[ Nuove disposizioni in materia di integrazioni salariali – Circolare INPS n. 139 del 7 dicembre 2020

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[ Nuove disposizioni in materia di integrazioni salariali – Circolare INPS n. 139 del 7 dicembre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS
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Vi segnaliamo che l’INPS con la Circolare n. 139 del 7 dicembre 2020 ha fornito istruzioni sulla corretta gestione delle domande relative ai trattamenti di integrazione salariale in virtù delle novità introdotte dagli ultimi Decreti Legge.

1. Modifiche in materia di trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario per la causale “Covid-19”

Il D.L. n. 137/2020 (cfr. ns. nota n. 1357 del 29.10.2020) all’art. 12 prevede che i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da Covid-19, possono richiedere la concessione dei trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria o in deroga) o dell’assegno ordinario, per periodi decorrenti dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, per una durata massima di 6 settimane.

L’Istituto ha precisato che tale norma deve essere coordinata con il precedente D.L. n. 104/2020 che ha regolamentato l’accesso ai trattamenti di integrazione salariale per il periodo dal 13 luglio 2020 al 31 dicembre 2020.

Conseguentemente, i datori di lavoro che hanno richiesto o che richiederanno periodi rientranti in tale ultima disciplina potranno, nel rispetto dei presupposti di legge, accedere ai trattamenti per i periodi (9+9 settimane) e alle condizioni dalla stessa previste anche per periodi successivi al 15 novembre 2020 e fino al 31 dicembre 2020.

Tuttavia l’INPS ha osservato che l’ultimo periodo del comma 1 dell’articolo 12 del D.L. n. 137/2020 ha stabilito che i periodi di integrazione precedentemente già richiesti e autorizzati ai sensi dell’articolo 1 del D.L. n. 104/2020, collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, limitatamente ai periodi successivi alla predetta data, alle 6 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto dal D.L. n. 137/2020.

Per maggiore chiarezza riportiamo 3 esempi:

Azienda che ha sospeso o ridotto l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19 a far tempo dal 26 ottobre 2020, in assenza di precedenti autorizzazioni per periodi successivi al 12 luglio 2020
Potrà richiedere, ai sensi della disciplina di cui al D.L. n. 104/2020, le prime 9 settimane di trattamenti fino al 31 dicembre 2020 con causale “COVID 19 nazionale”, senza obbligo di pagamento del contributo addizionale
Azienda cui sia stato interamente autorizzato il periodo complessivo di 18 settimane di cui al D.L. n. 104/2020
Potrà richiedere l’ulteriore periodo di 6 settimane introdotto dal D.L. n. 137/2020 da collocare all’interno dell’arco temporale dal 16
novembre 2020 al 31 gennaio 2021

Azienda che ha già richiesto, con la causale “COVID 19 con fatturato” e per un periodo continuativo dal 19 ottobre 2020 al 19 dicembre 2020, le seconde 9 settimane di Cassa integrazione ordinaria o in deroga o di assegno ordinario previste dal D.L. n. 104/2020 e dette settimane sono state autorizzate dall’Istituto
Sulla base del D.L. n. 137/2020, i periodi collocati anche parzialmente in periodi successivi al 15 novembre 2020 sono imputati, limitatamente ai periodi successivi alla predetta data, alle 6 settimane del nuovo periodo di trattamenti previsto dal D.L. n. 137/2020, per cui l’azienda potrà ancora beneficiare di una ulteriore settimana di nuovi trattamenti fino al 31 gennaio 2021

Con riferimento alla prima ipotesi, evidenziamo che finora le Sedi Inps stanno, invece, richiedendo il versamento del contributo e Confindustria è ripetutamente intervenuta per porre fine a tale impropria richiesta. L’uscita della circolare in commento dovrebbe aver posto fine a tale prassi scorretta, per cui invitiamo a segnalarci eventuali ulteriori richieste improprie da parte delle sedi dell’Istituto.

1.1 Destinatari del nuovo periodo di trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario per la causale “Covid-19”

Il secondo comma dell’art. 12 del D.L. n. 137/2020 prevede che le 6 settimane di trattamenti di cui alla nuova disciplina possono essere riconosciute ai datori di lavoro ai quali sia stato già interamente autorizzato il secondo periodo di 9 settimane di cui all’articolo 1, comma 2, del D.L. n. 104/2020, purché lo stesso periodo sia integralmente decorso, nonché ai datori di lavoro appartenenti ai settori interessati dal DPCM del 24 ottobre 2020, come sostituito dal DPCM del 3 novembre 2020 e, da ultimo, dal DPCM del 3 dicembre 2020, riportati negli allegati n. 1 e n. 2 del D.L. n. 149/2020, che dispone la chiusura o la limitazione delle attività economiche e produttive.

