settore automotive affronta insieme shock sanitario e salto tecnologico.
I consumi tornano in calo, si riduce l’occupazione, il debito eccessivo delle imprese frena gli investimenti, l’export italiano vira al ribasso mentre gli scambi mondiali reggono.
L’Eurozona è in recessione, nonostante i tassi favorevoli, mentre incombe il rischio di una Brexit disordinata, il dollaro è sempre più debole e il petrolio più caro.
Distinti saluti.
Il Direttore Crescenzo Ventre


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Tirocini Garanzia Giovani

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Vi segnaliamo che la Regione Campania ha pubblicato l’allegato avviso pubblico per la misura “Tirocini per persone con disabilità” che rientra nel più ampio programma “Garanzia Giovani”, praticamente gratuito per chi aderisce.
Il termine per aderire al suddetto avviso scadrà il 31 dicembre 2020.
Inoltre Vi segnaliamo un <docs.google.com/document/d/e/2PACX-1vSNi-6SthhFg3MuX69XslRdiP_IH6dRr95tQ-ZeE01bV4tT_fF-SlV_Z6vfjPtRnQ/pub> link al quale è possibile visionare una sintesi dell’iniziativa e dove troverete i contatti del referente del progetto Prof. Pepino, che potrà fornire risposte ad eventuali richieste di chiarimento ed un <docs.google.com/spreadsheets/d/e/2PACX-1vRdTyvH2uBm1KL-h2FP3c8a8d35J5nCtIwhlXr7F1ORbf6bvro_DO8oz-g_b8m2sw/pubhtml> link al quale è invece consultabile l’elenco anonimo delle risorse disponibili con l’indicazione del relativo livello di formazione. Sarà sempre il Prof. Pepino che potrà mettere in contatto il richiedente con la relativa risorsa.
Distinti saluti.
Il Direttore Crescenzo Ventre


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INAIL: Chiusura servizio online “comunicazione sospensioni/recuperi agevolati Covid-19”

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Vi segnaliamo che l’INAIL con l’allegata istruzione operativa n. 14846 dell’11 dicembre 2020 ha comunicato che il servizio on line “comunicazione sospensioni/recuperi agevolati Covid-19” non sarà più disponibile dal 21 dicembre 2020.

Pertanto i soggetti assicuranti che hanno applicato la sospensione e non hanno ancora inviato la comunicazione utilizzando l’apposito servizio on line, potranno inviarla fino al 20 dicembre 2020.

Distinti saluti.

Il Direttore
Crescenzo Ventre

<www.avast.com/sig-email?utm_medium=email&utm_source=link&utm_campai gn=sig-email&utm_content=emailclient>
Mail priva di virus. <www.avast.com/sig-email?utm_medium=email&utm_source=link&utm_campai gn=sig-email&utm_content=emailclient> www.avast.com


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Confindustria: nota di approfondimento sulla conversione in Legge del D.L. n. 125/2020 – Proroga dello stato di emergenza

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Vi inviamo in allegato una nota redatta da Confindustria che illustra le principali misure del D.L. n. 125 del 7 ottobre 2020 (cfr. ns. nota n. 1202 dell’8 ottobre 2020) a seguito della conversione in Legge.

In particolare la nota si sofferma sulle seguenti tematiche:

1. proroga della dichiarazione dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e relativa estensione della vigenza di alcune disposizioni legislative legate al perdurare dello stesso;

2. smart working (proroga fino al 31 gennaio 2021 dell’efficacia dell’art. 90, commi 3 e 4, del D.L. n. 34/2020 in materia di lavoro agile);

3. proroga di atti amministrativi in scadenza (estensione della loro validità fino al 90° giorno successivo alla data di dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza);

4. concordati e accordi di ristrutturazione (possibilità di omologare concordati e accordi di ristrutturazione anche in mancanza di voto/adesione dell’amministrazione finanziaria, nonché degli enti gestori di forme di previdenza o assistenza obbligatorie, laddove si tratti della soluzione più conveniente – nuovo art. 3, comma 1-bis D.L. n. 125/2020);

5. organi di amministrazione e controllo delle società in house;

6. misure fiscali:

* estensione dei termini per l’invio e la pubblicazione sul sito del Dipartimento delle Finanze delle delibere e dei regolamenti relativi ai tributi comunali;

