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Congedo COVID-19 per quarantena scolastica dei figli e per sospensione dell’attività didattica dei figli in presenza in favore dei lavoratori dipendenti – Circolare INPS n. 132 del 20 novembre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Vi segnaliamo che l’INPS con la circolare n. 132 del 20 novembre 2020 ha fornito ulteriori istruzioni amministrative in merito alle modalità di fruizione del congedo Covid-19 per la quarantena scolastica dei figli e per la sospensione dell’attività didattica dei figli in presenza da parte dei lavoratori dipendenti del settore privato, ferma restando la validità delle indicazioni operative fornite con la circolare n. 116/2020 (cfr. ns. nota n. 1181 del 5 ottobre 2020).
In particolare l’Istituto ha fornito le seguenti ulteriori istruzioni amministrative:

Ampliamento dei casi in cui è possibile fruire del congedo Covid-19 per quarantena scolastica del figlio e introduzione della possibilità di avvalersi del congedo per sospensione dell’attività didattica del figlio in presenza

L’articolo 21 bis del D.L. n. 104/2020 ha introdotto la possibilità di fruire del congedo Covid-19 per quarantena del figlio minore di anni 14, in alternativa allo svolgimento del lavoro in modalità agile, oltre che nel caso di contatto avvenuto all’interno del plesso scolastico, anche nell’ambito dello svolgimento di attività sportive di base o di attività motoria in strutture quali palestre, piscine, centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati, nonché all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche.

L’Istituto ha specificato che il congedo per quarantena disposto per contatto verificatosi nei luoghi sopra individuati, diversi dal plesso scolastico, potrà essere fruito solo a partire dal giorno 14 ottobre 2020, data di entrata in vigore della Legge n. 126/2020.

L’art. 21 bis del D.L. n. 104/2020 ha introdotto, inoltre, la possibilità, per i lavoratori dipendenti, di avvalersi del congedo Covid-19 per sospensione dell’attività didattica in presenza del figlio convivente minore di anni 14.

Per poter fruire del congedo è necessario che la sospensione dell’attività didattica in presenza sia stata disposta con un provvedimento, adottato a livello nazionale, regionale, provinciale, comunale o dalle singole strutture scolastiche.
L’INPS ha specificato che il congedo per sospensione dell’attività didattica in presenza può essere fruito solo a partire dal giorno 29 ottobre 2020, data di entrata in vigore del D.L. n. 137/2020.
Compatibilità con l’altro genitore del congedo Covid-19 per quarantena scolastica del figlio e per sospensione dell’attività didattica del figlio in presenza

Il comma 5 dell’art. 21 bis del D.L. n. 104/2020 ha confermato l’incompatibilità del congedo di cui trattasi con:

* il contemporaneo svolgimento, da parte dell’altro genitore, di lavoro in modalità agile, anche ad altro titolo rispetto a quello previsto per la quarantena scolastica del figlio minore di anni 14 ovvero per la sospensione dell’attività didattica in presenza dello stesso; * la contemporanea fruizione, da parte dell’altro genitore, del congedo per quarantena scolastica del figlio ovvero per la sospensione dell’attività didattica in presenza dello stesso; * il mancato svolgimento di attività lavorativa da parte dell’altro genitore.
Inoltre l’Istituto ha chiarito che, fermo restando il presupposto della necessaria sussistenza della convivenza del figlio con il genitore richiedente il congedo, se un genitore fruisce del congedo per quarantena scolastica del figlio ovvero per la sospensione dell’attività didattica in presenza dello stesso, l’altro genitore non potrà fruire negli stessi giorni delle misure di cui trattasi per quel figlio, ma potrà fruirne per altro figlio avuto da un altro rapporto, purché il genitore dell’altro figlio non stia a sua volta fruendo di congedo o lavoro agile per quarantena del figlio ovvero per la sospensione dell’attività didattica in presenza dello stesso.
Presentazione della domanda
Come precisato nella precedente circolare n. 116/2020, l’INPS ha ricordato con la circolare di cui in oggetto che la domanda deve essere presentata esclusivamente in modalità telematica sul portale web dell’Istituto o tramite il contact center integrato o tramite i patronati.

L’applicazione è stata ovviamente aggiornata per recepire l’estensione del congedo di quarantena scolastica del figlio convivente disposta dal Dipartimento di prevenzione dell’ASL territorialmente competente, rilasciato a seguito di contatto verificatosi in luoghi diversi dal plesso scolastico.

Per un maggiore approfondimento alleghiamo la Circolare di cui in oggetto.

Distinti saluti

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Confindustria Servizi – ReteIndustria: Aziende partner del mese di novembre 2020

Category:NEWS

Periodicamente, Confindustria Servizi aggiorna le convenzioni stipulate a livello nazionale a beneficio di tutti gli associati.
Per il mese di novembre 2020 i nuovi partner sono Audi, Iltuogiornale.it, Italiana Petroli, Carpisa, Trenitalia

In allegato, in formato word, rendiamo disponibili le schede illustrative delle convenzioni per ogni nuovo partner e i riferimenti diretti per attivare i servizi in convenzione.

Con l’occasione inviamo nuovamente la brochure con tutte le convenzioni già attive, in formato pdf.

Le aziende associate interessate possono contattare i nostri Uffici che restano a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre

Allegati


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Richiesta anticipo 40% CIGO, CIGD, assegno ordinario – Chiarimenti operativi – Messaggio INPS n. 4335 del 18 novembre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

Vi segnaliamo che l’INPS con il messaggio n. 4335 del 18 novembre 2020 ha richiamato la circolare n. 78 del 27 giugno 2020, con la quale sono state fornite istruzioni in merito al pagamento dell’anticipazione delle domande di integrazione salariale ordinaria (CIGO), di integrazione salariale in deroga (CIGD), limitatamente a quelle presentate direttamente all’INPS, e di assegno ordinario presentate a decorrere dal 18 giugno 2020, per le quali il datore di lavoro abbia richiesto il pagamento diretto.

In particolare l’Istituto con il messaggio di cui in oggetto ha fornito ulteriori chiarimenti operativi e novità procedurali per la gestione delle domande di CIGO, CIGD e assegno ordinario dei Fondi di solidarietà con causale Covid-19, per le quali è stato richiesto l’anticipo del 40% del pagamento del trattamento.

Per consultare le modalità di richiesta di anticipo del 40% per la CIGO, per la CIGD e per l’assegno ordinario, nonché la procedura di annullamento dell’anticipo o di annullamento della domanda e la procedura di modifica delle coordinate IBAN per il pagamento alleghiamo il Messaggio INPS n. 4335 del 18 novembre 2020 con il relativo allegato.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Esonero versamento contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione – Indicazioni operative – Messaggio INPS n. 4254 del 13 novembre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI
Prot. n. 1432/20 Avellino, 13 novembre 2020

OGGETTO: Esonero versamento contributi previdenziali per aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione – Indicazioni operative – Messaggio INPS n. 4254 del 13 novembre 2020.

Vi segnaliamo che l’INPS, richiamando la circolare n. 105 del 18 settembre 2020, con il Messaggio n. 4254 del 13 novembre 2020 ha fornito ulteriori indicazioni operative in merito all’esonero dal versamento dei contributi previdenziali per le aziende che non richiedono trattamenti di cassa integrazione riconosciuti secondo la disciplina posta in relazione all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
In particolare l’Istituto, nel far presente che la suddetta misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea, ha reso noto che il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in data 28 ottobre 2020 ha notificato alla Commissione Europea il regime di aiuti di Stato e che il predetto aiuto è stato approvato con decisione C (2020) 7926 final del 10 novembre 2020.
Ai fini del calcolo, l’INPS ha precisato che l’effettivo ammontare dell’esonero è pari al doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, e che la retribuzione persa nei mesi di maggio e giugno 2020, da utilizzare come base di calcolo per la misura dell’esonero, deve essere maggiorata dei ratei di mensilità aggiuntive.
Inoltre, ai fini della determinazione della misura, l’Istituto ha chiarito che occorre tenere conto dell’aliquota contributiva piena astrattamente dovuta e non di eventuali agevolazioni contributive spettanti nelle suddette mensilità.
Al riguardo l’INPS ha ricordato che l’effettivo ammontare dell’esonero fruibile, calcolato sulla base del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020, non potrà superare la contribuzione datoriale dovuta nelle singole mensilità in cui ci si intenda avvalere della misura, per un periodo massimo di quattro mesi, fermo restando che l’esonero potrà essere fruito anche per l’intero importo sulla denuncia relativa ad una sola mensilità, ove sussista la capienza.
L’Istituto ha fatto altresì presente che, qualora il datore di lavoro decida di accedere all’esonero in trattazione, per la durata del periodo agevolato, non potrà avvalersi di eventuali ulteriori trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza da COVID-19, salvo quanto previsto al paragrafo 6 della citata circolare n. 105/2020 (ossia nel caso in cui gli ulteriori trattamenti di integrazione salariale riguardino una diversa unità produttiva).
Per un maggior approfondimento sulle istruzioni operative e contabili alleghiamo il Messaggio INPS n. 4254 del 13 novembre 2020 con il relativo allegato.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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COVID-19 – Ridefinizione Regioni con “scenario di tipo 3” e “scenario di tipo 4” – Ordinanza Ministero della Salute del 10 novembre 2020

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Vi segnaliamo che il Ministero della Salute ha emanato l’Ordinanza del 10 novembre 2020 contenente ulteriori misure urgenti di gestione dell’emergenza sanitaria, che produce effetti dall’11 novembre 2020 e per un periodo di 15 giorni.

Con la suddetta Ordinanza, il Ministro della Salute ha ulteriormente ridefinito le zone (cd. “zone rosse” e “zone arancioni”) soggette alle limitazioni disposte dal vigente DPCM del 3 novembre 2020.

In particolare il nuovo provvedimento ha così ridefinito le zone in questione:

– Scenario di tipo 3 (cd. zone arancioni): Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Toscana, Umbria e Sicilia;

– Scenario di tipo 4 (cd. zone rosse): Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano e Valle d’Aosta.

Si allega il testo dell’Ordinanza citata estratta dalla Gazzetta Ufficiale n. 280 del 10 novembre 2020.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Tutela a favore dei lavoratori fragili – Messaggio INPS n. 4157 del 9 novembre 2020

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Vi segnaliamo che l’INPS con il Messaggio n. 4157 del 9 novembre 2020 ha precisato che per i soggetti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992) o in presenza di condizioni di rischio determinate da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, debitamente certificate mediante riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104/1992), l’intero periodo di assenza dal servizio viene equiparato a degenza ospedaliera a fronte della presentazione del certificato di malattia.

Il termine della tutela, inizialmente stabilito al 30 aprile 2020, è stato prorogato al 31 luglio 2020 e successivamente al 15 ottobre 2020.

Allo stato attuale la suddetta tutela risulta quindi riconosciuta ai lavoratori considerati fragili per periodi di assenza dal lavoro compresi tra il 17 marzo 2020 ed il 15 ottobre 2020, salvo ulteriori eventuali proroghe disposte dal legislatore.

Pertanto, per accedere alla tutela in argomento, il lavoratore dovrà produrre la certificazione di malattia riportante il periodo di prognosi e l’indicazione della condizione di fragilità con gli estremi della documentazione relativa al riconoscimento della disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/2020 ovvero della condizione di rischio derivante da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita, attestata dagli organi medico-legali delle Autorità sanitarie locali territorialmente competenti.

Infine l’Istituto ha evidenziato che il legislatore ha previsto, a decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per i lavoratori fragili in commento, l’esercizio di norma dell’attività lavorativa in modalità agile anche “attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.

Per un maggior approfondimento alleghiamo il Messaggio INPS n. 4157 del 9 novembre 2020.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Incentivo Lavoro – Messaggio INPS n. 4191 del 10 novembre 2020

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Vi segnaliamo che l’INPS con il Messaggio n. 4191 del 10 novembre 2020 ha fornito le seguenti indicazioni in merito al c.d. IncentivO Lavoro, volto all’assunzione di soggetti disoccupati, di cui alla Circolare n. 124/2020 (cfr. ns. nota. n. 1340 del 27 ottobre 2020).

Se il lavoratore, alla data di assunzione, ha un’età compresa tra i 16 e i 24 anni (intesi come 24 anni e 364 giorni), ai fini dell’accesso al beneficio è sufficiente che lo stesso risulti disoccupato.

Diversamente, il lavoratore che, al momento dell’assunzione/trasformazione incentivata, ha già compiuto 25 anni di età, oltre ad essere disoccupato, deve risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Al riguardo, l’Istituto ribadisce che è privo di impiego regolarmente retribuito chi, nei sei mesi precedenti la data dell’evento agevolato, non ha prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno sei mesi ovvero non ha svolto attività di lavoro autonomo o parasubordinato dalla quale sia derivato un reddito.

Inoltre l’INPS comunica che a seguito dell’invio delle istanze relative all’agevolazione di cui in oggetto, è emersa la necessità di sospendere la verifica del requisito riguardante lo stato di “privo di impiego”, al fine di permettere all’Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro il consolidamento degli aggiornamenti procedurali per effettuare tale verifica.

Pertanto, alcune istanze sono state contraddistinte da un esito provvisorio di “KO-Non accolta”. Tali istanze potranno essere nuovamente inviate, secondo le indicazioni che verranno comunicate direttamente ai soggetti che le hanno inserite.

L’Istituto precisa, a tale proposito, che nell’elaborazione cumulativa delle istanze, che verrà effettuata non appena saranno terminate le attività di aggiornamento da parte dell’ANPAL, le suddette istanze verranno elaborate garantendo e assicurando i criteri previsti nella Circolare n. 124/2020.

Inoltre l’INPS, al fine di agevolare l’invio delle istanze, comunica quanto segue:

– per le richieste trasmesse entro il 16 novembre 2020 si darà priorità nell’elaborazione alle assunzioni e alle trasformazioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio 2020 ed il giorno precedente il rilascio del modulo telematico (ossia il 26 ottobre 2020). Diversamente, le istanze relative alle assunzioni/trasformazioni effettuate a decorrere dal giorno di rilascio del modulo telematico (27 ottobre 2020), ed entro il 16 novembre 2020, saranno elaborate secondo il criterio generale, rappresentato dall’ordine cronologico di presentazione dell’istanza;

– per le richieste trasmesse a decorrere dal 17 novembre 2020 varrà il criterio generale, rappresentato dall’ordine cronologico di presentazione della richiesta, a prescindere dalla data di assunzione/trasformazione.

Infine l’Istituto ribadisce che in tutte le ipotesi in cui sarà accolta l’istanza di prenotazione trasmessa, il datore di lavoro, entro 10 giorni di calendario, avrà l’onere di comunicare, a pena di decadenza, l’avvenuta assunzione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata a suo favore.

L’inosservanza del termine di 10 giorni previsti per la presentazione della domanda definitiva di ammissione al beneficio determina l’inefficacia della precedente prenotazione delle somme, ferma restando la possibilità per il datore di lavoro di presentare successivamente un’altra richiesta.

L’agevolazione, una volta definitivamente autorizzata con il modulo di conferma, potrà essere fruita mediante conguaglio/compensazione operato sulle denunce contributive secondo le indicazioni già contenute nella Circolare n. 124/2020.

