RITARDI DEI PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. PROCEDURA PER LA CERTIFICAZONE DEL CREDITO

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RITARDI DEI PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. PROCEDURA PER LA CERTIFICAZONE DEL CREDITO

Category:ECONOMICO
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OGGETTO: RITARDI DEI PAGAMENTI DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. PROCEDURA PER LA CERTIFICAZONE DEL CREDITO. 

Con due decreti del 22 maggio 20121 e due decreti del 25 giugno 2012, il Ministero dell’economia e delle finanze ha emanato una serie di misure volte ad accelerare il pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni dei debiti commerciali nei confronti delle imprese.

I provvedimenti citati disciplinano un meccanismo di certificazione obbligatoria dei crediti delle imprese nei confronti delle pubbliche amministrazioni e prevede la possibilità, a certe condizioni, di compensare i crediti certificati con le somme dovute alle pubbliche amministrazioni a seguito di iscrizione a ruolo.

1. Il procedimento di certificazione
Due dei decreti ministeriali disciplinano le modalità con le quali l’impresa può ottenere la certificazione del credito di somme dovute per somministrazione, forniture e appalti da parte, rispettivamente, delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali (decreto del 22 maggio 2012-12A06962) e delle regioni, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale (decreto del 25 giugno 2012- 12A07402).

L’obiettivo della certificazione del credito è quello di facilitare l’afflusso di liquidità alle imprese. L’obbligo per le pubbliche amministrazioni di rilasciare la certificazione è stato introdotto da precedenti provvedimenti normativi ai quali i decreti ministeriali danno attuazione. Sulla base dei decreti ministeriali, la certificazione rilasciata dalla pubblica amministrazione debitrice attesta che il credito vantato dall’impresa ha i caratteri di certezza, liquidità ed esigibilità. La certificazione non pregiudica il diritto del creditore agli interessi relativi ai crediti.

La disciplina della certificazione non si applica ai crediti verso gli enti locali commissariati e a quelli nei confronti delle regioni sottoposte ai piani di rientro dai deficit sanitari e dei relativi enti del servizio sanitario nazionale.

Con la certificazione l’amministrazione accetta preventivamente la possibilità che il credito venga ceduto a banche o a intermediari finanziari abilitati ai sensi della legislazione vigente.

I decreti disciplinano due procedimenti di certificazione: quello nella forma ordinaria e quello mediante piattaforma elettronica. Il procedimento in forma ordinaria sarà seguito fino a quando non verrà predisposta la piattaforma elettronica.

Segnaliamo che la certificazione riguarderà crediti non prescritti relativi a somministrazioni, forniture e appalti a favore dei soggetti sopra indicati e attesterà che il credito è certo, liquido ed esigibile, ovvero ne rileverà l’insussistenza o l’inesigibilità, anche parziale.
Sarà valida ai fini della cessione, pro-soluto e pro-solvendo, dei crediti nonché della richiesta di anticipazioni alle banche.

A tal fine, lo scorso 22 maggio, Confindustria ha firmato con ABI e le altre associazioni imprenditoriali il Protocollo “Smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della PA” finalizzato a favorire, attraverso la messa a disposizione da parte del sistema bancario di un plafond di 10 miliardi, lo smobilizzo dei crediti certificati verso la PA attraverso operazioni di:
• sconto pro soluto,
• sconto pro solvendo,
• anticipazione del credito con o senza cessione dello stesso.

Il tasso d’interesse/sconto di tali operazioni sarà legato a quello di accesso per la banca alla provvista BCE.  Per maggiori dettagli sul Protocollo – che diverrà operativo a breve a seguito dell’adesione delle banche – è possibile contattare i nostri Uffici (tel 0825 785512 economico@confindustria.avellino.it).

Procedimento di certificazione nella forma ordinaria.

I titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili rientranti nell’ambito di applicazione dei due decreti possono presentare all’amministrazione o all’ente debitore l’istanza di certificazione del credito, redatta secondo il modello allegato ai medesimi decreti.

