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Faq Ministero del Lavoro “periodi di sospensione lavorativa” art. 93 comma 1- bis della legge n. 77/2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Facciamo seguito alla nostra nota n. 873 del 24 luglio 2020 sulle norme giuslavoristiche introdotte dalla legge n. 77/2020, di conversione del d.l. n. 34/2020, per informarvi che il Ministero del Lavoro, con una faq, ha dato la sua interpretazione dell’espressione “periodi di sospensione lavorativa” contenuta nell’art. 93, comma 1- bis. (cfr. testo della faq in calce).

La norma, come noto, ha imposto l’obbligo di proroga della durata dei contratti a termine, anche a scopo di somministrazione, e dei rapporti di apprendistato duale, appunto per un tempo corrispondente ai “periodi di sospensione lavorativa” che siano stati conseguenti all’emergenza epidemiologica.
Con la, motivazione, ampiamente opinabile, che la proroga si giustificherebbe “al fine di evitare che la loro durata iniziale” (dei rapporti di lavoro a termine) “risulti di fatto ridotta per effetto di circostanze non imputabili al lavoratore” il Ministero, con questa faq, amplia il novero dei “periodi di sospensione” che darebbero adito alla proroga.
Ed infatti il Ministero non si limita a considerare la vera e propria sospensione lavorativa derivante da periodi di cassa integrazione correlati all’epidemia, ma inserisce anche, a titolo d’esempio, la fruizione delle ferie.
Va ricordato che già nel Protocollo del 14 marzo 2020, poi integrato dal Protocollo del 24 aprile 2020 (quest’ultimo recepito nel DPCM del 17 maggio del 2020), si raccomandava l’incentivazione delle ferie e dei congedi retribuiti come una delle misure prevenzionali per dare concreta e immediata attuazione al distanziamento sociale nei luoghi di lavoro, prima che fossero adottate quella serie di misure straordinarie che possiamo riassumere, esemplificativamente, sotto il nome di Cassa Covid.
E’ innegabile, però, che esista una chiara differenza, sia in termini di costo del lavoro ma anche in termini di (relativo) “vantaggio” per i lavoratori, tra fruizione delle ferie e sospensione dal lavoro per intervento della Cassa integrazione.
Ed invece con una valutazione, a dir poco sommaria, che si innesta su una norma già di dubbia tenuta costituzionale, il Ministero accomuna queste due fattispecie perché, come detto, prevarrebbe la finalità di “evitare che il lavoratore presti la sua opera per un periodo ridotto per effetto di circostanze non imputabili al lavoratore”.
E’ facile replicare che le stesse circostanze non sono certamente imputabili neppure al datore di lavoro e, dunque, non si comprende proprio qual è la ratio della scelta di far subire a quest’ultimo gli effetti delle medesime circostanze.
Premesso, pertanto, un deciso dissenso sui contenuti della faq, riteniamo che, ove si volesse dar corso a quell’indicazione, andranno presi in considerazione solo e soltanto i periodi di ferie (e, al più, gli istituti contrattuali assimilabili come Rol, Par, permessi ex festività) che le imprese abbiano eventualmente utilizzato per far fronte agli effetti derivanti dalla pandemia ma non certamente periodi di ferie fruiti ma non connessi con l’evento pandemico.
Questa “distinzione” tra periodi di ferie, non di facile attuazione, si può prestare a contestazioni e può, pertanto, essere fonte di contenzioso, ma è una eventualità da verificare per cercare di “contenere” gli effetti, già molto pesanti, di una norma che ha aspetti fortemente critici.
Peraltro, come detto nella precedente nota, trattandosi di una proroga, il “recupero” dei periodi di sospensione non può riferirsi che a contratti in essere al momento dell’entrata in vigore della legge di conversione, ossia il 19 luglio 2020.
TESTO DELLA FAQ
Come deve essere inteso il riferimento ai contratti a termine per la cui durata è prevista la proroga dall’articolo 3, comma 1-bis del D.L. Rilancio? Cosa si intende per “periodi di sospensione lavorativa”? Quali sono gli obblighi occupazionali?
La legge 17 luglio 2020, n. 77, di conversione del D.L. n. 34/2020 (c.d Decreto Rilancio) ha aggiunto il comma 1-bis all’articolo 93, disponendo che il termine dei contratti a termine, anche in somministrazione, e dei rapporti di apprendistato è prorogato per una durata pari al periodo di sospensione dell’attività lavorativa, prestata in forza dei medesimi contratti, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Tale previsione, pertanto, si applica a tutti i rapporti di lavoro subordinato che non siano a tempo indeterminato, proprio al fine di evitare che la loro durata iniziale risulti di fatto ridotta per effetto di circostanze non imputabili al lavoratore. Ad esempio, ricadono nella proroga della durata: – i contratti di lavoro a termine, ivi inclusi quelli stagionali; – i contratti in somministrazione a tempo determinato, intendendosi il rapporto di lavoro che intercorre tra l’Agenzia per il lavoro e il lavoratore; – i contratti di apprendistato, intendendosi quelli per il conseguimento di una qualifica e il diploma professionale e quelli di alta formazione e ricerca, limitatamente alla durata del periodo che precede la qualificazione.
Nel “periodo di sospensione” vanno compresi sia i periodi di fruizione di un ammortizzatore sociale Covid-19, sia l’inattività del lavoratore in considerazione della sua sospensione dall’attività lavorativa in ragione delle misure di emergenza epidemiologica da Covid-19 (es. fruizione di ferie).
In tutti questi casi il datore di lavoro, entro cinque giorni dalla data di scadenza originaria, deve effettuare la comunicazione obbligatoria di proroga, modificando il termine inizialmente previsto per un periodo equivalente a quello di sospensione dell’attività lavorativa.