Per un maggior approfondimento alleghiamo il Messaggio INPS n. 4191 del 10 novembre 2020.

Distinti saluti.

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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Tutela a favore dei lavoratori fragili – Messaggio INPS n. 4157 del 9 novembre 2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI

Prot. n. 1423/20 Avellino, 11 novembre 2020
OGGETTO: Tutela a favore dei lavoratori fragili – Messaggio INPS n. 4157 del 9 novembre 2020.
Vi segnaliamo che l’INPS con il Messaggio n. 4157 del 9 novembre 2020 ha precisato che per i soggetti in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità (art. 3, comma 3, della legge n. 104/1992) o in presenza di condizioni di rischio determinate da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, debitamente certificate mediante riconoscimento di disabilità (art. 3, comma 1, della legge n. 104/1992), l’intero periodo di assenza dal servizio viene equiparato a degenza ospedaliera a fronte della presentazione del certificato di malattia.
Il termine della tutela, inizialmente stabilito al 30 aprile 2020, è stato prorogato al 31 luglio 2020 e successivamente al 15 ottobre 2020.
Allo stato attuale la suddetta tutela risulta quindi riconosciuta ai lavoratori considerati fragili per periodi di assenza dal lavoro compresi tra il 17 marzo 2020 ed il 15 ottobre 2020, salvo ulteriori eventuali proroghe disposte dal legislatore.
Pertanto, per accedere alla tutela in argomento, il lavoratore dovrà produrre la certificazione di malattia riportante il periodo di prognosi e l’indicazione della condizione di fragilità con gli estremi della documentazione relativa al riconoscimento della disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge n. 104/2020 ovvero della condizione di rischio derivante da immunodepressione, esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di terapie salvavita, attestata dagli organi medico-legali delle Autorità sanitarie locali territorialmente competenti.
Infine l’Istituto ha evidenziato che il legislatore ha previsto, a decorrere dal 16 ottobre 2020 e fino al 31 dicembre 2020, per i lavoratori fragili in commento, l’esercizio di norma dell’attività lavorativa in modalità agile anche “attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto”.
Per un maggior approfondimento alleghiamo il Messaggio INPS n. 4157 del 9 novembre 2020.
Distinti saluti.
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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COVID-19: Elenco Paesi con misure restrittive ufficiali aggiornato al 9.11.2020

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Vi trasmettiamo un elenco dei Paesi con misure restrittive ufficiali redatto da Confindustria ed aggiornato al 9.11.2020.

Europa
Albania: a partire dal 1° giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento.

Austria: per i viaggiatori italiani è possibile entrare nel paese senza la necessità di produrre un certificato medico attestante la negatività al Covid 19 o di sottoporsi ad obblighi di quarantena.

Belgio: chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un <travel.info-coronavirus.be/fr/public-health-passenger-locator-form> formulario on line, ad esclusione dei soli ingressi via terra per soggiorni inferiori alle 48 ore o che facciano seguito a viaggi all’estero di pari durata. A partire dal 23 ottobre e fino al 15 novembre, i viaggiatori in arrivo dalle zone cosiddette rosse (sono incluse tutte le Regioni Italiane) saranno tenuti ad effettuare un test solo se in presenza di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio.

Bielorussia: a partire dal 6 novembre non è più richiesto l’isolamento fiduciario di 10 giorni per i passeggeri in arrivo dall’Italia. I collegamenti aerei diretti con Roma e Milano sono regolarmente assicurati dalla compagnia di bandiera Belavia. Per maggiori informazioni su date e orari: <en.belavia.by/> en.belavia.by/.

Bosnia – Erzegovina: a partire dal 12 settembre 2020, l’ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina è condizionato alla presentazione alle Autorità di frontiera dei risultati di un test PCR per il virus COVID-19, non più vecchio di 48 ore, che attesti la negatività dell’individuo.
Sono esentati dall’obbligo di presentazione del certificato i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi NATO, i trasportatori merci e gli equipaggi. Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza.

Bulgaria: per l’ingresso in Bulgaria viene richiesta la compilazione di un <ambsofia.esteri.it/ambasciata_sofia/resource/doc/2020/06/autodichia razione_bulgaria_-_ordinanza_338_del_13_giugno_2020.docx> modulo di autocertificazione. è obbligatorio indossare la mascherina di protezione in tutti i luoghi pubblici chiusi (ad eccezione dei ristoranti e dei bar) ed i tutti luoghi pubblici all’aperto laddove non sia possibile rispettare la distanza fisica di almeno 1,5 m. Le Autorità bulgare raccomandano, in caso di esposizione a possibili contagi (ad esempio dopo il rientro da un Paese ove sono presenti casi di Coronavirus) e in caso di presenza di sintomi influenzali di NON recarsi in ospedale o presso il proprio medico, ma di contattare il numero unico di emergenza 112 (attivo in diverse lingue compreso l’inglese).

Cipro: a partire dal 9 novembre, l’Italia è inclusa nella Categoria C: l’ingresso a Cipro per chi proveniente dall’Italia è consentito solo ad alcune limitate tipologie di viaggiatori: cittadini ciprioti con residenza permanente nella Repubblica di Cipro e familiari (inclusi consorti e figli minori), persone legalmente residenti nella Repubblica di Cipro, persone autorizzate ai sensi della Convenzione di Vienna, persone titolari di un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro.

Croazia: A partire dal 1° luglio, tutti i cittadini dei Paesi UE e SEE e le persone ivi residenti a lungo termine possono liberamente fare ingresso in Croazia senza restrizioni. Viene peraltro raccomandato di comunicare l’intenzione di recarsi nel Paese prima della partenza, compilando un modulo pubblicato sul sito <entercroatia.mup.hr/> entercroatia.mup.hr/.

Danimarca: non è ammesso l’ingresso di viaggiatori provenienti dall’Italia per motivi turistici. Si può entrare nel Paese solo se in possesso di un “valido motivo”. Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro, studio (iscrizione a corsi o test d’ingresso per corsi), partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, funzioni di diplomatico, proprietà di una casa o barca in Danimarca. Inoltre, a partire dal 26 ottobre, i viaggiatori provenienti dall’Italia dovranno anche presentare la prova di un test COVID-19 negativo sostenuto non prima delle 72 ore antecedenti all’ingresso in Danimarca.

Estonia: a partire dal 1° settembre 2020 ai viaggiatori stranieri in arrivo nel Paese è consentito di scegliere il test per il coronavirus come alternativa all’autoisolamento di 14 giorni. Coloro che arrivano dall’Italia potranno effettuare il test per il coronavirus all’arrivo in Estonia. A tal fine sono stati attivati dei “punti di esecuzione primo test” presso l’area arrivi dell’Aeroporto di Tallinn e, per coloro che arrivano in nave, presso le aree pedonali dei terminal A e D del porto di Tallinn.

Finlandia: per l’ingresso nel Paese è previsto l’autoisolamento fiduciario di 14 giorni. Tuttavia il periodo di quarantena (durante la quale saranno vivamente sconsigliati anche gli spostamenti per lavoro) può essere ridotto mediante la volontaria sottoposizione a due test COVID-19 che abbiano esito negativo.

Francia: ai viaggiatori in arrivo, sarà richiesta la presentazione di un test per COVID-19, con risultato negativo, realizzato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso in Francia. In mancanza, si potrà effettuare all’arrivo nel Paese.

Germania (agg. 9/11): da domenica 8 novembre tutta l’Italia è considerata zona a rischio Covid. Coloro che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Germania si sono recati in un’area considerata a rischio hanno l’obbligo di presentare un tampone effettuato non oltre 48 ore prima dell’entrata nel Paese oppure di sottoporsi ad un test al momento dell’ingresso (su richiesta delle Autorità sanitarie locali). Vige inoltre, per chi si sia recato in un’area a rischio, l’obbligo di segnalare il proprio ingresso in Germania: tale obbligo è tuttavia considerato assolto da parte di coloro che hanno compilato il “formulario per lo sbarco” (distribuito a tutti i passeggeri sugli aerei). Fino al momento in cui si ottiene il risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in isolamento domiciliare (e se per qualsiasi motivo non viene effettuato il tampone, è necessario osservare una quarantena di 14 giorni). I casi di esenzione dall’obbligo di tampone (e di quarantena, in attesa del risultato) sono regolati in dettaglio dai singoli Laender: sono comunque normalmente considerati esentati i lavoratori transfrontalieri, i lavoratori considerati “essenziali” per il funzionamento del sistema (tra cui membri delle forze di polizia, personale sanitario, funzionari internazionali e personale diplomatico), gli autotrasportatori, il personale viaggiante e i membri di equipaggi, e, in alcuni casi, le persone che fanno ingresso in Germania per brevi periodi (normalmente, fino a 5 giorni) per motivi di salute o di lavoro e/o quelle che sono state all’estero solo per brevi periodi (nella maggior parte dei casi, 48 ore).

Grecia: tutti i viaggiatori provenienti dall’estero sono tenuti a presentare un test negativo per il Covid-19 effettuato nelle 48 ore precedenti all’arrivo in Grecia. Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia – di un modulo online su <travel.gov.gr/> questo sito (non accessibile con Internet Explorer), il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull’indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.

Irlanda: tutti i viaggiatori in arrivo in Irlanda sono obbligati a mettersi in auto-isolamento per 14 giorni in luogo chiuso, evitando i contatti con altre persone.

Islanda: a partire dal 19 agosto 2020 tutti i passeggeri in arrivo in Islanda, turisti e residenti, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, possono scegliere o di osservare una quarantena di 14 giorni oppure di effettuare una procedura di doppio screening che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell’intervallo tra i due campioni. Il primo tampone è a carico del viaggiatore e costa 9.000 ISK (se effettuato alla registrazione del viaggio) o 11.000 ISK (se effettuato all’arrivo in Islanda), circa 60-80 euro. È possibile effettuare il pagamento del primo tampone al momento della registrazione del viaggio. Il secondo tampone è gratis. Per maggiori informazioni <www.landlaeknir.is/servlet/file/store93/item42645/Instructions%20for %20travellers%20in%20quarantine%2015.08.2020.pdf> cliccare qui.
Coloro che risultano negativi al secondo tampone non sono più tenuti a prendere precauzioni particolari; coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi.

Lettonia: i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall’Italia dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni.

Lituania: tutta l’Italia è considerata paese a rischio, di conseguenza, i viaggiatori provenienti dall’Italia (tranne dalla regione Calabria) sono tenuti a presentare il tampone con esito negativo effettuato 48 ore prima dell’arrivo in Lituania o dovranno sottoporsi all’isolamento obbligatorio di 10 giorni.

Lussemburgo: vige la possibilità di essere sottoposti al test Covid-19 per entrare nel Paese. L’auto-isolamento non è obbligatorio, ma consigliato nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine.

Macedonia del Nord: sono riaperte tutte le frontiere del Paese dal 26 giugno 2020.

Malta: dal 1° luglio, i viaggiatori in arrivo a Malta dall’Italia, senza distinzioni regionali, sono soggetti a screening termici per misurare la temperatura.

Moldavia: non è autorizzato l’ingresso agli italiani se non membri di famiglia di cittadini moldavi, stranieri con visto di lunga durata, permesso di soggiorno o documento equivalente, persone che si spostano per motivi professionali, come dimostrato da visti, permessi di soggiorno o documenti.

Montenegro: non sono previste particolari restrizioni per i viaggiatori provenienti dall’Italia.

Norvegia: attualmente tutti i paesi europei (ad eccezione di alcune aree della Finlandia) sono considerati paesi ad alto rischio (“rossi”) dalle autorità norvegesi e i viaggiatori in arrivo devono osservare l’obbligo di quarantena. La descrizione dei criteri e la mappa dei paesi/aree “rossi” sono disponibili al seguente <www.fhi.no/en/op/novel-coronavirus-facts-advice/facts-and-general-a dvice/travel-advice-COVID19/> link. A partire dal 9 novembre, i viaggiatori provenienti dai paesi rossi devono presentare, all’arrivo in Norvegia, un certificato di test Covid-19 negativo effettuato meno di 72 ore prima dell’ingresso. Coloro che non sono in possesso del certificato, possono essere respinti. Sono esenti dall’obbligo persone che risiedono in Norvegia o persone in transito oltre che alcune altre categorie. La presentazione del certificato negativo non esenta comunque dall’obbligo di quarantena di 10 giorni. <www.regjeringen.no/en/aktuelt/stay-at-home-have-as-little-social-co ntact-as-possible/id2783763/> www.regjeringen.no/en/aktuelt/stay-at-home-have-as-little-social-con tact-as-possible/id2783763/.

Paesi Bassi: è previsto un auto-isolamento di 10 giorni.

Polonia: a partire dal 13 giugno è nuovamente consentito l’ingresso in Polonia ai viaggiatori provenienti dai Paesi UE, per i quali viene meno l’obbligo di quarantena. Dal 16 giugno è stata rimossa la sospensione del traffico aereo internazionale e dal 17 giugno riprendono progressivamente i voli internazionali da e verso la Polonia.

Portogallo: l’Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall’Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all’obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese.

Regno Unito: i viaggiatori in arrivo dall’Italia o che abbiano soggiornato o transitato in Italia nei precedenti 14 giorni dovranno osservare un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni presso hotel o indirizzo privato, seguendo le <www.gov.uk/government/publications/coronavirus-covid-19-how-to-self -isolate-when-you-travel-to-the-uk/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate- when-you-travel-to-the-uk> istruzioni sull’autoisolamento del governo britannico. è possibile tuttavia rimanere in UK per un periodo inferiore ai 14 giorni, ma per tutta la durata del soggiorno, è necessario conformarsi alla procedura dell’auto-isolamento.

Repubblica Ceca: dal 23 ottobre 2020 sono autorizzati ad entrare in Repubblica Ceca i soli stranieri che vi si recano per lavoro, salute, impellenti ragioni familiari, matrimoni e funerali. Ingressi per turismo e visite agli amici non sono consentiti.

Romania: con l’aggiornamento del 2 novembre l’ <www.cnscbt.ro/index.php/liste-zone-afectate-covid-19/2067-lista-stat e-cu-risc-epidemiologic-ridicat-2-11-2020/file> Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi con tasso di infezione da Covid 19 superiore a quello registrato in Romania. Di conseguenza, ai viaggiatori in provenienza dal nostro Paese, sarà richiesto di osservare un periodo di isolamento di 14 giorni a partire dall’ingresso in Romania. L’isolamento può essere ridotto a 10 giorni se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Per soggiorni di durata inferiore a 72 ore, il viaggiatore può essere esonerato dall’isolamento se presenta un test negativo per Sars-CoV-2, effettuato al massimo 48 ore prima dell’arrivo in Romania.

Russia: resta in vigore a tempo indeterminato il divieto di ingresso degli stranieri nel territorio della Federazione Russa (salvo specifiche eccezioni – dettagliate su <rusconsroma.mid.ru/it_IT/visti-turistici> rusconsroma.mid.ru/it_IT/visti-turistici).

Serbia: le Autorità serbe non pongono limitazioni all’ingresso per chi proviene dall’Italia.

Slovacchia: L’Italia al momento non rientra nella categoria dei paesi ad alto rischio, pertanto non sono previste particolari restrizioni.

