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Silvio Sarno sale ai vertici di atecap, l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato

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Ciò che attende il neoeletto Presidente sono due anni di forte impegno: l’andamento del mercato impone un’azione associativa finalizzata a valorizzare il calcestruzzo per le sue elevate qualità tecniche e per la sua capacità di rispondere a tutte le esigenze architettoniche e costruttive»

Silvio Sarno, nato ad Atripalda 36 anni fa, sposato e padre di due figlie, imprenditore di terza generazione, Amministratore Unico della Calcestruzzi Irpini, è Presidente di Confindustria Avellino da sei anni e membro della Giunta di Confindustria nazionale. Un giovane imprenditore che vanta una notevole esperienza associativa, rappresentante di quella piccola-media imprenditoria che continua a costituire la colonna portante del sistema produttivo nazionale, proveniente da un’area geografica meridionale all’interno di un settore caratterizzato da una predominanza di imprenditori settentrionali, alcuni dei quali riconducibili a gruppi finanziari e industriali di primario livello internazionale. Elementi che connotano la scelta di Sarno come una soluzione innovativa. Questa valutazione e l’unanimità della preferenza espressa inducono anche a ritenere che c’è una forte aspettativa per un programma di iniziative associative capaci di incidere fortemente, modificandolo, sull’attuale contesto normativo amministrativo e di mercato del calcestruzzo preconfezionato. La storia dell’ATECAP è tutta in questa direzione ma forse ora si vuole “spingere sull’acceleratore” per giungere a risultati concreti nel più breve tempo possibile. Il neo Presidente ha direttamente partecipato alla messa a punto di tante iniziative avviate in passato dell’Associazione in quanto ne è stato fino a qualche settimana fa componente del Consiglio Direttivo e Presidente della Commissione Marketing. Ha potuto dunque sperimentare quell’attivismo che contraddistingue l’operatività dell’ATECAP e la linearità dei percorsi avviati, la coerenza dell’azione, la sempre presente tensione nell’affermare valori che nobilitano la stessa funzione imprenditoriale.
Valori che poi si tramutano in norme tecnico-economiche e deontologiche che non solo vengono proposte all’esterno come best practices ma diventano, mediante processi di ampio consenso, veri e propri doveri per gli Associati.
Ciò che attende il neoeletto Presidente sono due anni di forte impegno: l’andamento del mercato impone un’azione associativa finalizzata a valorizzare il calcestruzzo per le sue elevate qualità tecniche e per la sua capacità di rispondere a tutte le esigenze architettoniche e costruttive.
In particolare, ciò sarà fatto rafforzando le attività di comunicazione dell’associazione, attività che in un organismo di rappresentanza servono a tutelare gli interessi dei propri membri prevalentemente fornendo dell’Associazione e della categoria rappresentata un’immagine quanto più affidabile per tutti gli interlocutori. Obiettivo di questo insieme di iniziative è restituire valore a un materiale da costruzione che, pur essendo quello utilizzato nella stragrande maggioranza degli edifici e infrastrutture del Paese, sta progressivamente perdendo appeal a causa essenzialmente dell’ignoranza delle norme che presiedono al suo corretto utilizzo, della volontà di alcuni operatori (troppi) lungo tutto l’iter di prescrizione, produzione e posa in opera del calcestruzzo di non applicare le norme, forti della mancanza di controlli e di sanzioni capaci di funzionare come deterrente a certi comportamenti.
Contro tutto questo è impegnata l’Associazione Tecnico Economica del Calcestruzzo Preconfezionato, che rappresenta e tutela gli interessi dei produttori e presta assistenza tecnica, normativa ed economica alle aziende associate. Ad essa aderiscono oltre 250 imprese e circa 800 impianti di calcestruzzo. Vanta, inoltre, 100 soci aggregati tra associazioni culturali e di categoria, enti, professionisti che operano nel calcestruzzo preconfezionato e del suo vasto indotto. L’Atecap è aderente a Federbeton e Federcostruzioni di Confindustria. Ha promosso la costituzione della Consulta per il Calcestruzzo e di Progetto Concrete. Aderisce all’ERMCO, l’Associazione europea di produttori di calcestruzzo preconfezionato e interloquisce con le principali Istituzioni nazionale e di certificazione del settore.
Ma è agli inizi degli anni duemila che l’Atecap rafforza la sua struttura per fornire una più forte assistenza e consulenza anche sugli aspetti legali inerenti la produzione del calcestruzzo, nonché sui temi dell’ambiente, della sicurezza e del marketing.
Contemporaneamente l’Associazione si apre al confronto con il mondo degli altri attori, pubblici e privati, coinvolti nel processo produttivo incalzandoli con proposte di modifica normativa e di collaborazione operativa: dai progettisti alle imprese di costruzione, dalle direzione lavori alla pubblica amministrazione.
Gli attuali scenari di mercato impongono un ulteriore cambiamento, i riflettori non sono più puntati genericamente sul settore delle costruzioni, ma i media cominciano ad interessarsi con maggiore frequenza al settore del calcestruzzo preconfezionato spesso mettendone in luce le criticità.
L’Atecap sta da tempo perseguendo l’obiettivo della qualificazione degli operatori, intesa – in primis – come rispetto delle norme vigenti, presupposto che appare scontato, ma che in realtà troppo spesso appare lontano, e lo fa nella convinzione che gli imprenditori “meritevoli” di essere rappresentati e tutelati siano quelli che si distinguono per l’impegno profuso a rispettare le leggi, i regolamenti e che orientano le proprie azioni e comportamenti a principi e obiettivi etici e deontologici condivisi.
In questa direzione, l’Assemblea dei soci Atecap ha preso in più occasioni precise posizioni arrivando anche a prevedere per i propri soci il possesso obbligatorio di requisiti non imposti dalla legge, ma considerati necessari per assicurare più elevati livelli di affidabilità e prefigurando, in questo modo, una sorta di marchio di qualità.
Questo è noto agli associati, ad alcune Istituzioni, ma non è affatto percepito dall’opinione pubblica che, come frequentemente accade, fa «di tutta l’erba un fascio».
L’Atecap ha agito e continuerà ad agire attraverso Progetto Concrete con progettisti, direttori lavori e imprese di costruzione, affinché si applichino le Norme Tecniche per le Costruzioni e aumenti l’attenzione verso i capitolati, per garantire che selezionati e qualificati produttori forniscano rispondenza del materiale alle prescrizioni e, quindi, durabilità delle opere nel tempo.
È giunto il momento di intensificare la collaborazione con le Istituzioni tutte, la Pubblica Amministrazione e gli Istituti di Certificazione e i Laboratori di prove materiali.
In altri termini, come ha già dichiarato il Presidente Sarno, è necessario che l’azione dell’Atecap rafforzi il suo messaggio di qualificazione sia verso i produttori di calcestruzzo, a partire dagli associati, sia verso gli altri interlocutori, pubblici e privati, coinvolti nell’impiego di calcestruzzo.