Distinti saluti.
Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Covid-19, pubblicato il documento Iss-Inail sull’uso dell’ozono nella pandemia in corso

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Vi segnaliamo che il gruppo di lavoro composto da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Inail ha elaborato un documento dal titolo “Focus on: utilizzo professionale dell’ozono anche in riferimento al COVID-19”, con l’obiettivo di fornire le evidenze tecnico – scientifiche ad oggi disponibili sull’uso dell’ozono nel contesto epidemico COVID-19.

Nel documento sono stati analizzati vari aspetti utili a valutare l’uso dell’ozono nell’emergenza sanitaria da Covid-19 e sono state fornite informazioni su pericoli e rischi connessi all’uso dell’ozono, tossicità e impatto sulla salute umana e sull’ambiente, efficacia della sostanza come virucida, sicurezza d’uso e precauzioni da adottare nella generazione in situ di ozono nel campo della prevenzione e controllo del SARS-CoV-2.

Il documento valuta anche l’uso dell’ozono come virucida per la sanificazione degli ambienti di lavoro, indica le misure di prevenzione e protezione generali e specifiche da adottare per la tutela della salute del personale addetto alle procedure di sanificazione con questa sostanza e di tutti i lavoratori che normalmente occupano gli ambienti trattati con essa, sottolineando l’opportunità di ricorrere a sostanze e/o processi non pericolosi o meno pericolosi in linea con il decreto legislativo 81/2008.

Da un punto di vista normativo, oggi in Italia l’ozono può essere commercializzato e usato esclusivamente come sanificante. Per l’eventuale uso come disinfettante, ossia come prodotto per ridurre, eliminare e rendere innocui i microorganismi, è necessario attendere il completamento della valutazione a livello europeo ai sensi del Regolamento (UE) 528/2012 (BPR) sui biocidi.
In allegato il Testo dello studio.
Distinti saluti
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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Decreto Legge 83/2020 proroga dello stato di emergenza e lavoro agile

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

È stato approvato dal Consiglio dei Ministri del 28/07/2020 il Decreto Legge n. 83/2020. Il Decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 30 luglio 2020 n. 190 ed è vigente dallo stesso giorno della pubblicazione.

Il provvedimento, recante “misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020” proroga, dal 31 luglio, fino al 15 ottobre 2020, le disposizioni già contenute nei decreti legge n. 19 e 33 del 2020, che consentono di adottare specifiche misure di contenimento dell’epidemia. In dettaglio, viene spostato al 15 ottobre 2020 il termine entro il quale possono essere assunte determinazioni di carattere emergenziale e limitative delle libertà personali e di impresa, con possibilità di modularne l’applicazione in aumento oppure in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del coronavirus.

Con tale provvedimento viene assegnato al Presidente del Consiglio e alle altre autorità il potere di intervenire con decreti e ordinanze in materia di limitazione alla circolazione, chiusura di esercizi pubblici, limitazione alle attività economiche, allo svolgimento di attività educative, smart working e così via.

Altra norma specifica sulla quale interviene il decreto-legge in esame è l’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 33/2020, sempre con un differimento del termine ivi previsto fino al 15 ottobre 2020. Si tratta del decreto che prevede divieti di assembramento e la disciplina sanzionatoria per chi viola le disposizioni anticovid.