Slovenia (agg.9/11): con decorrenza dal 9 novembre tutte le regioni italiane, tranne la Calabria, sono inserite nella lista rossa della Slovenia. Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all’ingresso in Slovenia oppure presentare un test negativo, fatto in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti), non più vecchio di 48 ore.

Spagna: dal 21 giugno è consentito l’ingresso in Spagna senza obbligo di isolamento fiduciario e senza necessità di motivare la ragione del viaggio per i cittadini dei paesi dell’Unione Europea.

Svezia: attualmente non sussistono limitazioni all’ingresso in Svezia per tutti i cittadini di Paesi UE e Schengen o con permessi di soggiorno in corso di validità emessi da tali Paesi, mentre permangono limitazioni, fino al 22 dicembre, per viaggiatori provenienti da Paesi extra-UE.

Svizzera (agg.9/11): attualmente non vi sono restrizioni all’ingresso in Svizzera, né in caso di ingresso dall’Italia né dai Paesi UE e AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). È tuttavia in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso in Svizzera abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio. Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare l’elenco delle aree ad alto rischio, disponibile sul sito ufficiale dell’ <www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pande mien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quar antaene-einreisende.html%231204858541> Ufficio Federale della Sanità Pubblica.

Turchia: dal 13 giugno sono state abrogate le limitazioni dovute al Covid-19 relative all’attraversamento delle frontiere della Turchia per via aerea, terrestre e marittima, da parte di cittadini stranieri, salvo specifiche misure che possono essere adottate dalle autorità di frontiera.

Ucraina: dal 30 ottobre 2020 l’Italia è inserita nella “zona rossa”, il che implica che chi fa ingresso in Ucraina dall’Italia deve esibire un PCR test con esito negativo ricevuto non oltre le 48 ore dall’arrivo nel Paese o sottoporsi a PCR test all’arrivo nel Paese. In tal caso sarà necessario scaricare l’applicazione per smartphone “Diy Vdoma (Agisci a casa)” e porsi in isolamento fiduciario sino alla ricezione della notifica dell’esito negativo del PCR test effettuato. Per scaricare ed utilizzare l’applicazione è necessario disporre di una SIM ucraina. Indicazioni su come scaricare ed utilizzare l’applicazione saranno fornite dalle Autorità di frontiera all’ingresso nel Paese. Oppure sottoporsi ad isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni da completare attraverso l’applicazione per smartphone “Diy Vdoma (Agisci a casa).

Ungheria: il Governo ungherese ha annunciato la chiusura delle frontiere a partire dal 1° settembre, al momento per la durata di un mese. Le restrizioni riguardano tutti i cittadini stranieri, che non potranno entrare in Ungheria. I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo.

Americhe

Argentina: i voli internazionali, a partire da novembre, potranno riprendere in modo regolare per le categorie di persone autorizzate a viaggiare. All’arrivo nel paese è previsto un isolamento fiduciario di 14 giorni.

Bolivia: permane la chiusura a tempo indeterminato delle frontiere boliviane per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Brasile: l’ordinanza n. 470 pubblicata il 5 ottobre estende di 30 giorni le restrizioni all’ingresso di cittadini stranieri in Brasile. le restrizioni non si applicano a cittadini brasiliani, immigrati residenti , personale di missioni straniere e funzionari accreditati presso il Governo, stranieri che siano coniugi, compagni, figli, genitori o curatori di cittadino brasiliano, stranieri il cui ingresso sia autorizzato specificamente dal Governo per ragioni di interesse pubblico o motivi umanitari, stranieri titolari di registro nazionale migrazione, trasporto merci, ingresso di equipaggi marittimi per via aerea o via navigabile, per lo svolgimento di specifiche funzioni a bordo di navi, nel rispetto dei requisiti migratori; sbarco, autorizzato dalla Polizia Federale, di equipaggi marittimi in caso di necessaria assistenza medica o connessione aerea per rimpatrio; spostamenti di frontalieri in condizioni di reciprocità (ad eccezione del Venezuela).

Canada: vige il divieto di ingresso in Canada ai cittadini stranieri, con l’eccezione di residenti permanenti, equipaggi aerei, diplomatici, nonché congiunti di cittadini canadesi.

Cile: a partire dal 18 marzo 2020, sono chiuse tutte le frontiere terrestri, marittime e aeree del Cile per il transito di stranieri.

Colombia: tutti i viaggiatori in arrivo in Colombia dovranno obbligatoriamente presentare il risultato del test PCR (tampone) negativo al COVID-19, che deve essere effettuato nelle 96 ore precedenti l’orario di partenza del volo; compilare, 24 ore prima dell’imbarco, il questionario Check Mig di Migración Colombia disponibile al link <apps.migracioncolombia.gov.co/pre-registro/public/preregistro.jsf> apps.migracioncolombia.gov.co/pre-registro/public/preregistro.jsf. Dopo l’inserimento delle informazioni richieste, il passeggero riceverà un’e-mail di conferma che deve presentare in aeroporto alle Autorità migratorie; inviare il resoconto sul proprio stato di salute attraverso l’applicazione CoronApp disponibile per i principali dispositivi mobili. Presentando il risultato negativo del tampone all’arrivo, non sarà obbligatorio effettuare la quarantena. NON è POSSIBILE EFFETTUARE IL TEST PCR IN COLOMBIA. IN ASSENZA DEL TEST NON verrà CONSENTITO L’INGRESSO NEL PAESE E LE PERSONE SARANNO RESPINTE ALLA PROVENIENZA.

Ecuador: per l’entrata via aerea nel territorio ecuadoriano è richiesto un testo PCR (tampone) negativo effettuato da non più di 10 giorni e i controlli sono molto rigorosi. I viaggiatori che entrano senza un test PCR dovranno effettuarlo a loro spese e saranno sottoposti ad isolamento preventivo obbligatorio di 10 giorni, fino al ricevimento del risultato. Se il risultato è negativo, il viaggiatore terminerà il suo isolamento, mentre in caso di risultato positivo dovrà proseguire l’isolamento.

Guatemala: tutti i visitatori di età superiore ai 10 anni dovranno presentare all’arrivo in Guatemala un certificato con esito negativo al test COVID-19, PCR o Antigenico, effettuato non più di 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese.

Honduras: i passeggeri proveniente dall’estero dovranno presentare PCR test effettuato-emesso massimo 72 ore prima dell’ingresso.

Messico: le compagnie aeree Neos e BluePanorama, che effettuano voli diretti dall’Italia per Cancun, hanno sospeso i voli a partire dal 16 marzo. Alitalia ha sospeso il collegamento diretto Città del Messico – Roma.

Panama: a partire dal 12 ottobre è consentito l’ingresso nel Paese a tutti i viaggiatori, siano essi di nazionalità panamense o straniera, residenti nel Paese o turisti. A ciascun passeggero è richiesta la presentazione alle autorità sanitare del referto negativo di un tampone PRC/Antigeno, realizzato 48 ore prima dell’imbarco.

Perù: è confermata la chiusura totale delle frontiere internazionali, fino a data da destinarsi e il trasporto passeggeri commerciale resterà quindi sospeso con qualsiasi mezzo.

Repubblica Dominicana: a partire dal 15 settembre 2020, in base ad un provvedimento adottato dal Ministero del Turismo dominicano, i turisti che arrivano nella Repubblica Dominicana non dovranno più presentare un test PCR che dimostri la negatività al Covid-19 effettuato prima dell’ingresso nel Paese. Saranno invece effettuati test non invasivi casuali di respirazione rapida tra il 3% e il 10% dei passeggeri all’arrivo, con l’eccezione dei membri dell’equipaggio e dei bambini al di sotto dei 5 anni di età. Il test sarà somministrato anche a tutti i passeggeri con sintomi.

Stati Uniti: con la “Proclamation” dell’11 marzo il Presidente degli Stati Uniti ha disposto la sospensione temporanea, fino a nuovo ordine, dell’ingresso dei viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti l’ingresso negli Stati Uniti, siano stati fisicamente presenti in uno dei Paesi dell’Area Schengen, inclusa l’Italia, e in Cina e Iran. Bloccati fino alla fine dell’anno i rilasci dei visti lavorativi H1B (personale altamente specializzato), H2B (lavoratori non agricoli con contratto temporaneo), categoria J (solo per stagisti e insegnanti) e visti L (personale trasferito all’interno di una stessa società che durante i tre anni precedenti la richiesta di visto ha lavorato continuativamente per almeno un anno per la compagnia e che è in procinto di essere assegnato ad una succursale, affiliata o consociata negli Stati Uniti, con mansioni manageriali, direttive o altamente specializzate). Le restrizioni non si applicano ai visti già in corso di validità e ai residenti permanenti negli Stati Uniti. Si ricorda che l’ingresso negli USA è rimesso alle decisioni dei funzionari dell’Agenzia CBP (Customs and Border Protection) nei punti di entrata.

Uruguay: consentito l’ingresso nel paese solo per i cittadini uruguaiani e i residenti legali.

Venezuela: le autorità locali hanno disposto la sospensione di tutti i voli internazionali e nazionali a partire dal 18 marzo fino a nuovo avviso.

Medio Oriente

Arabia Saudita: a partire dal 15 settembre 2020, è consentito l’ingresso in Arabia Saudita agli stranieri in possesso di valido permesso di soggiorno (iqama) e visto di uscita e rientro, di visto di lavoro o visto per visita, nel rispetto delle seguenti misure sanitarie precauzionali: possesso di un certificato di negatività al covid-19 a seguito di tampone laringo-faringeo effettuato non più di 72 ore prima dell’ingresso nel Regno (è fatta eccezione per i minori con meno di 8 anni), periodo di autoisolamento domiciliare della durata di tre giorni (se si effettua un nuovo tampone (PCR test) 48 ore dopo l’ingresso in Arabia Saudita e si risulta negativi) o di sette giorni (senza test e in assenza di sintomi), registrazione sulle app di tracciamento.

Bahrein: a partire dal 4 settembre è nuovamente possibile il rilascio di visti all’arrivo. L’ingresso è limitato ai cittadini e residenti del Bahrain, ai cittadini del CCG (Consiglio Cooperazione del Golfo) che non hanno bisogno di un visto, ai diplomatici, al personale militare, ai passeggeri idonei a ottenere un visto all’arrivo, ai passeggeri con un eVisa valido, all’equipaggio della compagnia aerea o ai titolari di passaporti ufficiali, di servizio o delle Nazioni Unite.
I visti all’arrivo sono reintrodotti per i cittadini di nazionalità che ne hanno diritto. Per determinare l’idoneità e per ottenere un eVisa prima della partenza, si prega di visitare <evisa.gov.bh/> evisa.gov.bh. Tutti i passeggeri devono essere sottoposti a un test PCR (a proprie spese ) all’arrivo e devono rimanere in autoisolamento fino alla comunicazione del risultato del test PCR. Ogni passeggero che soggiorna in Bahrain per dieci (10) giorni o più deve ripetere il test PCR il decimo giorno successivo al loro arrivo nel Regno.

Emirati Arabi Uniti: è stata disposta la ripresa graduale dei collegamenti aerei del Paese con diverse destinazioni nel mondo, inclusi voli settimanali diretti da Abu Dhabi/Dubai verso Milano Malpensa e Roma Fiumicino. I viaggiatori che si recano negli EAU, prima dell’imbarco dovranno sottoporsi a test PCR presso il paese di origine (per l’Italia qualsiasi laboratorio diagnostico, sia pubblico che privato).

Giordania: per tutti i viaggiatori in ingresso, occorre registrarsi prima del viaggio sul portale <www.visitjordan.gov.jo> www.visitjordan.gov.jo e scaricare sul proprio dispositivo mobile l’App di tracciamento “Aman”. Indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza, vengono applicate le seguenti condizioni: essere rimasto per i 14 giorni precedenti il viaggio nel Paese di provenienza; munirsi di esito negativo di un test PCR effettuato massimo 5 giorni prima della partenza; sottoporsi a un nuovo test PCR in arrivo a proprie spese. A partire dal 29 settembre, all’arrivo sarà richiesto di sottoporsi a un periodo di isolamento domestico la cui durata varia secondo il Paese di provenienza. Se si proviene da un Paese classificato “verde” o “giallo” la durata sarà di 7 giorni, da un paese “rosso” di 14 giorni. La classificazione dei Paesi viene rivista ogni 14 giorni e si può consultare sul sito <www.visitjordan.gov.jo> www.visitjordan.gov.jo.

Iraq: l’ingresso nel territorio iracheno è consentito esclusivamente previa presentazione di un test PCR (tampone) negativo (in lingua inglese) effettuato almeno72 h prima dell’imbarco. Le stesse condizioni si applicano per i membri di missioni diplomatiche e di missioni ufficiali. Non esistono voli diretti tra Italia e Iraq.

Israele: l’ingresso in Israele ai cittadini non israeliani è consentito solo previa autorizzazione da parte delle Autorità israeliane. La procedura prevede il rilascio di un permesso di ingresso da parte dell’Ambasciata israeliana del Paese di origine o del Ministero dell’Interno israeliano e la compilazione online, non prima di 24 ore dalla partenza, di una domanda di autorizzazione all’ingresso (c.d. “inbound clearance application”: <www.gov.il/en/service/request-entry-to-israel-covid19> www.gov.il/en/service/request-entry-to-israel-covid19). Un’analoga domanda online dovrà essere compilata anche nelle 24 ore precedenti alla partenza da Israele (c.d. “outbound clearance application”: <www.gov.il/en/service/request-depart-from-israel-covid19?utm_source =go.gov.il&utm_medium=referral> www.gov.il/en/service/request-depart-from-israel-covid19?utm_source= go.gov.il&utm_medium=referral). Le Autorità israeliane hanno altresì introdotto una procedura ad hoc per gli ingressi da parte di cittadini stranieri motivati da improrogabili ragioni di lavoro. Informazioni sui requisiti necessari per presentare la domanda di ingresso e sull’iter autorizzativo sono disponibili a questo link: <www.gov.il/en/service/foreign-businesspeople-entry-during-covid19> www.gov.il/en/service/foreign-businesspeople-entry-during-covid19.

Kuwait: divieto di ingresso per i cittadini italiani.

Libano: tutti i passeggeri diretti in Libano devono sottoporsi al test PC nelle 96 ore precedenti l’ingresso nel Paese. È obbligatorio presentare all’imbarco il referto negativo (può essere richiesta la traduzione in inglese, francese o arabo), senza il quale il passeggero non viene accettato sul velivolo. All’arrivo vigono procedure differenziate in funzione del Paese di provenienza. I passeggeri in arrivo dall’Italia (e dagli altri scali europei) possono scegliere tra due opzioni: osservare un periodo di auto-isolamento di 10 giorni presso la propria residenza o domicilio o sottoporsi a un secondo test PCR, a proprie spese, entro 72 ore dall’arrivo.

Oman: divieto di ingresso per i cittadini italiani.

Pakistan: le Autorità locali hanno deciso di ripristinare il traffico aereo, benché restino frequenti interruzioni e cancellazioni, anche con breve preavviso, in base all’evolversi della situazione sanitaria. è stato inoltre eliminato l’obbligo di quarantena per i viaggiatori in arrivo da Paesi sotto i 500 milioni di abitanti.

