PROTOCOLLO DI INTESA 25 SETTEMBRE 2014 SUI CONTRATTI A TERMINE. ART. 4, SEZIONE QUARTA – TITOLO I DEL VIGENTE CCNL.

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PROTOCOLLO DI INTESA 25 SETTEMBRE 2014 SUI CONTRATTI A TERMINE. ART. 4, SEZIONE QUARTA – TITOLO I DEL VIGENTE CCNL.

Category:LAVORO E PREVIDENZA
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ALLE AZIENDE ASSOCIATE
SETTORE METALMECCANICO

Prot.n. II/  1640/14
Avellino, 16 Ottobre 2014

OGGETTO: PROTOCOLLO DI INTESA 25 SETTEMBRE 2014 SUI CONTRATTI A TERMINE. ART. 4, SEZIONE QUARTA – TITOLO I DEL VIGENTE CCNL.

Vi segnaliamo che Federmeccanica e Assistal hanno sottoscritto con FIM e UILM l’allegato “Protocollo d’intesa” sull’art. 4, Sezione Quarta – Titolo I, del vigente CCNL che interviene, in particolare, sul limite percentuale del 20% di utilizzo dei contratti a termine introdotto dal D.L. 20 marzo 2014 n.

34 convertito nella L. n. 78 del 16 maggio 2014. Un vincolo importante per la categoria, dato che il CCNL non prevedeva “tetti”, che penalizza, soprattutto, quelle attività che richiedono un rilevante incremento della manodopera per periodi limitati di tempo.

Le Parti, dunque, in applicazione della clausola di salvaguardia posta in calce all’art. 4, hanno convenuto sull’opportunità di esercitare la facoltà di deroga affidata al CCNL dall’art. 10, comma 7, del D.Lgs. n. 368 del 2001, stabilendo, in attesa del rinnovo contrattuale, che:

– per gli anni 2014 e 2015, il limite legale del 20% è da computarsi in termini di media nell’arco dell’anno (1° gennaio-31 dicembre);
– in via transitoria e comunque fino a tutto il 31 dicembre 2015, è rinviata alla  contrattazione aziendale la individuazione di limiti quantitativi diversi quando si ravvisi la necessità, per l’esecuzione di un’opera, di un servizio, di una commessa o
di un appalto definiti o predeterminati nel tempo, di assumere lavoratori con contratto a tempo determinato oltre il suddetto limite del 20%.

1. IL COMPUTO COME MEDIA ANNUA DEL LIMITE DEL 20%
Il computo come media annua del limite del 20% consente alle aziende di poter contare su una quota di flessibilità applicativa tanto più ampia quanto più è ridotto il periodo di intercorrente dal 1° gennaio al 31 dicembre).

Ad esempio, concentrando l’utilizzo di rapporti a termine in un periodo di 6 mesi, il tetto a disposizione raddoppierebbe al 40% fermo restando, ovviamente, che una volta  raggiunta tale percentuale di utilizzo non è più possibile avere in corso rapporti di lavoro a termine nei rimanenti 6 mesi pena il superamento del limite medio annuo del 20%. Il periodo di utilizzo può essere ridotto fino a periodi brevissimi dell’anno (anche giorni) determinando percentuali che superano il 100% della forza a tempo indeterminato da compensare, però, con più lunghi periodi di “assenza” di rapporti di lavoro a termine per ristabilire la percentuale media annua del 20%.

Questa modalità di calcolo può essere applicata dalle aziende sia per l’anno 2015 che per l’anno 2014, come espressamente precisato nel Protocollo. In particolare, per il 2014, che è in corso, le aziende hanno a disposizione gli ultimi mesi dell’anno per operare eventuali bilanciamenti in rapporto alla quota di contratti a termine già utilizzati o in corso di utilizzazione dal 1° gennaio.

La base di computo della percentuale del 20% è costituita dal numero complessivo dei lavoratori a tempo indeterminato in forza al 1° gennaio, rispettivamente, del 2014 e del 2015. Sono inclusi nella base di computo: i dirigenti, i lavoratori a domicilio a tempo indeterminato, i lavoratori a part-time a tempo indeterminato in proporzione all’orario effettivamente svolto dal lavoratore. Sono, invece, esclusi, per espressa previsione del Protocollo d’intesa, gli apprendisti.

Concorrono al raggiungimento del limite quantitativo tutti i contratti a termine, indipendentemente dalla durata o dal regime d’orario (secondo il principio pro-quota).

