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Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – DPCM del 24 ottobre 2020

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Vi segnaliamo che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Salute hanno firmato il DPCM del 24 ottobre 2020 che dispone misure urgenti ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19.
Il nuovo DPCM, in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà in vigore dal 26 ottobre 2020 al 24 novembre 2020, in sostituzione del precedente DPCM del 13 ottobre 2020 come modificato ed integrato dal DPCM del 18 ottobre 2020.
In particolare il Decreto conferma:
– l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché l’obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private ed in tutti i luoghi all’aperto ove non sia garantita la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi;
– l’obbligo di mantenere una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro;
– la possibilità, dopo le ore 21.00, di chiudere al pubblico le strade o le piazze nei centri urbani dove potrebbero crearsi situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private;
– l’obbligo nei locali pubblici e aperti al pubblico, nonché in tutti gli esercizi commerciali di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo.
Il Decreto raccomanda altresì a tutte le persone fisiche di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.
Inoltre il DPCM conferma e/o prevede ulteriori misure anti-Covid, tra le quali segnaliamo:
– l’obbligo di rimanere nel proprio domicilio contattando il proprio medico curante per i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre maggiore di 37,5°;
– la sospensione delle attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali, fatta eccezione per quelli con presidio sanitario obbligatorio o che effettuino l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza;
– lo svolgimento delle manifestazioni pubbliche è consentito soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento;
– la sospensione delle attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò;
– la sospensione degli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche ed in altri spazi anche all’aperto;
– la sospensione di attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto, ivi comprese quelle conseguenti alle cerimonie civili e religiose;
– con riguardo alle abitazioni private è fortemente raccomandato di non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità e urgenza;
– sono vietate le sagre, le fiere di qualunque genere e gli altri analoghi eventi;
– sono sospesi i convegni, i congressi e gli altri eventi, ad eccezione di quelli che si svolgono con modalità a distanza;
– nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni;
– è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;
– l’accesso ai luoghi di culto avviene con misure organizzative tali da evitare assembramenti di persone nel rispetto della distanza di almeno un metro;
– fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, per una quota pari almeno al 75% delle attività, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle ore 9.00;
– sono sospesi i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado;
– le Università predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria;
– è fatto divieto agli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale di attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e dei pronto soccorso, salve specifiche diverse indicazioni del personale sanitario preposto;
– l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungo degenza, residenze sanitarie assistite, strutture riabilitative e strutture residenziali per anziani è limitata ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura;
– le attività commerciali al dettaglio si svolgono a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni;
– le attività dei servizi di ristorazione sono consentite dalle ore 5.00 alle ore 18.00; il consumo al tavolo è consentito per un massimo di quattro persone per tavolo; dopo le ore 18.00 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico; resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi ed in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti che siano ivi alloggiati; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché fino alle ore 24.00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze;
– restano aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso la distanza interpersonale di almeno un metro;
– le attività inerenti ai servizi alla persona sono consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori;
– restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi, nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;
– il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve essere modulata in modo tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto;
– in ordine alle attività professionali il DPCM raccomanda che siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, che siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti, che siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, che siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro;
– sono chiusi gli impianti nei comprensori sciistici;
– le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.
Inoltre il DPCM conferma le proprie raccomandazioni relative al rispetto del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato n. 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro del Lavoro e le parti sociali, di cui all’allegato n. 13 ed il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020 di cui all’allegato n. 14.
Il DPCM prevede altresì all’art. 3 ulteriori misure di informazione e prevenzione sull’intero territorio nazionale, tra le quali segnaliamo la forte raccomandazione all’utilizzo della modalità di lavoro agile da parte dei datori di lavoro privati.
Il DPCM prevede inoltre limitazioni agli spostamenti da e per l’estero con obblighi di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero, obblighi di sorveglianza sanitaria o di isolamento fiduciario o di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale da determinati Stati o territori.
Per un maggior approfondimento alleghiamo il testo del DPCM firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Ministro della Salute.
Nel riservarci successive osservazioni sul DPCM di cui in oggetto, porgiamo distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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Chiarimenti in tema di IRAP e di versamento degli acconti – Circolare Agenzia delle Entrate n. 27/E del 19 ottobre 2020