Qatar: i titolari di permesso di soggiorno sono tenuti a sottoporsi ad un tampone all’arrivo in aeroporto e a sottoscrivere un impegno formale a rispettare la quarantena presso la propria abitazione per una settimana. è obbligatorio scaricare sul proprio cellullare l’app Ehteraz per il monitoraggio degli spostamenti e dei contatti con persone potenzialmente a rischio di infezione da Covid-19. Al termine della settimana di isolamento domiciliare, l’interessato è sottoposto ad un secondo tampone. In caso di esito negativo, termina il periodo di quarantena, mentre a fronte di risultato positivo, l’interessato viene trasferito in strutture sanitarie.

Territori Palestinesi: i viaggiatori provenienti dall’Italia verranno sottoposti ad un periodo di quarantena di 14 giorni presso centri specializzati.

Asia e Oceania

Afghanistan: rafforzati i controlli sanitari negli aeroporti per tutti i viaggiatori provenienti dall’Italia. Qualora si ravvisino alcuni dei sintomi tipici dell’infezione da COVID-19, è prevista una quarantena precauzionale presso strutture sanitarie pubbliche.

Australia: permane il totale divieto di ingresso, per i viaggiatori provenienti da qualsiasi paese estero, tranne che per gli australiani, gli stranieri residenti permanenti ed alcune limitate categorie autorizzate caso per caso.

Azerbaigian: per i viaggiatori che giungono in Azerbaigian, ivi compresi coloro che sono muniti di permesso di soggiorno, le autorità locali dispongono una quarantena obbligatoria da 7 a 14 giorni, da trascorrere in strutture designate

Cambogia: si può entrare in Cambogia se muniti di visto come da normativa precedente alla pandemia, sia per via aerea che per via mare e via terra. Il visto deve essere richiesto esclusivamente presso le Ambasciate del Regno di Cambogia. Nel caso dell’Italia, è competente l’Ambasciata cambogiana a Parigi. Non è invece più possibile richiedere il visto in frontiera o fare domanda di visto online. è tuttavia obbligatorio essere in possesso di un certificato medico che attesti la negatività al COVID19, rilasciato non più di 72 ore prima del viaggio ed avere una polizza sanitaria, valida per tutto il periodo di permanenza prevista in Cambogia e con un massimale non inferiore ai 50.000 USD.

Cina: le autorità della Repubblica Popolare Cinese hanno stabilito che a partire dal 28 agosto 2020 i cittadini non cinesi che si recano in Cina con un volo diretto o indiretto dall’Italia – oltre al visto – devono presentare al momento dell’imbarco il risultato negativo di tampone per Covid-19, effettuato nei cinque giorni precedenti, e una dichiarazione di salute vidimata dalle Autorità consolari della Repubblica Popolare Cinese in Italia. Dal 4 novembre al risultato del test del tampone si dovrà aggiungere anche quello del test sierologico. Tali test dovranno essere svolti non più di 48 ore prima del volo. Nel caso di un volo per la Cina con scalo intermedio, il viaggiatore dovrà effettuare nuovamente gli stessi test anche nel Paese di transito, non più di 48 ore prima dell’imbarco. Tale disposizione si applica anche in caso di scali di breve durata. Entrambi i risultati dei test dovranno essere accompagnati dalla dichiarazione di salute vidimata dalle Autorità consolari della Repubblica Popolare Cinese del Paese in cui vengono effettuati. Per maggiori informazioni, visitare il sito dell’ <it.china-embassy.org/ita/> Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. Le Autorità hanno introdotto l’obbligo di osservare 14 giorni di quarantena presso la propria dimora o presso punti di isolamento (alberghi o strutture dedicate) per tutti coloro che sono in arrivo dall’estero.

Corea del Sud: le Autorità sudcoreane hanno disposto, a partire dal 1 aprile, la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo nel Paese. Di conseguenza, tutti i passeggeri in arrivo, a prescindere dalla cittadinanza e dalla regione di provenienza, saranno soggetti ad isolamento obbligatorio di 14 giorni. Coloro che non hanno una residenza in Corea dovranno auto-isolarsi nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione all’ingresso a spese del viaggiatore (100.000 Won sudcoreani pari a circa 70 Euro al giorno). Sono previste eccezioni alla quarantena per visti diplomatici e nel caso di viaggi d’affari e per motivi accademici o umanitari previo ottenimento di un apposito certificato da parte dell’Ambasciata coreana competente al rilascio del visto d’ingresso.

Filippine: per quanto riguarda gli ingressi nelle Filippine di cittadini stranieri e italiani, è autorizzato l’accesso ai funzionari governativi e internazionali (e loro familiari), agli equipaggi degli aeromobili e ai coniugi e figli di cittadini filippini. Dal 1° agosto è anche consentito l’ingresso agli stranieri solo se previamente residenti e già in possesso di permesso di soggiorno (per verificare che l’eventuale permesso di soggiorno ricada tra le categorie ammesse si consiglia vivamente di rivolgersi all’Ambasciata filippina a Roma o al Consolato Generale filippino a Milano). Ai passeggeri che non rientrano in tali categorie verrà negato l’ingresso.

Georgia: i cittadini italiani e i titolari di un permesso di soggiorno permanente provenienti dall’Italia che, al momento dei controlli alla frontiera, presenteranno un esame PCR con esito negativo effettuato nell’arco delle 72 ore precedenti l’arrivo in Georgia, potranno fare ingresso nel Paese, a condizione di sottoporsi ad autoisolamento per un periodo pari ad 8 giorni.

Giappone: le autorità giapponesi hanno stabilito che, a tutti i cittadini non giapponesi (inclusi pertanto gli Italiani) che provengano da tutto il territorio italiano o vi siano stati nei 14 giorni precedenti all’arrivo sul territorio giapponese sarà vietato l’ingresso in Giappone, con effetto di immediato respingimento alla frontiera. A partire dalle 23.59 del 20 marzo e fino al 30 luglio (prorogabile) è stata sospesa la validità dei visti emessi da Consolato e Ambasciata giapponese in Italia (ovvero l’etichetta incollata nel passaporto che serve per il primo ingresso in Giappone). Pertanto, chi ha ottenuto il Japan Visa da Consolato/Ambasciata giapponesi entro il 20 marzo e non è ancora entrato in Giappone, dal 21 marzo non potrà più utilizzarlo a tal fine e dovrà richiedere un nuovo visto.

Hong Kong: divieto di ingresso a Hong Kong da parte dei viaggiatori non residenti in arrivo dall’estero prorogato al 31 dicembre 2020.

India: la sospensione dei voli internazionali da e per l’India è estesa fino al 30 novembre 2020: la mobilità aerea internazionale è assicurata solo da voli speciali. Di conseguenza, i regolari voli commerciali dall’India per l’Italia non sono attualmente operativi e per raggiungere l’Italia dall’India è tendenzialmente necessario servirsi di voli con scalo.

Indonesia: a partire dal 2 aprile a tutti i cittadini stranieri è vietato l’ingresso e il transito in Indonesia. I cittadini stranieri con permessi di soggiorno di durata limata (KITAS) e permanente (KITAP) e altre speciali categorie, quali i membri di equipaggi di navi e aerei, il personale diplomatico e quanti partecipano a progetti considerati di interesse strategico in Indonesia, a partire dal 12 maggio, dovranno invece osservare un’auto-quarantena di 14 giorni presso le proprie residenze, o in alternativa presso strutture designate dalle Autorità sanitarie.

Kazakistan: i viaggiatori provenienti dall’estero saranno tenuti a osservare un periodo di isolamento di 48 ore presso strutture ospedaliere specializzate, nelle quali saranno sottoposti ad appositi esami clinici per escludere l’infezione da nuovo coronavirus. Successivamente, in caso di negatività al COVID19, essi dovranno osservare un periodo di isolamento domiciliare per i restanti 12 giorni. İn caso di positività al COVID19, saranno invece ricoverati in apposite strutture ospedaliere.

Kirghizistan: le Autorità del Kirghizistan hanno disposto, a partire dal 19 marzo 2020, la chiusura di tutte le frontiere terrestri ed aeree in entrata ed uscita.

Laos: per entrare in Laos è richiesto un tampone negativo effettuato non oltre 72 ore prima del viaggio. All’arrivo verrà effettuato un nuovo test. In caso di risultato positivo, si viene messi in isolamento in un apposito reparto all’interno di un ospedale specializzato.

Malaysia (agg.9/11): le frontiere malesi restano chiuse almeno fino al 31 dicembre 2020. Fanno eccezione gli stranieri, compresi gli italiani, con permessi di soggiorno di lunga durata, oppure con permessi per brevi missioni di lavoro, la cui uscita/rientro nel Paese deve essere previamente autorizzata dal Dipartimento d’Immigrazione ed è sottoposta a complesse procedure, verificabili nel sito di “Expatriate Services Division” al link <esd.imi.gov.my/portal/> esd.imi.gov.my/portal/.

Mongolia: le autorità locali hanno adottato misure di contenimento, che includono, tuttora, una limitazione degli ingressi nel Paese da parte di cittadini stranieri fino al 31 dicembre, la sospensione dei voli regolari di linea, nonché del traffico internazionale ferroviario e viario di passeggeri. Rimangono chiusi i valichi di frontiera ferroviari e stradali da/verso la Russia e la Cina. Possono comunque rientrare in Mongolia i cittadini stranieri che abbiano familiari mongoli, nonché il personale diplomatico o altri espressamente autorizzati dalle Autorità Mongole tramite le proprie Ambasciate all’estero.

Myanmar: le Autorità birmane hanno sospeso il rilascio dei visti ai cittadini stranieri. È vietato l’atterraggio di qualsiasi volo commerciale, sono consentiti solo voli umanitari e di soccorso.

Nepal: disposta la chiusura di tutti i valichi di terra, forti limitazioni agli spostamenti interni tra distretti (soggetti ad autorizzazione preventiva) e il blocco dei voli sia domestici sia internazionali (inclusi i voli di rimpatrio).

Nuova Zelanda: le frontiere internazionali continuano a essere chiuse, tranne che per i cittadini neozelandesi e gli stranieri legalmente residenti.

Singapore: per tutti i viaggiatori a breve termine permane il divieto di ingresso a Singapore. Le uniche eccezioni riguardano: coloro che si recano a Singapore per motivi di lavoro provenienti da Cina continentale (solo alcune province), Malesia (escluso lo Stato di Sabah), Brunei, Corea del Sud, Giappone e Indonesia e che abbiano previamente ottenuto il <safetravel.ica.gov.sg/> SafeTravel Pass; coloro che abbiano trascorso i 14 giorni precedenti all’arrivo in Nuova Zelanda, Brunei, Vietnam, Australia (incluso lo Stato di Vittoria a partire dal 6 novembre) e Cina continentale (a partire dal 6 novembre) e che siano in possesso dell’ <safetravel.ica.gov.sg/> Air Travel Pass. I possessori di visti di lungo periodo e i loro familiari a carico che intendono entrare a Singapore devono ottenere l’approvazione del locale Ministry of Manpower (MOM) prima di poter iniziare il viaggio, facendo richiesta tramite questo <form.gov.sg/%23!/5e3cbabee41f590012014e91> form.

Sri Lanka: divieto di ingresso in Sri Lanka per tutti i passeggeri a prescindere dalla nazionalità e dalla provenienza.

Tagikistan: le Autorità del Tagikistan mantengono in vigore soltanto una parziale apertura dei collegamenti aerei internazionali, limitati a pochi voli charter con la Russia e Dubai. Permangono forti restrizioni temporanee all’ingresso di tutti i cittadini stranieri attraverso tutti i posti di controllo in Tagikistan e i viaggiatori che entrano in Tagikistan sono sottoposti ad una quarantena di 14 giorni. Tali misure possono peraltro essere sottoposte a modifiche.

Thailandia: il Governo thailandese ha comunicato che tutti coloro che sono nel Paese con un visto turistico o in regime di esenzione dal visto, oppure che non hanno regolarizzato la propria posizione con l’Immigrazione thailandese, dovranno lasciare il Paese entro il 31 gennaio 2021, perché oltre quella data saranno considerati irregolarmente presenti sul territorio.

Taiwan: le autorità di Taiwan mantengono il divieto di ingresso a Taiwan per tutti i cittadini stranieri, già disposto a partire dal 19 marzo u.s. Sono esenti dal provvedimento quanti dispongano di un permesso di soggiorno (Alien Resident Certificates) o di documenti che dimostrino la presenza a Taiwan per servizio diplomatico o in relazione all’esecuzione di contratti d’affari.

Turkmenistan: fino al 31dicembre 2020 sono sospesi tutti i voli internazionali da/per il Turkmenistan e chiuse le frontiere terrestri

Uzbekistan: dal 1° settembre è stato introdotto per i cittadini di quasi tutti i Paesi (tra cui quelli come l’Italia e gli altri Paesi UE rientranti nella categoria “gialla”) l’obbligo del test COVID 19 negativo entro 72 ore dall’ingresso in Uzbekistan. Rimane anche valido l’obbligo di 14 giorni di quarantena dopo l’arrivo nel Paese.

Vietnam: il Governo vietnamita ha disposto che, dal 22 marzo, è temporaneamente sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri, ad eccezione di diplomatici, delegazioni ufficiali e lavoratori altamente qualificati, che rimangono comunque sottoposti all’obbligo di quarantena.

Africa

Algeria: le autorità algerine hanno decretato la chiusura temporanea di tutte le frontiere terrestri, aeree e marittime.

Angola (agg.9/11): sia per l’ingresso nel Paese che per l’uscita è necessaria la presentazione di un test molecolare RT-PCR, SARS-CoV-2, con risultato negativo, effettuato entro 72 ore prime dell’imbarco. All’arrivo in Angola, i viaggiatori dovranno osservare un periodo di quarantena, che si considererà concluso a seguito di un ulteriore test Sars-Cov-2 negativo.

Costa D’Avorio: le autorità locali hanno disposto, a partire dal 1° luglio, la riapertura delle frontiere aeree. I passeggeri in arrivo in Costa d’Avorio e in partenza dal Paese, prima di effettuare il viaggio, sono tenuti a registrarsi sul sito <www.deplacement-aerien.gouv.ci> www.deplacement-aerien.gouv.ci.

Egitto: le Autorità egiziane hanno disposto che, a partire dal 1° settembre 2020, i cittadini stranieri ed egiziani intenzionati a recarsi in Egitto dovranno dotarsi di un certificato di test PCR (tampone) negativo al COVID-19 effettuato entro le 72 ore precedenti all’orario previsto di partenza del volo. Il certificato per essere accettato deve rispondere ai seguenti requisiti: deve includere la data e l’ora del prelievo che faranno fede per il conteggio delle 72 ore, deve essere rilasciato da un laboratorio autorizzato nel Paese di provenienza e riportarne il timbro. Non deve contenere abrasioni, cancellazioni o aggiunte, deve menzionare il tipo di campione preso per l’analisi, deve indicare che la tipologia di analisi effettuata è RT – PCR, deve essere redatto in lingua inglese o araba.