Tra i termini prorogati, si segnalano quelli rilevanti ai fini della sicurezza sul lavoro:
Art. 5bis del DL n. 18/2020
In particolare: fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, è consentito l’utilizzo di dispositivi di protezione individuali di efficacia protettiva analoga a quella prevista per i dispositivi di protezione individuali previsti dalla normativa vigente. L’efficacia di tali dispositivi è valutata preventivamente dal Comitato tecnico-scientifico di cui all’articolo 2 dell’ordinanza del Capo del Dipartimento della protezione civile n. 630 del 3 febbraio 2020.
Fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, in coerenza con le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità e in conformità alle attuali evidenze scientifiche, è consentito fare ricorso alle mascherine chirurgiche, quale dispositivo idoneo a proteggere gli operatori sanitari; sono utilizzabili anche mascherine prive del marchio CE, previa valutazione da parte dell’Istituto superiore di sanità.

Art. 15, comma 1 DL n. 18/2020
In particolare: fermo quanto previsto dall’articolo 34 del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9, per la gestione dell’emergenza COVID-19, e fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, è consentito produrre, importare e immettere in commercio mascherine chirurgiche e dispositivi di protezione individuale in deroga alle vigenti disposizioni.

Art. 16, commi 1 e 2 del DL n. 18/2020
In particolare: per contenere il diffondersi del virus COVID-19, fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), di cui all’articolo 74, comma 1, del decreto legislativo 9 aprile 2008, n.81, le mascherine chirurgiche reperibili in commercio, il cui uso è disciplinato dall’articolo 34, comma 3, del decreto-legge 2 marzo 2020, n. 9.
Ai fini del comma 1, fino al termine dello stato di emergenza di cui alla delibera del Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, gli individui presenti sull’intero territorio nazionale sono autorizzati all’utilizzo di mascherine filtranti prive del marchio CE e prodotte in deroga alle vigenti norme sull’immissione in commercio.

Art. 39 del DL n. 18/2020
Fino alla data del 30 aprile 2020, i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile ai sensi dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile ai sensi degli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81.

Art. 90 del DL n. 34/2020

In generale viene confermato che anche il lavoro agile “unilaterale” è prorogato al 15 ottobre. Tuttavia al punto n. 32 dell’allegato 1 del decreto legge, (che riguarda proprio la disciplina del lavoro agile di cui all’art. 90 del dl n. 34/2020 convertito in legge n. 77/2020) viene introdotta una distinzione.
In particolare la disposizione dell’art. 90, comma 1, primo periodo (ossia quella che riconosce, a determinate condizioni, ai genitori lavoratori dipendenti del settore privato con almeno un figlio minore di anni 14 il diritto a svolgere la prestazione in modalità agile) viene prorogata solo fino al 14 settembre 2020, data individuata dal Ministero dell’Istruzione come quella d’inizio dell’attività scolastica. La proroga così limitata sembra, dunque, presupporre che il prossimo anno scolastico inizi regolarmente con l’attività “in presenza” di tutti gli studenti fino a 14 anni, su tutto il territorio nazionale.
Viceversa sono prorogate al 15 ottobre 2020 le disposizioni recate dall’art. 90, comma 1, secondo periodo (ossia quella che riconosce il diritto a svolgere la prestazione in modalità agile, a determinate condizioni, ai lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio, come specificamente individuati dalla norma), e dai commi 3 (riguardante le comunicazioni in via telematica) e 4 (che esenta i datori dal raccogliere il consenso individuale del singolo lavoratore)
La mancata espressa menzione del comma 2 dell’art. 90 si giustifica con la circostanza che il decreto legge ha per oggetto solo la proroga di alcuni termini precedentemente fissati dalla legge, mentre il comma 2 non reca alcun termine.
Per l’intero periodo di cui al comma 1, i datori di lavoro del settore privato comunicano al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in via telematica, i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali.
Fermo restando quanto previsto dall’articolo 87 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per i datori di lavoro pubblici, limitatamente al periodo di tempo di cui al comma 1 e comunque non oltre il 31 dicembre 2020, la modalità di lavoro agile disciplinata dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81, può essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato, nel rispetto dei principi dettati dalle menzionate disposizioni, anche in assenza degli accordi individuali ivi previsti; gli obblighi di informativa di cui all’articolo 22 della medesima legge n. 81 del 2017, sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Istituto nazionale assicurazione infortuni sul lavoro (INAIL).
Si segnala, invece, che non risulta prorogato l’art. 26, comma 2, del DL n. 18/2020 (che per alcune forme di fragilità prevede l’equiparazione dell’assenza dal lavoro al ricovero ospedaliero, fino al 31 luglio 2020).
Sembrano invece confermate tanto l’equiparazione dello stato di quarantena alla malattia (art. 26, comma 1, non soggetto ad alcun termine) quanto la previsione dell’art. 83 del DL n. 34/2020 (che prevede la sorveglianza sanitaria per i lavoratori fragili fino alla scadenza del periodo di emergenza sanitaria).
Il provvedimento si chiude con la declaratoria per cui i termini previsti da disposizioni legislative diverse da quelle individuate nel decreto stesso (riportate nella tabella allegata al Decreto), connessi o correlati alla cessazione dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, non sono modificati e la loro scadenza resta riferita al 31 luglio 2020.
In allegato trasmettiamo il testo del Decreto Legge 83 del 30 luglio 2020.