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Vi segnaliamo che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito web istituzionale la Circolare n. 27/E del 19 ottobre 2020, con la quale ha fornito specifiche indicazioni pratiche su come determinare l’IRAP da versare a saldo per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019 e, qualora il saldo IRAP per il 2020 sia inferiore alla prima rata di acconto “dovuta” per lo stesso periodo d’imposta, sulla possibilità di utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso ovvero azzerare la differenza a credito.
Inoltre l’Agenzia ha posto l’attenzione sull’ambito applicativo dell’ <def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetailFromResultList.do?i d=%7b14EB559A-E563-406A-BEB8-1234B908513B%7d&codiceOrdinamento=2000020000000 00&idAttoNormativo=%7b7B68E1A7-5491-47CB-B855-96BDEA610D75%7d> art. 20 del D.L. “Liquidità”, che, in deroga alle previsioni ordinarie, stabilisce, solo per il periodo d’imposta 2020, la non applicazione di sanzioni e interessi in caso di insufficiente versamento delle somme dovute a titolo di acconto di IRPEF, IRES e IRAP, se il versamento non è inferiore all’80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in corso.

In particolare con riferimento alla determinazione dell’IRAP da versare per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, ed in particolare all’esclusione della prima rata d’acconto, l’Agenzia rimanda alla relazione illustrativa al decreto “Rilancio”, per la quale i soggetti che beneficiano di detta previsione non sono tenuti al versamento della prima rata, pari al 40%, dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020, ovvero pari al 50% per i soggetti di cui ai commi 3 e 4 dell’articolo 12-quinquies del Dl n. 34/2020.

L’importo corrispondente alla prima rata dell’acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per il 2020; pertanto, l’esclusione opera fino a concorrenza dell’importo della prima rata calcolato con il metodo storico ovvero, se inferiore, con il metodo previsionale.

Dopo aver ricordato le regole generali alla base dei due metodi, quindi, la Circolare ha chiarito che il contribuente che sceglie il metodo storico deve versare il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli Isa) e l’eventuale saldo da calcolare al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% in caso di Isa) e del secondo acconto corrisposto.

Se, invece, il contribuente utilizza il metodo “previsionale”, questi è tenuto a versare il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% se applica gli Isa) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta per il periodo d’imposta 2020 e l’eventuale saldo da determinare al netto del primo acconto “figurativo” e del secondo acconto corrisposto.

In entrambe le ipotesi, il primo acconto “figurativo” da sottrarre non può mai eccedere il 40% (ovvero il 50%) dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il 2020, calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest’ultimo non sia superiore a quanto effettivamente dovuto. E ciò, perché la norma prevede un meccanismo volto ad evitare scelte arbitrarie circa il metodo di calcolo utilizzato per determinare l’acconto (storico o previsionale).