Eritrea: quarantena, per una durata di 14 giorni, presso un’apposita struttura ospedaliera denominata ‘Villaggio Community Hospital’ ubicata alla periferia di Asmara per i viaggiatori provenienti dall’Italia

Etiopia: tutti i passeggeri in arrivo in Etiopia debbano obbligatoriamente esibire il certificato di negatività al COVID-19 (test solo ed esclusivamente mediante tampone con metodica PCR Sar-Cov) effettuato al massimo nei cinque giorni (120 ore) precedenti l’arrivo. L’attestazione di negatività sarà richiesta sia all’imbarco del vettore in partenza sia all’arrivo in Etiopia. Ai passeggeri che non saranno muniti del risultato di negatività del predetto test sarà rifiutato l’imbarco e/o l’ingresso in Etiopia. Dopo l’espletamento delle procedure aeroportuali, è fatto obbligo a ciascun passeggero di osservare un periodo di quarantena di 7 giorni presso il proprio domicilio.

Ghana: le Autorità del Ghana hanno disposto la riapertura delle frontiere aeree del Paese a partire dal 1° settembre. Restano invece ancora chiuse fino a data da destinarsi le frontiere terrestri.

Guinea equatoriale: restano chiuse fino al 15 ottobre le frontiere terrestri e quelle marittime a merci e persone.

Kenya: non è prevista la quarantena per i passeggeri provenienti dai Paesi (tra cui l’Italia) considerati a basso/medio rischio COVID, a condizione che siano muniti di un certificato negativo per test COVID PCR svolto non prima di 96 ore dalla partenza, non presentino una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi e non manifestino tosse persistente, difficoltà respiratorie o altri sintomi influenzali.

Madagascar: a partire dal 20 marzo, sono sospesi per 30 giorni tutti i voli internazionali dal Madagascar, come misura di contenimento del contagio coronavirus.

Malawi: le Autorità del Malawi hanno decretato il lockdown (chiusura) del Paese per 21 giorni a partire dalle h. 23.59 di sabato 18 aprile fino alla mezzanotte di sabato 9 maggio.

Marocco: dall’inizio di settembre, il Marocco ha inoltre consentito l’ingresso di cittadini stranieri non residenti, dietro presentazione di lettera di invito da parte di un’impresa marocchina o di prenotazione confermata in un albergo marocchino

Mauritania: il governo ha dichiarato la sospensione di tutti i collegamenti con l’estero e di tutti i mezzi di trasporto pubblico e privato interurbano.

Mozambico: permane il blocco delle frontiere e dei voli commerciali da e per il Paese (con la sola eccezione di specifici voli di rimpatrio autorizzati singolarmente) e l’emissione di visti di ingresso per gli stranieri resta in via generale sospesa. Per l’uscita degli stranieri dal Paese non è più richiesta specifica autorizzazione del locale Ministero dell’Interno. Anche l’ingresso nel Paese degli stranieri è esente da specifica autorizzazione a condizione che si sia titolari di visto di lavoro, visto di residenza temporanea e documento di identificazione e residenza (DIRE) in corso di validità.

Nigeria: le Autorità nigeriane hanno disposto la riapertura degli aeroporti di Lagos e di Abuja a voli internazionali dal 29 agosto. La perdurante sospensione della concessione di visti nelle due direzioni, limitando fortemente il numero di potenziali passeggeri, potrebbe incidere su tempi di ripresa effettiva e sulla frequenza iniziale dei voli di linea da e per i Paesi dell’Unione Europea. Di fatto, fino a nuovo ordine, l’ingresso in Nigeria è consentito solo ai nigeriani e agli stranieri già residenti nel Paese, con permesso di residenza valido.

Repubblica Democratica del Congo: tutti i passeggeri in arrivo, non importa la provenienza, verranno sottoposti a controlli preventivi. Chiunque presenti segni febbrili verrà posto in quarantena presso ospedali pubblici locali.

Ruanda: le autorità locali hanno disposto la sospensione di tutti i voli passeggeri da/per l’aeroporto internazionale di Kigali e la chiusura delle frontiere terrestri (tranne per i cargo) fino a nuovo avviso.

Senegal: è stata annunciata la ripresa progressiva dei voli a partire dal 15 luglio, con l’adozione di specifici protocolli sanitari. Restano invece chiuse le frontiere terrestri e marittime. Solo alcune categorie di passeggeri possono entrare all’interno del Paese, tra cui lavoratori altamente qualificati che devono svolgere mansioni all’interno del Paese.

Sierra Leone: i viaggiatori stranieri che abbiano soggiornato in Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel Paese saranno sottoposti ad un regime di quarantena di 14 giorni.

Somalia: sospensione di tutti i voli internazionali di passeggeri, fino a nuovo avviso.

Sudafrica: i confini sudafricani sono riaperti a partire dal 1° ottobre 2020 a tutti i viaggiatori internazionali. Sono possibili restrizioni per coloro che provengono da un Paese considerato ad alto rischio: l’elenco di questi Paesi, aggiornato sulla base dell’andamento dei contagi in ciascun Paese, è disponibile al seguente <www.dha.gov.za/index.php/statements-speeches/1373-statement-of-the-m inister-of-home-affairs-regarding-the-reopening-of-borders-and-services-duri ng-alert-level-1> link.

Sudan: l’aeroporto internazionale di Khartoum ha annunciato la ripresa dei voli commerciali a partire dal 14 luglio, al momento solo da/per Egitto, Emirati Arabi Uniti e Turchia. Coprifuoco dalle 18.00 alle 5.00 del mattino. Tutti i passeggeri diretti in Sudan devono avere un certificato di negatività al test RT PCR per il COVID-19 rilasciato non prima di 72 ore dall’arrivo all’aeroporto di Khartoum.

Sud Sudan: Parzialmente riaperto il traffico internazionale di passeggeri. Possibile viaggiare via Addis Adeba con Ethiopia Airlines e via Il Cairo con Egyptair. Chiuse le frontiere terrestri a chi non trasporta generi alimentari, forniture mediche e carburanti.

Tanzania: i voli internazionali sono riaperti dal 18 maggio. Ogni viaggiatore in arrivo viene controllato per eventuali sintomi della malattia, ma non è più prevista la quarantena obbligatorie né altre misure di restrizione.

Tunisia: dal 28 settembre 2020, l’Italia è inserita nella categoria dei paesi del “vicinato”: oltre all’obbligo di presentazione del Test RT-PCR negativo, è previsto l’obbligo di autoisolamento domiciliare tra 7 e 14 giorni e la consegna all’arrivo del modulo sanitario e dell’impegno all’autoisolamento domiciliare. Sono esenti dall’obbligo di test RT-PCR i minori di 12 anni.

Uganda: decretata la sospensione dei voli passeggeri e la chiusura delle frontiere terrestri. è consentito il traffico merci (inclusi i voli cargo), a condizione che vengano adottati precisi dispositivi sanitari indicati dalle autorità locali.

Zambia: i passeggeri in arrivo all’aeroporto internazionale di Lusaka, così come ad ogni altro punto d’ingresso del Paese, devono essere muniti del referto di un test negativo al SARS CoV2 PCR (test con tampone) con data non anteriore ai 14 giorni precedenti l’arrivo. Queste Autorità si riservano di effettuare eventuali ulteriori test di verifica all’arrivo.

Distinti saluti

Il Vice Direttore
Crescenzo Ventre


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COVID-19: Elenco Paesi con misure restrittive ufficiali aggiornato al 9.11.2020

Category:LAVORO E PREVIDENZA,NEWS

ALLE AZIENDE ASSOCIATE LORO SEDI
Prot. n. 1416/20 Avellino, 10 novembre 2020
OGGETTO: COVID-19: Elenco Paesi con misure restrittive ufficiali aggiornato al 9.11.2020.
Vi trasmettiamo un elenco dei Paesi con misure restrittive ufficiali redatto da Confindustria ed aggiornato al 9.11.2020.
Europa
Albania: a partire dal 1° giugno sono state riaperte le frontiere terrestri e l’ingresso nel paese via terra è permesso agli stranieri senza più obbligo di auto isolamento.

Austria: per i viaggiatori italiani è possibile entrare nel paese senza la necessità di produrre un certificato medico attestante la negatività al Covid 19 o di sottoporsi ad obblighi di quarantena.

Belgio: chiunque entri in Belgio dall’estero è tenuto 48 ore prima dell’arrivo a riempire un <travel.info-coronavirus.be/fr/public-health-passenger-locator-form> formulario on line, ad esclusione dei soli ingressi via terra per soggiorni inferiori alle 48 ore o che facciano seguito a viaggi all’estero di pari durata. A partire dal 23 ottobre e fino al 15 novembre, i viaggiatori in arrivo dalle zone cosiddette rosse (sono incluse tutte le Regioni Italiane) saranno tenuti ad effettuare un test solo se in presenza di sintomi; potrà al contrario essere obbligatorio osservare un periodo di 10 giorni di quarantena se dal test di auto-valutazione incluso nel formulario on line emergerà la tenuta di un comportamento ad alto rischio.

Bielorussia: a partire dal 6 novembre non è più richiesto l’isolamento fiduciario di 10 giorni per i passeggeri in arrivo dall’Italia. I collegamenti aerei diretti con Roma e Milano sono regolarmente assicurati dalla compagnia di bandiera Belavia. Per maggiori informazioni su date e orari: <en.belavia.by/> en.belavia.by/.

Bosnia – Erzegovina: a partire dal 12 settembre 2020, l’ingresso dei cittadini stranieri in Bosnia Erzegovina è condizionato alla presentazione alle Autorità di frontiera dei risultati di un test PCR per il virus COVID-19, non più vecchio di 48 ore, che attesti la negatività dell’individuo.
Sono esentati dall’obbligo di presentazione del certificato i cittadini di Serbia, Croazia e Montenegro, i diplomatici ed i funzionari di Ambasciate ed Organizzazioni Internazionali accreditati nel Paese, lo staff EUFOR/NATO ed il personale militare dei Paesi NATO, i trasportatori merci e gli equipaggi. Il transito è in ogni caso consentito per il ritorno al proprio Paese di abituale residenza.

Bulgaria: per l’ingresso in Bulgaria viene richiesta la compilazione di un <ambsofia.esteri.it/ambasciata_sofia/resource/doc/2020/06/autodichiarazione_bulgaria_-_ordinanza_338_del_13_giugno_2020.docx> modulo di autocertificazione. è obbligatorio indossare la mascherina di protezione in tutti i luoghi pubblici chiusi (ad eccezione dei ristoranti e dei bar) ed i tutti luoghi pubblici all’aperto laddove non sia possibile rispettare la distanza fisica di almeno 1,5 m. Le Autorità bulgare raccomandano, in caso di esposizione a possibili contagi (ad esempio dopo il rientro da un Paese ove sono presenti casi di Coronavirus) e in caso di presenza di sintomi influenzali di NON recarsi in ospedale o presso il proprio medico, ma di contattare il numero unico di emergenza 112 (attivo in diverse lingue compreso l’inglese).

Cipro: a partire dal 9 novembre, l’Italia è inclusa nella Categoria C: l’ingresso a Cipro per chi proveniente dall’Italia è consentito solo ad alcune limitate tipologie di viaggiatori: cittadini ciprioti con residenza permanente nella Repubblica di Cipro e familiari (inclusi consorti e figli minori), persone legalmente residenti nella Repubblica di Cipro, persone autorizzate ai sensi della Convenzione di Vienna, persone titolari di un permesso speciale rilasciato dalla Repubblica di Cipro.

Croazia: A partire dal 1° luglio, tutti i cittadini dei Paesi UE e SEE e le persone ivi residenti a lungo termine possono liberamente fare ingresso in Croazia senza restrizioni. Viene peraltro raccomandato di comunicare l’intenzione di recarsi nel Paese prima della partenza, compilando un modulo pubblicato sul sito <entercroatia.mup.hr/> entercroatia.mup.hr/.

Danimarca: non è ammesso l’ingresso di viaggiatori provenienti dall’Italia per motivi turistici. Si può entrare nel Paese solo se in possesso di un “valido motivo”. Alcuni dei motivi validi previsti sono: lavoro, studio (iscrizione a corsi o test d’ingresso per corsi), partecipazione a procedimenti giudiziari, visite mediche, trasporti di merci, funzioni di diplomatico, proprietà di una casa o barca in Danimarca. Inoltre, a partire dal 26 ottobre, i viaggiatori provenienti dall’Italia dovranno anche presentare la prova di un test COVID-19 negativo sostenuto non prima delle 72 ore antecedenti all’ingresso in Danimarca.

Estonia: a partire dal 1° settembre 2020 ai viaggiatori stranieri in arrivo nel Paese è consentito di scegliere il test per il coronavirus come alternativa all’autoisolamento di 14 giorni. Coloro che arrivano dall’Italia potranno effettuare il test per il coronavirus all’arrivo in Estonia. A tal fine sono stati attivati dei “punti di esecuzione primo test” presso l’area arrivi dell’Aeroporto di Tallinn e, per coloro che arrivano in nave, presso le aree pedonali dei terminal A e D del porto di Tallinn.

Finlandia: per l’ingresso nel Paese è previsto l’autoisolamento fiduciario di 14 giorni. Tuttavia il periodo di quarantena (durante la quale saranno vivamente sconsigliati anche gli spostamenti per lavoro) può essere ridotto mediante la volontaria sottoposizione a due test COVID-19 che abbiano esito negativo.

Francia: ai viaggiatori in arrivo, sarà richiesta la presentazione di un test per COVID-19, con risultato negativo, realizzato nelle 72 ore antecedenti l’ingresso in Francia. In mancanza, si potrà effettuare all’arrivo nel Paese.

Germania (agg. 9/11): da domenica 8 novembre tutta l’Italia è considerata zona a rischio Covid. Coloro che nei 14 giorni precedenti all’ingresso in Germania si sono recati in un’area considerata a rischio hanno l’obbligo di presentare un tampone effettuato non oltre 48 ore prima dell’entrata nel Paese oppure di sottoporsi ad un test al momento dell’ingresso (su richiesta delle Autorità sanitarie locali). Vige inoltre, per chi si sia recato in un’area a rischio, l’obbligo di segnalare il proprio ingresso in Germania: tale obbligo è tuttavia considerato assolto da parte di coloro che hanno compilato il “formulario per lo sbarco” (distribuito a tutti i passeggeri sugli aerei). Fino al momento in cui si ottiene il risultato negativo del tampone, è obbligatorio restare in isolamento domiciliare (e se per qualsiasi motivo non viene effettuato il tampone, è necessario osservare una quarantena di 14 giorni). I casi di esenzione dall’obbligo di tampone (e di quarantena, in attesa del risultato) sono regolati in dettaglio dai singoli Laender: sono comunque normalmente considerati esentati i lavoratori transfrontalieri, i lavoratori considerati “essenziali” per il funzionamento del sistema (tra cui membri delle forze di polizia, personale sanitario, funzionari internazionali e personale diplomatico), gli autotrasportatori, il personale viaggiante e i membri di equipaggi, e, in alcuni casi, le persone che fanno ingresso in Germania per brevi periodi (normalmente, fino a 5 giorni) per motivi di salute o di lavoro e/o quelle che sono state all’estero solo per brevi periodi (nella maggior parte dei casi, 48 ore).

Grecia: tutti i viaggiatori provenienti dall’estero sono tenuti a presentare un test negativo per il Covid-19 effettuato nelle 48 ore precedenti all’arrivo in Grecia. Per poter accedere nel Paese rimane inoltre condizione indispensabile la compilazione – al più tardi il giorno prima dell’arrivo in Grecia – di un modulo online su <travel.gov.gr/> questo sito (non accessibile con Internet Explorer), il Passenger Locator Form (PLF), con il quale i viaggiatori devono fornire informazioni sul luogo di provenienza, sulla durata dei soggiorni precedenti in altri paesi e sull’indirizzo del proprio soggiorno in Grecia.