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xilopack: esempio irpino di valore aggiunto

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Non una semplice cassetta, ma uno strumento di comunicazione in grado di valorizzare al massimo l’immagine aziendale e conferire un valore aggiunto al prodotto che contiene. Rappresenta questo, sul mercato di riferimento, il prodotto di Xilopack, ultima nata del Gruppo Fantoni che progetta, produce e distribuisce in Italia e all’estero (Francia, Marocco, Spagna) sistemi per l’imballaggio ortofrutticolo realizzati interamente in Mdf. Materia prima che l’azienda riceve direttamente dalla “consorella” Novolegno, forte della sua presenza trentennale sul territorio irpino. Valore estetico elevato, impilabilità, robustezza, resistenza all’umidità, solidità, facilità/economicità di trasporto e stoccaggio e, non da ultimo, totale rispetto dell’ambiente sono le straordinarie caratteristiche dell’imballaggio Xilopack.
In uno scenario generale di omologazione che appiattisce le differenze, la capacità di distinguersi viene considerata, dal management aziendale, determinante per il successo o meno del prodotto, anche per quel che concerne il settore dell’imballaggio ortofrutticolo. Dove, oggi, una grande possibilità di distinguersi è legata proprio alla Xilopack. L’azienda, che nasce nel 2003 nell’area industriale Asi della frazione Arcella di Montefredane, si estende su un’area di 10mila metri quadri di cui 5mila coperti da una struttura all’avanguardia, sia stilistica sia tecnologica, combinata in cemento ed acciaio. Lo stabilimento, strutturato con una linea di produzione e due isole robotizzate per la trancia, la sbiancatura e la personalizzazione del prodotto, dà lavoro a 15 unità dirette e ad oltre 30 indirette altamente specializzate. É inoltre dotato di una serie di robot che conferiscono un altissimo livello di automazione e consentono una capacità produttiva di oltre 50mila pezzi al giorno (4000 all’ora). Fiore all’occhiello aziendale è il modernissimo magazzino automatico per lo stoccaggio dei semilavorati e dei prodotti finiti che ha una capienza di 3.600 posti pallet. Un po’ come avere sempre a disposizione (dei clienti) 4 milioni di cassette piatte pronte per la consegna. Disponibile in una serie di formati realizzati su tre diverse basi (cm. 20×30; 30×40; 30×50), la cassetta Xilopack si lascia, dunque, alle spalle il concetto di semplice contenitore. In un’ottica di gestione consumer oriented, pienamente sposata dall’azienda, la completa disponibilità nei confronti del cliente impone, infatti, di venire incontro alle sue esigenze in modo totale, per garantirgli la più completa comodità. É in nome di questo principio che Xilopack lascia piena facoltà al cliente di scegliere tra tre distinti sistemi di chiusura delle cassette che possono essere assemblate o direttamente in azienda, o presso i diversi centri di assemblaggio (con macchina automatica), o ancora direttamente e all’occorrenza dagli stessi clienti finali (ai quali viene consegnata in comodato d’uso gratuito una macchina semiautomatica). Le cassette sono fornite in formato “flat”, come fogli da montare con apposita macchina assemblatrice, estremamente facile e comoda da adoperare, dalle dimensioni ridotte e dai costi estremamente contenuti. Tutto ciò consente di ottimizzare gli spazi di magazzino e di avere sempre a disposizione la quantità di imballaggi necessaria a fronteggiare con prontezza anche richieste impreviste ed urgenti. Un alto riscontro anche sui mercati esteri sta avendo la nuova gamma di prodotti costituita dai “pannelli sbiancati in mdf”, utilizzati per creare componenti di cassette (testate, fiancate, eccetera). É per tutte queste ragioni che, dal 2004 ad oggi, Xilopack ha prodotto e distribuito, servendosi anche dei diversi centri di assemblaggio distribuiti in diverse zone d’Italia, oltre 20 milioni di cassette ortofrutticole interamente in Mdf. Nota di merito spetta, infine, a questi centri che, con due strutture in Puglia ed una in Sicilia, zone a forte vocazione ortofrutticola (e dove la cassetta Xilopack ha già riscosso un enorme gradimento), assicurano, ovunque, un servizio e un’assistenza all’altezza degli standard più alti.


