MEDIAZIONE FINALIZZATA ALLA CONCILIAZIONE DELLE CONTROVERSIE CIVILI E COMMERCIALI. OBBLIGATORIETÀ DEL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE

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MEDIAZIONE FINALIZZATA ALLA CONCILIAZIONE DELLE CONTROVERSIE CIVILI E COMMERCIALI. OBBLIGATORIETÀ DEL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE

Category:ECONOMICO
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ALLE AZIENDE ASSOCIATE
LORO SEDI

Prot. n. II/600 /11
Avellino 16 marzo 2011

OGGETTO: MEDIAZIONE FINALIZZATA ALLA CONCILIAZIONE DELLE CONTROVERSIE CIVILI E COMMERCIALI. OBBLIGATORIETÀ DEL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE.

Sulla scorta dell’emanazione in sede comunitaria della direttiva n. 52 del 2008, è stato approvato il d.lgs. 4 marzo 2010 n. 28 in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali.

Da un punto di vista giuridico la mediazione civile, come accennato è disciplinato dal Decreto Legislativo n. 28/2010 entrato in vigore il 20 marzo 2010. Non tutte le disposizioni sono state rese dal legislatore immediatamente operative, in quanto l’efficacia di alcune norme, in particolare quelle che prevedono l’obbligatorietà del tentativo di mediazione per determinate categorie di controversie è stata differita al 21 marzo 2011.

Inoltre, a seguito dell’approvazione del provvedimento “Milleproroghe” (Decreto 255/2010) recentemente approvato dal Senato la mediazione civile e commerciale obbligatoria sarà prorogata di dodici mesi limitatamente alle controversie in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti (20 marzo 2012).
Resta pertanto obbligatorio il tentativo di mediazione, quale condizione di procedibilità, per intentare un giudizio innanzi al tribunale ovvero al giudice di pace in determinate materie ovvero:
diritti reali, divisioni, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno da responsabilità medica, risarcimento del danno da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi , bancari, finanziari.
Per le altre materie il tentativo di conciliazione è facoltativo, oppure può essere il  giudice, dopo il vaglio della questione da dirimere, a suggerire di utilizzare lo strumento della mediazione.
Il Legislatore nazionale ha voluto, dunque, approntare una sorta di filtro destinato a ridurre il flusso dei giudizi ordinari ed ad alleggerire  il problema del numero e della durata dei processi.

Il presupposto è il cambiamento nella concezione tradizionale della giustizia: dal sistema aggiudicativo a quello autocompositivo, da un modello vincente-perdente, ad uno cooperativo.

Negli ultimi decenni si è registrato un deciso incremento verso l’utilizzo dei metodi alternativi di composizione delle controversie (ADR), rispetto al ricorso alla giustizia ordinaria.

I sistemi di ADR si collocano, pienamente nel contesto delle politiche volte al miglioramento dell’accesso alla giustizia, in quanto consentono alle parti e alle imprese di aprire un dialogo e di valutare  l’opportunità di fare ricorso al giudice.

Un altro aspetto poi da sottolineare è  il ruolo che tali istituti svolgono come strumenti al servizio della “conservazione dei rapporti”, in quanto l’approccio consensuale aumenta le possibilità per le parti, in particolare per l’imprenditore, di mantenere, una volta risolta la lite, le loro relazioni di natura commerciale o altro.

Per tale motivo il tutto il sistema Confindustria  sta organizzando a livello centrale e a livello territoriale intese e strumenti per assicurare la più ampia conoscenza e fruibilità dello strumento della mediazione civile a beneficio delle imprese.
Sarà nostra cura aggiornarvi sulle iniziative in corso.

In allegato, per un approfondimento della disciplina in oggetto, provvediamo a trasmettere una nota elaborata da nostri Uffici ( tel 0825 785512 email economico@confindustria.avellino.it )che restano a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti.

   IL DIRETTORE
Dr. Giacinto Maioli

 

All. c.s.
Nota Mediazione Civile


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