Irlanda: tutti i viaggiatori in arrivo in Irlanda sono obbligati a mettersi in auto-isolamento per 14 giorni in luogo chiuso, evitando i contatti con altre persone.

Islanda: a partire dal 19 agosto 2020 tutti i passeggeri in arrivo in Islanda, turisti e residenti, indipendentemente dalla durata del soggiorno o dallo scopo della visita, possono scegliere o di osservare una quarantena di 14 giorni oppure di effettuare una procedura di doppio screening che comprende due tamponi ed una quarantena di 5-6 giorni nell’intervallo tra i due campioni. Il primo tampone è a carico del viaggiatore e costa 9.000 ISK (se effettuato alla registrazione del viaggio) o 11.000 ISK (se effettuato all’arrivo in Islanda), circa 60-80 euro. È possibile effettuare il pagamento del primo tampone al momento della registrazione del viaggio. Il secondo tampone è gratis. Per maggiori informazioni <www.landlaeknir.is/servlet/file/store93/item42645/Instructions%20for%20travellers%20in%20quarantine%2015.08.2020.pdf> cliccare qui.
Coloro che risultano negativi al secondo tampone non sono più tenuti a prendere precauzioni particolari; coloro che risultano positivi devono auto-isolarsi.

Lettonia: i viaggiatori che entrano in Lettonia provenendo dall’Italia dovranno osservare un isolamento fiduciario di 10 giorni.

Lituania: tutta l’Italia è considerata paese a rischio, di conseguenza, i viaggiatori provenienti dall’Italia (tranne dalla regione Calabria) sono tenuti a presentare il tampone con esito negativo effettuato 48 ore prima dell’arrivo in Lituania o dovranno sottoporsi all’isolamento obbligatorio di 10 giorni.

Lussemburgo: vige la possibilità di essere sottoposti al test Covid-19 per entrare nel Paese. L’auto-isolamento non è obbligatorio, ma consigliato nel caso in cui si sia entrati in contatto con persone positive nel proprio Paese di origine.

Macedonia del Nord: sono riaperte tutte le frontiere del Paese dal 26 giugno 2020.

Malta: dal 1° luglio, i viaggiatori in arrivo a Malta dall’Italia, senza distinzioni regionali, sono soggetti a screening termici per misurare la temperatura.

Moldavia: non è autorizzato l’ingresso agli italiani se non membri di famiglia di cittadini moldavi, stranieri con visto di lunga durata, permesso di soggiorno o documento equivalente, persone che si spostano per motivi professionali, come dimostrato da visti, permessi di soggiorno o documenti.

Montenegro: non sono previste particolari restrizioni per i viaggiatori provenienti dall’Italia.

Norvegia: attualmente tutti i paesi europei (ad eccezione di alcune aree della Finlandia) sono considerati paesi ad alto rischio (“rossi”) dalle autorità norvegesi e i viaggiatori in arrivo devono osservare l’obbligo di quarantena. La descrizione dei criteri e la mappa dei paesi/aree “rossi” sono disponibili al seguente <www.fhi.no/en/op/novel-coronavirus-facts-advice/facts-and-general-advice/travel-advice-COVID19/> link. A partire dal 9 novembre, i viaggiatori provenienti dai paesi rossi devono presentare, all’arrivo in Norvegia, un certificato di test Covid-19 negativo effettuato meno di 72 ore prima dell’ingresso. Coloro che non sono in possesso del certificato, possono essere respinti. Sono esenti dall’obbligo persone che risiedono in Norvegia o persone in transito oltre che alcune altre categorie. La presentazione del certificato negativo non esenta comunque dall’obbligo di quarantena di 10 giorni. <www.regjeringen.no/en/aktuelt/stay-at-home-have-as-little-social-contact-as-possible/id2783763/> www.regjeringen.no/en/aktuelt/stay-at-home-have-as-little-social-contact-as-possible/id2783763/.

Paesi Bassi: è previsto un auto-isolamento di 10 giorni.

Polonia: a partire dal 13 giugno è nuovamente consentito l’ingresso in Polonia ai viaggiatori provenienti dai Paesi UE, per i quali viene meno l’obbligo di quarantena. Dal 16 giugno è stata rimossa la sospensione del traffico aereo internazionale e dal 17 giugno riprendono progressivamente i voli internazionali da e verso la Polonia.

Portogallo: l’Italia non rientra nella lista dei Paesi considerati ad alto rischio epidemiologico, pertanto i cittadini italiani provenienti dall’Italia non necessitano di un test Covid-19 prima di intraprendere il viaggio e non sono soggetti all’obbligo di quarantena per il solo fatto di entrare nel Paese.

Regno Unito: i viaggiatori in arrivo dall’Italia o che abbiano soggiornato o transitato in Italia nei precedenti 14 giorni dovranno osservare un periodo di isolamento fiduciario di 14 giorni presso hotel o indirizzo privato, seguendo le <www.gov.uk/government/publications/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk/coronavirus-covid-19-how-to-self-isolate-when-you-travel-to-the-uk> istruzioni sull’autoisolamento del governo britannico. è possibile tuttavia rimanere in UK per un periodo inferiore ai 14 giorni, ma per tutta la durata del soggiorno, è necessario conformarsi alla procedura dell’auto-isolamento.

Repubblica Ceca: dal 23 ottobre 2020 sono autorizzati ad entrare in Repubblica Ceca i soli stranieri che vi si recano per lavoro, salute, impellenti ragioni familiari, matrimoni e funerali. Ingressi per turismo e visite agli amici non sono consentiti.

Romania: con l’aggiornamento del 2 novembre l’ <www.cnscbt.ro/index.php/liste-zone-afectate-covid-19/2067-lista-state-cu-risc-epidemiologic-ridicat-2-11-2020/file> Istituto Nazionale di Sanità Pubblica romeno, ha inserito l’Italia nella lista dei Paesi con tasso di infezione da Covid 19 superiore a quello registrato in Romania. Di conseguenza, ai viaggiatori in provenienza dal nostro Paese, sarà richiesto di osservare un periodo di isolamento di 14 giorni a partire dall’ingresso in Romania. L’isolamento può essere ridotto a 10 giorni se il viaggiatore non presenta sintomi e l’ottavo giorno dall’ingresso si sottopone a un test il cui risultato è negativo. Per soggiorni di durata inferiore a 72 ore, il viaggiatore può essere esonerato dall’isolamento se presenta un test negativo per Sars-CoV-2, effettuato al massimo 48 ore prima dell’arrivo in Romania.

Russia: resta in vigore a tempo indeterminato il divieto di ingresso degli stranieri nel territorio della Federazione Russa (salvo specifiche eccezioni – dettagliate su <rusconsroma.mid.ru/it_IT/visti-turistici> rusconsroma.mid.ru/it_IT/visti-turistici).

Serbia: le Autorità serbe non pongono limitazioni all’ingresso per chi proviene dall’Italia.

Slovacchia: L’Italia al momento non rientra nella categoria dei paesi ad alto rischio, pertanto non sono previste particolari restrizioni.

Slovenia (agg.9/11): con decorrenza dal 9 novembre tutte le regioni italiane, tranne la Calabria, sono inserite nella lista rossa della Slovenia. Chi proviene da una regione in Lista Rossa deve fare una quarantena di 10 giorni all’ingresso in Slovenia oppure presentare un test negativo, fatto in uno dei laboratori riconosciuti dal Governo Sloveno (tutti quelli in Italia sono riconosciuti), non più vecchio di 48 ore.

Spagna: dal 21 giugno è consentito l’ingresso in Spagna senza obbligo di isolamento fiduciario e senza necessità di motivare la ragione del viaggio per i cittadini dei paesi dell’Unione Europea.

Svezia: attualmente non sussistono limitazioni all’ingresso in Svezia per tutti i cittadini di Paesi UE e Schengen o con permessi di soggiorno in corso di validità emessi da tali Paesi, mentre permangono limitazioni, fino al 22 dicembre, per viaggiatori provenienti da Paesi extra-UE.

Svizzera (agg.9/11): attualmente non vi sono restrizioni all’ingresso in Svizzera, né in caso di ingresso dall’Italia né dai Paesi UE e AELS (Islanda, Norvegia e Liechtenstein). È tuttavia in vigore l’obbligo di quarantena di 10 giorni per coloro che nei dieci giorni prima dell’ingresso in Svizzera abbiano soggiornato in uno Stato o in una regione considerata ad alto rischio di contagio. Si consiglia, prima di mettersi in viaggio, di consultare l’elenco delle aree ad alto rischio, disponibile sul sito ufficiale dell’ <www.bag.admin.ch/bag/it/home/krankheiten/ausbrueche-epidemien-pandemien/aktuelle-ausbrueche-epidemien/novel-cov/empfehlungen-fuer-reisende/quarantaene-einreisende.html%231204858541> Ufficio Federale della Sanità Pubblica.

Turchia: dal 13 giugno sono state abrogate le limitazioni dovute al Covid-19 relative all’attraversamento delle frontiere della Turchia per via aerea, terrestre e marittima, da parte di cittadini stranieri, salvo specifiche misure che possono essere adottate dalle autorità di frontiera.

Ucraina: dal 30 ottobre 2020 l’Italia è inserita nella “zona rossa”, il che implica che chi fa ingresso in Ucraina dall’Italia deve esibire un PCR test con esito negativo ricevuto non oltre le 48 ore dall’arrivo nel Paese o sottoporsi a PCR test all’arrivo nel Paese. In tal caso sarà necessario scaricare l’applicazione per smartphone “Diy Vdoma (Agisci a casa)” e porsi in isolamento fiduciario sino alla ricezione della notifica dell’esito negativo del PCR test effettuato. Per scaricare ed utilizzare l’applicazione è necessario disporre di una SIM ucraina. Indicazioni su come scaricare ed utilizzare l’applicazione saranno fornite dalle Autorità di frontiera all’ingresso nel Paese. Oppure sottoporsi ad isolamento fiduciario per un periodo di 14 giorni da completare attraverso l’applicazione per smartphone “Diy Vdoma (Agisci a casa).

Ungheria: il Governo ungherese ha annunciato la chiusura delle frontiere a partire dal 1° settembre, al momento per la durata di un mese. Le restrizioni riguardano tutti i cittadini stranieri, che non potranno entrare in Ungheria. I cittadini ungheresi che tornano in patria saranno soggetti ad auto-isolamento obbligatorio, salva la possibilità di effettuare 2 test PCR con risultato negativo.

Americhe

Argentina: i voli internazionali, a partire da novembre, potranno riprendere in modo regolare per le categorie di persone autorizzate a viaggiare. All’arrivo nel paese è previsto un isolamento fiduciario di 14 giorni.

Bolivia: permane la chiusura a tempo indeterminato delle frontiere boliviane per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Brasile: l’ordinanza n. 470 pubblicata il 5 ottobre estende di 30 giorni le restrizioni all’ingresso di cittadini stranieri in Brasile. le restrizioni non si applicano a cittadini brasiliani, immigrati residenti , personale di missioni straniere e funzionari accreditati presso il Governo, stranieri che siano coniugi, compagni, figli, genitori o curatori di cittadino brasiliano, stranieri il cui ingresso sia autorizzato specificamente dal Governo per ragioni di interesse pubblico o motivi umanitari, stranieri titolari di registro nazionale migrazione, trasporto merci, ingresso di equipaggi marittimi per via aerea o via navigabile, per lo svolgimento di specifiche funzioni a bordo di navi, nel rispetto dei requisiti migratori; sbarco, autorizzato dalla Polizia Federale, di equipaggi marittimi in caso di necessaria assistenza medica o connessione aerea per rimpatrio; spostamenti di frontalieri in condizioni di reciprocità (ad eccezione del Venezuela).

Canada: vige il divieto di ingresso in Canada ai cittadini stranieri, con l’eccezione di residenti permanenti, equipaggi aerei, diplomatici, nonché congiunti di cittadini canadesi.

Cile: a partire dal 18 marzo 2020, sono chiuse tutte le frontiere terrestri, marittime e aeree del Cile per il transito di stranieri.

Colombia: tutti i viaggiatori in arrivo in Colombia dovranno obbligatoriamente presentare il risultato del test PCR (tampone) negativo al COVID-19, che deve essere effettuato nelle 96 ore precedenti l’orario di partenza del volo; compilare, 24 ore prima dell’imbarco, il questionario Check Mig di Migración Colombia disponibile al link <apps.migracioncolombia.gov.co/pre-registro/public/preregistro.jsf> apps.migracioncolombia.gov.co/pre-registro/public/preregistro.jsf. Dopo l’inserimento delle informazioni richieste, il passeggero riceverà un’e-mail di conferma che deve presentare in aeroporto alle Autorità migratorie; inviare il resoconto sul proprio stato di salute attraverso l’applicazione CoronApp disponibile per i principali dispositivi mobili. Presentando il risultato negativo del tampone all’arrivo, non sarà obbligatorio effettuare la quarantena. NON è POSSIBILE EFFETTUARE IL TEST PCR IN COLOMBIA. IN ASSENZA DEL TEST NON verrà CONSENTITO L’INGRESSO NEL PAESE E LE PERSONE SARANNO RESPINTE ALLA PROVENIENZA.

Ecuador: per l’entrata via aerea nel territorio ecuadoriano è richiesto un testo PCR (tampone) negativo effettuato da non più di 10 giorni e i controlli sono molto rigorosi. I viaggiatori che entrano senza un test PCR dovranno effettuarlo a loro spese e saranno sottoposti ad isolamento preventivo obbligatorio di 10 giorni, fino al ricevimento del risultato. Se il risultato è negativo, il viaggiatore terminerà il suo isolamento, mentre in caso di risultato positivo dovrà proseguire l’isolamento.

Guatemala: tutti i visitatori di età superiore ai 10 anni dovranno presentare all’arrivo in Guatemala un certificato con esito negativo al test COVID-19, PCR o Antigenico, effettuato non più di 72 ore antecedenti l’ingresso nel Paese.

Honduras: i passeggeri proveniente dall’estero dovranno presentare PCR test effettuato-emesso massimo 72 ore prima dell’ingresso.

Messico: le compagnie aeree Neos e BluePanorama, che effettuano voli diretti dall’Italia per Cancun, hanno sospeso i voli a partire dal 16 marzo. Alitalia ha sospeso il collegamento diretto Città del Messico – Roma.

Panama: a partire dal 12 ottobre è consentito l’ingresso nel Paese a tutti i viaggiatori, siano essi di nazionalità panamense o straniera, residenti nel Paese o turisti. A ciascun passeggero è richiesta la presentazione alle autorità sanitare del referto negativo di un tampone PRC/Antigeno, realizzato 48 ore prima dell’imbarco.

Perù: è confermata la chiusura totale delle frontiere internazionali, fino a data da destinarsi e il trasporto passeggeri commerciale resterà quindi sospeso con qualsiasi mezzo.

