SISTRI DM 30.03.2016 N. 78 – CONSIDERAZIONI

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SISTRI DM 30.03.2016 N. 78 – CONSIDERAZIONI

Category:AMBIENTE E SICUREZZA
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ALLE AZIENDE ASSOCIATE
LORO SEDI

Prot. n. I/ 835 /16
Avellino, 8 giugno 2016

OGGETTO: SISTRI DM 30.03.2016 N. 78 – CONSIDERAZIONI

Facciamo seguito alla nostra news del 27 maggio u.s. prot. n. I/790/16, con la quale Vi abbiamo segnalato la pubblicazione del DM n. 78/16 che abrogando il precedente DM 52/2014 ha dettato le nuove disposizioni che riguardano il SISTRI attualmente operativo (senza tuttavia modificare il termine del 31/12/2016 relativo al c.d. “doppio binario”) e ha indicato i criteri generali a cui dovrà ispirarsi il futuro concessionario per riportare di seguito alcune considerazioni al riguardo.

Nell’analizzare  le  disposizioni  riferite  al  Sistri  attuale, riteniamo opportuno distinguere tra le disposizioni che hanno effetti sull’iscrizione e versamento del contributo (fattispecie per le quali le sanzioni sono oggi in  vigore  ( nota 1) e le disposizioni che incidono sul corretto utilizzo del sistema attuale (nota 2).

Anche  in  considerazione  del  fatto  che Confindustria ha, a più riprese, segnalato  la  necessità  di  superare  quanto  prima  il  sistema attuale, evitando  ulteriori  costi  a  carico  delle  imprese,  riteniamo opportuno evidenziare  unicamente  le  disposizioni che hanno effetto sull’obbligo di iscrizione e relativo versamento del contributo.

Più in dettaglio, il regolamento:
• specifica  ulteriormente  i  soggetti  obbligati oggi all’iscrizione, sempre con riferimento ai soli rifiuti pericolosi (art.4), e fornisce ulteriori  chiarimenti sul pagamento del contributo annuale (art. 7), mantenendo  gli  importi  già  in  essere  senza  alcuna  variazione (allegato 1);
• fornisce una definizione di “dipendente” (art. 1);
• disciplina le procedure di adesione al Sistri (art. 6).

Rimangono invece sostanzialmente invariate le procedure operative, le quali continuano ad essere caratterizzate dalle criticità più volte segnalate da Confindustria, ovvero   dispositivi   USB/Black   box,   mancanza  della trasmissione in asincrono, mancato raccordo con la normativa primaria (nota 3).

Soggetti obbligati all’iscrizione a SISTRI
Il  nuovo  decreto riprende i contenuti dei precedenti decreti ministeriali relativi  a  SISTRI  e  lascia invariato  l’attuale campo di applicazione, rimanendo quindi applicabile ai soli rifiuti pericolosi per (nota 4) :

1) i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, che occupano più di dieci  dipendenti  (nota  5),  con  riferimento ai soli rifiuti speciali derivanti da:

   attività di costruzione, demolizione e scavo;
   lavorazioni industriali;
   lavorazioni artigianali;
   attività commerciali;
   attività di servizio;
   attività sanitarie;

2)  i   trasportatori  dei  propri  rifiuti  speciali  pericolosi,  con l’iscrizione  all’Albo  gestori  ambientali alla categoria 2-bis (trasporto dei  propri  rifiuti  fino  a  30 kg/litri al giorno), solo se obbligati in quanto produttori iniziali, cioè solo se occupano più di dieci dipendenti (nota 6) ;

3) i   trasportatori  dei  propri  rifiuti  speciali  pericolosi,  con l’iscrizione  all’Albo  gestori ambientali alla categoria 5  (trasporto dei propri rifiuti per quantità superiori a 30 kg/litri al giorno – nota 7);

4) i trasportatori di rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale compresi:
• i  vettori  esteri  che  effettuano  trasporti di rifiuti pericolosi sul territorio nazionale o in partenza dall’Italia verso l’estero;
• i  soggetti  dell’intermodalità (terminalisti, operatori logistici degli   scali  ferroviari,  ecc.) che detengono i rifiuti speciali pericolosi in attesa  della  loro  presa  in  carico  da  parte del vettore successivo (treno, nave, gomma);
5)coloro  che  trattano,  recuperano,  smaltiscono  rifiuti  speciali pericolosi e rifiuti urbani pericolosi;

6) coloro  che  producono  rifiuti  pericolosi derivanti da attività di recupero  o di smaltimento di rifiuti pericolosi e non pericolosi, definiti come “nuovi produttori”;

7)  coloro che effettuano intermediazione e commercio di rifiuti speciali e urbani pericolosi.

