SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO – MODIFICA ART. 53 DEL TU 1124/65 – SEMPLIFICAZIONI PER DENUNCIA MALATTIA PROFESSIONALI.

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SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO – MODIFICA ART. 53 DEL TU 1124/65 – SEMPLIFICAZIONI PER DENUNCIA MALATTIA PROFESSIONALI.

Category:LAVORO E PREVIDENZA
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Prot. N I/  2231 /10

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha emanato il Decreto 30 luglio 2010 (pubblicato in GU n. 197 del 24-8-2010)  con il quale ha approvato la delibera INAIL n.42 del 14 aprile 2010, concernente la modifica dell’art. 53 del DPR 1124/65.

Con la nota n. 584 del 26 gennaio scorso, l’Istituto aveva comunicato la realizzazione di una funzione informatica attraverso la quale agevolare la trasmissione ed acquisizione via internet della denuncia di malattia professionale e della denuncia di silicosi/asbestosi.

Con il decreto in commento si semplifica ulteriormente la procedura: qualora la denuncia di malattia professionale venga effettuata per via telematica, il datore di lavoro non dovrà più trasmettere il relativo certificato medico, che dovrà essere inviato all’Istituto solo su espressa richiesta di questo (il che avviene nelle ipotesi in cui non sia stato direttamente inviato all’Istituto dal lavoratore o dal medico certificatore). 

Il provvedimento si muove espressamente in una logica di semplificazione del procedimento relativo alla denuncia di malattia professionale per via telematica del datore di lavoro e non incide, quindi, sulla procedura di denuncia della malattia professionale. In particolare, non modifica l’obbligo del lavoratore di trasmettere al datore di lavoro il certificato medico di cui all’art.53 del TU, momento dal quale decorre, tra l’altro, il termine di cinque giorni per l’invio della denuncia all’Inail (aspetto espressamente richiamato nelle premesse della delibera dell’Inail e del pedissequo decreto ministeriale). 

Secondo il richiamato art.53, il certificato deve contenere necessariamente “oltre l’indicazione del domicilio dell’ammalato e del luogo dove questi si trova ricoverato, una relazione particolareggiata della sintomatologia accusata dall’ammalato stesso e di quella rilevata dal medico certificatore”. 

Dunque, si conferma che non v’è obbligo di denuncia all’Inail – non decorrendo il relativo termine di cinque giorni – fintanto che il datore di lavoro non venga in possesso del suddetto certificato medico, trasmesso dal lavoratore o da altri soggetti (medici del SSN o Inail). 

L’Inail, con circolare n. 2 del 22 gennaio 1998, aveva affermato che, qualora l’assicurato (o il medico del SSN) faccia pervenire direttamente all’Istituto la certificazione medica, la sede richiederà immediatamente al datore di lavoro la compilazione e l’inoltro del relativo modulo di denuncia, informandolo formalmente che, ove a ciò non provveda entro cinque giorni dalla data di ricezione della richiesta, troverà applicazione nei suoi confronti la sanzione di cui alla legge 561/1993.

In applicazione di questa nota, l’Istituto richiedeva al datore di lavoro la trasmissione della denuncia, prescindendo dal fatto che quest’ultimo avesse ricevuto il previsto certificato medico ovvero trasmettendo allo stesso una copia parziale del certificato, priva dei contenuti previsti dall’art. 53 del TU. 

Confindustria ha sempre contestato la legittimità di una simile interpretazione della norma, ritenendo insussistente l’obbligo di trasmissione della denuncia nell’ipotesi in cui l’Inail non trasmetta al datore di lavoro la copia integrale del certificato medico, contenente tutti i dati indicati dall’art. 53 del TU (quindi, tra l’altro, la prognosi e la diagnosi della malattia denunciata). 

Le obiezioni sulle quali l’istituto fondava la propria interpretazione erano riferite ad un’erronea interpretazione della normativa a tutela della privacy dei lavoratori, secondo la quale si intendeva limitare alla prognosi la parte della certificazione medica conoscibile da datore di lavoro. 

Queste perplessità sono ormai ampiamente superate dalla deliberazione n. 53 del 23 novembre 2006 del Garante. Per dare esecuzione ad obblighi di comunicazione relativi a dati sanitari, infatti, il datore di lavoro può anche venire a conoscenza delle condizioni di salute del lavoratore. Tra le fattispecie più ricorrenti deve essere annoverata la denuncia all’Inail avente ad oggetto infortuni e malattie professionali occorsi ai lavoratori: essa, infatti, per espressa previsione normativa, deve essere corredata da specifica certificazione medica (artt. 13 e 53 d.P.R. n. 1124/1965). In tali casi, è legittima la conoscenza della diagnosi da parte del datore di lavoro e resta fermo a suo carico l’obbligo di limitarsi a comunicare all’ente assistenziale esclusivamente le informazioni sanitarie relative o collegate alla patologia denunciata.

 Il presupposto per l’invio della denuncia all’Inail, quindi, continua ad essere la trasmissione al datore di lavoro del certificato medico contenente le indicazioni previste dall’art. 53 del TU. 

Se, dunque, il lavoratore ha trasmesso il certificato medico direttamente all’Inail e non anche al datore di lavoro, per quest’ultimo non sorge alcun obbligo, fintanto che l’Istituto non gli trasmetta lo stesso certificato ricevuto dal lavoratore. 

Una differente interpretazione porterebbe alla inaccettabile conseguenza che il datore di lavoro dovrebbe effettuare la denuncia senza avere integrale conoscenza del certificato medico, con violazione dell’art. 53 del TU. 

Il decreto é entrato in vigore l’8 settembre 2010.

 

Distinti saluti.

 

   IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli


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