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basso: inaugurata la nuova linea cosmetica La presentazione nella suggestiva cornice di Villa RaianoRaiano

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Basso scommette sulla bellezza. Il noto brand collegato all’olio (Basso Fedele e Figli), al vino (Villa Raiano) e all’energia (Basso Energia) ha di recente inaugurato una linea estetica a base di cosmetici naturali. Si tratta della prima iniziativa del genere realizzata in Irpinia e in Campania. La presentazione alla stampa e ai compratori internazionali è avvenuta nella suggestiva cornice di Villa Raiano, dove lo scorso 29 maggio, si è tenuta una serata di gala. Presenti, oltre a Sabino Basso, amministratore dell’omonima azienda agroalimentare di San Michele di Serino e presidente della Piccola Industria di Confindustria Avellino, il presidente della Provincia di Avellino, Cosimo Sibilia, il sindaco di Avellino, Giuseppe Galasso, numerosi consiglieri comunali e provinciali, autorità civili e militari, rappresentanti della magistratura, delle professioni, dell’ordine forense, il consigliere regionale Antonia Ruggiero, il direttore Stapa Cepica di Avellino, Alfonso Tartaglia, lo stato maggiore della Confindustria Avellino, tra cui Guido Cianciulli, Pino Bruno, Federica Vozzella, Renato Abate e il direttore Giacinto Maioli; assente giustificato il Presidente Silvio Sarno.
Un buffet con le eccellenze enogastronomiche irpine è stato allestito dall’azienda vinicola Villa Raiano per accompagnare la presentazione della linea cosmetica, curata dalla responsabile qualità dell’azienda, Maria Sicuranza, dalla responsabile della casa cosmetica bolognese Camorak, Eugenia Palumberi, e dall’amministratore unico dell’azienda Sabino Basso. Frutto della ricerca dell’oleificio irpino e della partnership con la bolognese Camorak, la nuova linea produttiva è già attesa sugli scaffali delle profumerie internazionali. Con essa si sta attuando l’ampliamento strategico della gamma aziendale per approdare, in maniera competitiva, su nuovi e interessanti settori di mercato. La nuova linea cosmetica “Basso”, ultimogenita tra i prodotti dell’azienda, esalta in particolare le qualità benefiche dell’olio extravergine di oliva biologico, usato nel Mediterraneo sin dall’antichità come emolliente e anti-age, in una gamma completa che va dai detergenti alle creme idratanti e antirughe. L’olio extra vergine di oliva, com’è noto, è un prezioso alleato della salute dell’organismo e della pelle, non solo attraverso l’alimentazione, ma anche come componente di cosmetici e detergenti. Era utilizzato, infatti, per le sue proprietà cosmetiche già dagli Egizi e dagli abitanti della Grecia antica ma anche dalle donne romane per la cura della pelle e dei capelli. I suoi principi attivi, in grado di stimolare i processi rigenerativi della pelle e rendere lucidi e morbidi i capelli, fanno dell’olio extra vergine di oliva un perfetto alleato per un trattamento di bellezza. «Per questo motivo – ha spiegato la responsabile qualità, Sicuranza – la Basso Fedele e figli srl ha voluto selezionare il migliore olio extravergine di oliva biologico, estratto a freddo ed a bassa acidità, e trasferirne le sue benefiche proprietà alla neonata linea cosmetica». «La nuova gamma di prodotti – ha aggiunto – comprende, per la cura del viso, una crema antirughe e una idratante, che racchiudono i preziosi principi attivi dell’olio extra vergine d’oliva, come le vitamine A ed E e la frazione insaponificabile altamente rigenerante. Per il trattamento del corpo l’olio extra vergine d’ oliva è stato associato all’olio di jojoba con effetto idratante». «Completano la linea – ha concluso Sicuranza – un sapone liquido a ph neutro, una crema per mani e un bagno-doccia formulato con detergenti di derivazione naturale, arricchiti di olio d’ oliva extra vergine con effetto emolliente».