* conferma delle dilazioni al 31 dicembre 2020 dei termini di scadenza dei versamenti derivanti dalle cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione, per la presentazione della richiesta dei piani di dilazione, di sospensione dei pignoramenti presso terzi effettuati dall’Agenzia della riscossione su stipendi e pensioni;

7. ordine del giorno sui lavoratori fragili: in sede di conversione, è stato approvato un ordine del giorno (G/1970/1/1) che, in linea con una richiesta di Confindustria, impegna il Governo a valutare l’opportunità di prorogare fino al termine dello stato di emergenza il riconoscimento dello status di ricovero ospedaliero per i lavoratori fragili.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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[ Nuove disposizioni in materia di integrazioni salariali – Circolare INPS n. 139 del 7 dicembre 2020

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Vi segnaliamo che l’INPS con la Circolare n. 139 del 7 dicembre 2020 ha fornito istruzioni sulla corretta gestione delle domande relative ai trattamenti di integrazione salariale in virtù delle novità introdotte dagli ultimi Decreti Legge.

1. Modifiche in materia di trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario per la causale “Covid-19”

Il D.L. n. 137/2020 (cfr. ns. nota n. 1357 del 29.10.2020) all’art. 12 prevede che i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono richiedere la concessione dei trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria o in deroga) o dell’assegno ordinario, per periodi decorrenti dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, per una durata massima di 6 settimane.

L’Istituto ha precisato che tale norma deve essere coordinata con il precedente D.L. n. 104/2020 che ha regolamentato l’accesso ai trattamenti di integrazione salariale per il periodo dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2020.

Conseguentemente, i datori di lavoro che hanno richiesto o che richiederanno periodi rientranti in tale ultima disciplina potranno, nel rispetto dei presupposti di legge, accedere ai trattamenti per i periodi (9+9 settimane) e alle condizioni dalla stessa previste anche per periodi successivi al 15 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2020.

Tuttavia l’INPS ha osservato che l’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 12 del D.L. n. 137/2020 ha stabilito che i periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 1 del D.L. n. 104/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, limitatamente ai periodi successivi alla predetta data, alle 6 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto dal D.L. n. 137/2020.

Per maggiore chiarezza riportiamo 3 esempi:

Azienda che ha sospeso o ridotto l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 a far tempo dal 26 ottobre 2020, in assenza di precedenti autorizzazioni per periodi successivi al 12 luglio 2020
Potrà richiedere, ai sensi della disciplina di cui al D.L. n. 104/2020, le prime 9 settimane di trattamenti fino al 31 dicembre 2020 con causale “COVID 19 nazionale”, senza obbligo di pagamento del contributo addizionale
Azienda cui sia stato interamente autorizzato il periodo complessivo di 18 settimane di cui al D.L. n. 104/2020
Potrà richiedere l’ulteriore periodo di 6 settimane introdotto dal D.L. n. 137/2020 da collocare all’interno dell’arco temporale dal 16
novembre 2020 al 31 gennaio 2021

Azienda che ha già richiesto, con la causale “COVID 19 con fatturato” e per un periodo continuativo dal 19 ottobre 2020 al 19 dicembre 2020, le seconde 9 settimane di Cassa integrazione ordinaria o in deroga o di assegno ordinario previste dal D.L. n. 104/2020 e dette settimane sono state autorizzate dall’Istituto
Sulla base del D.L. n. 137/2020, i periodi collocati anche parzialmente in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, limitatamente ai periodi successivi alla predetta data, alle 6 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto dal D.L. n. 137/2020, per cui l’azienda potrà ancora beneficiare di una ulteriore settimana di nuovi trattamenti fino al 31 gennaio 2021

Con riferimento alla prima ipotesi, evidenziamo che finora le Sedi Inps stanno, invece, richiedendo il versamento del contributo e Confindustria è ripetutamente intervenuta per porre fine a tale impropria richiesta. L’uscita della circolare in commento dovrebbe aver posto fine a tale prassi scorretta, per cui invitiamo a segnalarci eventuali ulteriori richieste improprie da parte delle sedi dell’Istituto.

1.1 Destinatari del nuovo periodo di trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario per la causale “Covid-19”

Il secondo comma dell’art. 12 del D.L. n. 137/2020 prevede che le 6 settimane di trattamenti di cui alla nuova disciplina possono essere riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il secondo periodo di 9 settimane di cui all’articolo 1, comma 2, del D.L. n. 104/2020, purché lo stesso periodo sia integralmente decorso, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020, come sostituito dal DPCM del 3 novembre 2020 e, da ultimo, dal DPCM del 3 dicembre 2020, riportati negli allegati n. 1 e n. 2 del D.L. n. 149/2020, che dispone la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive.