Dopo aver riscontrato gli atti d’ufficio, le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali certificano entro sessanta giorni dal ricevimento dell’istanza che il credito è certo, liquido ed esigibile. Per le regioni, gli enti locali e gli enti del servizio sanitario nazionale il termine per la certificazione è di trenta giorni dal ricevimento dell’istanza.

Entro gli stessi termini le amministrazioni o gli enti debitori devono rilevare l’eventuale insussistenza o inesigibilità, anche parziale, del credito.
La certificazione non può essere rilasciata se risultano procedimenti giurisdizionali pendenti per la stessa ragione di credito.

Per i crediti di importo superiore a diecimila euro l’amministrazione o ente debitore prima di rilasciare la certificazione procede, se ne ricorrono i presupposti, alla verifica prescritta dall’articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602. In particolare, deve essere accertato se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento.

Nel caso in cui venga accertata l’inadempienza dell’obbligo di versamento, la certificazione ne dà atto. La certificazione del credito viene resa al lordo delle somme ancora dovute, il cui importo viene comunque indicato. Nel caso di esposizione debitoria del creditore nei confronti della stessa amministrazione il credito può essere certificato (e conseguentemente ceduto o oggetto di anticipazione) al netto della compensazione tra debiti e crediti del creditore istante, opponibile esclusivamente da parte dell’amministrazione debitrice. Con riferimento alle regioni, agli enti locali e agli enti del servizio sanitario nazionale, la possibilità per l’amministrazione debitrice di certificare il credito al netto della compensazione tra debiti e crediti del creditore istante non riguarda quei debiti che il creditore dichiara, nell’istanza di certificazione, di volere compensare attraverso il
meccanismo previsto dal decreto ministeriale 25 giugno 2012- 12A07403.

Eventuali pagamenti in favore dei creditori ai quali è stata rilasciata la certificazione del credito possono essere effettuati solo previa restituzione della certificazione precedentemente rilasciata.

Commissario ad acta
Decorso inutilmente il termine entro cui le amministrazioni e gli enti devono rilasciare la certificazione del credito o rilevare l’insussistenza o l’inesigibilità del credito, il creditore può presentare istanza di nomina di un commissario ad acta.

Per le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali, la richiesta deve essere presentata alla competente Ragioneria territoriale dello Stato. Per le regioni, gli enti locali e gli enti del servizio pubblico nazionale la richiesta deve essere presentata all’ufficio centrale del bilancio competente per le certificazioni di pertinenza delle amministrazioni statali centrali e degli enti pubblici nazionali, o alla Ragioneria territoriale dello Stato competente per territorio per le certificazioni di pertinenza delle amministrazioni statali periferiche, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale.

Entro dieci giorni dal ricevimento dell’istanza il direttore del competente ufficio dovrà nominare un commissario, verificando in via preventiva che la certificazione non sia stata già resa dall’amministrazione o ente debitore. Il commissario ad acta opera in qualità di pubblico ufficiale e può svolgere presso gli uffici dell’amministrazione debitrice ogni attività funzionale al rilascio della certificazione, compresi l’accesso e l’estrazione di atti e documenti.

Il commissario provvede al rilascio della certificazione entro cinquanta giorni dalla nomina e ne dà contestuale comunicazione all’amministrazione o ente debitore.

Le disposizioni sul commissario ad acta si applicano sia al procedimento di certificazione ordinaria che a quello su piattaforma elettronica. In quest’ultimo caso, il commissario provvede al rilascio della certificazione in forme telematiche utilizzando il modello generato dal sistema e conforme agli allegati ai decreti.

2. Compensazione di crediti certificati con le somme dovute alle pubbliche amministrazioni a seguito di iscrizione a ruolo.
Il decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 25 giugno 2012 – 12A07403 disciplina le modalità attraverso le quali le imprese possono compensare i crediti per somministrazione, forniture e appalti nei confronti delle regioni, degli enti locali e degli enti del servizio sanitario nazionale7 con le somme dovute alle pubbliche amministrazioni a seguito di iscrizione a ruolo.