Nati dall’esigenza di misurarsi con sfide sempre nuove, questi cosmetici sono stati pensati anche per il mercato estero che vede nel Mediterraneo, nella sua tradizione e nella bellezza delle sue donne, una fonte di “benessere”, cui attingere a piene mani. Sono stati già conclusi, infatti, i primi accordi per la distribuzione dei cosmetici “Basso” in Russia, Germania, Giappone e Stati uniti d’America.
«Partendo da una materia prima eccellente – ha evidenziato la responsabile della casa cosmetica bolognese Camorak, Eugenia Palumberi – come l’olio extravergine d’oliva biologico, la linea cosmetica “Basso” si pone come prodotto di alta qualità, la cui distribuzione, anche all’estero, sarà indirizzata verso il canale delle erboristerie, profumerie qualificate, farmacie, in grado di intercettare una clientela sensibile ai valori della naturalità e del benessere che sono tipici dell’azienda irpina». La tempesta economica del momento non frena dunque le ambizioni dell’imprenditore Basso: «La crisi ci ha in qualche modo costretti a diversificare – ha spiegato – ma sarebbe un errore fermarsi e non tenere conto di quel che chiede il mercato». «Noi operiamo da sempre con l’estero -ha aggiunto Basso – dove i nostri clienti sono alla perenne ricerca di novità. La nuova linea ci era stata, in qualche modo, richiesta. Sono certo che raccoglierà consensi».
Tuttavia, non basta fermarsi alla clientela interessata. Le ambizioni per il futuro sono grandi. «La nuova linea – ha sottolineato l’imprenditore – è stata lanciata in sinergia con la Camorak di Bologna, azienda leader di settore, dove viene materialmente realizzata. Nel giro di un anno, contiamo di seguire in loco l’intero giro di produzione, allestendo dei laboratori e una struttura ad hoc. Dopo il lancio, vogliamo aggredire farmacie e punti vendita di settore. Insomma, siamo appena agli inizi». Agli interventi tecnici è seguito un piacevole momento di spettacolo, con le melodie della grande tradizione partenopea interpretate da Mario Maglione e la scanzonata comicità dell’attore e showman Gino Rivieccio. Allestita, infine, una grande mostra pittorica con circa un centinaio di opere del Maestro Giovanni Spiniello


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Aspettando giffoni in IrpiniA Gli eventi della Banca della Campania

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La Banca della Campania rinnova la partnership con il Giffoni Film Festival. Luci e suoni per quasi un mese, dall’8 giugno al 13 luglio, hanno trasformato il complesso di Collina Liguorini in un luogo incantato, così come suggerisce il tema prescelto per quest’edizione, “Atmosfere”. Il premio Immagine è Comunicazione è andato al Maestro Mario Monicelli. Tra le presenze illustri la splendida attrice Ornella Muti, il cantante – professore Roberto Vecchioni, la voce più prestigiosa del teatro italiano Giorgio Albertazzi, il grande soprano Katia Ricciarelli. Il direttore generale della Bdc, Francesco Fornaro, banchiere con grande cultura artistica, spiega le finalità dell’iniziativa che permette di accendere i riflettori sulla città di Avellino, per oltre un mese capitale del cinema, dello spettacolo e della musica.