Inoltre l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che quando il saldo è inferiore alla prima rata il contribuente che applica il metodo “storico” è tenuto a versare per il 2020:
* il secondo acconto, pari al 60% (50% se applica gli Isa) * l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% in caso applichi gli Isa) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.
Qualora, invece, il contribuente utilizzi il metodo “previsionale”, lo stesso deve versare:
* un secondo acconto pari al 60% (50% se Isa) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta, * l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% in caso di Isa) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.
In entrambi i casi, il primo acconto “figurativo” da sottrarre non può mai eccedere il 40% (ovvero il 50%) dell’IRAP dovuta per il 2020, calcolata, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest’ultimo non sia superiore a quanto effettivamente da corrispondere.
Infine l’Agenzia fa luce sulla portata dell’ambito applicativo dell’ <def.finanze.it/DocTribFrontend/getArticoloDetailFromResultList.do?i d=%7b14EB559A-E563-406A-BEB8-1234B908513B%7d&codiceOrdinamento=2000020000000 00&idAttoNormativo=%7b7B68E1A7-5491-47CB-B855-96BDEA610D75%7d> art. 20 del D.L. “Liquidità”, che in deroga alle previsioni ordinarie, stabilisce che per i soli acconti relativi al periodo d’imposta 2020 è ammesso il versamento nella misura ridotta dell’80%, senza che il contribuente incorra in alcuna violazione e conseguente irrogazione di sanzioni e interessi.
In particolare, l’Agenzia risponde alla domanda se tale previsione trovi applicazione anche in relazione alle “addizionali” di IRPEF, IRES ed IRAP.
A tale proposito, la Circolare di cui in oggetto richiama la Circolare <www.agenziaentrate.gov.it/portale/documents/20143/2412777/Circolare +n.+9+del+13+Aprile+2020.pdf/f967198a-cc67-95c6-4b02-74f03a065e7e> n. 9/2020, con la quale l’Agenzia ha precisato che, da un punto di vista oggettivo, l’art. 20 in argomento “oltre che alle imposte espressamente individuate si applica anche:
* all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari, * alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE)”.
Tale chiarimento discende dalla circostanza che per le imposte richiamate si applicano i medesimi termini di versamento dell’acconto dettati per le imposte espressamente individuate dalla norma in oggetto.
Di conseguenza, l’agevolazione di cui all’art. 20 del D.L. n. 23/2020 (“Liquidità”) riguarda anche gli acconti relativi alle addizionali di queste imposte con scadenza al 30 giugno 2020.
È esclusa, invece, dal perimetro della disposizione l’applicazione dell’addizionale regionale all’IRPEF, in quanto, per quest’ultima, non è previsto il versamento dell’acconto entro il 30 giugno, ma solo del saldo (in unica soluzione o come prima rata) dell’imposta dovuta per il 2019.
Per un maggior approfondimento alleghiamo la Circolare citata.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Indicazioni applicative del DPCM del 18 ottobre 2020 – Circolare Ministero dell’Interno n. 15350/117/2/1 del 20 ottobre 2020

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Vi segnaliamo che il Ministero dell’Interno ha emanato la Circolare n. 15350/117/2/1 del 20 ottobre 2020, con la quale ha fornito indicazioni applicative sui principali profili innovativi del DPCM del 18 ottobre 2020 (Cfr. Ns. Nota n. 1281 del 19 ottobre 2020).

In particolare il Ministero si è soffermato sulle seguenti tematiche:

Chiusura di strade o piazze nei centri urbani

Tenuto conto che l’intervento sulla chiusura di strade o piazze nei centri urbani è diretto a una mitigazione del rischio di contagio da COVID-19, e che, pertanto, la sua finalità ispiratrice risiede nella tutela della salute pubblica, il Ministero chiarisce che il relativo strumento di declinazione è da individuarsi nelle Ordinanze del Sindaco, quale Autorità Sanitaria Locale, nonché in qualità di ufficiale di governo, allo scopo di fronteggiare, in tali contesti, situazioni potenzialmente lesive anche della sicurezza primaria.

Va comunque evidenziato che, trattandosi di una misura precipuamente improntata a finalità di tutela e salvaguardia della salute pubblica, la sua adozione dovrà fondarsi innanzitutto su una ricognizione degli spazi urbani nei quali, per comportamenti consuetudinari, possa ritenersi più elevato il rischio di assembramenti e, quindi, di propagazione del contagio.

è opportuno che la suddetta valutazione venga compiuta anche con l’ausilio delle competenti strutture di prevenzione sanitaria e che l’attuazione di tale intervento richieda la più ampia concertazione e collaborazione tra Sindaco e Prefetto.

Sagre e fiere di comunità; attività convegnistiche e congressuali; riunioni nelle pubbliche amministrazioni

Il Ministero richiama l’attenzione sulla previsione che ha reintrodotto, per le pubbliche amministrazioni, l’obbligo di tenere le riunioni con modalità da remoto, salvo che sussistano motivate ragioni che ne giustifichino lo svolgimento in presenza.

Le riunioni private sono ancora consentite in presenza, sebbene il loro svolgimento da remoto sia fatto oggetto di una forte raccomandazione.