Condizione necessaria per esercitare la compensazione è che il titolare del credito acquisisca la certificazione del credito secondo le modalità illustrate nel primo paragrafo di questa circolare.

I titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili possono utilizzare gli stessi al fine di pagare totalmente o parzialmente le somme dovute per le cartelle di pagamento e atti di cui agli articoli 29 e 30 del decreto legge n. 78/2010, notificati entro il 30 aprile 2012 per: a) tributi erariali; b) tributi regionali e locali; c) contributi assistenziali e previdenziali e premi per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali; d) entrate dovute alla stessa amministrazione che ha rilasciato la certificazione.

Il Ministro dell’economia e delle finanze potrà con un successivo decreto estendere la compensazione ad altre entrate riscosse mediante ruolo. I crediti possono essere usati per pagare anche gli oneri accessori, gli aggi e le spese a favore dell’agente della riscossione e per le imposte la cui riscossione è affidata all’agente della riscossione secondo le disposizioni previste dall’articolo 29 del decreto legge n. 78/2010.

Per effettuare la compensazione il titolare del credito deve presentare la certificazione del credito all’agente della riscossione per il pagamento, totale o parziale, delle somme. Se il pagamento riguarda solo una parte delle somme dovute, il contribuente è tenuto a indicare all’agente anche le posizioni debitorie che intende estinguere. L’agente della riscossione nei tre giorni successivi procede alla verifica dell’esistenza e validità della certificazione attraverso richiesta trasmessa all’amministrazione debitrice con posta elettronica certificata o, se possibile, utilizzando la piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti disciplinata dal decreto del 25 giugno 2012 – 12A07402.

Entro dieci giorni dalla richiesta l’amministrazione debitrice deve comunicare l’esito della verifica, con lo stesso mezzo, all’agente della riscossione che ne informa il titolare del credito. In caso di esito positivo della verifica, il debito dell’impresa si estingue limitatamente all’importo corrispondente al credito certificato e utilizzato in compensazione e il titolare del credito ritira l’attestazione di avvenuta compensazione presso lo sportello dell’agente della riscossione.

L’importo del credito utilizzato in compensazione per il pagamento delle somme iscritte a ruolo è annotato sulla copia della certificazione rilasciata dall’agente della
riscossione. Il credito residuo può essere utilizzato solo se la copia della certificazione è accompagnata dall’attestazione di avvenuta compensazione.

L’estinzione del debito per compensazione non comporta oneri di riversamento in capo all’agente della riscossione. Sono dovuti gli eventuali interessi di mora e l’aggio, maturati dal momento della quantificazione del debito fino alla data di estinzione dello stesso.

L’agente della riscossione comunica entro cinque giorni l’avvenuta compensazione sia all’ente debitore che all’ente impositore. L’ente debitore è tenuto al pagamento dell’importo certificato e utilizzato in compensazione entro dodici mesi dalla data di rilascio delle certificazione. Se il pagamento non avviene entro questo termine, saranno applicati gli interessi di mora previsti dalle disposizioni sulla riscossione delle imposte sul reddito9.

In caso di mancato pagamento da parte dell’ente debitore, l’importo oggetto di certificazione utilizzato in compensazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all’ente territoriale a qualsiasi titolo. Da questi recuperi sono escluse le risorse destinate al finanziamento corrente del servizio sanitario nazionale. Se il recupero non è stato possibile, l’agente della riscossione, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito, procede alla riscossione coattiva.

Si segnala infine che nelle pagine del sito del MEF dedicate alla certificazione e compensazione dei crediti verso la PA sono pubblicate le risposte alle domande più frequenti (FAQ). Il MEF ha inoltre attivato la casella di posta certificazionecrediti@tesoro.it alla quale potranno essere segnalati eventuali problemi tecnici.

Si allega un elenco delle domande a risposte frequenti pubblicata sul sito internet del Ministero dell’Economia e delle Finanze periodicamente aggiornato                    ( http://www.mef.gov.it/certificazionecrediti/index.asp )

Distinti saluti.

  IL DIRETTORE
Dr. Giacinto Maioli


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