Repubblica Dominicana: a partire dal 15 settembre 2020, in base ad un provvedimento adottato dal Ministero del Turismo dominicano, i turisti che arrivano nella Repubblica Dominicana non dovranno più presentare un test PCR che dimostri la negatività al Covid-19 effettuato prima dell’ingresso nel Paese. Saranno invece effettuati test non invasivi casuali di respirazione rapida tra il 3% e il 10% dei passeggeri all’arrivo, con l’eccezione dei membri dell’equipaggio e dei bambini al di sotto dei 5 anni di età. Il test sarà somministrato anche a tutti i passeggeri con sintomi.

Stati Uniti: con la “Proclamation” dell’11 marzo il Presidente degli Stati Uniti ha disposto la sospensione temporanea, fino a nuovo ordine, dell’ingresso dei viaggiatori che, nei 14 giorni precedenti l’ingresso negli Stati Uniti, siano stati fisicamente presenti in uno dei Paesi dell’Area Schengen, inclusa l’Italia, e in Cina e Iran. Bloccati fino alla fine dell’anno i rilasci dei visti lavorativi H1B (personale altamente specializzato), H2B (lavoratori non agricoli con contratto temporaneo), categoria J (solo per stagisti e insegnanti) e visti L (personale trasferito all’interno di una stessa società che durante i tre anni precedenti la richiesta di visto ha lavorato continuativamente per almeno un anno per la compagnia e che è in procinto di essere assegnato ad una succursale, affiliata o consociata negli Stati Uniti, con mansioni manageriali, direttive o altamente specializzate). Le restrizioni non si applicano ai visti già in corso di validità e ai residenti permanenti negli Stati Uniti. Si ricorda che l’ingresso negli USA è rimesso alle decisioni dei funzionari dell’Agenzia CBP (Customs and Border Protection) nei punti di entrata.

Uruguay: consentito l’ingresso nel paese solo per i cittadini uruguaiani e i residenti legali.

Venezuela: le autorità locali hanno disposto la sospensione di tutti i voli internazionali e nazionali a partire dal 18 marzo fino a nuovo avviso.

Medio Oriente

Arabia Saudita: a partire dal 15 settembre 2020, è consentito l’ingresso in Arabia Saudita agli stranieri in possesso di valido permesso di soggiorno (iqama) e visto di uscita e rientro, di visto di lavoro o visto per visita, nel rispetto delle seguenti misure sanitarie precauzionali: possesso di un certificato di negatività al covid-19 a seguito di tampone laringo-faringeo effettuato non più di 72 ore prima dell’ingresso nel Regno (è fatta eccezione per i minori con meno di 8 anni), periodo di autoisolamento domiciliare della durata di tre giorni (se si effettua un nuovo tampone (PCR test) 48 ore dopo l’ingresso in Arabia Saudita e si risulta negativi) o di sette giorni (senza test e in assenza di sintomi), registrazione sulle app di tracciamento.

Bahrein: a partire dal 4 settembre è nuovamente possibile il rilascio di visti all’arrivo. L’ingresso è limitato ai cittadini e residenti del Bahrain, ai cittadini del CCG (Consiglio Cooperazione del Golfo) che non hanno bisogno di un visto, ai diplomatici, al personale militare, ai passeggeri idonei a ottenere un visto all’arrivo, ai passeggeri con un eVisa valido, all’equipaggio della compagnia aerea o ai titolari di passaporti ufficiali, di servizio o delle Nazioni Unite.
I visti all’arrivo sono reintrodotti per i cittadini di nazionalità che ne hanno diritto. Per determinare l’idoneità e per ottenere un eVisa prima della partenza, si prega di visitare <evisa.gov.bh/> evisa.gov.bh. Tutti i passeggeri devono essere sottoposti a un test PCR (a proprie spese ) all’arrivo e devono rimanere in autoisolamento fino alla comunicazione del risultato del test PCR. Ogni passeggero che soggiorna in Bahrain per dieci (10) giorni o più deve ripetere il test PCR il decimo giorno successivo al loro arrivo nel Regno.

Emirati Arabi Uniti: è stata disposta la ripresa graduale dei collegamenti aerei del Paese con diverse destinazioni nel mondo, inclusi voli settimanali diretti da Abu Dhabi/Dubai verso Milano Malpensa e Roma Fiumicino. I viaggiatori che si recano negli EAU, prima dell’imbarco dovranno sottoporsi a test PCR presso il paese di origine (per l’Italia qualsiasi laboratorio diagnostico, sia pubblico che privato).

Giordania: per tutti i viaggiatori in ingresso, occorre registrarsi prima del viaggio sul portale <www.visitjordan.gov.jo> www.visitjordan.gov.jo e scaricare sul proprio dispositivo mobile l’App di tracciamento “Aman”. Indipendentemente dalla nazionalità e dalla provenienza, vengono applicate le seguenti condizioni: essere rimasto per i 14 giorni precedenti il viaggio nel Paese di provenienza; munirsi di esito negativo di un test PCR effettuato massimo 5 giorni prima della partenza; sottoporsi a un nuovo test PCR in arrivo a proprie spese. A partire dal 29 settembre, all’arrivo sarà richiesto di sottoporsi a un periodo di isolamento domestico la cui durata varia secondo il Paese di provenienza. Se si proviene da un Paese classificato “verde” o “giallo” la durata sarà di 7 giorni, da un paese “rosso” di 14 giorni. La classificazione dei Paesi viene rivista ogni 14 giorni e si può consultare sul sito <www.visitjordan.gov.jo> www.visitjordan.gov.jo.

Iraq: l’ingresso nel territorio iracheno è consentito esclusivamente previa presentazione di un test PCR (tampone) negativo (in lingua inglese) effettuato almeno72 h prima dell’imbarco. Le stesse condizioni si applicano per i membri di missioni diplomatiche e di missioni ufficiali. Non esistono voli diretti tra Italia e Iraq.

Israele: l’ingresso in Israele ai cittadini non israeliani è consentito solo previa autorizzazione da parte delle Autorità israeliane. La procedura prevede il rilascio di un permesso di ingresso da parte dell’Ambasciata israeliana del Paese di origine o del Ministero dell’Interno israeliano e la compilazione online, non prima di 24 ore dalla partenza, di una domanda di autorizzazione all’ingresso (c.d. “inbound clearance application”: <www.gov.il/en/service/request-entry-to-israel-covid19> www.gov.il/en/service/request-entry-to-israel-covid19). Un’analoga domanda online dovrà essere compilata anche nelle 24 ore precedenti alla partenza da Israele (c.d. “outbound clearance application”: <www.gov.il/en/service/request-depart-from-israel-covid19?utm_source=go.gov.il&utm_medium=referral> www.gov.il/en/service/request-depart-from-israel-covid19?utm_source=go.gov.il&utm_medium=referral). Le Autorità israeliane hanno altresì introdotto una procedura ad hoc per gli ingressi da parte di cittadini stranieri motivati da improrogabili ragioni di lavoro. Informazioni sui requisiti necessari per presentare la domanda di ingresso e sull’iter autorizzativo sono disponibili a questo link: <www.gov.il/en/service/foreign-businesspeople-entry-during-covid19> www.gov.il/en/service/foreign-businesspeople-entry-during-covid19.

Kuwait: divieto di ingresso per i cittadini italiani.

Libano: tutti i passeggeri diretti in Libano devono sottoporsi al test PC nelle 96 ore precedenti l’ingresso nel Paese. È obbligatorio presentare all’imbarco il referto negativo (può essere richiesta la traduzione in inglese, francese o arabo), senza il quale il passeggero non viene accettato sul velivolo. All’arrivo vigono procedure differenziate in funzione del Paese di provenienza. I passeggeri in arrivo dall’Italia (e dagli altri scali europei) possono scegliere tra due opzioni: osservare un periodo di auto-isolamento di 10 giorni presso la propria residenza o domicilio o sottoporsi a un secondo test PCR, a proprie spese, entro 72 ore dall’arrivo.

Oman: divieto di ingresso per i cittadini italiani.

Pakistan: le Autorità locali hanno deciso di ripristinare il traffico aereo, benché restino frequenti interruzioni e cancellazioni, anche con breve preavviso, in base all’evolversi della situazione sanitaria. è stato inoltre eliminato l’obbligo di quarantena per i viaggiatori in arrivo da Paesi sotto i 500 milioni di abitanti.

Qatar: i titolari di permesso di soggiorno sono tenuti a sottoporsi ad un tampone all’arrivo in aeroporto e a sottoscrivere un impegno formale a rispettare la quarantena presso la propria abitazione per una settimana. è obbligatorio scaricare sul proprio cellullare l’app Ehteraz per il monitoraggio degli spostamenti e dei contatti con persone potenzialmente a rischio di infezione da Covid-19. Al termine della settimana di isolamento domiciliare, l’interessato è sottoposto ad un secondo tampone. In caso di esito negativo, termina il periodo di quarantena, mentre a fronte di risultato positivo, l’interessato viene trasferito in strutture sanitarie.

Territori Palestinesi: i viaggiatori provenienti dall’Italia verranno sottoposti ad un periodo di quarantena di 14 giorni presso centri specializzati.

Asia e Oceania

Afghanistan: rafforzati i controlli sanitari negli aeroporti per tutti i viaggiatori provenienti dall’Italia. Qualora si ravvisino alcuni dei sintomi tipici dell’infezione da COVID-19, è prevista una quarantena precauzionale presso strutture sanitarie pubbliche.

Australia: permane il totale divieto di ingresso, per i viaggiatori provenienti da qualsiasi paese estero, tranne che per gli australiani, gli stranieri residenti permanenti ed alcune limitate categorie autorizzate caso per caso.

Azerbaigian: per i viaggiatori che giungono in Azerbaigian, ivi compresi coloro che sono muniti di permesso di soggiorno, le autorità locali dispongono una quarantena obbligatoria da 7 a 14 giorni, da trascorrere in strutture designate

Cambogia: si può entrare in Cambogia se muniti di visto come da normativa precedente alla pandemia, sia per via aerea che per via mare e via terra. Il visto deve essere richiesto esclusivamente presso le Ambasciate del Regno di Cambogia. Nel caso dell’Italia, è competente l’Ambasciata cambogiana a Parigi. Non è invece più possibile richiedere il visto in frontiera o fare domanda di visto online. è tuttavia obbligatorio essere in possesso di un certificato medico che attesti la negatività al COVID19, rilasciato non più di 72 ore prima del viaggio ed avere una polizza sanitaria, valida per tutto il periodo di permanenza prevista in Cambogia e con un massimale non inferiore ai 50.000 USD.

Cina: le autorità della Repubblica Popolare Cinese hanno stabilito che a partire dal 28 agosto 2020 i cittadini non cinesi che si recano in Cina con un volo diretto o indiretto dall’Italia – oltre al visto – devono presentare al momento dell’imbarco il risultato negativo di tampone per Covid-19, effettuato nei cinque giorni precedenti, e una dichiarazione di salute vidimata dalle Autorità consolari della Repubblica Popolare Cinese in Italia. Dal 4 novembre al risultato del test del tampone si dovrà aggiungere anche quello del test sierologico. Tali test dovranno essere svolti non più di 48 ore prima del volo. Nel caso di un volo per la Cina con scalo intermedio, il viaggiatore dovrà effettuare nuovamente gli stessi test anche nel Paese di transito, non più di 48 ore prima dell’imbarco. Tale disposizione si applica anche in caso di scali di breve durata. Entrambi i risultati dei test dovranno essere accompagnati dalla dichiarazione di salute vidimata dalle Autorità consolari della Repubblica Popolare Cinese del Paese in cui vengono effettuati. Per maggiori informazioni, visitare il sito dell’ <it.china-embassy.org/ita/> Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia. Le Autorità hanno introdotto l’obbligo di osservare 14 giorni di quarantena presso la propria dimora o presso punti di isolamento (alberghi o strutture dedicate) per tutti coloro che sono in arrivo dall’estero.

Corea del Sud: le Autorità sudcoreane hanno disposto, a partire dal 1 aprile, la quarantena obbligatoria per tutti i viaggiatori in arrivo nel Paese. Di conseguenza, tutti i passeggeri in arrivo, a prescindere dalla cittadinanza e dalla regione di provenienza, saranno soggetti ad isolamento obbligatorio di 14 giorni. Coloro che non hanno una residenza in Corea dovranno auto-isolarsi nelle strutture indicate dalle autorità di immigrazione all’ingresso a spese del viaggiatore (100.000 Won sudcoreani pari a circa 70 Euro al giorno). Sono previste eccezioni alla quarantena per visti diplomatici e nel caso di viaggi d’affari e per motivi accademici o umanitari previo ottenimento di un apposito certificato da parte dell’Ambasciata coreana competente al rilascio del visto d’ingresso.

Filippine: per quanto riguarda gli ingressi nelle Filippine di cittadini stranieri e italiani, è autorizzato l’accesso ai funzionari governativi e internazionali (e loro familiari), agli equipaggi degli aeromobili e ai coniugi e figli di cittadini filippini. Dal 1° agosto è anche consentito l’ingresso agli stranieri solo se previamente residenti e già in possesso di permesso di soggiorno (per verificare che l’eventuale permesso di soggiorno ricada tra le categorie ammesse si consiglia vivamente di rivolgersi all’Ambasciata filippina a Roma o al Consolato Generale filippino a Milano). Ai passeggeri che non rientrano in tali categorie verrà negato l’ingresso.

Georgia: i cittadini italiani e i titolari di un permesso di soggiorno permanente provenienti dall’Italia che, al momento dei controlli alla frontiera, presenteranno un esame PCR con esito negativo effettuato nell’arco delle 72 ore precedenti l’arrivo in Georgia, potranno fare ingresso nel Paese, a condizione di sottoporsi ad autoisolamento per un periodo pari ad 8 giorni.

Giappone: le autorità giapponesi hanno stabilito che, a tutti i cittadini non giapponesi (inclusi pertanto gli Italiani) che provengano da tutto il territorio italiano o vi siano stati nei 14 giorni precedenti all’arrivo sul territorio giapponese sarà vietato l’ingresso in Giappone, con effetto di immediato respingimento alla frontiera. A partire dalle 23.59 del 20 marzo e fino al 30 luglio (prorogabile) è stata sospesa la validità dei visti emessi da Consolato e Ambasciata giapponese in Italia (ovvero l’etichetta incollata nel passaporto che serve per il primo ingresso in Giappone). Pertanto, chi ha ottenuto il Japan Visa da Consolato/Ambasciata giapponesi entro il 20 marzo e non è ancora entrato in Giappone, dal 21 marzo non potrà più utilizzarlo a tal fine e dovrà richiedere un nuovo visto.

Hong Kong: divieto di ingresso a Hong Kong da parte dei viaggiatori non residenti in arrivo dall’estero prorogato al 31 dicembre 2020.

India: la sospensione dei voli internazionali da e per l’India è estesa fino al 30 novembre 2020: la mobilità aerea internazionale è assicurata solo da voli speciali. Di conseguenza, i regolari voli commerciali dall’India per l’Italia non sono attualmente operativi e per raggiungere l’Italia dall’India è tendenzialmente necessario servirsi di voli con scalo.

Indonesia: a partire dal 2 aprile a tutti i cittadini stranieri è vietato l’ingresso e il transito in Indonesia. I cittadini stranieri con permessi di soggiorno di durata limata (KITAS) e permanente (KITAP) e altre speciali categorie, quali i membri di equipaggi di navi e aerei, il personale diplomatico e quanti partecipano a progetti considerati di interesse strategico in Indonesia, a partire dal 12 maggio, dovranno invece osservare un’auto-quarantena di 14 giorni presso le proprie residenze, o in alternativa presso strutture designate dalle Autorità sanitarie.