Si rinnova il binomio Bdc-Giffoni. Perché?
É una sinergia che consente di affinare gli strumenti didattici attraverso i quali avvicinare i giovani al mondo dell’economia. Abbiamo scelto di affiancarci ad un’iniziativa che coinvolge migliaia di ragazzi, che ha contenuti culturali, una forte impronta comunicativa e una chiara riconducibilità al territorio. É un modo corretto per essere più vicini ai giovani. Non è un caso, quindi, che Banca della Campania si unisca ad un evento internazionale cinematografico dedicato ai ragazzi.

Istituti di credito nel sociale: quale tipo di rapporto?
Penso che sia doveroso che una parte delle risorse delle banche, quando il conto economico lo consente, sia destinata a iniziative socialmente apprezzabili. D’altronde, il mecenatismo è da sempre una delle fonti di finanziamento delle associazioni senza finalità di lucro e ha permesso di realizzare progetti che altrimenti non avrebbero mai visto la luce. Ci sono di esempio in questo campo le grandi multinazionali, che destinano cospicue risorse al sociale anche se, purtroppo, tali risorse sono del tutto inadeguate.

Quali sono le azioni promosse in tal senso da Banca della Campania?
Per quanto possibile, la Banca della Campania si sforza di essere presente al fianco di quelle iniziative che presentano un contenuto sociale. E lo fa con grandi sforzi e qualche sacrificio. La partecipazione al Giffoni Film Festival, ad esempio, presenta aspetti ovviamente commerciali, ma è anche il segno che la banca crede fortemente nei giovani e li considera una risorsa e un investimento per il suo stesso futuro.

Avete organizzato iniziative culturali? Quali?
Cultura è una parola impegnativa. Certo ci piace che gli eventi ai quali partecipiamo abbiano anche un connotato che non sia di puro svago. Mi piace ricordare, ad esempio, i convegni a elevato contenuto specialistico riservati agli operatori dell’economia e della finanza, nonchè i seminari su particolari temi quali le incentivazioni, i profili societari, le riforme fiscali e tributarie. Il denominatore è la valorizzazione del territorio e delle sue grandi potenzialità, in grado di proiettare un’immagine finalmente vincente delle nostre terre, ricche di storia, tradizione e cultura e che, opportunamente sviluppate, possono trasformarsi un uno straordinario volano di sviluppo.


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Canada in forma smagliante. Jim Flaherty sventola la buona e prudente gestione economica

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Il dollaro canadese ha ripreso a crescere in modo spumeggiante e bordeggia la parità con il dollaro americano. Un’eccessiva forza della moneta nazionale potrebbe creare qualche…


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Ccnl Industria alimentare – Cassa AssicurativaRischio Vita Industria Alimentare – Informativa per le aziende e circolare della cassa con istruzioni operative

Category:LAVORO E PREVIDENZA

Prot. N. I/  /10

Avellino, 2 agosto 2010

Ccnl Industria alimentare – Cassa AssicurativaRischio Vita Industria Alimentare – Informativa per le aziende e circolare della cassa con istruzioni operative. 

 

Provvediamo a trasmetterVi in allegato la circolare diramata da Federalimentare con la quale viene fornita una prima informativa alle imprese circa gli adempimenti assunti in seno al Consiglio di Amministrazione della cassa Rischio Vita in attuazione di quanto previsto all’art. 74 ter del CCNL per i lavoratori dell’Industria Alimentare. 

In data 27 luglio u.s. inoltre è intervenuta la circolare diramata ufficialmente dalla Cassa Assicurazione “Rischio Vita” Industria Alimentare che provvediamo a trasmetterVi parimenti in allegato che ha fornito le istruzioni operative per il versamento da parte delle aziende della contribuzione prevista dal vigente CCNL industria alimentare. 

Restiamo a disposizione per eventuali chiarimenti e porgiamo distinti saluti.

 

IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli

 

Allegati n. 2

Allegato 1

Allegato 2 (download)

 Allegato 1)

Informativa per le aziende

 

Come noto con l’art. 74-ter del Ccnl per i lavoratori dell’Industria alimentare (e successive modifiche), le Parti stipulanti hanno inteso disporre un obbligo in capo a tutti i datori di lavoro che danno applicazione al predetto CCNL di fornire una prestazione assistenziale consistente nella erogazione di un capitale assicurativo, a beneficio degli eredi legittimi di cui all’art. 536 c.c. dei lavoratori a tempo indeterminato deceduti in costanza di rapporto di lavoro.

Con riserva di fornire indicazioni più dettagliate sulle modalità di versamento della contribuzione a carico delle imprese, si fornisce una prima informativa circa gli orientamenti assunti in seno al CdA della Cassa.