La Circolare precisa inoltre che la distinzione fra riunioni private ed attività convegnistiche e congressuali, il cui svolgimento in presenza è sospeso, è da ascrivere ad alcuni elementi estrinseci, quali il possibile carattere ufficiale dei congressi e dei convegni, l’eventuale loro apertura alla stampa e al pubblico, il fatto stesso che possano tenersi in locali pubblici o aperti al pubblico. Elementi questi assenti, in tutto o in parte, nelle riunioni private, come, ad esempio, nelle assemblee societarie, nelle assemblee di condominio, ecc.

Esercizi pubblici

Il Ministero ha ritenuto opportuni i provvedimenti relativi all’attività degli esercizi pubblici consentita dalle ore 5 alle ore 24 con consumazione al tavolo, e dalle ore 5 alle ore 18 in assenza di consumo al tavolo.

La Circolare sottolinea inoltre le importanti novità rappresentate dal numero massimo di 6 commensali per tavolo, l’obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente all’interno del locale stesso e le limitazioni orarie dell’attività di ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze.

Infine il Ministero richiama l’attenzione sull’art. 1 del D.L. n. 125 del 7 ottobre 2020 che contempla la possibilità, per le Regioni, di introdurre misure più restrittive rispetto a quelle recate a livello nazionale dai Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri.

Per un maggior approfondimento sulle ulteriori tematiche affrontate dal Ministero dell’Interno in tema di eventi e competizioni sportive, sale giochi, sale scommesse e sale bingo alleghiamo il testo della Circolare citata.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Precisazioni invio istanze relative all’ulteriore periodo di nove settimane di trattamento di integrazione salariale – Messaggio INPS n. 3729 del 15 ottobre 2020

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Vi segnaliamo che l’INPS, a seguito dell’emanazione del D.L. n. 125 del 7 ottobre 2020, ha fornito con il Messaggio n. 3729 del 15 ottobre 2020 ulteriori precisazioni sulla proroga al 31 ottobre 2020 dell’invio delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e della trasmissione dei dati per il pagamento diretto.

In particolare l’INPS, facendo seguito a quanto illustrato ai paragrafi 6 e 7 della Circolare n. 115 del 30 settembre (Cfr. Ns. Nota n. 1157 del 1° ottobre 2020), ha reso noto che le domande e la documentazione utile per i pagamenti diretti inviate dalle aziende oltre le precedenti scadenze del 31 agosto 2020 e del 30 settembre 2020, saranno considerate utilmente trasmesse purché presentate entro la data del 31 ottobre 2020.

A tal fine, l’Istituto ha precisato che, ai fini della verifica dei termini decadenziali relativi alla trasmissione dei dati necessari al pagamento, come illustrati nell’allegato al messaggio di cui in oggetto, deve ritenersi valida come data di notifica quella di invio della PEC.

Per quanto concerne le ulteriori nove settimane, con il precedente messaggio n. 3525 del 1° ottobre (Cfr. Ns. Nota n. 1160 del 2 ottobre 2020) l’Istituto ha reso note le modalità operative che aziende e intermediari devono seguire per l’invio delle domande di accesso ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria e in deroga e di assegno ordinario.

In merito alla trasmissione delle istanze, che deve riguardare periodi non antecedenti al 14 settembre 2020 e non successivi al 31 dicembre 2020, l’INPS ha precisato che la stessa trasmissione è già possibile a far tempo dalla data di pubblicazione del citato messaggio n. 3525, a prescindere dall’avvenuto rilascio dell’autorizzazione alle prime nove settimane da parte delle Strutture territoriali dell’Istituto.

In tal senso, la verifica delle condizioni di cui all’art. 1, comma 2, del D.L. n. 104/2020, ovvero che le richieste inviate si riferiscano a un periodo successivo rispetto alle prime nove settimane di cassa integrazione (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario e che detto periodo sia già stato interamente autorizzato, verrà effettuata direttamente dall’Istituto previdenziale in sede di istruttoria delle domande e costituirà presupposto per il riconoscimento della legittimità dei trattamenti richiesti.

