INTERPELLO N.64/2009 E NOTA MINISTERO LAVORO DEL 18 GIUGNO 2010 – CAUSE NON OSTATIVE AL RILASCIO DEL DURC – PENDENZA DI RICORSO AMMINISTRATIVO

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INTERPELLO N.64/2009 E NOTA MINISTERO LAVORO DEL 18 GIUGNO 2010 – CAUSE NON OSTATIVE AL RILASCIO DEL DURC – PENDENZA DI RICORSO AMMINISTRATIVO

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INTERPELLO N.64/2009 E NOTA MINISTERO LAVORO DEL 18 GIUGNO 2010 – CAUSE NON OSTATIVE AL RILASCIO DEL DURC – PENDENZA DI RICORSO AMMINISTRATIVO

L’articolo 8 del decreto del Ministero del lavoro e della previdenza sociale del 24 ottobre 2007, fra le cause non ostative al rilascio del DURC, in relazione ai crediti non ancora iscritti a ruolo, individua, tra l’altro, l’ipotesi del contenzioso amministrativo per il quale non sia intervenuta la decisione che respinge il ricorso. 

Al riguardo, nella circolare INPS n.51 del 18 aprile 2008 si conferma che in presenza di un ricorso amministrativo e fino alla sua decisione la regolarità contributiva deve essere sempre rilasciata. 

Peraltro, con l’interpello n. 64 del 31 luglio 2009 il Ministero del lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, in merito al valore da attribuire al silenzio nei ricorsi amministrativi ai fini del rilascio del DURC, ha precisato che, decorso inutilmente il termine di 90 giorni per la decisione del ricorso amministrativo, il ricorso stesso è da intendersi respinto e che, in assenza di pendenza di ricorso giudiziario, non è possibile certificare la regolarità contributiva dell’impresa. 

Tale interpretazione presenta diverse criticità. In primo luogo, complica il rilascio del DURC, incidendo quindi negativamente sulla possibilità delle aziende di operare sul mercato. 

In secondo luogo, determina l’aumento del contenzioso giudiziario, in quanto solo il ricorso a tale via non impedisce il rilascio del DURC. 

L’obiettivo da perseguire dovrebbe essere, invece, quello di una semplificazione, sia normativa che operativa, per consentire la massima velocità nell’emissione del DURC da parte dell’INPS, nonché per mettere in condizione le imprese di operare in maniera agile, all’interno di regole certe e trasparenti. 

In considerazione di quanto sopra Confindustria è formalmente intervenuta presso i competenti uffici del Ministero del Lavoro e dell’INPS al fine di ottenere un chiarimento definitivo sulla non rilevanza del “silenzio-rigetto” e sui conseguenti effetti in termini di rilascio del DURC. 

Nota del Ministero del Lavoro del 18 giugno 2010 

Con la Nota del 18 giugno il Ministero del Lavoro ha fornito alcune  precisazioni in merito, che  recepiscono la tesi di Confindustria. 

La Nota ricorda come in materia di ricorsi amministrativi il DPR 24 novembre 1971, n. 1199, all’art.1, comma 2, stabilisca che “contro gli atti amministrativi (…) di enti pubblici (…). è ammesso ricorso da parte di chi vi abbia interesse nei casi, nei limiti e con le modalità previste dalla legge o dagli ordinamenti dei singoli enti”‘. 

Mentre per l’INAlL vige un apposita norma (l’art. 5, comma 1, del DPR 14 maggio 2001, n. 314, secondo cui “decorso il termine, rispettivamente dì centottanta e di centoventi giorni dalla data di presentazione dei ricorsi senza che gli organi aditi abbiano comunicata al ricorrente la relativa decisione, i ricorsi si intendono respinti”), non è così per l’INPS. 

Il Consiglio di Amministrazione dell’INPS, con deliberazione n. 13 del 21 maggio 1993, nel dettare il regolamento delle procedure in materia di ricorsi amministrativi avverso i provvedimenti assunti dall’Istituto in attuazione delle disposizioni di cui al D.P.R. 30 aprile 1970, n. 639 e alla legge 9 marzo 1989, n. 88, non ha riconosciuto alcun valore, ai fini dell’esito de! ricorso amministrativo, all’inutile decorso del termine assegnato dal legislatore per la sua decisione, mentre tale fattispecie viene riconosciuta rilevante quale condizione di procedibilità per promuovere il contenzioso giudiziario. 

Nel senso indicato si è posta anche la giurisprudenza, in particolare il Consiglio di Stato, che, nell’affrontare le conseguenze dell’inutile decorso del termine di cui all’art. 6 del D.P.R. n.  1199/1971, ha chiarito che il decorso del termine di novanta giorni non ha effetti sostanziali, ma soltanto processuali, senza far venir meno, in capo all’autorità investita del ricorso, il potere-dovere di deciderlo (Consiglio di Stato, Sez. IV, 24 febbraio 2000, n. 983).

 Conseguentemente, al fine di rendere coerente il principio espresso nella risposta ad interpello con la vigente regolamentazione dell’INPS in tema di ricorso amministrativo, il Ministero ha riconosciuto la possibilità per l’Istituto di attestare la regolarità contributiva, ai fini del rilascio del DURC, fino alla adozione del provvedimento formale di decisione da parte dell’Organo competente a pronunciarsi ai sensi della legge n. 88/1989. 

Distinti saluti.

 

  IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli