LEGGE 8 APRILE 2010 N. 55 – “DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI TESSILI, DELLA PELLETTERIA E CALZATURIERI” LEGGE “MADE IN ITALY”.

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LEGGE 8 APRILE 2010 N. 55 – “DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI TESSILI, DELLA PELLETTERIA E CALZATURIERI” LEGGE “MADE IN ITALY”.

Category:ECONOMICO
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Prot. N. I/ 1082 /10

Avellino, 3 maggio 2010

LEGGE 8 APRILE 2010 N. 55 – “DISPOSIZIONI CONCERNENTI LA COMMERCIALIZZAZIONE DI PRODOTTI TESSILI, DELLA PELLETTERIA E CALZATURIERI” LEGGE “MADE IN ITALY”. 

Vi segnaliamo che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 92 del 21 aprile 2010 la Legge 8 aprile 2010 n. 55 avente ad oggetto” Disposizioni concernenti la commercializzazione di prodotti tessili, della pelletteria e calzaturieri” (c.d. legge Reguzzoni/Versace). 

Provvediamo ad allegare il testo della nuova legge che entrerà in vigore il 6 maggio p.v. e per quanto riguarda i contenuti del provvedimento sottolineamo quanto segue: 

Art. 2) (norme di attuazione). Prevede che con decreto del Ministro dello Sviluppo

Economico di concerto con il Ministro della Economia e delle Finanze e con il Ministro per le Politiche Europee, da emanare entro quattro mesi dalla entrata in vigore della legge, previa notifica ai sensi dell’ art. 8, paragrafo 1, della direttiva 98/34/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998, sono stabilite le caratteristiche del sistema di etichettatura obbligatoria e di impiego della indicazione “Made in Italy”.

Tale dizione recepisce l’esigenza, sottolineata dalla Confindustria, di sottoporre la norma, in quanto “tecnica” alla previa notifica di compatibilità comunitaria. Va anche notato che il termine di quattro mesi per la emanazione del decreto attuativo, di cui all’ art.2 cit., comincia a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge. 

Art. 4) (Efficacia delle disposizioni degli articoli 1 e 3). Prevede che le disposizioni di cui agli art. 1 (Etichettatura dei prodotti e Made in Italy) e 3 (Misure sanzionatorie) acquistano efficacia dal 1° ottobre 2010 (e non dalla entrata in vigore della legge).

Tale disposto va letto, ragionevolmente,  come un termine per consentire l’espletamento di tutte le procedure di notifica comunitaria anche del resto dello articolato. In particolare occorrerà verificare la compatibilità dell’ art.1) della legge, con le norme del Trattato Ue per ciò che concerne la imposizione di un obbligo di etichettatura.                                                                                      

Infine la sua compatibilità con le indicazioni del Codice Doganale Comunitario – Reg.(CE)2913/92 – Reg.(CE)2454/93 – Reg.(CE)450/2008 –  per ciò che riguarda l’impiego della indicazione “Made in Italy”. 

Infatti l’art. 1) della legge richiede che almeno due fasi di lavorazione, per ciascun settore, siano state eseguite nel territorio nazionale mentre il CDC fa riferimento   ad una sola lavorazione attributiva della origine, necessaria e sufficiente per apporre il Made in

Distinti saluti.

 

    IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli

 

All.c.s

Legge 55/2010


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