Per un maggior approfondimento alleghiamo il Messaggio INPS n. 3729 del 15 ottobre 2020 con il relativo allegato.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Ordinanza Regione Campania n. 79 del 15 ottobre 2020

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Vi segnaliamo che la Regione Campania ha emanato l’Ordinanza n. 79 del 15.10.2020 contenente ulteriori misure di contenimento e prevenzione del contagio da Covid-19.

In particolare con decorrenza dal 16 ottobre 2020 e fino al 30 ottobre 2020:

– A tutti gli esercizi di ristorazione è fatto divieto di vendita con asporto dalle ore 21. Resta consentito il delivery senza limiti di orario.
– Sono vietate le feste, anche conseguenti a cerimonie, civili o religiose, in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto con la partecipazione di invitati che siano estranei al nucleo familiare convivente, anche se in numero inferiore a 30.
– Sono sospese le attività di circoli ludici e ricreativi; restano consentite le attività dei circoli sportivi nel rispetto delle norme di cui al DPCM del 13 ottobre 2020.
– Sono vietate forme di aggregazione e/o riunioni, al chiuso e all’aperto, anche connesse ad eventi celebrativi, che si svolgano in forma di corteo (ad es. cortei funebri) e comunque non in forma statica e con postazioni fisse.
– In tutte le scuole dell’infanzia sono sospese le attività didattiche ed educative, ove incompatibili con lo svolgimento da remoto, e le riunioni degli organi collegiali in presenza; nelle scuole primarie e secondarie sono sospese le attività didattiche ed educative in presenza, le riunioni in presenza degli organi collegiali, nonché quelle per l’elezione degli stessi.
– È fatta raccomandazione agli Enti e Uffici competenti di differenziare gli orari di servizio giornaliero del personale in presenza, assicurandone un’articolazione in fasce orarie differenziate e scaglionate, al fine di evitare picchi di utilizzo del trasporto pubblico collettivo e relativi affollamenti.
Con decorrenza dal 19 ottobre 2020 e fino al 30 ottobre 2020, sono sospese le attività didattiche e di verifica in presenza nelle Università, fatta eccezione per quelle relative agli studenti del primo anno, ove già programmate in presenza dal competente Ateneo.
Per un maggior approfondimento si allega il testo dell’Ordinanza citata.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Aliquota IVA agevolata sui beni utili alla gestione dell’emergenza epidemiologica – Circolare Agenzia delle Entrate n. 26 del 15 ottobre 2020

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Vi segnaliamo che l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato sul proprio sito istituzionale la Circolare n. 26 del 15 ottobre 2020 sul tema dell’aliquota IVA agevolata applicabile alle cessioni di alcuni beni utili al contenimento e alla gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

La Circolare, redatta sotto forma di risposte ai quesiti, offre numerosi chiarimenti di carattere interpretativo e di indirizzo operativo in merito all’applicazione dell’art. 124 del D.L. n. 34 del 19 maggio 2020, che ha introdotto la suddetta disciplina di IVA agevolata per l’acquisto dei beni considerati necessari per contrastare l’epidemia.

Per un maggiore approfondimento alleghiamo la Circolare citata.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Ordinanza Ministero della Salute del 7 ottobre 2020 – Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

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Prot. 1214 /20
Avellino, 9 ottobre 2020

OGGETTO: Ordinanza Ministero della Salute del 7 ottobre 2020 – Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Vi segnaliamo che il Ministero della Salute ha emanato l’Ordinanza del 7 ottobre 2020 contenente ulteriori misure urgenti di gestione dell’emergenza sanitaria, che produce effetti dall’8 ottobre 2020 sino all’adozione di un successivo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, e comunque non oltre il 15 ottobre 2020.

L’Ordinanza prevede che per le persone che intendono fare ingresso nel territorio nazionale e che nei 14 giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, ferme restando le disposizioni di cui al Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 7 settembre 2020, come prorogato dal D.L. n. 125 del 7 ottobre 2020, si applicano le seguenti misure di prevenzione, alternative tra loro:

* obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli dell’attestazione di essersi sottoposti, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;

* obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro 48 ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’ASL di riferimento; in attesa di sottoporsi al test presso l’ASL di riferimento le persone sono sottoposte all’isolamento fiduciario presso la propria abitazione o dimora.