In primo luogo è utile evidenziare gli aspetti gestionali / operativi oggetto delle Convenzioni stipulate dalla Cassa con INPS / Agenzia delle Entrate / Enti collegati, relativi alle modalità di materiale raccolta dei premi e della registrazione informatica delle liste anagrafiche dei lavoratori cui si riferisce l’obbligo contrattuale.

In particolare, si porta all’attenzione delle aziende associate che i versamenti a carico delle imprese avverranno con periodicità mensile per il tramite del F24 (il cui modello sarà aggiornato a cura dell’INPS con la previsione di una riga / casella appositamente destinata a tale funzione).

Conseguentemente, l’Agenzia delle Entrate provvederà a versare le quote di pertinenza ad un conto corrente da dove poi le stesse saranno girate alla Compagnia di assicurazione.

La relativa raccolta delle anagrafiche dei lavoratori assicurati, cui imputare la rispettiva quota, avverrà per il tramite dell’UNIEMENS. 

Tali strumenti sono stati individuati dal CdA per utilizzare sistemi capillari, efficienti e di massima tutela anche in termini di riservatezza, oltre che già noti alle imprese.

Riteniamo opportuno segnalare anche che una verifica della correttezza delle imputazioni delle quote versate, ai fini della “quadratura” del sistema, verrà svolta con la collaborazione di SISPI (Società partecipata da INPS), la quale provvederà a contattare le imprese in caso di eventuali inesattezze / anomalie contabili così da consentire l’eventuale tempestiva correzione

Nell’ipotesi meramente residuale di mancato utilizzo / funzionamento dell’UNIEMENS, la Cassa si doterà anche di un sistema autonomo, che consentirà alle imprese di inserire direttamente nel portale internet della Cassa le anagrafiche dei lavoratori.

Ciò premesso in termini di operatività amministrativa, per quanto riguarda invece la prestazione assicurativa vera e propria, si porta a conoscenza che la Cassa – dopo un percorso selettivo che ha coinvolto le maggiori società assicurative nazionali – ha individuato per un affidamento congiunto dell’incarico due di esse (Unipol Gruppo Finanziario e Cattolica Assicurazioni).

Con l’obiettivo di rendere la Cassa operativa già entro il mese di luglio (come da orientamento di cui al verbale di Accordo del 20 aprile 2010 e alla riunione dell’Assemblea dei Delegati del 23 marzo 2010), sono in corso di definizione i termini esatti dell’operazione complessiva, dopo di che a breve saranno perfezionate le relative procedure informatiche e saranno formalmente sottoscritte le varie Convenzioni.

Ad esito di questo processo conclusivo, verrà diffusa un’ulteriore informativa dettagliata alle Associazioni, imprese e ai lavoratori, ove potranno essere meglio chiariti tutti gli altri aspetti di merito, operativi, fiscali e contributivi, affinché le imprese possano provvedere alle operazioni di versamento e di registrazione.

Nel merito, segnaliamo che, nel negoziato con le Compagnie Assicuratrici, la Cassa (preso atto delle offerte pervenute e tenuto conto dell’equilibrio finanziario) ha determinato le caratteristiche della prestazione dovuta ai beneficiari adottando uno schema assicurativo che consentirà di erogare un capitale assicurato diversificato in ragione della fascia di età nella quale si verifica la morte del lavoratore (sul presupposto di una tendenziale differente gravità dell’impatto economico di un’improvvisa perdita di reddito all’interno di un nucleo familiare a causa della morte del lavoratore).

Per quanto riguarda gli aspetti fiscali e contributivi, si rinvia alla scheda tecnica allegata.

Nel restare a disposizione per eventuali chiarimenti,  e con riserva di ulteriori informative sull’argomento, porgiamo i più cordiali saluti.

 

SCHEDA TECNICA ALLEGATA SUI PROFILI FISCALI E CONTRIBUTIVI

1. PREMESSE DI FATTO

Il CdA della “Cassa Assicurativa Rischio Vita per i dipendenti dell’Industria alimentare”, costituita dalle Parti sociali in base al CCNL dell’Industria alimentare (art. 74 ter) ha negoziato (sulla base di un invito ad offrire trasmesso alle principali Compagnie di Assicurazione) una Convenzione assicurativa che consenta ai datori di lavoro di fornire la prestazione assistenziale obbligatoria ai sensi del medesimo art. 74 ter (erogazione di un determinato capitale agli eredi dei lavoratori nel caso di morte).

In particolare il CdA ha definito modalità amministrative e assicurative per la partecipazione necessaria dei datori di lavoro alla Cassa, tali da garantire uno strumento che collettivamente e mutualisticamente offra la copertura economica di tale obbligo datoriale, mediante delega alla Compagnia di assicurazione.

