OGGETTO: DETASSAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI PRODUTTIVITÀ – CIRCOLARE AGENZIA ENTRATE

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OGGETTO: DETASSAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI PRODUTTIVITÀ – CIRCOLARE AGENZIA ENTRATE

Category:LAVORO E PREVIDENZA
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Prot. n. I/ 771 /13

Avellino 16 maggio 2013

OGGETTO: DETASSAZIONE DELLA RETRIBUZIONE DI PRODUTTIVITÀ – CIRCOLARE AGENZIA ENTRATE

 

Con la circolare n. 11/E del 30 aprile scorso (allegata) l’Agenzia delle entrate fornisce i primi commenti sui profili fiscali delle “misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro”, prorogate per l’anno 2013 ai sensi dell’art.1, comma 481 della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di Stabilità 2013) e definite dal successivo DPCM del 22 gennaio 2013 (pubblicato in GU n. 75 del 29 marzo 2013).

Il decreto attuativo prevede l’applicazione, per il solo settore privato, di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali del 10% sulla"retribuzione di produttività" prevista dalla contrattazione collettiva di II livello, nei limiti annui di euro 2.500 lordi, per i soggetti che nell’anno 2012 hanno conseguito redditi di lavoro dipendente non superiori a euro 40.000.

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha già fornito il suo commento sui profili giuslavoristici su tali disposizioni con la circolare n. 15/201.

La circolare dell’Agenzia delle entrate fornisce un riepilogo degli orientamenti interpretativi elaborati nelle circolari passate sugli aspetti fiscali ed applicativi dell’imposta sostitutiva, rinviando alla circolare del Ministero del Lavoro la definizione della nuova nozione di “retribuzione di produttività”.

Verifica della soglia di reddito per l’anno 2012

La soglia reddituale di accesso all’agevolazione è stata elevata, rispetto all’anno passato, dall’importo di 30.000 a 40.000 euro, ma non sono cambiate le modalità di determinazione della soglia (indicate nelle circolari nn. 49 e 59/2008, 3/2011). Pertanto ai fini della verifica del limite devono essere computati:

– i redditi di lavoro dipendente di cui all’art. 49 del TUIR, compresi quelli indicati al comma 2 (es. le pensioni ed assegni ad esse equiparati);

– i redditi di lavoro dipendente riconducibili a un’attività di lavoro svolta all’estero.

La soglia reddituale deve essere verificata solo rispetto all’anno 2012. Pertanto possono accedere all’agevolazione i lavoratori dipendenti che percepiranno nel 2013 più di 40.000 euro. Sono esclusi i redditi di lavoro dipendente assoggettati a tassazione separata, i redditi diversi da quelli di lavoro dipendente o i redditi assimilati a lavoro dipendente. Si ricorda che sono ammessi al beneficio fiscale, ove sussistano i requisiti previsti dalla legge, anche i dipendenti di datori di lavoro non imprenditori (professionisti e lavoratori autonomi) ed i lavoratori in somministrazione, dipendenti di agenzie di lavoro.

Determinazione imposta sostitutiva

Per calcolare il limite massimo di 2.500 euro sul quale applicare l’imposta sostitutiva, il sostituto deve considerare gli importi erogati al dipendente al lordo dell’imposta sostitutiva, ma al netto delle trattenute previdenziali obbligatorie. Il sostituto d’imposta calcola le ritenute fiscali da operare dopo aver sottratto dalla retribuzione da assoggettare a imposta sostituiva le trattenute previdenziali obbligatorie.

Non possono essere assoggettati ad imposta sostitutiva le retribuzioni di produttività erogate ai lavoratori distaccati all’estero, tassate su base convenzionale ai sensi dell’art. 51, comma 8-bis del TUIR.

Ricordiamo che i redditi soggetti ad imposta sostitutiva non devono essere considerati ai fini della determinazione della situazione economica equivalente (ISEE) del percipiente o del suo nucleo familiare, mentre devono essere considerate per l’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali.

Adempimenti del sostituto di imposta e del dipendente

Il lavoratore dipendente è tenuto a comunicare al sostituto di imposta:

– l’insussistenza del diritto ad avvalersi del regime sostitutivo (es. percezione nel 2012 di altri redditi da lavoro dipendente che portino a superare il limite di 40mila euro);

– l’eventuale rinuncia al regime sostitutivo (es. scelta fatta per utilizzare oneri la cui deduzione o detrazione serebbe impedita dal meccanismo dell’imposta sostitutiva).

Il sostituto di imposta deve indicare separatamente nel CUD:

– la parte assoggettata ad imposta sostitutiva;

– l’impostasostitutiva trattenuta al dipendente;

– la parte di reddito teoricamente assoggettabile ad imposta sostitutiva, ma non assoggettata a causa di rinuncia espressa del contribuente oppure per altre cause.

Modalità applicative per il 2013

L’Agenzia delle Entrate chiarisce, d’intesa con il Ministero del lavoro, che per tutti i contratti già sottoscritti alla data del 13 aprile 2013 (quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 29 marzo 2013) il termine ultimo per effettuare il deposito ai fini del monitoraggio di cui all’art. 3 del decreto è, come già indicato in nostre precedenti circolari, il 13 maggio 2013 (termine ordinatorio).

Sarà possibile applicare dal 1° gennaio 2013 l’agevolazione fiscale per i contratti sottoscritti in vigenza della precedente disciplina, che prevedano l’erogazione di una “retribuzione di produttività” conforme alle disposizioni del decreto del 22 gennaio scorso.

L’Agenzia chiarisce che si ritiene corretto il comportamento delle imprese che hanno applicato l’imposta sostitutiva sulle retribuzioni erogate nel corso del 2013 prima dell’entrata in vigore del decreto, purché siano rispettati i presupposti ed i limiti stabiliti dal medesimo decreto.

Diversamente i sostituti d’imposta che non hanno operato tale scelta ed hanno prudenzialmente assoggettato a tassazione ordinaria le retribuzioni erogate prima dell’entrata in vigore del decreto, possono applicare l’imposta sostitutiva, sempre se sussistano le condizioni previste dal decreto, con la prima retribuzione utile.

Il recupero delle ritenute alla fonte operate in misura superiore rispetto a quanto dovuto a titolo di imposta sostitutiva è effettuato scomputando l’eccedenza nei versamenti successivi, secondo la modalità indicate nel DPR n. 445/1997. Per i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro, il datore di lavoro dovrà indicare nel CUD l’importo della retribuzione teorica che poteva essere assoggettata a tassazione sostitutiva.

Distinti saluti.

IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli

All.c.s.

Circolare 11/E

 


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