Le persone, anche se asintomatiche, che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Italia hanno soggiornato o transitato in Belgio, Francia, Paesi Bassi, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica Ceca e Spagna, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda Sanitaria competente per territorio.
In caso di insorgenza di sintomi riferibili a Covid-19, resta fermo l’obbligo per chiunque di segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità Sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati e di sottoporsi, nelle more delle conseguenti determinazioni dell’Autorità Sanitaria, ad isolamento.
Infine l’Ordinanza, fatte salve le disposizioni sugli ingressi in Italia per chi proviene dai suddetti Paesi, proroga al 15 ottobre le precedenti Ordinanze del 21 settembre (Cfr. ns. Nota n. 1089 /20 del 23 settembre 2020) e del 25 settembre 2020.

Si allega il testo dell’Ordinanza in oggetto estratta dalla Gazzetta Ufficiale n. 249 dell’8 ottobre 2020.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Conversione in Legge D.L. n. 104/2020

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Prot. n. 1243/20
OGGETTO: Conversione in Legge del D.L. n. 104/2020

Vi segnaliamo che sul S.O. alla G.U. n.253 del 13 ottobre 2020 è stata pubblicata la Legge 13 ottobre 2020 n. 126 recante “ Misure urgenti per il sostegno ed il rilancio dell’economia” che ha convertito in legge il Decreto del 14 luglio 2020 n. 104.

Alleghiamo il testo coordinato del decreto con la legge di conversione, riservandoci eventuali commenti.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre

Allegati


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COVID-19: Indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena – Circolare Ministero della Salute n. 32850 del 12 ottobre 2020

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ALLE AZIENDE ASSOCIATE
LORO SEDI

Prot.1245/20
Avellino, 14 ottobre 2020

OGGETTO: COVID-19: Indicazioni per la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena – Circolare Ministero della Salute n. 32850 del 12 ottobre 2020.

Vi segnaliamo che il Ministero della Salute ha emanato la Circolare n. 32850 del 12 ottobre 2020, con la quale ha aggiornato le indicazioni riguardo la durata ed il termine dell’isolamento e della quarantena, in considerazione dell’evoluzione della situazione epidemiologica, delle nuove evidenze scientifiche, delle indicazioni provenienti da alcuni organismi internazionali (OMS ed ECDC) e del parere formulato dal Comitato Tecnico Scientifico in data 11 ottobre 2020.

Il Ministero della Salute si sofferma innanzitutto sulla differenza tra isolamento e quarantena ed in particolare precisa che:

– l’isolamento si riferisce alla separazione delle persone dal resto della comunità per la durata del periodo di contagiosità, in ambiente e condizioni tali da prevenire la trasmissione dell’infezione;

– la quarantena si riferisce alla restrizione dei movimenti di persone sane per la durata del periodo di incubazione, ma che potrebbero essere state esposte ad un agente infettivo o ad una malattia contagiosa, con l’obiettivo di monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi.

Inoltre la Circolare riporta le modalità di gestione per i seguenti casi:

1. Casi positivi asintomatici: possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa della positività, al termine del quale risulti eseguito un test molecolare con risultato negativo.

2. Casi positivi sintomatici: possono rientrare in comunità dopo un periodo di isolamento di almeno 10 giorni dalla comparsa dei sintomi (non considerando anosmia e ageusia/disgeusia che possono avere prolungata persistenza nel tempo) accompagnato da un test molecolare con riscontro negativo eseguito dopo almeno 3 giorni senza sintomi.

3. Casi positivi a lungo termine: in caso di assenza di sintomatologia (fatta eccezione per ageusia/disgeusia e anosmia che possono perdurare per diverso tempo dopo la guarigione) da almeno una settimana, potranno interrompere l’isolamento dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi. Questo criterio potrà essere modulato dalle autorità sanitarie d’intesa con esperti clinici e microbiologi/virologi, tenendo conto dello stato immunitario delle persone interessate (nei pazienti immunodepressi il periodo di contagiosità può essere prolungato).