Kazakistan: i viaggiatori provenienti dall’estero saranno tenuti a osservare un periodo di isolamento di 48 ore presso strutture ospedaliere specializzate, nelle quali saranno sottoposti ad appositi esami clinici per escludere l’infezione da nuovo coronavirus. Successivamente, in caso di negatività al COVID19, essi dovranno osservare un periodo di isolamento domiciliare per i restanti 12 giorni. İn caso di positività al COVID19, saranno invece ricoverati in apposite strutture ospedaliere.

Kirghizistan: le Autorità del Kirghizistan hanno disposto, a partire dal 19 marzo 2020, la chiusura di tutte le frontiere terrestri ed aeree in entrata ed uscita.

Laos: per entrare in Laos è richiesto un tampone negativo effettuato non oltre 72 ore prima del viaggio. All’arrivo verrà effettuato un nuovo test. In caso di risultato positivo, si viene messi in isolamento in un apposito reparto all’interno di un ospedale specializzato.

Malaysia (agg.9/11): le frontiere malesi restano chiuse almeno fino al 31 dicembre 2020. Fanno eccezione gli stranieri, compresi gli italiani, con permessi di soggiorno di lunga durata, oppure con permessi per brevi missioni di lavoro, la cui uscita/rientro nel Paese deve essere previamente autorizzata dal Dipartimento d’Immigrazione ed è sottoposta a complesse procedure, verificabili nel sito di “Expatriate Services Division” al link <esd.imi.gov.my/portal/> esd.imi.gov.my/portal/.

Mongolia: le autorità locali hanno adottato misure di contenimento, che includono, tuttora, una limitazione degli ingressi nel Paese da parte di cittadini stranieri fino al 31 dicembre, la sospensione dei voli regolari di linea, nonché del traffico internazionale ferroviario e viario di passeggeri. Rimangono chiusi i valichi di frontiera ferroviari e stradali da/verso la Russia e la Cina. Possono comunque rientrare in Mongolia i cittadini stranieri che abbiano familiari mongoli, nonché il personale diplomatico o altri espressamente autorizzati dalle Autorità Mongole tramite le proprie Ambasciate all’estero.

Myanmar: le Autorità birmane hanno sospeso il rilascio dei visti ai cittadini stranieri. È vietato l’atterraggio di qualsiasi volo commerciale, sono consentiti solo voli umanitari e di soccorso.

Nepal: disposta la chiusura di tutti i valichi di terra, forti limitazioni agli spostamenti interni tra distretti (soggetti ad autorizzazione preventiva) e il blocco dei voli sia domestici sia internazionali (inclusi i voli di rimpatrio).

Nuova Zelanda: le frontiere internazionali continuano a essere chiuse, tranne che per i cittadini neozelandesi e gli stranieri legalmente residenti.

Singapore: per tutti i viaggiatori a breve termine permane il divieto di ingresso a Singapore. Le uniche eccezioni riguardano: coloro che si recano a Singapore per motivi di lavoro provenienti da Cina continentale (solo alcune province), Malesia (escluso lo Stato di Sabah), Brunei, Corea del Sud, Giappone e Indonesia e che abbiano previamente ottenuto il <safetravel.ica.gov.sg/> SafeTravel Pass; coloro che abbiano trascorso i 14 giorni precedenti all’arrivo in Nuova Zelanda, Brunei, Vietnam, Australia (incluso lo Stato di Vittoria a partire dal 6 novembre) e Cina continentale (a partire dal 6 novembre) e che siano in possesso dell’ <safetravel.ica.gov.sg/> Air Travel Pass. I possessori di visti di lungo periodo e i loro familiari a carico che intendono entrare a Singapore devono ottenere l’approvazione del locale Ministry of Manpower (MOM) prima di poter iniziare il viaggio, facendo richiesta tramite questo <form.gov.sg/%23!/5e3cbabee41f590012014e91> form.

Sri Lanka: divieto di ingresso in Sri Lanka per tutti i passeggeri a prescindere dalla nazionalità e dalla provenienza.

Tagikistan: le Autorità del Tagikistan mantengono in vigore soltanto una parziale apertura dei collegamenti aerei internazionali, limitati a pochi voli charter con la Russia e Dubai. Permangono forti restrizioni temporanee all’ingresso di tutti i cittadini stranieri attraverso tutti i posti di controllo in Tagikistan e i viaggiatori che entrano in Tagikistan sono sottoposti ad una quarantena di 14 giorni. Tali misure possono peraltro essere sottoposte a modifiche.

Thailandia: il Governo thailandese ha comunicato che tutti coloro che sono nel Paese con un visto turistico o in regime di esenzione dal visto, oppure che non hanno regolarizzato la propria posizione con l’Immigrazione thailandese, dovranno lasciare il Paese entro il 31 gennaio 2021, perché oltre quella data saranno considerati irregolarmente presenti sul territorio.

Taiwan: le autorità di Taiwan mantengono il divieto di ingresso a Taiwan per tutti i cittadini stranieri, già disposto a partire dal 19 marzo u.s. Sono esenti dal provvedimento quanti dispongano di un permesso di soggiorno (Alien Resident Certificates) o di documenti che dimostrino la presenza a Taiwan per servizio diplomatico o in relazione all’esecuzione di contratti d’affari.

Turkmenistan: fino al 31dicembre 2020 sono sospesi tutti i voli internazionali da/per il Turkmenistan e chiuse le frontiere terrestri

Uzbekistan: dal 1° settembre è stato introdotto per i cittadini di quasi tutti i Paesi (tra cui quelli come l’Italia e gli altri Paesi UE rientranti nella categoria “gialla”) l’obbligo del test COVID 19 negativo entro 72 ore dall’ingresso in Uzbekistan. Rimane anche valido l’obbligo di 14 giorni di quarantena dopo l’arrivo nel Paese.

Vietnam: il Governo vietnamita ha disposto che, dal 22 marzo, è temporaneamente sospeso l’ingresso in Vietnam di tutti gli stranieri, ad eccezione di diplomatici, delegazioni ufficiali e lavoratori altamente qualificati, che rimangono comunque sottoposti all’obbligo di quarantena.

Africa

Algeria: le autorità algerine hanno decretato la chiusura temporanea di tutte le frontiere terrestri, aeree e marittime.

Angola (agg.9/11): sia per l’ingresso nel Paese che per l’uscita è necessaria la presentazione di un test molecolare RT-PCR, SARS-CoV-2, con risultato negativo, effettuato entro 72 ore prime dell’imbarco. All’arrivo in Angola, i viaggiatori dovranno osservare un periodo di quarantena, che si considererà concluso a seguito di un ulteriore test Sars-Cov-2 negativo.

Costa D’Avorio: le autorità locali hanno disposto, a partire dal 1° luglio, la riapertura delle frontiere aeree. I passeggeri in arrivo in Costa d’Avorio e in partenza dal Paese, prima di effettuare il viaggio, sono tenuti a registrarsi sul sito <www.deplacement-aerien.gouv.ci> www.deplacement-aerien.gouv.ci.

Egitto: le Autorità egiziane hanno disposto che, a partire dal 1° settembre 2020, i cittadini stranieri ed egiziani intenzionati a recarsi in Egitto dovranno dotarsi di un certificato di test PCR (tampone) negativo al COVID-19 effettuato entro le 72 ore precedenti all’orario previsto di partenza del volo. Il certificato per essere accettato deve rispondere ai seguenti requisiti: deve includere la data e l’ora del prelievo che faranno fede per il conteggio delle 72 ore, deve essere rilasciato da un laboratorio autorizzato nel Paese di provenienza e riportarne il timbro. Non deve contenere abrasioni, cancellazioni o aggiunte, deve menzionare il tipo di campione preso per l’analisi, deve indicare che la tipologia di analisi effettuata è RT – PCR, deve essere redatto in lingua inglese o araba.

Eritrea: quarantena, per una durata di 14 giorni, presso un’apposita struttura ospedaliera denominata ‘Villaggio Community Hospital’ ubicata alla periferia di Asmara per i viaggiatori provenienti dall’Italia

Etiopia: tutti i passeggeri in arrivo in Etiopia debbano obbligatoriamente esibire il certificato di negatività al COVID-19 (test solo ed esclusivamente mediante tampone con metodica PCR Sar-Cov) effettuato al massimo nei cinque giorni (120 ore) precedenti l’arrivo. L’attestazione di negatività sarà richiesta sia all’imbarco del vettore in partenza sia all’arrivo in Etiopia. Ai passeggeri che non saranno muniti del risultato di negatività del predetto test sarà rifiutato l’imbarco e/o l’ingresso in Etiopia. Dopo l’espletamento delle procedure aeroportuali, è fatto obbligo a ciascun passeggero di osservare un periodo di quarantena di 7 giorni presso il proprio domicilio.

Ghana: le Autorità del Ghana hanno disposto la riapertura delle frontiere aeree del Paese a partire dal 1° settembre. Restano invece ancora chiuse fino a data da destinarsi le frontiere terrestri.

Guinea equatoriale: restano chiuse fino al 15 ottobre le frontiere terrestri e quelle marittime a merci e persone.

Kenya: non è prevista la quarantena per i passeggeri provenienti dai Paesi (tra cui l’Italia) considerati a basso/medio rischio COVID, a condizione che siano muniti di un certificato negativo per test COVID PCR svolto non prima di 96 ore dalla partenza, non presentino una temperatura corporea superiore a 37,5 gradi e non manifestino tosse persistente, difficoltà respiratorie o altri sintomi influenzali.

Madagascar: a partire dal 20 marzo, sono sospesi per 30 giorni tutti i voli internazionali dal Madagascar, come misura di contenimento del contagio coronavirus.

Malawi: le Autorità del Malawi hanno decretato il lockdown (chiusura) del Paese per 21 giorni a partire dalle h. 23.59 di sabato 18 aprile fino alla mezzanotte di sabato 9 maggio.

Marocco: dall’inizio di settembre, il Marocco ha inoltre consentito l’ingresso di cittadini stranieri non residenti, dietro presentazione di lettera di invito da parte di un’impresa marocchina o di prenotazione confermata in un albergo marocchino

Mauritania: il governo ha dichiarato la sospensione di tutti i collegamenti con l’estero e di tutti i mezzi di trasporto pubblico e privato interurbano.

Mozambico: permane il blocco delle frontiere e dei voli commerciali da e per il Paese (con la sola eccezione di specifici voli di rimpatrio autorizzati singolarmente) e l’emissione di visti di ingresso per gli stranieri resta in via generale sospesa. Per l’uscita degli stranieri dal Paese non è più richiesta specifica autorizzazione del locale Ministero dell’Interno. Anche l’ingresso nel Paese degli stranieri è esente da specifica autorizzazione a condizione che si sia titolari di visto di lavoro, visto di residenza temporanea e documento di identificazione e residenza (DIRE) in corso di validità.

Nigeria: le Autorità nigeriane hanno disposto la riapertura degli aeroporti di Lagos e di Abuja a voli internazionali dal 29 agosto. La perdurante sospensione della concessione di visti nelle due direzioni, limitando fortemente il numero di potenziali passeggeri, potrebbe incidere su tempi di ripresa effettiva e sulla frequenza iniziale dei voli di linea da e per i Paesi dell’Unione Europea. Di fatto, fino a nuovo ordine, l’ingresso in Nigeria è consentito solo ai nigeriani e agli stranieri già residenti nel Paese, con permesso di residenza valido.

Repubblica Democratica del Congo: tutti i passeggeri in arrivo, non importa la provenienza, verranno sottoposti a controlli preventivi. Chiunque presenti segni febbrili verrà posto in quarantena presso ospedali pubblici locali.

Ruanda: le autorità locali hanno disposto la sospensione di tutti i voli passeggeri da/per l’aeroporto internazionale di Kigali e la chiusura delle frontiere terrestri (tranne per i cargo) fino a nuovo avviso.

Senegal: è stata annunciata la ripresa progressiva dei voli a partire dal 15 luglio, con l’adozione di specifici protocolli sanitari. Restano invece chiuse le frontiere terrestri e marittime. Solo alcune categorie di passeggeri possono entrare all’interno del Paese, tra cui lavoratori altamente qualificati che devono svolgere mansioni all’interno del Paese.

Sierra Leone: i viaggiatori stranieri che abbiano soggiornato in Italia nei 14 giorni precedenti l’arrivo nel Paese saranno sottoposti ad un regime di quarantena di 14 giorni.

Somalia: sospensione di tutti i voli internazionali di passeggeri, fino a nuovo avviso.

Sudafrica: i confini sudafricani sono riaperti a partire dal 1° ottobre 2020 a tutti i viaggiatori internazionali. Sono possibili restrizioni per coloro che provengono da un Paese considerato ad alto rischio: l’elenco di questi Paesi, aggiornato sulla base dell’andamento dei contagi in ciascun Paese, è disponibile al seguente <www.dha.gov.za/index.php/statements-speeches/1373-statement-of-the-minister-of-home-affairs-regarding-the-reopening-of-borders-and-services-during-alert-level-1> link.

Sudan: l’aeroporto internazionale di Khartoum ha annunciato la ripresa dei voli commerciali a partire dal 14 luglio, al momento solo da/per Egitto, Emirati Arabi Uniti e Turchia. Coprifuoco dalle 18.00 alle 5.00 del mattino. Tutti i passeggeri diretti in Sudan devono avere un certificato di negatività al test RT PCR per il COVID-19 rilasciato non prima di 72 ore dall’arrivo all’aeroporto di Khartoum.

Sud Sudan: Parzialmente riaperto il traffico internazionale di passeggeri. Possibile viaggiare via Addis Adeba con Ethiopia Airlines e via Il Cairo con Egyptair. Chiuse le frontiere terrestri a chi non trasporta generi alimentari, forniture mediche e carburanti.

Tanzania: i voli internazionali sono riaperti dal 18 maggio. Ogni viaggiatore in arrivo viene controllato per eventuali sintomi della malattia, ma non è più prevista la quarantena obbligatorie né altre misure di restrizione.

Tunisia: dal 28 settembre 2020, l’Italia è inserita nella categoria dei paesi del “vicinato”: oltre all’obbligo di presentazione del Test RT-PCR negativo, è previsto l’obbligo di autoisolamento domiciliare tra 7 e 14 giorni e la consegna all’arrivo del modulo sanitario e dell’impegno all’autoisolamento domiciliare. Sono esenti dall’obbligo di test RT-PCR i minori di 12 anni.

Uganda: decretata la sospensione dei voli passeggeri e la chiusura delle frontiere terrestri. è consentito il traffico merci (inclusi i voli cargo), a condizione che vengano adottati precisi dispositivi sanitari indicati dalle autorità locali.

Zambia: i passeggeri in arrivo all’aeroporto internazionale di Lusaka, così come ad ogni altro punto d’ingresso del Paese, devono essere muniti del referto di un test negativo al SARS CoV2 PCR (test con tampone) con data non anteriore ai 14 giorni precedenti l’arrivo. Queste Autorità si riservano di effettuare eventuali ulteriori test di verifica all’arrivo.
Distinti saluti
Il Vice Direttore Crescenzo Ventre


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