DETASSAZIONE 2013. ANTICIPAZIONE TESTO DECRETO ATTUATIVO

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DETASSAZIONE 2013. ANTICIPAZIONE TESTO DECRETO ATTUATIVO

Category:LAVORO E PREVIDENZA
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ALLE AZIENDE ASSOCIATE
LORO SEDI

Prot. I/ 205 /13
Avellino, 5 febbraio 2013

OGGETTO: DETASSAZIONE 2013. ANTICIPAZIONE TESTO DECRETO ATTUATIVO.

In relazione dai diversi quesiti pervenuti circa la detassazione per il 2013, Vi precisiamo che in attuazione della disposizione della Legge di Stabilità (Legge 228/12) è stato emanato il DPCM 22 gennaio 2013 in corso di pubblicazione sulla G.U. il cui testo vi anticipiamo in allegato.

Il DPCM definisce le misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro, introducendo una speciale agevolazione, ossia un’imposta sostitutiva dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e delle addizionali regionali e comunali, pari al 10 per cento, da applicarsi sulle “somme erogate a titolo di retribuzione di produttività, in esecuzione di contratti collettivi di lavoro sottoscritti a livello aziendale o territoriale,  ai   sensi   della  normativa   di   legge   e   degli   accordi interconfederali vigenti,  da associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, ovvero dalle loro rappresentanze sindacali operanti in azienda”.

L’agevolazione si applica nel limite delle risorse stabilite nel richiamato comma 481 dell’articolo 1 della l. n. 228/2012 (legge di stabilità 2013), ossia 950 milioni di euro nel 2013.

L’agevolazione  trova applicazione con esclusivo riferimento al settore privato e per i titolari di reddito da lavoro dipendente non superiore, nell’anno 2012,  ad euro 40.000, al lordo delle somme assoggettate, nel medesimo anno 2012, all’imposta sostitutiva di cui all’articolo 2 del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126. La retribuzione di produttività individualmente riconosciuta, che può
beneficiare dell’imposta sostitutiva, non può comunque essere complessivamente superiore, nel corso dell’anno 2013, ad euro 2.500 lordi.

Quanto alla definizione di “retribuzione di produttività”, l’art. 2 del decreto stabilisce che si intendono ricomprese, anzitutto,  le “voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/effìcienza/innovazione.”

Il decreto, per quanto riguarda questa prima “voce retributiva”, sembra richiamare, in sostanza, i contenuti delle disposizioni in materia di sgravio contributivo per i premi di produttività, tant’è che, all’art. 3, viene anche introdotto, in analogia a quanto previsto per lo sgravio contributivo, un onere di deposito degli accordi di produttività presso la Direzione territoriale del lavoro, con “allegata   autodichiarazione   di   conformità dell’accordo depositato alle disposizioni del presente decreto”.

Naturalmente,  sui contenuti di tali adempimenti formali, ma anche sul più complessivo contenuto del decreto, sarà opportuno attendere le necessarie disposizioni di chiarimento da parte del Ministero del Lavoro.

Quanto alla seconda “voce retributiva”, alternativa alla prima, il decreto fa riferimento alle somme: “erogate in esecuzione di contratti che prevedano l’attivazione di almeno una misura in almeno tre delle aree di intervento di seguito indicate:

a) ridefinizione dei sistemi di orari e della loro distribuzione con modelli flessibili, anche in rapporto agli investimenti, all’innovazione tecnologica e alla fluttuazione dei mercati finalizzati ad un più efficiente utilizzo delle strutture  produttive  idoneo  a  raggiungere  gli  obiettivi   di  produttività convenuti mediante una programmazione mensile della quantità e della collocazione oraria della prestazione;

b) introduzione   di   una   distribuzione   flessibile   delle   ferie   mediante   una programmazione aziendale anche non continuativa delle giornate di ferie eccedenti le due settimane;

c) adozione di misure volte a rendere compatibile l’impiego di nuove tecnologie con la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori, per facilitare l’attivazione di strumenti informatici, indispensabili per lo svolgimento delle attività lavorative;

d)  attivazione  di  interventi  in  materia  di  fungibilità  delle  mansioni  e  di integrazione delle competenze, anche funzionali a processi di innovazione tecnologica.”

La complessità delle disposizioni introdotte dal DPCM, in ordine a questa seconda ipotesi, impone un particolare approfondimento, anche a ragione dell’espresso richiamo, nelle premesse, dell’accordo del 21 novembre 2012.

Quel che appare evidente è, comunque, il superamento dell’impostazione adottata per il riconoscimento dell’agevolazione negli anni precedenti.

Nel riservarci ulteriori comunicazioni in materia, porgiamo distinti saluti.


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