Con riferimento ai datori di lavoro che hanno completato le 18 settimane di trattamenti, l’INPS ha precisato che la trasmissione delle domande riferite alle nuove 6 settimane di trattamenti, che deve riguardare periodi non antecedenti al 16 novembre 2020 e non successivi al 31 gennaio 2021, sarà possibile, a prescindere dall’avvenuto rilascio dell’autorizzazione alle seconde 9 settimane previste dal D.L. n. 104/2020, da parte delle strutture territoriali dell’Istituto.

In sede di istruttoria si procederà a verificare il rispetto dell’effettivo utilizzo delle 18 settimane e che la domanda si riferisca a un periodo successivo.

1.2 Contributo addizionale

I datori di lavoro che presentano domanda di accesso ai trattamenti di cassa integrazione salariale per le 6 settimane previste dal D.L. n. 137/2020 sono tenuti al versamento di un contributo addizionale, calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, determinato secondo le seguenti misure:

– 9% per le imprese che, sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre del 2020 e quello del corrispondente periodo del 2019, hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;

– 18% per le imprese che, dal raffronto operato sul medesimo arco temporale sopra definito, non hanno subito alcuna riduzione del fatturato.

Non sono tenuti al versamento del contributo addizionale i datori di lavoro che sono andati incontro a una perdita del fatturato pari o superiore al 20%, i datori che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019, i datori appartenenti ai settori interessati dagli ultimi DPCM del 24 ottobre 2020, del 3 novembre 2020 e del 3 dicembre 2020.

1.3 Lavoratori cui si rivolgono le tutele

Ai sensi dell’art. 12, comma 2, del D.L. n. 149/2020, i trattamenti di cassa integrazione salariale e assegno ordinario previsti dal D.L. n. 137/2020 (6 settimane) trovano applicazione anche per i lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 9 novembre 2020.

Riguardo al requisito soggettivo del lavoratore, l’INPS ha precisato che nelle ipotesi di trasferimento d’azienda ai sensi dell’articolo 2112 c.c. e nei casi di lavoratore che passa alle dipendenze dell’impresa subentrante nell’appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

1.4 Modalità di richiesta delle 6 settimane previste dal D.L. n. 137/2020

I datori di lavoro dovranno utilizzare la nuova causale “COVID-19 DL 137”.

2. Caratteristiche e regolamentazione degli interventi di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario previsti dal D.L. n. 137/2020

Riguardo alle caratteristiche e alla regolamentazione degli interventi di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e, in particolare, alla celerità dell’istruttoria delle domande e alla non applicabilità del requisito dell’anzianità di effettivo lavoro di 90 giorni di cui all’articolo 1, comma 2, del D.lgs n. 148/2015, l’INPS ha ribadito quanto già illustrato ai paragrafi 3 e 4 della circolare n. 115/2020 (cfr. ns. nota n. 1157 del 1° ottobre 2020).

3. Cassa integrazione ordinaria per le aziende che si trovano in cassa integrazione straordinaria ai sensi dell’articolo 20 del D.L. n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 27/2020, e successive modificazioni

Le imprese che alla data del 16 novembre 2020 hanno in corso un trattamento di cassa integrazione salariale straordinario (CIGS) e che devono ulteriormente sospendere il programma di CIGS a causa dell’interruzione dell’attività produttiva per effetto dell’emergenza epidemiologica in atto, possono accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario, per una durata massima di 6 settimane, per periodi decorrenti dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, a condizione che rientrino in un settore per il quale sussista il diritto di accesso alla prestazione di cassa integrazione ordinaria.

La domanda di integrazione salariale ordinaria deve essere presentata con la nuova causale “COVID-19 DL 137-sospensione Cigs”.

L’Istituto provvederà ad autorizzare le domande di CIGO di cui trattasi nel rispetto dei periodi di sospensione del programma di cassa integrazione salariale straordinaria stabilito dai decreti ministeriali.

4. Domande di assegno ordinario del fondo di integrazione salariale (FIS)

Con riferimento all’assegno ordinario del fondo di integrazione salariale (FIS), l’Istituto ha richiamato gli indirizzi ribaditi al paragrafo 4.2 della circolare n. 115/2020 (cfr. ns. nota n. 1157 del 1° ottobre 2020) e, in particolare, le indicazioni fornite in ordine al requisito occupazionale dei datori di lavoro richiedenti.