4. Contatti stretti asintomatici: devono osservare un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso oppure un periodo di quarantena di 10 giorni dall’ultima esposizione con un test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Per un maggior approfondimento sulle ulteriori raccomandazioni del Ministero della Salute alleghiamo il testo della Circolare citata.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – DPCM del 13 ottobre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

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Prot. 1231 /20
Avellino, 13 ottobre 2020

OGGETTO: Misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale – DPCM del 13 ottobre 2020.

Vi segnaliamo che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Salute hanno firmato il <www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/08/08/20A04399/sg> DPCM del 13 ottobre 2020 che dispone misure urgenti ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19.

Il nuovo DPCM, in fase di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sarà in vigore dal 14 ottobre 2020 fino al 13 novembre 2020, in sostituzione del precedente DPCM del 7 agosto 2020 come prorogato dal DPCM del 7 settembre 2020.

In particolare il Decreto conferma l’obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché l’obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso ed in tutti i luoghi all’aperto ove non sia garantita la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.

Inoltre il DPCM prevede ulteriori misure anti-Covid, tra le quali segnaliamo:

* – l’obbligo di rimanere nel proprio domicilio contattando il proprio medico curante per i soggetti con infezione respiratoria caratterizzata da febbre maggiore di 37,5°;

* – la sospensione delle attività che abbiano luogo in sale da ballo, discoteche e locali assimilati all’aperto o al chiuso. Sono vietate le feste nei luoghi al chiuso e all’aperto. Le feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose sono consentite con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti;

* – con riguardo alle abitazioni private è fortemente raccomandato di evitare feste o di ricevere oltre sei persone non conviventi;

* – sono consentite le manifestazioni fieristiche ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’art. 2 dell’Ordinanza n. 630 del 3 febbraio 2020 del Capo del Dipartimento della Protezione Civile e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro;

* – le attività dei servizi di ristorazione sono consentite sino alle ore 24.00 con consumo al tavolo e sino alle ore 21.00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le ore 21.00;

* – restano garantiti i servizi bancari, finanziari, assicurativi, nonché l’attività del settore agricolo, zootecnico di trasformazione agro-alimentare comprese le filiere che ne forniscono beni e servizi;

* – il Presidente della Regione dispone la programmazione del servizio erogato dalle aziende del trasporto pubblico locale, anche non di linea, finalizzata alla riduzione e alla soppressione dei servizi in relazione agli interventi sanitari necessari per contenere l’emergenza COVID-19 sulla base delle effettive esigenze e al solo fine di assicurare i servizi minimi essenziali, la cui erogazione deve essere modulata in maniera tale da evitare il sovraffollamento dei mezzi di trasporto;

* – in ordine alle attività professionali il DPCM raccomanda che siano attuate anche mediante modalità di lavoro agile, che siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti, che siano assunti protocolli di sicurezza anti-contagio, che siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro;

* – le attività delle strutture ricettive sono esercitate a condizione che sia assicurato il mantenimento del distanziamento sociale nel rispetto dei protocolli e delle linee guida adottati dalle Regioni o dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome.

* Inoltre il DPCM raccomanda il rispetto del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus COVID-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Governo e le parti sociali di cui all’allegato n. 12, nonché, per i rispettivi ambiti di competenza, il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri, sottoscritto il 24 aprile 2020 fra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministro del Lavoro e le parti sociali, di cui all’allegato n. 13 ed il protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nel settore del trasporto e della logistica sottoscritto il 20 marzo 2020 di cui all’allegato n. 14.

* Il DPCM prevede altresì limitazioni agli spostamenti da e per l’estero con obblighi di dichiarazione in occasione dell’ingresso nel territorio nazionale dall’estero, obblighi di sorveglianza sanitaria o di isolamento fiduciario o di sottoporsi a test molecolare o antigenico a seguito dell’ingresso nel territorio nazionale da determinati Stati o territori, fatte salve le esclusioni previste dai commi 7 e 8 dell’articolo 6.

* Per un maggior approfondimento alleghiamo il testo del DPCM firmato dal Presidente del Consiglio dei Ministri e dal Ministro della Salute.

* Nel riservarci successive osservazioni sul DPCM di cui in oggetto, porgiamo distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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