 

 

Attuali modalità di utilizzo di SISTRI
Fino  all’emanazione  dei  decreti  ministeriali  che  definiranno le nuove modalità  di  accesso  ed  utilizzo  del sistema di tracciabilità, il nuovo decreto  conferma  le attuali modalità di utilizzo di SISTRI, cui si accede utilizzando  i  dispositivi  USB.  Per  la  tracciabilità  dei  veicoli che trasportano rifiuti pericolosi rimane previsto l’utilizzo delle black box.

Le  procedure  di  utilizzo  di  SISTRI  rimangono quelle oggi definite dai manuali  e  dalle  guide  rese  disponibili sul sito di SISTRI, sebbene sia prevista la loro formale approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente.

Applicazione delle sanzioni relative a SISTRI
Il  nuovo  decreto  non  interviene  sul  sistema sanzionatorio  di SISTRI. Rimane  quindi  ad  oggi  soggetto  a sanzioni solo la mancata/non corretta iscrizione  ed  il mancato/non corretto versamento del contributo annuale (nota  8).  Fino  al  31  dicembre  2016 non si applicano le sanzioni per il mancato  o  non corretto utilizzo di SISTRI, essendo ancora obbligatoria (e soggetta al relativo sistema  sanzionatorio)  la  tenuta dei registri di carico e scarico e dei formulari di trasporto cartacei (nota 9).

IL FUTURO SISTEMA DI TRACCIABILITÀ DEI RIFIUTI

Caratteristiche del sistema
Accogliendo  i ripetuti rilievi mossi da Confindustria circa la complessità e  la  non  applicabilità  del  sistema SISTRI alla reale operatività delle imprese  per  la  gestione dei rifiuti, il decreto delinea, all’art. 23, le caratteristiche  del  sistema di tracciabilità che dovrà essere predisposto dal futuro concessionario, una volta definito il giusto quadro normativo di riferimento.

Il sistema dovrà prevedere:
   a) la   razionalizzazione  e la semplificazione del sistema, attraverso  l’abbandono  degli  attuali dispositivi USB e black box (nota  10)  e  l’individuazione   di   strumenti  idonei  a  garantire l’efficace  resa  del  servizio  di  tracciabilità  dei  rifiuti, nel rispetto  di  quanto  previsto  dalla direttiva 2008/98/CE (direttiva quadro sui rifiuti) e dal decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;
   b) la  tenuta  in  formato  elettronico   dei   registri  di  carico  e scarico e dei formulari di trasporto con  compilazione  in  modalità’ off-line e trasmissione  asincrona  dei  relativi  dati (nella logica di  superare  l’attuale modalità di compilazione del sistema in tempo reale),  nonché   la  generazione  automatica  del MUD, ai fini della dematerializzazione della corrispondente documentazione;
   c) la  semplificazione  degli   obblighi   informativi   alle   imprese attraverso l’interazione e il coordinamento con banche  dati  in  uso alla  pubblica   amministrazione,  garantendo, per quanto  possibile, l’acquisizione automatica delle informazioni disponibili;
   d) la  garanzia  di   interoperabilità con   i   sistemi   gestionali utilizzati dalle imprese, dalle  associazioni  di  categoria  e  loro società  di servizi e  realizzazione  di  specifici  sistemi  per  le imprese che non dispongono di sistemi gestionali;
   e) la sostenibilità’ dei costi;
   f) la  messa  a  disposizione  di  adeguati  strumenti di assistenza  e formazione per le imprese.

Affidamento del sistema

L’articolo 11, comma 9bis, del Decreto Legge 101/2013 dispone che, entro il 30  giugno 2015, il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  anche  avvalendosi della società Consip Spa, per lo svolgimento delle  relative  procedure, previa stipula di convenzione per la disciplina
dei   relativi   rapporti,  avvia  le  procedure  per  l’affidamento  della concessione  del  servizio  nel rispetto  dei criteri e delle modalità di selezione  disciplinati dal codice degli appalti, e dalle norme dell’Unione europea  di  settore, nonche’ dei principi di economicità, semplificazione, interoperabilità   tra   sistemi   informatici  e  costante  aggiornamento tecnologico (nota 11).

In attuazione  di questa disposizione, il 26 giugno 2015  Consip S.p.A. ha pubblicato sul proprio sito, il bando di gara a procedura ristretta (nota 12 ). All’aggiudicatario  viene  richiesta la  presa  in  carico  e gestione del sistema attualmente operativo e l’evoluzione del sistema informatico.

Entro settembre 2016 dovrebbe essere conclusa la procedura di aggiudicazione.