L’INPS ha ricordato che, durante il periodo di percezione dell’assegno ordinario, limitatamente alle causali connesse all’emergenza da Covid-19, è erogata, ove spettante, la prestazione accessoria degli assegni al nucleo familiare.

4.1 Assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegno di solidarietà in corso

Possono presentare domanda di assegno ordinario anche i datori di lavoro iscritti al fondo di integrazione salariale (FIS) che, alla data del 16 novembre 2020, hanno in corso un assegno di solidarietà.

La concessione dell’assegno ordinario, che sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso, può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari dell’assegno di solidarietà, a totale copertura dell’orario di lavoro.

La durata complessiva del trattamento in questione non può essere superiore a 6 settimane.

5. Trattamenti di cassa integrazione in deroga (CIGD)

In merito alla CIGD l’INPS ha precisato che il D.L. n. 137/2020 non ha modificato la regolamentazione.

Di conseguenza la domanda di CIGD dovrà essere preceduta dalla definizione di un accordo sindacale che l’azienda e le organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale possono concludere anche in via telematica.

L’Istituto ha ricordato altresì che sono esonerati dalla definizione delle citate intese esclusivamente i datori di lavoro con dimensioni aziendali fino ai 5 dipendenti e che ai beneficiari continuano ad essere riconosciuti la contribuzione figurativa e i relativi assegni al nucleo familiare, ove spettanti.

Con riferimento alle aziende plurilocalizzate, l’INPS ha ribadito che potranno inviare domanda come “deroga plurilocalizzata” esclusivamente le aziende che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; tutte le altre aziende, invece, anche con più unità produttive, dovranno trasmettere domanda come “deroga INPS”.

6. Termini di trasmissione delle domande relative ai trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario

Il termine per la presentazione delle domande è fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Inoltre la circolare ha confermato quanto anticipato con il messaggio n. 4484 del 27 novembre 2020 (cfr. ns. nota n. 1514 del 28 novembre 2020) in merito alla corretta interpretazione del termine decadenziale previsto per le domande relative alle 6 settimane di trattamento di integrazione salariale, che è da riferirsi al 31 dicembre 2020 in luogo di quello ordinario (mese successivo a quello di inizio della sospensione).

7. Termini di trasmissione dei dati utili al pagamento o al saldo dei trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario

Nel caso di pagamento diretto da parte dell’Istituto, il datore di lavoro è tenuto a inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale (modello SR41 semplificato) entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale ovvero, se posteriore, entro il termine di 30 giorni dalla notifica del provvedimento di concessione.

Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri a essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

8. Differimento dei termini relativi ai trattamenti connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19

L’INPS ha ribadito quanto affermato con il messaggio n. 4222 dell’11.11.2020 (cfr. ns. nota n. 1426 del 13 novembre 2020) ed in particolare che i termini decadenziali di invio delle domande e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo che si collocano tra il 1° ed il 30 settembre 2020 sono differiti al 15 novembre 2020.

9. Modalità di pagamento della prestazione

L’Istituto ha precisato che rimane inalterata la possibilità per l’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, così come la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’INPS, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.

L’INPS ha altresì specificato che la presentazione delle domande di CIGO, CIGD e ASO a pagamento diretto con richiesta di anticipo del 40% deve avvenire entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

L’Istituto autorizza le richieste di anticipazione e dispone il pagamento dell’anticipo nei confronti dei lavoratori individuati dall’azienda, entro 15 giorni dal ricevimento delle stesse.

Successivamente il datore di lavoro deve inviare all’INPS, tramite il modello “SR41 semplificato”, tutti i dati necessari per il saldo dell’integrazione salariale.

Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri a essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente e, conseguentemente, le somme eventualmente erogate ai lavoratori a titolo di anticipo verranno considerate indebite e recuperate in capo al datore di lavoro.

Con riferimento alla cassa integrazione in deroga INPS, si ribadisce che è previsto esclusivamente il pagamento diretto.

Per un maggiore approfondimento sui codici di autorizzazione e sulle risorse finanziarie, Vi trasmettiamo la Circolare di cui in oggetto con il relativo allegato.