Distinti saluti.
Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre

Allegati


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AUTOTRASPORTO CONTO TERZI: INCENTIVI PER INVESTIMENTI-DECRETO MIT 12.05.2020

Category:ECONOMICO,NEWS

E’ stato pubblicato, sulla GU n. 187 del 27.07.2020, il Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) 12 maggio 2020, n. 203 “Modalità di erogazione degli incentivi a favore degli investimenti nel settore dell’autotrasporto”. Il Decreto è entrato in vigore il 28 luglio 2020.

Le disposizioni disciplinano le modalità di erogazione delle risorse finanziarie, complessivamente pari ad euro 122.255.624, destinate agli investimenti nel settore dell’autotrasporto, con riferimento, rispettivamente ad euro 18.155.624 quali residui dell’annualità 2019, ad euro 42.100.000 per l’annualità 2020, ad euro 62.000.000 per l’annualità 2021.

La ripartizione delle suddette risorse fra le varie tipologie d’investimento viene definita secondo le proporzioni stabilite dal Decreto MIT 22.07.2019, n. 336 e si riferisce al biennio 2020-2021.

Le risorse sono destinate ad incentivi a beneficio delle imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, regolarmente iscritte al REN e all’Albo degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, la cui attività prevalente sia quella di autotrasporto di cose, per il rinnovo e l’adeguamento del parco veicolare, la radiazione per rottamazione e per l’acquisizione di beni strumentali per il trasporto intermodale.

Ad ogni tipologia dei seguenti investimenti sono destinati gli importi di seguito specificati a valere sulle risorse di cui al comma 1, dell’art. 1 del provvedimento:
a. 46.400.000 euro (pari al 38% del totale) per l’acquisizione, anche con locazione finanziaria, di autoveicoli, nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto di merci di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate a trazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (Full Electric) e per l’acquisizione di dispositivi che consentano la riconversione di autoveicoli per il trasporto merci a motorizzazione termica in veicoli a trazione elettrica ((art. 36 del regolamento (CE) n. 651/2014));
b. 44.100.000 euro (pari al 36% del totale) per:
– la radiazione per rottamazione di veicoli di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione, anche mediante locazione finanziaria,
di veicoli nuovi di fabbrica conformi alla normativa euro VI di massa complessiva a pieno carico a partire da 7 tonnellate ((art. 10, commi 2 e 3, Regolamento (CE) n. 595/2009));
– l’acquisizione di veicoli commerciali leggeri euro 6 D TEMP di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate con contestuale rottamazione di veicoli della medesima tipologia;
c. 29.290.624 euro (pari al 24% del totale) per l’acquisizione anche mediante locazione finanziaria, di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario (normativa UIC 596-5) e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave (normativa IMO), dotati di dispositivi innovativi volti a conseguire maggiori standard di sicurezza e di efficienza energetica e per l’acquisizione di rimorchi e semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori a 7 tonnellate allestiti per trasporti ATP, rispondenti anch’essi a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale ((artt. 17 e 36 Regolamento (CE) n. 651/201));
d. 2.465.000 euro (pari al 2% del totale) per l’acquisizione, anche con locazione finanziaria, di casse mobili e rimorchi o semirimorchi porta casse, in modo da facilitare l’utilizzazione di differenti modalità di trasporto in combinazione fra loro senza alcuna rottura di carico ((art. 36, Regolamento (CE) n. 651/2014)).

I contributi sono erogabili fino a concorrenza delle risorse disponibili per ogni tipologia di investimento. Le domande presentate “a risorse esaurite” non saranno considerate, sempreché non si rendessero disponibili ulteriori risorse.

Per accedere al contributo, come per lo scorso anno, è necessario che l’incentivo sia prenotato; per la prenotazione del beneficio è sufficiente produrre copia del relativo contratto di acquisizione dei veicoli o dei beni indipendentemente dalla trasmissione della fattura che attesti il pagamento del corrispettivo. L’ammissibilità del contributo, accantonato con la prenotazione, è comunque subordinata alla dimostrazione, in sede di rendicontazione, dell’avvenuto perfezionamento dell’investimento.

Qualora non venga fornita la prova del perfezionamento dell’investimento entro il termine ultimo fissato per la rendicontazione con Decreto del Direttore Generale per il trasporto stradale e per l’intermodalità (da emanare entro 15 giorni dalla pubblicazione del Decreto in esame), si decade dal beneficio e le risorse corrispondenti agli importi spettanti sono riacquisite al fondo con possibilità di procedere con lo scorrimento della graduatoria in base alla data di proposizione dell’istanza.

