AREE DI CRISI COMPLESSA E NON COMPLESSA. PRIME INDICAZIONI SUI NUOVI BANDI PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI.

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AREE DI CRISI COMPLESSA E NON COMPLESSA. PRIME INDICAZIONI SUI NUOVI BANDI PER LA CONCESSIONE DELLE AGEVOLAZIONI.

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Riteniamo opportuno informarVi che il Ministero dello Sviluppo Economico ha emanato una Circolare recante le modalità e i criteri per la concessione delle agevolazioni a favore dei programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione delle aree di crisi industriali. A breve, il Ministero fisserà i termini per la presentazione delle istanze con un ulteriore provvedimento.

Anticipiamo i principali contenuti del corposo provvedimento in oggetto.

Definizioni Le aree di crisi si dividono in due categorie:
aree di crisi complessa che riguardano specifici territori soggetti a recessione economica e perdita occupazionale di rilevanza nazionale e con impatto significativo sulla politica industriale nazionale, non risolvibili con risorse e strumenti di sola competenza regionale.
Le aree di crisi non complessa, sono aree di crisi industriali diverse da quelle complesse che presentano, comunque, impatto significativo sullo sviluppo dei territori interessati e sull’occupazione.

Ricordiamo che per la Provincia di Avellino è stata individuata quale Area di Crisi complessa il Polo Industriale di Solofra, mentre quasi tutti i Comuni della Provincia rientrano nella classificazione di Aree di Crisi non complessa.

Programmi Ammissibili
Quanto alle agevolazioni, i programmi ammissibili sono i seguenti:
1) programmi di investimento produttivo che devono essere diretti:
– alla realizzazione di nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
– all’ampliamento e/o alla riqualificazione di unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
– alla realizzazione di nuove unità produttive o l’ampliamento di unità produttive esistenti che eroghino i servizi relativi alle attività turistiche, intese come attività finalizzate allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva;
– all’acquisizione dell’attivo di uno stabilimento.

2) programmi di investimento per la tutela ambientale che devono essere diretti a:
– innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa;
– consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale;
– ottenere una maggiore efficienza energetica;
– favorire la cogenerazione ad alto rendimento;
– promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
– risanare i siti contaminati;
– riciclare e riutilizzare i rifiuti.

A completamento dei predetti programmi di investimento sono, altresì, agevolabili, per un ammontare non superiore al 20% del totale degli investimenti ammissibili, i progetti per l’innovazione dell’organizzazione, e per un ammontare non superiore al 10% degli investimenti ammissibili, i progetti per la formazione del personale.

Soggetti Beneficiari
A poter beneficiare delle agevolazioni sono le Piccole e Medie Imprese sia in forma singola che aggregata (consorzi o reti di imprese). Anche le Grandi Imprese possono beneficiare, sebbene con qualche limitazione. L’investimento minimo non deve essere inferiore a 1 milione di Euro (400.000 per ogni impresa se aderente ad un contratto di rete).
Ammessi i settori produttivi dell’estrazione dei minerali, delle attività manufatturiere, dei servizi alle imprese, delle attività turistiche e il settore della produzione di energia.

Le Agevolazioni
Le agevolazioni sono concesse nella forma del contributo in conto impianti (fondo perduto), dell’eventuale contributo diretto alla spesa, e del finanziamento agevolato alle condizioni ed entro i limiti previsti dalla normativa nazionale e comunitaria. La somma del finanziamento agevolato e del fondo perduto non può essere superiore al 75% degli investimenti e delle spese ammissibili relative alle spese di consulenza e a quelle degli eventuali progetti di innovazione dell’organizzazione e per la formazione del personale.
Previsto anche uno specifico intervento di partecipazione al capitale sociale da parte di Invitalia, soggetto gestore delle agevolazioni, in misura non superiore al 30% e con natura transitoria.

Spese Ammissibili

Dette spese riguardano:
a) suolo aziendale e sue sistemazioni;
b) opere murarie e assimilate e infrastrutture specifiche aziendali;
c) macchinari, impianti ed attrezzature varie;
d) programmi informatici dedicati esclusivamente all’utilizzo dei beni di cui alla lettera c), commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
e) immobilizzazioni immateriali (diritti di brevetto, licenze, know- how o altre forme di proprietà intellettuale);
f) beni strumentali, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dell’impresa secondo il modello “Impresa 4.0”, ivi compresi i beni che utilizzano le tecnologie di Intelligenza Artificiale, Blockchain e Internet of Things. Per ogni categoria di spesa, sono previste alcune limitazioni o maggiorazioni a seconda del settore di appartenenza.

Restiamo a disposizione per ulteriori chiarimenti nel caso fosse vostra intenzione sfruttare i benefici della misura in oggetto, anche mediante un servizio di consulenza personalizzata gestito dai nostri Uffici in collaborazione con la partecipata Ricerche e Studi Srl (tel 0825785512 <mailto:info@ricerchestudi.com> info@ricerchestudi.com)

Distinti saluti.

Il Direttore
Dr. Giacinto Maioli


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