Tutto  ciò  premesso, Confindustria continuerà a seguire la definizione del nuovo  sistema  di  tracciabilità  dei  rifiuti  e  la  sua  messa a regime intervenendo sul Ministero dell’Ambiente affinché:
• venga  definito,  con  largo  anticipo  rispetto  alla  scadenza  del 31    dicembre  2016, il  crono programma che porti al superamento del SISTRI attuale  e  siano  definiti gli adempimenti amministrativi nel frattempo richiesti agli operatori per garantire la tracciabilità dei rifiuti;

• venga  assicurato  che  la   nuova  procedura  di tracciabilità che sarà definita  dal futuro  concessionario sarà resa obbligatoria e vincolante per  gli  operatori  solo  dopo  una  adeguata  sperimentazione con gli operatori e le associazioni di categoria.

In  attesa che si  completi  tale  processo,  Confindustria trasferirà al Mistero  l’esigenza  di  rinviare tempestivamente  l’applicazione  delle sanzioni  per il non corretto utilizzo dell’attuale SISTRI, qualora i tempi di  realizzazione del nuovo sistema non fossero compatibili con la scadenza della  non  applicabilità delle sanzioni, oggi fissata al 31 dicembre 2016; continuerà  inoltre  a  chiedere  la sospensione del contributo per evitare ulteriori costi a carico delle imprese legati all’attuale sistema.

Distinti saluti.

   IL DIRETTORE
Dr. Giacinto Maioli

Note

Nota  1  –  Le  sanzioni  oggi applicabili  a SISTRI sono definite all’art. 260-bis del d.lgs. 152/2016, comma 1 e 2.
Nota 2 – Le sanzioni relative all’utilizzo di SISTRI sono definite all’art. 260-bis  del  d.lgs. 152/2016, comma 3 e seguenti, e art. 260ter del d.lgs. 152/2016; non sono applicabili fino al 31 dicembre 2016
Nota  3 – Su quest’ultimo aspetto, si segnala, a titolo esemplificativo: il disallineamento  tra  le  modalità  di gestione dei rifiuti in transito nei porti  e  negli  scali  ferroviari (art.  193  del  d.lgs.  152/2006), il riferimento  generico agli impianti di gestione dei rifiuti urbani (art. 15 del  dm  78/2016),  il riferimento al trasporto transfrontaliero di rifiuti non pericolosi con l’allegato VII del regolamento 1013/2006 ancora presente nel dm 78/2016
Nota 4  –  L’individuazione  dei  soggetti  obbligati  all’iscrizione  ed all’utilizzo  di  SISTRI è contenuta nell’art. 188-ter, comma 1, del d.lgs. 152/2006  –  a  seguito  della  modifica apportata dal d.l. 101/2013 – come
meglio specificato con d.m. 24 aprile 2014
Nota  5  –  Nel  calcolo  dei dipendenti devono rientrare tutti gli addetti dell’impresa,  considerando  tutte  le  unità  locali, anche quelle che non producono rifiuti  pericolosi. L’articolo  1, comma 1, lettera c), del dm 78/2016  conferma  che sono da computare tutti gli addetti con posizione di lavoro:
– dipendente  a  tempo pieno o  a tempo parziale, anche se temporaneamente assente per malattia, maternità, ecc.;
– indipendente, cioè con contratto di lavoro autonomo, con caratteristiche di continuità i lavoratori stagionali sono considerati come frazioni di unità lavorative annue per le giornate effettivamente retribuite. La frazione si arrotonda all’intero superiore o inferiore più vicino.
Nota 6 – Vd nota precedente
Nota 7 – Il chiarimento è stato introdotto all’articolo 4, comma 2, lettera a), del d.m. n. 78/2016
Nota  8  – Le sanzioni relative a SISTRI sono definite all’art. 260-bis del d.lgs. 152/2016, comma 1 e 2. Con la legge n. 21/2016 di conversione del cd dl  “Milleproroghe”  30  dicembre 2015, n. 210, art. 8, gli importi di tali
sanzioni sono ridotti del 50% fino al 31 dicembre 2016.
Nota  9  –  La non sanzionabilità dell’utilizzo di SISTRI è stata da ultimo confermata con la legge n. 21/2016 di conversione del cd dl “Milleproroghe” 30 dicembre 2015, n. 210, art. 8.
Nota 10 – Ai sensi dell’art. 8 del d.m. 78/2016, i soggetti obbligati devono dotarsi di un dispositivo USB per:
    – ogni unità locale di produzione o di trattamento di rifiuti speciali pericolosi
    – la sede legale per l’attività di trasporto di rifiuti speciali pericolosi
    – per l’interoperabilità, in caso di utilizzo in azienda di software gestionali
Nota 11 – Art. 11, comma 9bis D.L. 101/2013
Nota 12 – http://www.consip.it/gare/bandi/storico_gare/2015/gara_0021/


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