Il premio assicurativo, integralmente versato dai datori di lavoro, è pari a 24 € / anno.

2. PROFILI FISCALI E CONTRIBUTIVI A CARICO DEL LAVORATORE

La natura di questi 24 € è tale da escluderne l’imponibilità fiscale, oltre che la contribuzione a carico dei lavoratori.

Questo principio emerge dalla applicazione di quanto indicato dalla circolare Agenzia Entrate n. 55, del 4 marzo 1999 (che ad ulteriore conferma è stato successivamente ribadito dalla circolare ANIA n. 79, dell’8 aprile 2002).

In particolare, la circolare dell’Agenzia Entrate al par. 2.2 chiarisce che, nel caso di “obbligo a fornire una prestazione assistenziale”, si considera non imponibile il costo della copertura assicurativa.

Il passaggio è puntualmente ripreso da una successiva Circolare ANIA dell’8 aprile 2002 che ribadisce come i premi versati dal datore di lavoro siano intassabili se dal CCNL “risulti unicamente l’obbligo del datore di lavoro di corrispondere trattamenti assistenziali e non anche le modalità attraverso le quali egli deve adempiere”.

Tale circostanza è riscontrabile nella nostra situazione, ove il CCNL lascia ai datori di lavoro la facoltà di adempiere all’obbligazione con altri strumenti (l’istituto non è cumulabile con trattamenti già operanti).

3. PROFILI FISCALI E CONTRIBUTIVI A CARICO DEL DATORE DI LAVORO 

Anche se la citata Circolare dell’Agenzia delle entrate consente di escludere l’importo versato dalle aziende dall’imponibile fiscale, resta, comunque applicabile l’art 6, comma 4, lett. f) del d.lgs. n. 314/1997, in base al quale “le somme a carico del datore di lavoro, versate o accantonate, sotto qualsiasi forma … a casse, fondi, gestioni previste da contratti collettivi … al fine di erogare prestazioni assistenziali, a favore del lavoratore e dei suoi familiari … sono assoggettati al contributo di solidarietà del 10%”.

 

E’, dunque, applicabile la contribuzione di solidarietà, nella misura vigente del 10%.

4. PROFILI FISCALI A CARICO DEI BENEFICIARI 

In conclusione si precisa che la prestazione assistenziale / assicurativa a favore dei beneficiari non è in alcun modo assoggettabile a tassazione.


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Applicazione Art. 1 Legge 29.05.1982 – n. 297 in materia di trattamento di fine rapporto Giugno 2010.

Category:LAVORO E PREVIDENZA

Prot. n.I /   1886 /10      

Avellino,  21 luglio  2010    

Applicazione Art. 1 Legge 29.05.1982 – n. 297 in materia di trattamento di fine  rapporto Giugno 2010.  

 

L’Istituto Centrale di Statistica ha reso noto l’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli Operai-Impiegati relativo al mese di  Giugno 2010.

In ottemperanza alle norme specificate nell’art. 1 della Legge 297/82 e con riferimento ai criteri applicativi indicati nelle nostre precedenti circolari Vi comunichiamo che il coefficiente utile per la rivalutazione a  Giugno 2010 del  trattamento di fine rapporto è pari a1,014680 

Tale coefficiente è ricavato dai calcoli riportati in calce. 

A disposizione per ogni ulteriore  chiarimento, porgiamo distinti saluti.

 

  IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli

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0,75 + 0,75 x ((137,1- 135,8)/135,8) x 100 =

0,75 + (0,75 x 0,957290) = 

0,75 + 0,717968 = 1,467968

D O V E

– 0,675 è  la percentuale  in  misura  fissa  da calcolare  in dodicesimi  (6 per il mese di Giugno 2010)

–  137,1 è l’ indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai – impiegati nel mese di Giugno 2010;

–  135,8 è l’ indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai – impiegati nel mese di dicembre 2009;

–  0,75 è la percentuale cui deve essere ridotto l’aumento dei prezzi al consumo del mese di  Giugno 2010 rispetto a Dicembre 2009.                                          

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SISTEMA SISTRI. PUBBLICAZIONE DEL D.M. 9 LUGLIO 2010 SU PROROGA OPERATIVITA’ DEL SISTEMA E ALTRE DISPOSIZIONI.

Category:AMBIENTE E SICUREZZA

Prot. N. I/ /10

Avellino, 19 luglio 2010

SISTEMA SISTRI. PUBBLICAZIONE DEL D.M. 9 LUGLIO 2010 SU PROROGA OPERATIVITA’ DEL SISTEMA E ALTRE DISPOSIZIONI.