Con riferimento ai datori di lavoro che hanno completato le 18 settimane di trattamenti, l’INPS ha precisato che la trasmissione delle domande riferite alle nuove 6 settimane di trattamenti, che deve riguardare periodi non antecedenti al 16 novembre 2020 e non successivi al 31 gennaio 2021, sarà possibile, a prescindere dall’avvenuto rilascio dell’autorizzazione alle seconde 9 settimane previste dal D.L. n. 104/2020, da parte delle strutture territoriali dell’Istituto.

In sede di istruttoria si procederà a verificare il rispetto dell’effettivo utilizzo delle 18 settimane e che la domanda si riferisca a un periodo successivo.

1.2 Contributo addizionale

I datori di lavoro che presentano domanda di accesso ai trattamenti di cassa integrazione salariale per le 6 settimane previste dal D.L. n. 137/2020 sono tenuti al versamento di un contributo addizionale, calcolato sulla retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, determinato secondo le seguenti misure:

– 9% per le imprese che, sulla base del raffronto tra il fatturato aziendale del primo semestre del 2020 e quello del corrispondente periodo del 2019, hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al 20%;

– 18% per le imprese che, dal raffronto operato sul medesimo arco temporale sopra definito, non hanno subito alcuna riduzione del fatturato.

Non sono tenuti al versamento del contributo addizionale i datori di lavoro che sono andati incontro a una perdita del fatturato pari o superiore al 20%, i datori che hanno avviato l’attività di impresa successivamente al 1° gennaio 2019, i datori appartenenti ai settori interessati dagli ultimi DPCM del 24 ottobre 2020, del 3 novembre 2020 e del 3 dicembre 2020.

1.3 Lavoratori cui si rivolgono le tutele

Ai sensi dell’art. 12, comma 2, del D.L. n. 149/2020, i trattamenti di cassa integrazione salariale e assegno ordinario previsti dal D.L. n. 137/2020 (6 settimane) trovano applicazione anche per i lavoratori che risultino alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione al 9 novembre 2020.

Riguardo al requisito soggettivo del lavoratore, l’INPS ha precisato che nelle ipotesi di trasferimento d’azienda ai sensi dell’articolo 2112 c.c. e nei casi di lavoratore che passa alle dipendenze dell’impresa subentrante nell’appalto, si computa anche il periodo durante il quale il lavoratore stesso è stato impiegato presso il precedente datore di lavoro.

1.4 Modalità di richiesta delle 6 settimane previste dal D.L. n. 137/2020

I datori di lavoro dovranno utilizzare la nuova causale “COVID-19 DL 137”.

2. Caratteristiche e regolamentazione degli interventi di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario previsti dal D.L. n. 137/2020

Riguardo alle caratteristiche e alla regolamentazione degli interventi di cassa integrazione ordinaria e assegno ordinario connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19 e, in particolare, alla celerità dell’istruttoria delle domande e alla non applicabilità del requisito dell’anzianità di effettivo lavoro di 90 giorni di cui all’articolo 1, comma 2, del D.lgs n. 148/2015, l’INPS ha ribadito quanto già illustrato ai paragrafi 3 e 4 della circolare n. 115/2020 (cfr. ns. nota n. 1157 del 1° ottobre 2020).

3. Cassa integrazione ordinaria per le aziende che si trovano in cassa integrazione straordinaria ai sensi dell’articolo 20 del D.L. n. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla Legge n. 27/2020, e successive modificazioni

Le imprese che alla data del 16 novembre 2020 hanno in corso un trattamento di cassa integrazione salariale straordinario (CIGS) e che devono ulteriormente sospendere il programma di CIGS a causa dell’interruzione dell’attività produttiva per effetto dell’emergenza epidemiologica in atto, possono accedere al trattamento di integrazione salariale ordinario, per una durata massima di 6 settimane, per periodi decorrenti dal 16 novembre 2020 al 31 gennaio 2021, a condizione che rientrino in un settore per il quale sussista il diritto di accesso alla prestazione di cassa integrazione ordinaria.

La domanda di integrazione salariale ordinaria deve essere presentata con la nuova causale “COVID-19 DL 137-sospensione Cigs”.

L’Istituto provvederà ad autorizzare le domande di CIGO di cui trattasi nel rispetto dei periodi di sospensione del programma di cassa integrazione salariale straordinaria stabilito dai decreti ministeriali.

4. Domande di assegno ordinario del fondo di integrazione salariale (FIS)

Con riferimento all’assegno ordinario del fondo di integrazione salariale (FIS), l’Istituto ha richiamato gli indirizzi ribaditi al paragrafo 4.2 della circolare n. 115/2020 (cfr. ns. nota n. 1157 del 1° ottobre 2020) e, in particolare, le indicazioni fornite in ordine al requisito occupazionale dei datori di lavoro richiedenti.