Nel caso dei contratti a termine in corso nel 2014 la cui durata si prolunghi nel 2015, questi rapporti devono essere conteggiati, finché non si concludono, anche ai fini della percentuale del 20% di competenza 2015. Si ricorda che, secondo quanto previsto dall’art. 10, comma 7, D.Lgs. n. 368/2001, le assunzioni a termine motivate da esigenze sostitutive o stagionali sono escluse dal “tetto” del 20% e, dunque, a tali fini, l’indicazione della causale di assunzione continua a mantenere una specifica funzione  .

Per quanto attiene, in particolare, alla stagionalità l’esclusione dal limite del 20%
riguarda sia le attività elencate dal D.P.R. n. 1525/1963, e successive integrazioni, che quelle individuate dagli accordi aziendali in forza del rinvio definito dal CCNL 
infine, secondo quanto precisato nel Protocollo d’intesa sono comunque salvi eventuali accordi aziendali più favorevoli, rispetto al computo, anche come durata media, del  20%, stipulati in virtù del regime transitorio previsto dalla riforma legislativa (art. 2-bis, comma 3) per le aziende che al 21 marzo 2014 avevano in corso rapporti di lavoro a termine in supero del limite percentuale introdotto dalla medesima fonte legislativa.

Infatti, per queste aziende, alle quali è stato consentito di rientrare nel limite del 20% entro il 31 dicembre 2014, è prevista la possibilità di stabilire, per accordo aziendale, invia alternativa, o un termine di rientro nel 20% più lungo oppure una percentuale più elevata ma solo fino al 31 dicembre 2014.

In ogni caso, le medesime aziende non possono effettuare nuove assunzioni a termine fino a quando non rientreranno dai limiti e sono sanzionabili   solo qualora, anziché rientrare nei limiti, effettuino nuove assunzioni.

2. RINVIO ALLA CONTRATTAZIONE AZIENDALE NEL CASO DI ESECUZIONE DI UN’OPERA, DI UN SERVIZIO, DI UNA COMMESSA O DI UN APPALTO DEFINITI O PREDETERMINATI NEL TEMPO

È rinviata alla contrattazione aziendale, quale sede più idonea a definire un migliore adattamento alle specifiche esigenze produttive, la facoltà di elevare il limite quantitativo in tutti quei casi in cui per l’esecuzione di un’opera, di un servizio, di una commessa o di un appalto sia necessario superare il limite del 20% anche computato in termini di media annua  .

L’esercizio di questa delega da parte della contrattazione aziendale ha carattere
transitorio consentendo la possibilità di stipulare accordi   fino a tutto il 31 dicembre 2015 (e cioè fino alla data di scadenza del CCNL 5 dicembre 2012) e i cui effetti possono quindi riguardare periodi successivi a tale data.

3. SOMMINISTRAZIONE

Le Parti, infine, hanno confermato espressamente la decadenza dei primi due commi del paragrafo D) Lavoro in somministrazione dell’art. 4, Sezione quarta – Titolo I, che individuavano alcune ipotesi esenti dall’obbligo di indicare una causale giustificativa in virtù del rinvio operato dall’art.4, D.Lgs. n.24 del 2012 alla contrattazione collettiva.

Infatti, nell’introdurre la regola generale della “acausalità” anche per la somministrazione a tempo determinato, il legislatore ha abrogato tale norma di rinvio e, di conseguenza, sono da considerarsi decadute le relative clausole contrattuali. Con l’occasione si ricorda che né la legge né il CCNL prevedono limiti quantitativi di utilizzo del lavoro in somministrazione.

Inoltre, in base alla clausola di stabilizzazione di cui al paragrafo B) dell’art. 4, che
riguarda il caso di utilizzo del lavoratore attraverso il ricorso sia a contratti a termine che a periodi di missione in somministrazione, al superamento del previsto limite massimo complessivo di 44 mesi, mentre è precluso il ricorso al contratto a termine per lo stesso lavoratore, pena la trasformazione a tempo indeterminato del contratto rimane, invece, salva la possibilità di continuare ad utilizzare il medesimo lavoratore attraverso la somministrazione a tempo determinato.

Nel caso, invece, di utilizzo del lavoratore presso la medesima azienda attraverso la
successione dei soli contratti a termine, continua a valere il limite massimo complessivo di 36 mesi previsto dalla legge che, peraltro, ai sensi dell’art. 5, comma 4-bis, D.Lgs. n. 368/2001 può essere derogato dalla contrattazione collettiva anche aziendale svolta con le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.  Viceversa, nel caso del solo ricorso alla somministrazione né il CCNL né la legge prevedono alcuna limitazione temporale.

Invitiamo le aziende associate che avessero necessità di dare seguito al protocollo sottoscritto a livello nazionale di contattare i nostri uffici.

Distinti saluti.

   IL DIRETTORE
Dr. Giacinto Maioli

All. Protocollo di Intesa


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