Facciamo seguito alla nostra Circolare del 12 luglio 200 Prot. N. I/1815/10 per informarVi che è stata pubblicato sulla G.U. n. 161 del 1.07.2010 il Decreto Ministeriale 9 luglio 2010 “Modifiche ed integrazioni al Decreto 17 Dicembre 2009, recante l’istituzione del sistema di controllo della tracciabilità di rifiuti, ai sensi dell’art.189 del decreto legislativo n. 152 del 2006 e dell’art. 14 bis del D.L. n. 78/2009 convertito con modificazioni dalla Legge 102 del 2009”.

Tra le principali disposizioni introdotte segnaliamo in particolare:

–       proroga dei termini di operatività del sistema SISTRI al 1° ottobre 2010 per tutte le imprese;

–       il termine previsto per il completamento della distribuzione dei dispositivi USB e della installazione delle Black Box è prorogata al 12 settembre 2010.

–       Viene soppresso il termine di trenta giorni dalla data di entrata in vigore del DM 17.12.2009 per la presentazione delle domande di autorizzazione all’installazione delle black box e previsione di un ulteriore corso di formazione per l’anno 2010;

–       Estensione della videosorveglianza agli impianti dedicati al coincenerimento dei rifiuti;

–       procedura nei casi di rifiuti non accettati;

–       variazione della tabella relativa agli importi del contributo SISTRI per enti ed imprese produttori di rifiuti pericolosi fino a 10 dipendenti con una modulazione che comprende oltre al numero di dipendenti anche la quantità di rifiuti. Le imprese interessate potranno conguagliare il maggiore importo versato sui contributi dovuti per gli anni successivi; sul sito www.sistri.it nella sezione documenti è stato pubblicato il modulo per la richiesta del conguaglio dei contributi Sistri in virtù della nuova disposizione; invitiamo le aziende interessate che rientrano in tale casistica a contattarci;

–       precisazione che consente alle aziende per le quali  il numero dei dipendenti occupati si è modificato rispetto all’anno precedente, e vada ad incidere sull’importo del contributo dovuto, di effettuare l’indicazione del numero di dipendenti relativo all’anno in corso, previa dichiarazione al SISTRI.

Inoltre il provvedimento modificando le precedenti disposizioni del DM 17.12.2009 ha ampliato i limiti dimensionali delle imprese che possono delegare le associazioni per adempiere agli obblighi derivanti dall’operatività del sistema SISTRI, a quelle la cui produzione annua non ecceda le 20 tonnellate di rifiuti non pericolosi e non ecceda le 4 tonnellate di rifiuti pericolosi.

 

Tramite la nostra società di servizi Ricerche e Studi stiamo predisponendo anche questo servizio per cui invitiamo le aziende associate che intendono avvalersi della possibilità di delegare l’associazione, di contattare i nostri Uffici.

Infine Vi segnaliamo che nell’articolo apparso sul “Il Sole 24 Ore” di Venerdi 16 luglio u.s. Confindustria ha espresso nuovamente la propria posizione in favore di date differenziate per l’avvio del sistema SISTRI in modo che la responsabilità di rodare il sistema venisse lasciata alle imprese di maggiori dimensione e quindi più strutturate, e le imprese più piccole potessero beneficiare della precedente esperienza ed evitare prevedibili disagi.

Confindustria ha inoltre richiesto che il Ministero preveda un sistema di ravvedimento operoso per rimediare ad eventuali errori materiali, senza incorrere in sanzioni.

Restiamo a disposizione per ogni ulteriore chiarimento e porgiamo distinti saluti.

 

IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli

 


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Chiusura Uffici per ferie collettive.

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Prot. n.D/ 1873/10

Avellino, 19 Luglio 2010

Chiusura Uffici per ferie collettive.

 

Vi preghiamo di prendere nota che  al  fine di consentire ai dipendenti di questa Confindustria di fruire delle ferie e della riduzione orario di lavoro, i ns. Uffici nel periodo estivo effettueranno la chiusura e gli orari di seguito indicati: 

CHIUSURA PER FERIE DA  9  AGOSTO AL  20 AGOSTO 2010 

ORARIO UNICO (8,30-14,00) DAL 2  AGOSTO AL  6  AGOSTO 2010 

( dal lunedì al Venerdì ) DAL 23  AGOSTO AL  27  AGOSTO  2010   

Con i migliori saluti.

IL DIRETTORE

Dr. Giacinto Maioli 

 


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Rallentano i rendimenti dei fondi pensione di categoria. Il bilancio dei primi sei mesi

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