L’importo massimo ammissibile dei contributi è stabilito in 550.000 euro per singola impresa e non è cumulabile con altri contributi pubblici per le medesime tipologie di investimento ed i medesimi costi ammissibili (p.es “de minimis”).

I beni acquisiti con incentivo non possono essere alienati, concessi in locazione o in noleggio e devono rimanere nella piena disponibilità del beneficiario del contributo per 3 anni (fino al 31 dicembre 2023), pena la revoca del contributo erogato.

I veicoli oggetto di radiazione per rottamazione, a pena di inammissibilità, devono essere stati detenuti in proprietà o ad altro titolo per almeno tre anni precedenti all’entrata in vigore del Decreto.

Gli investimenti sono finanziabili esclusivamente se avviati in data successiva all’entrata in vigore del decreto in esame ed ultimati entro il termine previsto con decreto direttoriale sopra citato.

Riguardo alle tipologie di investimento, si precisa che sono finanziabili:
– veicoli a trazione alternativa a metano CNG, ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (full electric) di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e fino a 7 tonnellate, veicoli a trazione elettrica superiori a 7 tonnellate.
Il contributo è determinato in 4.000 euro per ogni veicolo CNG e a motorizzazione ibrida e in 10.000 euro per ogni veicolo elettrico di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate fino a 7 tonnellate e in 20.000 euro per ogni veicolo elettrico superiore a 7 tonnellate;
– veicoli a trazione alternativa ibrida (diesel/elettrico), a metano CNG e gas naturale liquefatto LNG di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 7 tonnellate.
Il contributo è determinato in 8.000 euro per ogni veicolo a trazione alternativa ibrida (diesel/elettrico) e a metano CNG di massa complessiva a pieno carico inferiore a 16 tonnellate e in 20.000 euro per ogni veicolo a trazione alternativa a gas naturale liquefatto LNG e CNG ovvero a motorizzazione ibrida(diesel/elettrico) di massa pari o superiore a 16 tonnellate;
– per acquisizione di dispositivi idonei alla riconversione di veicoli di massa complessiva pari a 3,5 tonnellate per il trasporto merci come veicoli elettrici.
Il contributo è determinato in misura pari al 40% dei costi ammissibili, comprensivi del
dispositivo e dell’allestimento con un tetto massimo pari a 1.000 euro;
– alle imprese che, contestualmente all’acquisizione di un veicolo ad alimentazione alternativa a metano CNG, gas naturale liquefatto LNG, ibrida (diesel/elettrico) e elettrica (Full Electric), dimostrino anche l’avvenuta radiazione per rottamazione di veicoli obsoleti, viene riconosciuto un aumento del contributo pari a 2.000 euro, indipendentemente dal numero degli stessi.

In relazione agli investimenti previsti dall’art. 1, comma 5, lettera b), è finanziabile la radiazione per rottamazione di automezzi di massa complessiva a pieno carico pari o superiore a 11,5 tonnellate, con contestuale acquisizione, anche mediante locazione finanziaria, di mezzi nuovi di fabbrica, adibiti al trasporto merci di massa complessiva a pieno carico a partire da 7 tonnellate, conformi alla normativa anti-inquinamento Euro VI.

Il contributo viene determinato, tenendo conto del sovra costo necessario per l’acquisizione di un veicolo che soddisfi i limiti di emissione Euro VI in sostituzione del veicolo radiato; è pari a 5.000 euro per ogni veicolo Euro VI di massa complessiva a pieno carico da 7 tonnellate a 16 tonnellate e a 15.000 euro per ogni veicolo Euro VI di massa complessiva a pieno carico superiore a 16 tonnellate.

Il contributo per l’acquisizione di veicoli commerciali leggeri Euro 6 D-TEMP è determinato in 2.000 per ogni veicolo commerciale pari o superiore a 3,5 tonnellate e inferiore a 7 tonnellate con contestuale rottamazione.

