TFR IN BUSTA PAGA – LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA INTEGRATIVA DELLA RETRIBUZIONE (QU.I.R.) AI SENSI DELL’ARTICOLO 1, COMMI 26 E SEGUENTI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2014, N. 190. ISTRUZIONI OPERATIVE

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TFR IN BUSTA PAGA – LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA INTEGRATIVA DELLA RETRIBUZIONE (QU.I.R.) AI SENSI DELL’ARTICOLO 1, COMMI 26 E SEGUENTI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2014, N. 190. ISTRUZIONI OPERATIVE

Category:LAVORO E PREVIDENZA
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TFR IN BUSTA PAGA – LIQUIDAZIONE DELLA QUOTA INTEGRATIVA DELLA RETRIBUZIONE (QU.I.R.) AI SENSI DELL’ARTICOLO 1, COMMI 26 E SEGUENTI DELLA LEGGE 23 DICEMBRE 2014, N. 190. ISTRUZIONI OPERATIVE

Facciamo seguito alla nostra Circolare I/484/15 del 30 marzo 2015 per segnalarVi che è’ stata pubblicata sul sito dell’INPS la Circolare n. 82 del 23-04-2015 con la quale sono state fornite le istruzioni operative per l’erogazione del TFR in busta paga ai sensi del DPCM n. 20 del 20 febbraio 2015.

 

In relazione a detta circolare, si evidenzia che l’Istituto, recepita la richiesta di un urgente chiarimento da Confindustria, è definitivamente intervenuto precisando che le domande potranno essere presentate a decorrere dal 3 aprile (data di entrata in vigore del DPCM) con conseguente obbligo di monetizzazione con la busta paga di maggio.

L’accertamento delle condizioni e dei requisiti soggettivi e oggettivi per il diritto alla liquidazione mensile della quota integrativa della retribuzione (Qu.I.R.) è operato dal datore di lavoro, anche con riferimento all’esistenza di pattuizioni che vincolano il TFR a garanzia di contratti di finanziamento stipulati dal lavoratore, purché le medesime gli siano state notificate dal lavoratore ovvero dall’ente mutuante. Sono, pertanto, esplicitamente esclusi dalla possibilità di richiedere l’erogazione mensile della Qu.I.R. i lavoratori dipendenti che abbiano utilizzato il proprio TFR come garanzia di contratti di finanziamento.

Costoro potranno presentare la domanda solo ad avvenuta notifica dell’estinzione del credito oggetto del finanziamento da parte dell’ente mutuante. Il lavoratore e l’ente mutuante possono, infatti, prevedere, nel caso di risoluzione o di scadenza del contratto di lavoro prima della totale restituzione del prestito, che il recupero delle somme non restituite avvenga attraverso l’utilizzo del TFR.

In tal senso, il datore di lavoro è chiamato a detrarre dal TFR spettante al lavoratore l’importo del debito residuo del contratto di finanziamento per versarlo all’ente mutuante.
In allegato Vi trasmettiamo il testo della Circola INPS.

Distinti saluti.

IL DIRETTORE
Dr. Giacinto Maioli

All.c.s.
Circolare INPS 72/2015


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