Sette giorni – newsletter di Confindustria del 5 ottobre 2018

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Sette giorni – newsletter di Confindustria del 5 ottobre 2018

Category:NEWS,SETTEGIORNI
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Roma, 5 ottobre 2018
I temi della settimana
MANOVRA: SE NON C’E’ CRESCITA SARÀ INSOSTENIBILE, GOVERNO SI GIOCA CREDIBILITÀ
tag: def, conti pubblici, reddito cittadinanza, crescita
L’Italia vive un momento in cui dovrà fare i conti con le sue potenzialità. Del resto il Governo indica nella crescita l’elemento sostanziale. Con la crescita il Governo si gioca la sua credibilità e la sostenibilità della manovra economica. La manovra è un po’ di più di 21 miliardi, ma aspettiamo di entrare nel merito di questi provvedimenti che saranno contenuti nella Legge di Bilancio e valuteremo le risorse e l’impatto sull’economia reale e sull’occupazione. Ha commentato il presidente Boccia dopo la pubblicazione della Nota di aggiornamento al Def. È evidente che la partita si gioca sul secondo pilastro, quello della crescita e non sul primo che è quello delle promesse. Il problema non è se si sfora di un punto o no, l’importante è che ci sia crescita che porti occupazione. Bisogna stare attenti a spiegare bene la manovra perché i mercati osservano e bisogna evitare l’incertezza. Per quanto riguarda Il reddito di cittadinanza ci auguriamo che non sia un disincentivo al lavoro.
MANOVRA: FARE DI PIÙ SU INVESTIMENTI, GIOVANI, PRODUTTIVITÀ E CREDITO tag: fisco, debiti pa, produttività, industria 4.0
Su quelli che saranno i contenuti della manovra, in occasione del Rapporto CSC, il Presidente Boccia ha indicato una serie di proposte sui cui si può e si deve intervenire : il pagamento dei debiti della Pa; il rafforzamento del Fondo di garanzia per sostenere le aziende in fase di transizione, anche in considerazione di un eventuale aumento del costo del denaro; la rateizzazione a 10 anni dei debiti fiscali delle aziende in crisi; una forte detassazione e decontribuzione dei premi di produttività, per favorire lo scambio salario-produttività. Inoltre occorrerebbe un grande piano di inclusione giovani, in una logica di equità generazionale. Non è automatico che quota 100 favorisca l’ingresso dei giovani. La questione industriale è centrale ed è necessario accelerare gli investimenti pubblici, il vero snodo della manovra, così come indicato anche da Tria. Tra i 5 miliardi di investimenti per l’Ilva, i 6 miliardi mobilitati per il credito di imposta, l’intervento di Industria 4.0 che va mantenuto e migliorato, un’accelerazione degli investimenti pubblici è decisiva per la crescita del paese.
POLITICA: CONFINDUSTRIA VALUTA I PROVVEDIMENTI, NON FA ENDORSEMENT. VOGLIAMO AIUTARE IL PAESE NON FAR CADERE I GOVERNI
tag: governo, partiti, imprese, crescita
Confindustria non ha l’obiettivo di far cadere o sostenere i governi, ma di non fare danni al paese, non alimentare lo spread, che è un costo per famiglie, imprese e finanziabilità del debito pubblico, e avere più crescita. Vogliamo essere parte della sfida e aiutare il nostro paese confrontandoci serenamente con il governo. La politica valuti le nostre proposte, di un’industria che genera 450 miliardi di export su un totale di 550. Se sono nell’interesse del paese le faccia sue. Non siamo di parte – ha sottolineato Boccia commentando le polemiche a seguito di frasi attribuitegli di presunto sostegno alla Lega Nord – poniamo la nostra attenzione al futuro del paese. Abbiamo rispetto per il governo e per tutte le forse politiche, però chiediamo per noi lo stesso rispetto, come attore sociale rappresentativo delle imprese e del paese produttivo. Vogliamo essere criticati per quello che diciamo non per quello che altri ci mettono in bocca, non vogliamo farci strumentalizzare. Evidentemente siamo stati male interpretati, perché Confindustria non può, non deve e non fa endorsement.
CENTRO STUDI: ITALIA RALLENTA. MOLTI RISCHI PESANO SUL FUTURO, SERVE UN PIANO DI POLITICA ECONOMICA
tag: pil, conti pubblici, manovra, politica economica
Il Centro Studi Confindustria stima una crescita del PIL italiano in rallentamento all’1,1 per cento nel 2018 e allo 0,9 nel 2019, rispetto all’1,6 registrato nel 2017. Rispetto a giugno, vengono riviste al ribasso di 0,2 punti sia il 2018 che il 2019. Pesano: l’export più debole, i consumi in rallentamento per un aumento del tasso di risparmio dovuto all’incertezza sulle condizioni economiche future e una dinamica meno favorevole del credito, a causa dell’aumento dello spread. Si sono indebolite le condizioni per la crescita, a causa di fattori esterni, alcuni già materializzati, altri di cui non è prevedibile l’esito. A ciò si sommano vari fattori interni, che potrebbero prendere direzioni diverse: la fiducia che i mercati riporranno nella manovra economica del Governo, la capacità di incidere sui nodi irrisolti dell’economia, la sostenibilità del contratto di governo, con flat tax, reddito di cittadinanza, controriforma delle pensioni. E’ fondamentale che coperture siano credibili per avere un impatto macroeconomico positivo. Le previsioni CSC non incorporano le intenzioni del Governo perché le misure andranno dettagliate in sede di Legge di bilancio e gli effetti macro dipenderanno dal modo in cui gli interventi verranno disegnati.
Leggi il rapporto del Centro Studi in allegato


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