Ulteriori finanziamenti sono previsti per:
a) le acquisizioni di rimorchi e semirimorchi, nuovi di fabbrica, per il trasporto combinato ferroviario rispondenti alla normativa UIC 596-5 e per il trasporto combinato marittimo dotati di ganci nave rispondenti alla normativa IMO, dotati di almeno un dispositivo innovativo di cui all’elenco allegato al Decreto.
b) rimorchi, semirimorchi o equipaggiamenti per autoveicoli specifici superiori alle 7 tonnellate allestiti per il trasporto in regime di ATP, mono o multi temperatura, purché le unità frigorifere/calorifere siano alimentate da motore conforme alla fase V (STAGE V) del Regolamento (UE) n. 2016/1628 o da unità criogeniche autonome oppure da unità elettriche funzionanti con alternatore collegato al motore del veicolo trainante. Tutte le unità precedentemente indicate dovranno essere dotate di gas refrigeranti con un GWP inferiore a 2.500;
c) sostituzione, nei rimorchi, semirimorchi o autoveicoli specifici superiori alle 7 tonnellate allestiti per il trasporto in regime di ATP, mono o multi temperatura, delle unità frigorifere/calorifere installate con unità frigorifere/calorifere alimentate da motore conforme
alla fase V (STAGE V) del Regolamento (UE) n. 2016/1628 o da unità criogeniche autonome
oppure da unità elettriche funzionanti con alternatore collegato al motore del veicolo trainante. Tali unità dovranno essere funzionanti esclusivamente con gas refrigeranti con un
GWP inferiore a 2.500.

Nei casi sopraelencati a), b) e c) il contributo viene determinato come di seguito indicato:
– per le acquisizioni effettuate da piccole e medie imprese, nel limite del 10% del costo di acquisizione in caso di medie imprese e del 20% di tale costo per le piccole imprese, con un tetto massimo di 5.000 euro per semirimorchio o autoveicolo specifico superiore a 7 tonnellate allestito per trasporti in regime ATP, ovvero per ogni unità refrigerante/calorifera a superiore standard ambientale, installata su tali veicoli;
– per le acquisizioni effettuate da imprese che non rientrano tra le piccole e medie imprese in 1.500 euro, tenuto conto che è possibile incentivare il 40% della differenza di costo tra i veicoli intermodali dotati di almeno un dispositivo innovativo e veicoli equivalenti stradali e dei maggiori costi dei veicoli equipaggiati con dispositivi per trasporto ATP rispondenti a criteri avanzati di risparmio energetico e rispetto ambientale.

Sono, infine, finanziabili le acquisizioni, effettuate anche mediante locazione finanziaria, di gruppi di 8 casse mobili in ragione di 1 rimorchio o semirimorchio porta casse.
Il contributo è determinato, tenuto conto dei costi aggiuntivi rispetto all’acquisto di veicoli equivalenti stradali, in 8.500 euro per l’acquisto di ciascun insieme di 8 casse e 1 rimorchio o semirimorchio.

I contributi previsti dal Decreto sono maggiorati del 10% in caso di acquisizioni effettuate da parte di piccole e medie imprese, qualora ne facciano espressa richiesta, nei casi e con le modalità previste dal Decreto medesimo.

Si evidenzia che l’art. 4 del Decreto dispone sulle modalità di dimostrazione dei requisiti richiesti, precisando che i beneficiari sono chiamati, nella fase di rendicontazione ed a pena di inammissibilità, a fornire la prova documentale che i beni acquisiti possiedono le caratteristiche tecniche richieste dal presente decreto.

La dimostrazione di tali requisiti avviene secondo le modalità definite dal Decreto del Direttore per il trasporto stradale e per l’intermodalità, da adottarsi entro quindici giorni decorrenti dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

Distinti Saluti
Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre

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Corso in Project management Avanzato – aula virtuale

Category:AMBIENTE E SICUREZZA,NEWS

Ricerche e Studi organizza nei prossimi mesi di settembre e ottobre un corso in PROJECT MANAGEMENT AVANZATO. Il corso, erogato con aula virtuale (formazione a distanza sincrona), fornisce le conoscenze avanzate in materia di Project Management e garantisce piena e completa propedeuticità al conseguimento della Qualificazione ISIPM-Av®, ideata e promossa dall’Istituto Italiano di Project Management (in seguito solo ISIPM). La qualificazione ISIPM-Av®, offre, a completamento delle conoscenze attestate dalla ISIPM-Base® o di un corso di formazione base equivalente, un livello avanzato di conoscenze ed abilità. Il percorso teorico / pratico è strutturato in 10 sessioni da 4 ore con una sessione dedicata alla simulazione d’esame.
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Nell’allegata scheda tecnica è consultabile il dettaglio del programma formativo ed il profilo dei docenti.
PERIODO DI SVOLGIMENTO ed ISCRIZIONE
Il corso si svolgerà nei giorni:
1. I sessione: lunedì 21 Settembre ore 09-13 2. II sessione: mercoledì 23 Settembre ore 09-13 3. III sessione: lunedì 28 Settembre ore 09-13 4. IV sessione: mercoledì 30 Settembre ore 09-13 5. V sessione: lunedì 05 Ottobre ore 14-18 6. VI sessione: mercoledì 07 Ottobre ore 09-13 7. VII sessione: venerdì 09 Ottobre ore 09-13 8. VIII sessione: lunedì 12 Ottobre ore 14-18 9. IX sessione: mercoledì 14 Ottobre ore 09-13 10. X sessione: venerdì 16 Ottobre ore 09-13