Distinti saluti

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Covid-19: Ulteriori misure urgenti connesse all’emergenza epidemiologica – Decreto Legge n. 157 del 30 novembre 2020

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Vi comunichiamo che in data 30 novembre 2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 297 il Decreto Legge n. 157, che interviene con ulteriori disposizioni ed un ulteriore stanziamento di risorse per fronteggiare le conseguenze economiche nei settori più colpiti dall’emergenza epidemiologica.
Il suddetto Decreto Legge è entrato in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
In particolare Vi segnaliamo le seguenti disposizioni in materia fiscale e contributiva:
Proroga del termine di versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP
Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP scaduta il 30 novembre 2020 è prorogato al 10 dicembre 2020.
Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel primo semestre dell’anno 2020 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP, dovuto per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, è prorogato al 30 aprile 2021.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 aprile 2021. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
Sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre
Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato, con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto e che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di novembre dell’anno 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, sono sospesi i termini che scadono nel mese di dicembre 2020 relativi:
a. ai versamenti delle ritenute alla fonte e delle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale; b. ai versamenti dell’IVA; c. ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali.
Tali versamenti sono sospesi anche per i soggetti che hanno intrapreso l’attività in data successiva al 30 novembre 2019.
I versamenti sospesi sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione, fino ad un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Non si fa luogo al rimborso di quanto già versato.
Proroga del termine per la presentazione della dichiarazione in materia di imposte sui redditi e IRAP
Il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi e dell’IRAP è posticipato al 10 dicembre 2020.
Per un maggior approfondimento Vi trasmettiamo in allegato il testo del Decreto Legge citato estratto dalla Gazzetta Ufficiale.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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Nota INL n. 1050 del 26 novembre 2020 – Lavoratore notturno – definizione e chiarimenti

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Vi segnaliamo che l’INL con l’allegata nota n. 1050 del 26 novembre 2020 ha fornito chiarimenti in ordine alla definizione del lavoratore notturno.
Al riguardo l’INL ha ritenuto opportuno ricordare alcune definizioni contenute nell’art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 66/2003, a cominciare da quella di “periodo notturno”, ossia il periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino.
Ai fini dell’individuazione delle sette ore consecutive di lavoro si dovrà fare riferimento, evidentemente, all’orario di lavoro osservato secondo le indicazioni del contratto collettivo e del contratto individuale: il periodo che rileva ai sensi del citato art. 1, comma 2, del D.Lgs. n. 66/2003, infatti, potrà iniziare a decorrere dalle ore 22 (con conclusione alle ore 5) oppure dalle ore 23 (con conclusione alle ore 6) o, infine, dalla mezzanotte (con conclusione alle ore 7).
Il medesimo comma 2, alla lett. e), definisce poi il “lavoratore notturno” come:
1) qualsiasi lavoratore che durante il periodo notturno svolga almeno tre ore del suo tempo di lavoro giornaliero impiegato in modo normale;
2) qualsiasi lavoratore che svolga durante il periodo notturno almeno una parte del suo orario di lavoro secondo le norme definite dai contratti collettivi di lavoro (in tal caso al contratto collettivo è demandata l’individuazione sia del numero delle ore giornaliere di lavoro da effettuarsi durante il periodo notturno, che potrebbe pertanto essere inferiore o superiore alle tre ore stabilite ex lege, sia il numero delle giornate necessarie per rientrare nella categoria di “lavoratore notturno”);
3) in difetto di disciplina collettiva qualsiasi lavoratore che svolga per almeno tre ore di lavoro notturno per un minimo di ottanta giorni lavorativi all’anno.
A tal proposito l’INL ha precisato che, laddove la contrattazione non specifichi il numero di ore rilevanti ai fini della qualificazione del lavoratore come lavoratore notturno, troverà applicazione la disciplina normativa (tre ore nel periodo notturno per 80 giorni l’anno). Così come, laddove la contrattazione si limiti ad individuare uno solo dei parametri – giornaliero e annuale – utili alla definizione di “lavoratore notturno”, il secondo dovrà essere necessariamente individuato in quello previsto dal legislatore (tre ore giornaliere o ottanta giorni l’anno).
Infine l’INL ha ricordato che solo ai lavoratori notturni individuati nei termini sopra chiariti trova applicazione il limite massimo giornaliero di otto ore di lavoro di cui all’art. 13, comma 1, e non già a qualsivoglia lavoratore che svolga di notte una parte del suo orario di lavoro.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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