L’INPS ha ricordato che, durante il periodo di percezione dell’assegno ordinario, limitatamente alle causali connesse all’emergenza da Covid-19, è erogata, ove spettante, la prestazione accessoria degli assegni al nucleo familiare.

4.1 Assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegno di solidarietà in corso

Possono presentare domanda di assegno ordinario anche i datori di lavoro iscritti al fondo di integrazione salariale (FIS) che, alla data del 16 novembre 2020, hanno in corso un assegno di solidarietà.

La concessione dell’assegno ordinario, che sospende e sostituisce l’assegno di solidarietà già in corso, può riguardare anche i medesimi lavoratori beneficiari dell’assegno di solidarietà, a totale copertura dell’orario di lavoro.

La durata complessiva del trattamento in questione non può essere superiore a 6 settimane.

5. Trattamenti di cassa integrazione in deroga (CIGD)

In merito alla CIGD l’INPS ha precisato che il D.L. n. 137/2020 non ha modificato la regolamentazione.

Di conseguenza la domanda di CIGD dovrà essere preceduta dalla definizione di un accordo sindacale che l’azienda e le organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale possono concludere anche in via telematica.

L’Istituto ha ricordato altresì che sono esonerati dalla definizione delle citate intese esclusivamente i datori di lavoro con dimensioni aziendali fino ai 5 dipendenti e che ai beneficiari continuano ad essere riconosciuti la contribuzione figurativa e i relativi assegni al nucleo familiare, ove spettanti.

Con riferimento alle aziende plurilocalizzate, l’INPS ha ribadito che potranno inviare domanda come “deroga plurilocalizzata” esclusivamente le aziende che hanno ricevuto la prima autorizzazione con decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; tutte le altre aziende, invece, anche con più unità produttive, dovranno trasmettere domanda come “deroga INPS”.

6. Termini di trasmissione delle domande relative ai trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario

Il termine per la presentazione delle domande è fissato entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa.

Inoltre la circolare ha confermato quanto anticipato con il messaggio n. 4484 del 27 novembre 2020 (cfr. ns. nota n. 1514 del 28 novembre 2020) in merito alla corretta interpretazione del termine decadenziale previsto per le domande relative alle 6 settimane di trattamento di integrazione salariale, che è da riferirsi al 31 dicembre 2020 in luogo di quello ordinario (mese successivo a quello di inizio della sospensione).

7. Termini di trasmissione dei dati utili al pagamento o al saldo dei trattamenti di cassa integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e assegno ordinario

Nel caso di pagamento diretto da parte dell’Istituto, il datore di lavoro è tenuto a inviare tutti i dati necessari per il pagamento o per il saldo dell’integrazione salariale (modello SR41 semplificato) entro la fine del mese successivo a quello in cui è collocato il periodo di integrazione salariale ovvero, se posteriore, entro il termine di 30 giorni dalla notifica del provvedimento di concessione.

Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri a essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente.

8. Differimento dei termini relativi ai trattamenti connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19

L’INPS ha ribadito quanto affermato con il messaggio n. 4222 dell’11.11.2020 (cfr. ns. nota n. 1426 del 13 novembre 2020) ed in particolare che i termini decadenziali di invio delle domande e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo che si collocano tra il 1° ed il 30 settembre 2020 sono differiti al 15 novembre 2020.

9. Modalità di pagamento della prestazione

L’Istituto ha precisato che rimane inalterata la possibilità per l’azienda di anticipare le prestazioni e di conguagliare gli importi successivamente, così come la possibilità di richiedere il pagamento diretto da parte dell’INPS, senza obbligo di produzione della documentazione comprovante le difficoltà finanziarie dell’impresa.

L’INPS ha altresì specificato che la presentazione delle domande di CIGO, CIGD e ASO a pagamento diretto con richiesta di anticipo del 40% deve avvenire entro 15 giorni dall’inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

L’Istituto autorizza le richieste di anticipazione e dispone il pagamento dell’anticipo nei confronti dei lavoratori individuati dall’azienda, entro 15 giorni dal ricevimento delle stesse.

Successivamente il datore di lavoro deve inviare all’INPS, tramite il modello “SR41 semplificato”, tutti i dati necessari per il saldo dell’integrazione salariale.

Trascorsi inutilmente tali termini, il pagamento della prestazione e gli oneri a essa connessi rimangono a carico del datore di lavoro inadempiente e, conseguentemente, le somme eventualmente erogate ai lavoratori a titolo di anticipo verranno considerate indebite e recuperate in capo al datore di lavoro.

Con riferimento alla cassa integrazione in deroga INPS, si ribadisce che è previsto esclusivamente il pagamento diretto.

Per un maggiore approfondimento sui codici di autorizzazione e sulle risorse finanziarie, Vi trasmettiamo la Circolare di cui in oggetto con il relativo allegato.

Distinti saluti

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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