Si invia in allegato la scheda tecnica e la scheda di iscrizione da rinviare entro il prossimo 28 Agosto 2020. L’aula virtuale potrà essere composta al max da 10 partecipanti ed in caso di iscrizioni superiori farà fede l’ordine cronologico di invio delle schede di adesione.
Il costo del percorso può essere coperto attraverso l’utilizzo dei fondi interprofessionali (Fondimpresa /Fondirigenti); i nostri uffici gestiranno gratuitamente la relativa pratica.
Per ogni ulteriore informazione o approfondimento la dr.ssa Maddalena Chiumiento è a disposizione allo 0825785514.
Distinti saluti
Giacinto Maioli


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SUPERBONUS Guida Agenzia delle Entrate

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Provvediamo a trasmetterVi in allegato la GUIDA pubblicata dall’Agenzia delle Entrate con la quale vengono fornite le attese istruzioni ed indicazioni pratiche per l’accesso alla detrazione del 110% a fronte di specifici interventi di efficienza energetica, compreso la riduzione del rischio sismico, l’installazione di impianti fotovoltaici, nonché delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici, previsti dal Decreto Rilancio (D.L. N. 34/2020, convertito nella legge n. 77/2020.
La Guida fornisce anche indicazioni sulla possibilità di richiedere al fornitore uno sconto immediato per alcune tipologie di interventi effettuati nel 2020 e nel 2021.
Distinti saluti
IL VICE DIRETTORE
Crescenzo Ventre
Alleg.: Guida Agenzia delle Entrate


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Smart working: adempimenti dopo il 31 luglio.

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte delle imprese associate, in ordine alla gestione dei rapporti di lavoro agile in essere, avviati con le modalità semplificate previste dalle varie disposizioni emanate per far fronte all’emergenza epidemiologica.
La questione aveva assunto un particolare rilievo a seguito della FAQ apparsa sul sito del Ministero del Lavoro il 6 luglio, con la quale era stata data una interpretazione “restrittiva” alla disposizione di cui all’art. 90, comma 4, del dl n.34/2020, convertito in l. n. 77/2020, indicando il 31 luglio come il termine ultimo per poter avvalersi delle modalità semplificate per la gestione del lavoro agile.
Ne conseguiva che, per poter proseguire a rendere la prestazione in modalità di lavoro agile, i lavoratori avrebbero dovuto, ciascuno, esprimere il proprio consenso alla prosecuzione e le imprese avrebbero dovuto procedere alla relativa comunicazione obbligatoria del testo dell’accordo, con rilevanti e complessi effetti gestionali.
Visti i tempi ristretti, la complessità delle attività da porre in essere Confindustria ha svolto una intensa azione di sensibilizzazione verso il Ministero del Lavoro per trovare una soluzione che non mettesse in difficoltà le imprese, che molto difficilmente avrebbero potuto acquisire il consenso nelle forme previste dalla legge e rispettare il termine del 31 luglio per effettuare tutte le comunicazione secondo la procedura ordinaria.
Confindustria ha più volte rappresentato come, anche sotto lo stretto profilo della prevenzione per la tutela della salute, la gestione semplificata dello smart work costituisca, così come riconosce anche il Protocollo del 14 marzo, una soluzione di natura prevenzionale che andrebbe facilitata e favorita anche nel periodo della ripresa, onde evitare che dopo il 31 luglio, data di cessazione del periodo di emergenza, la stessa funzione fosse compromessa.
Il possibile rientro di un gran numero di lavoratori nelle aziende determinerebbe, infatti, notevoli problemi di gestione dei distanziamenti e del rigoroso rispetto di tutte le altre misure prevenzionali adottate dalle imprese.
A seguito dell’intenso confronto svolto con il Ministero del Lavoro è stata pubblicata una nuova FAQ che accoglie le istanze di semplificazione avanzate da Confindustria.
Ecco il testo della FAQ:
SMART WORKING: COMUNICAZIONE
Come vanno effettuate le comunicazioni di smart working previste dall’articolo 90 del D.L. n. 34/2020, convertito con modificazioni nella Legge n. 77/2020?
L’articolo 90 del Decreto legge n. 34/2020 specifica che la modalità di lavoro agile può essere applicata dai datori di lavoro privati a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in assenza degli accordi individuali, ovvero utilizzando la procedura “semplificata” attualmente in uso, e ciò sino alla fine dello stato di emergenza (attualmente fissata al 31 luglio 2020) e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2020. Pertanto, allo stato attuale, la procedura “semplificata” è utilizzabile sino al 31 luglio 2020.
Oltre la data del 31 luglio 2020, la comunicazione di cui all’articolo 23, comma 1 della Legge 22 maggio 2017, n. 81, sarà effettuata con i modelli predisposti dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ( <www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/Covid-19/Documents/Modello-Smart- Working.pdf> Modello per effettuare la comunicazione – <www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/Covid-19/Documents/Template-elenc o-lavoratori.xlsx> Template per comunicare l’elenco dei lavoratori coinvolti) e l’accordo è detenuto dal datore di lavoro che dovrà esibirlo al Ministero, all’Inail e all’Ispettorato Nazionale del Lavoro per attività istituzionali di monitoraggio
In sostanza l’impresa si limiterà a raccogliere il consenso dei lavoratori alla prosecuzione dello svolgimento del loro lavoro in modalità agile nei modi più semplici ritenuti opportuni (ad esempio con uno scambio di mail – per cui riportiamo in calce all’Allegato 1 una bozza di mail che potrebbe essere utilizzata dalle imprese e liberamente adattata alle singole esigenze) purchè rimanga evidenza di tale acquisizione.
Successivamente l’impresa compilerà il modello predisposto dal Ministero nel quale si limiterà a dichiarare che è in possesso degli accordi individuali dei lavoratori elencati nel file allegato alla comunicazione e che si impegna ad esibirli per attività di monitoraggio e vigilanza.
All. 1
(Bozza di mail per acquisizione consenso lavoro agile)
(Carta intestata dell’impresa)
Caro collega o Gentile sig. o Sig.ra…………..
in relazione all’evoluzione dell’emergenza sanitaria da Covid 19, l’Azienda sta realizzando il rientro graduale, progressivo e sicuro presso le sedi, nel rispetto delle norme prevenzionali di cui al Protocollo del…….
La Sua prestazione lavorativa in lavoro agile, salvo l’intervento di specifiche nuove norme di legge in materia, proseguirà nelle stesse forme e modalità attualmente in essere fino al ……..
E’ sempre salva ogni diversa comunicazione aziendale.
Qualora, invece, non volesse proseguire l’attività in lavoro agile, dovrà contattare immediatamente il proprio referente del personale, che valuterà la sua richiesta in coerenza con le disposizioni di legge e in relazione alle necessità organizzative dell’Azienda.
Con l’accettazione del contenuto della presente e-mail; che vorrà farci avere nel più breve tempo possibile e nelle stesse forme (e, comunque, fatta salva una sua diversa ma immediata indicazione al proprio referente del personale), si riterrà condivisa la prosecuzione dello smart working nei termini sopra indicati.
Con i migliori saluti

