RITARDATI PAGAMENTI – PUBBLICATO IL DECRETO LEGISLATIVO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA LATE PAYMENTS. DLGS 192/2012.

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RITARDATI PAGAMENTI – PUBBLICATO IL DECRETO LEGISLATIVO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA LATE PAYMENTS. DLGS 192/2012.

Category:ECONOMICO
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Prot. n. II/2035/12
Avellino, 12 Dicembre 2012

OGGETTO: RITARDATI PAGAMENTI – PUBBLICATO IL DECRETO LEGISLATIVO DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA LATE PAYMENTS. DLGS 192/2012.

È stato pubblicato, nella Gazzetta Ufficiale n. 267 del 15 novembre 2012 il decreto legislativo 9 novembre 2012, n. 192, recante “Modifiche al decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, per l’integrale recepimento della direttiva 2011/7/UE relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali, a norma dell’articolo 10, comma 1, della legge 11 novembre 2011, n. 180”.

Con tale decreto – approvato anche a seguito delle sollecitazioni di Confindustria che recepisce integralmente la direttiva 2011/7/UE (Late  Payments) – viene significativamente modificata la disciplina sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali di cui al D.lgs 231/2002 che lasciava piena libertà contrattuale a tutte le parti in ordine alla pattuizione dei termini di pagamento e alle conseguenze del ritardo.

Nel rinviare, per un’analisi dettagliata dei contenuti della nuova disciplina, a una successiva circolare, si segnala che le nuove regole – che si applicheranno alle transazioni commerciali aventi ad oggetto la fornitura di merci e la prestazione di servizi dietro corrispettivo concluse a partire dal 1 gennaio 2013 – variano a seconda che si tratti di rapporti tra PA e imprese ovvero di rapporti tra imprese. Esse prevedono in particolare quanto di seguito sintetizzato.

Contratti tra pubblica amministrazione e imprese:

– il termine di pagamento è, di regola, di 30 giorni;
– le parti possono pattuire, purché in modo espresso, un diverso termine di pagamento quando ciò sia giustificato dalla natura o dall’oggetto del contratto o dalle circostanze esistenti al momento della sua conclusione: il termine non può in ogni caso superare 60 giorni;
–   per gli enti che forniscono assistenza sanitaria (ASL, aziende ospedaliere e Policlinici) il termine ordinario di 30 giorni viene automaticamente elevato a 60;
– in caso di mancato pagamento entro i termini stabiliti, il debitore è tenuto a corrispondere interessi moratori (che decorrono senza che sia necessaria la costituzione in mora) su base giornaliera pari al tasso applicato dalla BCE alle più recenti operazioni di rifinanziamento maggiorato di 8 punti percentuali;
– eventuali procedure volte ad accertare la conformità della merce o dei servizi al contratto non possono avere una durata superiore a 30 giorni dalla data di consegna della merce o di prestazione del servizio, salvo che sia diversamente concordato per iscritto dalle parti e previsto nella documentazione di gara e purché ciò non sia gravemente iniquo per il creditore.

Contratti tra imprese:

–  il termine di pagamento è di 30 giorni, se le parti non prevedono un diverso termine nel contratto;
–  le parti possono concordare un termine superiore a 60 giorni, solo a condizione che tale termine sia pattuito espressamente e provato per iscritto e non sia gravemente iniquo per il creditore;
–  in caso di mancato pagamento entro i termini stabiliti, il tasso degli interessi di mora può essere liberamente concordato tra le imprese purché non risulti gravemente iniquo per il creditore; in proposito il decreto prevede che una clausola che escluda l’applicazione degli interessi di mora è considerata iniqua e, di conseguenza, nulla. Anche in questo caso gli interessi decorrono senza che sia necessaria la costituzione in mora.

In generale, sia per i contratti tra imprese sia per quelli tra imprese e pubblica amministrazione, il decreto prevede inoltre:
–  che, in caso di ritardo di pagamento, i creditori hanno diritto, salva la prova dei maggiori costi sostenuti per il recupero, a un rimborso forfettario di 40 euro;
–  la possibilità che le parti concordino termini di pagamento a rate: in questo caso, le conseguenze negative del ritardo devono essere calcolate esclusivamente sulle singole rate scadute.

Si ricorda infine che le associazioni di categoria sono legittimate ad agire, a tutela degli interessi collettivi, richiedendo al giudice competente di accertare le gravi iniquità relative ai termini di pagamento, al saggio degli interessi moratori, al risarcimento dei costi di recupero.

Si segnala infine che sono in corso approfondimenti volti a chiarire il campo di applicazione del decreto, in particolare per quanto riguarda il settore dei lavori pubblici.

Distinti saluti.
    IL DIRETTORE
Dr. Giacinto Maioli

All.c.s.
Dlgs 192/2012


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