Nel riservarci ulteriori aggiornamenti, porgiamo distinti saluti.

IL VICE DIRETTORE
Crescenzo Ventre


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Chiusura Uffici per ferie collettive.

Category:ATTIVITA' ASSOCIATIVE,NEWS

Si comunica che per consentire ai dipendenti la fruizione delle ferie e dei permessi annui retribuiti, i nostri Uffici nel periodo estivo effettueranno la chiusura collettiva e gli orari di seguito indicati:

CHIUSURA PER FERIE DAL 10 AGOSTO AL 21 AGOSTO 2020

ORARIO UNICO (8,30-13,30) DAL 3 AGOSTO AL 7 AGOSTO 2020
( dal lunedì al Venerdì ) DAL 24 AGOSTO AL 28 AGOSTO 2020

Con i migliori saluti.

IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli


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Conversione in legge Decreto Rilancio

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Il 18 luglio è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 17 giugno 2020 n. 77 di conversione del Decreto-Legge 13 maggio 2020 n. 34 (cosiddetto Decreto Rilancio) che ha introdotto ulteriori misure in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza da COVID-19.

Provvediamo a trasmettervi in allegato il testo coordinato del Decreto con la Legge di conversione.

Per agevolare la consultazione, alleghiamo anche l’elenco degli articoli con evidenziati in rosso quelli introdotti dalla legge n.77/2020.

Distinti saluti.

IL VICE DIRETTORE
Crescenzo Ventre


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ATTIVAZIONE CORSO DI AGGIORNAMENTO ANNUALE PER LA FIGURA DEL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI PER LA SICUREZZA (RLS)

Category:FORMAZIONE,NEWS

Si invia in allegato una comunicazione informativa con scheda di iscrizione e scheda tecnica relativa al prossimo corso di aggiornamento del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
L’attività formativa della durata di 8 ore è programmata per il 30 luglio 2020 ed il termine ultimo per aderire è il 24 luglio 2020.
E’ possibile fruire della formazione sia in presenza che da remoto.

Distinti saluti
Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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